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domenica 27 ottobre 2019

Cosa ci dice l'Umbria

Cosa ci dice l'Umbria

- il voto ricevuto in passato dai 5Stelle traduceva i vaffa che riempivano le piazze con Grillo, una crisi di legittimità delle istituzioni
- la mozione degli affetti antifascista non risponde né a questo segnale forte e strutturale e alla deriva personalistica e plebiscitaria che lo ha generato, né alle insicurezze e alle paure diffuse
- i 5Stelle non hanno capito essi stessi il senso simbolico dei loro consensi, composto da alterità e individualismo, la loro spallata politica è esaurita e ora sopravvivono a sé stessi
- il PD costituisce il problema e non la soluzione, manca di compassione, empatia e comprensione sociale, perché il suo riferimento il Patto del Nazareno e  il suo blocco di nominati e funzionari la cui preoccupazione è capire per tempo per chi abbandonare i Bersani, i Renzi, i Zingaretti, di turno
- pensare che la fine della parabola politica dei 5Stelle sia l'unico esito/prezzo pagato dalla coalizione di governo costituisce un colpevole strabismo politico
- pensare che il tatticismo parlamentare e la giravolta di posizioni e alleanze sistematica, praticata da Renzi, così come la proposta di riduzione della rappresentanza politica e sociale, contenuta nella riforma della Costituzione poi bocciata, costituiscano una proposta politica è illusorio prima che pericoloso per la democrazia
- siamo di fronte a un profondo processo di semplificazione omologante e standardizzata della formazione dell'opinione pubblica che impedisce la condivisione di qualsivoglia pensiero critico e ogni proposta di riformismo radicale fondato sulla partecipazione informata al processo deliberativo e una cultura della cittadinanza condivisa
- la ricostruzione di un campo democratico non può avvenire attraverso scorciatoie, siano l'affido agli esponenti della tecnofinanza europea piuttosto che la creazione ad hoc di liste civiche collegate al PD per intercettare voti altrimenti persi
- occorrono, insieme, una tessitura tenace, rigorosa e inclusiva, di tutte le esperienze culturali, sociali, politiche, imprenditoriali, che praticano esperienze di sostenibilità sociale, ambientale, economica e politica, così come una attenzione alla forma e al metodo che definiscono una forza popolare nell'era digitale post ideologica
- il valore della democrazia e i valori costituzionali non vanno richiamati ma affermati o risultano retorici e afasici

martedì 15 ottobre 2019

S.Siro? Diamo una mano al Consiglio Comunale



Consigliere, consiglieri, sindaco Sala,

nell'ambito della discussione sullo stadio esistente e su quello possibile, che oltre al Consiglio Comunale sta interessando le tifoserie di Inter e Milan e la città, come associazione sensibile al bene comune e alla politica pubblica abbiamo preparato una mozione a riguardo che mettiamo a disposizione del Consiglio Comunale come contributo agli indirizzi che occorre definire sulla questione.

Augurandoci un confronto attivato attraverso la possibilità di una partecipazione informata da parte dei cittadini
Vi inviamo i nostri saluti

Fiorello Cortiana
Lombardia Sostenibile


IL CONSIGLIO COMUNALE

PRESO ATTO
- che Inter e Milan sono società che gestiscono un monopolio, legato al consolidamento secolare delle tifoserie in città, con una posizione dominante in relazione agli aspetti sportivi del nuovo impianto e qui di del progetto immobiliare complessivo
- che Inter e Milan sono comproprietarie di MI Stadio S.r.l. che si occupa della gestione dello stadio Meazza-S.Siro
- che l'Inter ha come azionista di maggioranza la società privata cinese Suning Holdings Group e l'altro azionista percentualmente importante è il fondo di Hong Kong Lion Rock capital
- che il Milan ha come azionista di maggioranza il fondo d’investimento statunitense Elliott Management Corporation, attraverso la Rossoneri Sport Investment Lux (Lussemburgo)
- che Inter e Milan siano delle Società con connotato essenzialmente economico
- che Inter e Milan non ritengono adeguato lo stadio Meazza-S.Siro agli standard di confort internazionali, all'adeguamento normativo, alla sicurezza delle aree e alla disponibilità delle aree di supporto generatrici di ricavi, quindi alla conseguente valorizzazione finanziaria delle società sportive nel mercato internazionale
- che Inter e Milan hanno scelto di dare vita ad un nuovo progetto, selezionando due possibili soluzioni architettoniche per lo stadio, un progetto che comprende edifici con volumetrie che interessano l'area circostante lo stadio Meazza-S.Siro con funzioni non pertinenti l'attività sportiva e il suo indotto
- che Milano ospiterà l'inaugurazione delle Olimpiadi Invernali

