mercoledì 18 marzo 2026
La guerra ibrida, il controllo sociale e il nostro protagonismo possibile
Arcipelago Milano 18 marzo
Da tempo i telegiornali ci informano di attacchi ai sistemi informatici degli aeroporti o dello sconfinamento/intercettazione di droni sul territorio dell'Unione Europea, nonché di interferenze nelle informazioni e nel dibattito pre-elettorale. Sta accadendo in Ungheria, è accaduto con il 'Russiagate' nella prima elezione di Trump, come ha documentato il Washington Post https://www.washingtonpost.com/world/national-security/obama-orders-review-of-russian-hacking-during-presidential-campaign/2016/12/09/31d6b300-be2a-11e6-94ac-3d324840106c_story.html Cambia il paradigma strategico globale con la minaccia ibrida e l'information warfare per orientare la dimensione cognitiva e psico-sociale. La NATO ha sviluppato il Multi-Domain Operations-MDO, per l’integrazione sincronizzata di strumenti militari e civili in tutti i domini operativi, comprendendo soprattutto quello infodemico e cognitivo. Un approccio integrato tra i domini: quello logico, dell’ambiente tecnologico, cyber ed apparati OT/IoT; fisico, le operazioni condotte dai dipendenti e dall’asset fisico dell’infrastruttura (TVCC, sensori di difesa perimetrale); infodemico, l'ambiente geografico e/o virtuale dove si evolve l’organizzazione.
Ogni dominio è una componente strategica, militare o civile che sia, influenzare l’ambiente cognitivo di un obiettivo diventa cruciale nella guerra ibrida. l'ambiente cognitivo diventa un dominio a sé stante, dove non si orientano ma si costruiscono o si distruggono le volontà politiche, le narrazioni condivise, la coesione sociale, la resilienza individuale e collettiva, la dimensione psicologica. Il Campo di battaglia diventa un sistema operativo integrato, dove la guerra non inizia e non finisce ma si propone in varie forme. L'esercizio della deterrenza, la velocità di reazione, la capacità di anticipazione su tutti i domini, diventano fattori cruciali per la decisione. Qui l'Intelligenza Artificiale consente capacità proattiva e di simulazione, insieme all'eliminazione della narrativa alterata dal nemico. La presenza a Roma per conferenze riservate di Peter Thiel, Presidente di Palantir Technologies, è indicativa del peso dei signori delle corporation nella crisi dell'istituto della democrazia e nella alterazione dell'ordine internazionale. Palantir è una società di analisi dati tra le più potenti e influenti con una legame pervasivo con il settore militare e di intelligence occidentale. Con analisi dei bersagli e della logistica e le susseguenti indicazioni. Si tratta di guerra appaltata a un privato e dell'esercizio della sorveglianza di massa. Thiel, nel suo Saggio Momento Straussiano spiega dettagliatamente la strategia di conquista dei destini del mondo attraverso la tecnologia di sorveglianza. Il tema che pone è il potere assoluto della tecnologia di decidere mentre la politica deve solo comunicare .La sostituzione delle istituzioni pubbliche con la potenza di calcolo privata. Sempre di questi giorni è la notizia che nella classifica dei miliardari italiani per il 2026, stilata da Forbes, il più ricco d’Italia è Giancarlo Devasini, cofondatore dell’azienda di criptovalute con un patrimonio di 89,3 miliardi di dollari. Si tratta di circa il doppio della ricchezza di Giovanni Ferrero, che è secondo con 48,8 miliardi, mentre Andrea Pignataro, CEO di ION software-dati e analisi finanziarie, è terzo con 42,6 miliardi. È la prima volta dal 2007 che in vetta non c’è un Ferrero. Non si tratta solo della deriva finanziaria dell'economia nella produzione di valore, c'è qualcosa di più profondo che si combina con la potenza di calcolo digitale. E' indicativo il fatto che prossimamente gli agenti AI e non quelli umani effettueranno le transazioni, costituite da criptovalute. Meta, la corporation di Zuckerberg ha comprato Moltbook, il social network dove già oggi queste transazioni sono effettuate. L'umanesimo sembra un ferro vecchio in questo inizio di terzo Millennio, ma in questo Medio Evo tecnocratico ci salveremo, ancora una volta, in virtù di una scelta di valore.
Ci ha lasciato Jürgen Habermas, il quale ha colto l'ambivalenza dello spazio digitale: un agire comunicativo universale e la frammentazione della sfera pubblica che limita il confronto trasversale e favorisce la circolazione di informazioni distorte. Mentre la democrazia richiede un dibattito pubblico informato, che in rete è alterato da bolle informative.
La sfera pubblica oggi è una rete di sfere interconnesse. Lo spazio digitale può essere parte di questa rete, a patto che non prevalgano logiche puramente commerciali delle piattaforme digitali che degradano la qualità della discussione pubblica. Quasi a proseguire il dialogo che Habermans aveva avuto con Papa Ratzinger, nel webinar in occasione della 'Giornata mondiale della matematica', Papa Leone XIV ha incoraggiato i partecipanti al a considerare un uso degli algoritmi che promuova una “crescita integrale della persona”, comprendendo “la dimensione morale di queste tecnologie emergenti”. Il Papa ricorda anche la sua esortazione agli studenti riuniti per il Giubileo del Mondo dell’Educazione: 'Non basta avere grande scienza, se poi non sappiamo chi siamo e qual è il senso della vita'. Un richiamo dell'importanza del sapere umanistico e una testimonianza della riserva di umanesimo costituita dalla Chiesa oggi.
L’IA è sempre più pervasiva nella definizione del senso comune dell'agire in società, ma non comprende né interpreta i contesti. Così come non ha intuizioni e neanche compassione sociale. Proprio questa mancanza affida al metodo umanistico una funzione imprescindibile nell’ecosistema digitale affinché la consapevolezza e un'etica della responsabilità permettano a tutti i bambini un futuro sostenibile in condizioni di libertà.
Quando forniamo un prompt, l'IA generativa individua il contesto semantico più probabile e combinando la statistica su miliardi di dati con una potenza di calcolo sempre più grande, fornisce la risposta più probabile. Gli LLM sono efficaci per lavorare sul linguaggio e riconoscono pattern statistici dentro enormi quantità di testo per fornire risposte possibili. Ma ora assistiamo a un cambio di prospettiva rispetto agli attuali LLM. Si tratta di passare dallo sviluppo di modelli sempre più performanti nel generare testo a sistemi che elaborano una rappresentazione del mondo reale per prevedere le possibili evoluzioni: sono i world models. Come le Joint Embedding Predictive Architectures (JEPA), che cercano di anticipare scenari possibili. Qui l’intelligenza artificiale sviluppa le capacità di comprendere le strutture della realtà, con le sue continuità e le sue casualità.
L'integrazione tra l'Intelligenza Artificiale (IA) e l'osservazione della Terra (EO) rappresenta un cambio di
paradigma per la geologia e la protezione civile. Mentre prima l'analisi era basata su campionamenti
puntuali o interpretazione manuale, oggi l'IA permette di elaborare big data satellitari in tempo reale per
identificare pattern invisibili all'occhio umano.
Ecco come le diverse tecnologie interagiscono per monitorare e prevedere i dissesti idro-geologici:
1. Sensori Passivi: Visibile, Infrarosso e Termico
I sensori passivi misurano la radiazione naturale riflessa o emessa dalla Terra. L'IA eccelle nel classificare
questi dati per comprendere lo stato di salute del territorio.
Ottico (Visibile e Infrarosso Vicino - NIR): L'IA utilizza algoritmi di Computer Vision per mappare
l'uso del suolo e la deforestazione. Un versante denudato dalla vegetazione ha una coesione
minore e un rischio di frana maggiore.
Infrarosso a Onde Corte (SWIR): Fondamentale per rilevare il contenuto d'acqua dei suoli e della
vegetazione. L'IA può prevedere zone di saturazione idrica che precedono colate di fango.
Termico (TIR): Permette di monitorare le anomalie di temperatura del suolo, che possono indicare
infiltrazioni d'acqua sotterranee o variazioni nell'umidità, segnali precursori di instabilità.