CONSIDERATO CHE
- sono beni comuni quelli di proprietà pubblica censiti catastalmente come tali, sono anche beni comuni l’edificabilità del territorio comunale per quantità, tipo e qualità in quanto bene scarso in relazione con l’aria, l’acqua e l’ambiente naturale
- lo Stadio Meazza S.Siro è un bene comune
- che l'ONU ritiene che a metà del secolo circa il 70% della popolazione mondiale vivrà in ambiti urbani
- che il territorio metropolitano presenta straordinarie opportunità che si devono accompagnare ad una sostenibilità sociale, ambientale e legale, con gli adeguati poteri amministrativi democratici in relazione con la rete dei suoi comuni

IL CONSIGLIO RITIENE
- significativo l'interesse degli attori finanziari e immobiliari internazionali per la città di Milano e il suo territorio, ma non spetta ai privati, direttamente come fondi o attraverso società sportive o immobiliari, pensare agli esiti di insieme, nello spazio e nel tempo, dei loro singoli interventi
- che la tutela dei beni comuni e la “gestione” degli interessi spettano al Sindaco e alla sua Giunta nell’ambito dei suoi legittimi poteri e comunque sotto la giurisdizione dei Tribunali Amministrativi e della Corte dei Conti
- che il progetto sia in diretta relazione e coerenza con il PGT e con il Piano Strategico della Città Metropolitana
- che le procedure e le azioni messe in atto dal Sindaco e dalla Giunta escludano la possibilità di essere considerati come aiuti di Stato a società private, cosa esplicitamente vietata dalla normativa europea
- che il Sindaco e la sua Giunta devono tutelare gli interessi dei residenti in relazione agli interventi previsti dal progetto per una sostenibilità sociale e ambientale del territorio interessato
- che il Sindaco e la Giunta devono considerare centrale per il progetto l'interesse dei tifosi per l'aspetto relativo alle attività sportive, nonché la multifunzionalità dell'impianto
- che il Consiglio Comunale deve valutare le caratteristiche e il valore delle opere di urbanizzazione, la loro necessità ed efficacia rispetto ai “bisogni” della città e alla comunità dei cittadini residenti nel territorio interessato dal progetto, tenendo anche conto dei relativi oneri di manutenzione
- che il cambiamento imposto dalla globalizzazione alla competizione tra nodi metropolitani, non giustifica l'aggiramento, se non l'accantonamento, degli organi di rappresentanza e degli strumenti per una partecipazione informata al processo deliberativo di tutti i 'portatori di interessi' coinvolti
- che tutta la procedura dovrebbe uniformarsi a quanto stabilito:
a) all’articolo 304 del DECRETO LEGGE 27 dicembre 2013, n. 147 che prevede che il Comune la completi portando alla determinazione di interesse pubblico entro 120 giorni dalla presentazione di progetti e decorrono anche altri termini, tutti troppo brevi per valutazioni tanto complesse, determinazioni che tra l’altro mettono in discussione il PGT adesso in approvazione. La lettera d dell'articolo 304 prevede che:“in caso di interventi da realizzare su aree di proprietà pubblica o su impianti pubblici esistenti, il progetto approvato è fatto oggetto di idonea procedura di evidenza pubblica, da concludersi comunque entro novanta giorni dalla sua approvazione. Alla gara è invitato anche il soggetto proponente, che assume la denominazione di promotore. Il bando specifica che il promotore, nell’ipotesi in cui non risulti aggiudicatario, può esercitare il diritto di prelazione entro quindici giorni dall’aggiudicazione definitiva e divenire aggiudicatario se dichiara di assumere la migliore offerta presentata.”
b) all'articolo 305 che recita:“Gli interventi di cui al comma 304, laddove possibile, sono realizzati prioritariamente mediante recupero di impianti esistenti o relativamente a impianti localizzati in aree già edificate.“
- che il Consiglio Comunale deve poter valutare la possibilità di recupero e di ristrutturazione dello stadio Meazza S.Siro, il quale dovrà comunque essere nelle condizioni di ospitare l'apertura delle Olimpiadi Invernali
- che, alla luce delle implicazioni sul territorio circostante, sia nel capoluogo che nella parte di Città Metropolitana interessata, che l'insieme delle funzioni del progetto avrà in relazione al traffico, alla mobilità, al l'ingombro statuto e dinamico dei mezzi di trasporto, all'inquinamento acustico, alla impermeabilizzazione e occupazione del suolo, alla salvaguardia degli altri impianti sportivi esistenti, è necessaria una visione di quella che si vuole che sia la Milano Città Metropolitana. Quindi il Consiglio Metropolitano deve essere istituzionalmente interessato
- che per le implicazioni di un progetto di questa fattispecie occorrono visione, partecipazione e strumenti adatti ad esercitare una quota certa di sovranità da parte dei cittadini, non solo quelli interni alla cinta daziaria
- che il Sindaco e la Giunta devono predisporre procedura e luoghi per una effettiva partecipazione informata dei cittadini
- che in relazione alla espressione delle preferenze dei cittadini sui progetti del l'alternativa precostituita presentata da Inter e Milan sia necessaria trasparenza per sapere con che criterio siano stati scelti gli intervistati, qual è il quesito loro sottoposto, qual è il livello di informazione sul problema di cui dispongano gli intervistati, se vi sono tesi contrapposte, quale spazio sia dato agli oppositori per informarne gli intervistati