2. Sensori Attivi: Il Radar (SAR)
Il SAR (Synthetic Aperture Radar) è il vero game changer. A differenza dei sensori ottici, il radar
attraversa le nuvole e funziona di notte, emettendo il proprio segnale.
Interferometria (InSAR): Questa tecnica misura spostamenti del terreno millimetrici. L'IA analizza
serie temporali di immagini SAR per identificare trend di deformazione. Se un versante accelera il
suo movimento di pochi millimetri al mese, l'IA può attivare un alert di pre-collasso.
Monitoraggio delle Inondazioni: Il SAR è sensibilissimo all'acqua (che appare nera nelle immagini).
L'IA può mappare istantaneamente l'estensione di un'alluvione anche durante il maltempo, quando
i droni o i satelliti ottici sono inutilizzabili.
3. Il ruolo dell'IA nella Previsione
L'IA non si limita a guardare, ma costruisce modelli predittivi unendo i dati satellitari a variabili esterne
(piogge, pendenza, geologia).
Machine Learning e Deep Learning
Analisi Predittiva: Utilizzando reti neurali convoluzionali (CNN), l'IA può confrontare migliaia di
immagini storiche di frane avvenute con la situazione attuale, assegnando una probabilità di
dissesto a ogni pixel della mappa, azione che risponde pienamente al detto “prevenire è meglio
che curare”
Early Warning Systems: Integrando i dati satellitari con le previsioni meteo, l'IA può simulare
scenari di inondazione (flash floods) con ore di anticipo, permettendo l'evacuazione delle aree a
rischio.
Non c'è un esito distopico scontato dello sviluppo dell'IA, nel quale essere pedine e spettatori ad un tempo.
Non è irreversibile l'affido del processo cognitivo e delle decisioni agli algoritmi, è possibile un uso delle loro potenzialità per le nostre decisioni.
Ciò se mettiamo in atto azioni e modelli per una partecipazione informata ai processi che interessano questa Piccola Terra.
E' possibile se condividiamo il sapere sviluppato e la sapienza, se ricomponiamo la relazione tra sfera biologica e sfera antropologica del vivente senza la pretesa creazionista dettata dalla hybris ma cercando di capire e usare al meglio la natura informazionale della evoluzione dei cicli naturali.
Se ci consideriamo parte di una comunità che, con la partecipazione consapevole e condivisa, costituisce una straordinaria impresa cognitiva connettiva
Una occasione significativa di esercizio di queste possibilità è in calendario grazie all’Associazione Bastia Città.
Si tratta di un ciclo di conferenze sull’ Intelligenza Artificiale dal
titolo: “Intelligenza Artificiale: Niente Magia, Solo Strumenti”, in programma tra marzo e maggio 2026 https://www.facebook.com/paolalungarotti/videos/intelligenza-artificiale-niente-magia-solo-strumenti-lassociazione-bastia-citt%C3%A0-/1460979575691634/
L’iniziativa si distingue nel vasto panorama di eventi dedicati alla tecnologia per un taglio inedito: quello
geografico, relazionale e pratico. Sotto il coordinamento di Mauro Preda, esperto di Geografia Quantitativa,
l’AI viene analizzata non come fenomeno astratto, ma come una forza che agisce nello spazio fisico e sociale.
La questione non è se le macchine possano pensare, ma se gli uomini lo facciano: partendo da questa
riflessione di B.F. Skinner, il percorso mira a indagare come l'algoritmo stia ridefinendo le relazioni tra
individui, la gestione della complessità, la comprensione dei dati territoriali e la prevenzione dei rischi
ambientali.
La complessità del tema ha imposto un approccio interdisciplinare. Filosofia, diritto, psicologia, ecologia ed
economia convergono per restituire l’AI alla sua dimensione di strumento antropocentrico. https://www.youtube.com/watch?v=M_YQumb9TOA Il panel dei relatori vede la presenza di esperti in diverse materie proprio per valorizzare una pratica interdisciplinare.