IMPEGNA

IL SINDACO E LA GIUNTA A PREDISPORRE ATTI E INIZIATIVE PER LA REALIZZAZIONE DI QUESTE INDICAZIONI CONSILIARI 



lunedì 14 ottobre 2019

Udienza TAR LOMBARDIA per AdP ex scali FS

Oggi udienza del TAR della Lombardia sugli ex scali FS, ditelo ai 134 sindaci della Città Metropolitana di Milano.
Gentile Sindaco,


è inaccettabile che dell’Accordo di programma sugli ex scali FS, destinato a regolare complessi e rilevanti problemi interessanti la città di Milano e i numerosi Comuni con essa collegati, possa far parte, per di più in violazione della normativa applicabile, un Fondo di investimento estero (Olimpia Investment Fund controllato da Kennedy Wilson Europe Real Estate Plc, quotato alla Borsa di Londra) e non ne faccia parte la Città Metropolitana milanese, composta dai 134 Comuni della vastissima area che circonda la città di Milano, con la quale essi dovrebbero collaborare per risolvere i predetti problemi. La società civile e Italia Nostra Nazionale, dopo aver tentato invano di fare sentire la propria voce nelle sedi istituzionali, si sono viste costrette ad esprimere il proprio dissenso contro questa mancanza di rispetto per gli interessi generali della comunità nel modo consentito dalla  legge: introducendo due ricorsi davanti al Tribunale Amministrativo della Lombardia e con denuncie specifiche. La prima udienza del TAR è convocata martedì 15 ottobre alle ore 12,00 in via Filippo Corridoni 39, Milano. Sarebbe importante la presenza di un rappresentante del vostro comune con la fascia tricolore per l'affermazione della dignità istituzionale prevista dal Titolo Quinto della Costituzione.


Invio i nostri saluti e metto in calce i riferimenti dei legali responsabili dei ricorsi oggetto della udienza del TAR.


Fiorello Cortiana

presidente Lombardia Sostenibile

mercoledì 9 ottobre 2019

Prosegue la riduzione politica delle assemblee rappresentative

La riduzione politica delle assemblee rappresentative prosegue nonostante la partecipata vittoria del No al referendum.
L'istituto della democrazia conosce una crisi di legittimità in tutte le latitudini da essa interessate. Qui in Europa la crisi è ben evidenziata dal pressoché strutturale dimezzamento dei partecipanti al momento elettorale. Un processo che è segnato dalla distanza dalle macerie materiali e morali da cui nacque, sapendo andare oltre il doppio vincolo regimi autoritari/ripristino di quelli precedenti. Per chi lega democrazia e libertà alla cultura della cittadinanza condivisa, quindi a un'etica della responsabilità, c'è un lavoro da avviare che non conosce scorciatoie, né riforme a spizzichi. Occorre condividere un pensiero che leghi democrazia e libertà alla partecipazione, alla responsabilità diffusa, al rispetto, inclusione, dialogo, valorizzazione e incontro, tra le differenze. La costruzione di una visione glocale, sia come modello di sviluppo socialmente e ambientalmente sostenibile, sia per istituzioni con una architettura coerente. Ragionare, sperimentare, condividere, la costruzione di una visione è un processo composto anche da azioni e pratiche di cittadinanza attiva e istituzionale. Un processo che veda prestare l'attenzione necessaria tanto ai contenuti quanto alle forme, alle modalità, alle regole, con cui una visione e una proposta si definiscono. Cosa significa costruire una forza politica popolare oggi? Come la politica democratica esercita una piena soggettività in relazione ai poteri della concentrazione finanziaria, nelle loro articolazioni? Come vivere pratiche politiche e esistenziali capaci di costituire un esempio, innanzitutto per i nostri figli? Renzi, Polverini, Lotti o Boldrini, spesso sono un riflesso dell'esercizio della politica come funzione di interessi particolari o ceto politico in ricollocazione. È comprensibile lo sconcerto e l'indignazione, ma non possono costituire una distrazione che definisce il nostro orizzonte politico.

lunedì 7 ottobre 2019

Milano-Barcellona il futuro delle città. Una questione inerente.

Report di Roberto Brambilla della Lista Civica Italiana:

Questa iniziativa è nata perchè leggendo il programma ho visto che il sindaco Sala e la sindaca di Barcellona erano intervistati da Gad Lerner alle 12 di sabato durante l'incontro dal titolo "La città futura" Barcellona - Milano l'impronta digitale che cambia le metropoli".

Per caso ho intercettato il sindaco mentre scendeva dal taxi e quindi gli ho dato  dato il volantino è gli ho detto due parole sul tema: é stato cordiale... Devo dire che molti cittadini mi sono sembrati consci del problema dell'utilizzo delle aree ferroviarie dismesse. Solo uno era ottimista circa il fatto che i privati avrebbero fatto cose buone.

Poi alle 12 sono andato all'incontro e devo dire che il tema dell'utilizzo partecipato degli ex scali sarebbe rientrato bene rispetto agli argomenti trattati quali partecipazione dei cittadini/e, sviluppo delle grandi città, contenimento delle spinte speculative  ecc..

Alle 12.50 sono sceso dal mio posto fino al palco, ho chiamato cortesemente Gad Lerner e gli ho dato 3  volantini chiedendogli di parlarne (vedi foto: I fogli bianchi che ha in mano Lerner sono i nostri volantini). Lui non ha fatto nulla. A fine incontro ho spiegato brevemente alla sindaca di Barcellona il problema e le ho detto, visto che vede spesso Sala, di parlargliene: mi é sembrata molto più attiva e reattiva di Sala. A fine incontro mentre molti giornalisti intervistavano Sala ho colto l'occasione per dire loro che il 15 ottobre ci sarà l'udienza pubblica al TAR.