Con l'apporto tecnologico di SAPIENTIA AI, guidata dal CEO Marco Cosimetti, sarà fornita la base pratica a questa riflessione:
l'introduzione dell'umanoide SAP-1 non rappresenta una sfida all'umanità, ma l'apice di un modello
antropocentrico. Qui, il lavoro di concetto e controllo si sostituisce alla fatica, delineando la figura del
moderno Centauro dove la tecnologia, rimane uno strumento neutro al servizio della coscienza e della
comunità.
IL CALENDARIO DEGLI EVENTI Il ciclo si articola in tre appuntamenti chiave, ognuno focalizzato su una
diversa spaziale e sociale:
1.L’AI e il Territorio: la vita quotidiana. Sabato 21 Marzo 2026, ore 16:00 – Auditorium Sant’Angelo.
Si parte dalle basi: cos'è una Rete Neurale Artificiale e come questa possa diventare un alleato nella difesa
del territorio prevedendo rischi ambientali. Sarà introdotto il concetto di Prompt Engineering, ovvero l'arte
di chiedere, per imparare a dialogare con la macchina. Saranno approfonditi i temi cruciali quali AI come
oggetto relazionale inedito, l’impatto di AI sulle relazioni interpersonali ed effetti sulla sfera emotiva,
relazionale e psicologica.
2.L’AI e la Società: regole ed etica. Sabato 11 Aprile 2026, ore 16:00 – Sala Monastero Benedettine
Sant’Anna.
Il focus si sposta sulla governance. Sarà approfondita la AI Act, la legge sull'intelligenza artificiale dell'Unione
europea finalizzata a definire un quadro normativo e giuridico comune. Si discuterà di bias algoritmici,
proprietà intellettuale e delle responsabilità degli Enti Locali di fronte alle decisioni automatizzate.
L'obiettivo è definire i confini tra l'efficienza del calcolo e il primato della coscienza umana. Anche in questa
occasione saranno approfondite le implicazioni psicologiche, etiche e morali di AI.
3. L’AI e il Lavoro: il Centauro moderno. Sabato 09 Maggio 2026, ore 16:00 – Auditorium Sant’Angelo
L'ultimo incontro affronta la Quarta Rivoluzione Industriale. Riflettendo sulla paura del robot che ruba il
lavoro si presenterà il modello del moderno Centauro: una collaborazione uomo-macchina che valorizza
le professioni resilienti, dove l'empatia resta insostituibile. Verrà presentato al pubblico il modello
SAPIENTIA
AI e l’umanoide SAP-1.
L'ingresso e l'approccio proposto sono aperti a tutta la cittadinanza, con l'obiettivo di fornire le chiavi di lettura necessarie per
governare il cambiamento senza subirlo. E'prevista la diretta dei lavori attraverso Facebook
https://www.facebook.com/people/Associazione-Bastia-Citt%C3%A0/61572982024814/
Fiorello Cortiana
martedì 3 marzo 2026
Un esempio concreto di Cittadinanza Attiva a Milano
Arcipelago Milano 4 marzo 2026
C'è un esempio concreto per spiegare cos'è l'esercizio della Cittadinanza Attiva a Milano, dove per eleggere il sindaco ha votato il 48% degli aventi diritto, bianche e nulle comprese. Si tratta di una associazione promossa da un gruppo di donne, professioniste in diversi settori, che esprimono la migliore attualizzazione dell'illuminismo lombardo. Cioè produrre azioni concrete e coerenti per turbare l'autoreferenzialità urbanistica favorendo, al contempo, la comprensione e la partecipazione più ampia. Le Giardiniere di Milano si richiamano esplicitamente alle omonime milanesi risorgimentali, tra cui Cristina Trivulzio di Belgioioso, Bianca Milesi, Maria Gambarana, Matilde Viscontini, Teresa Confalonieri, Clara Maffei,Maria Frecavalli. Donne nobili, colte, istruite, coraggiose, facoltose che animavano salotti letterari politici, finanziavano giornali e davano supporto logistico, informativo e propagandistico alla causa risorgimentale contro l'occupazione austriaca tra i Carbonari di Milano e del Piemonte.
Da oltre dieci anni l'associazione Parco Piazza d'Armi Le Giardiniere di Milano è impegnata per la salvaguardia, la tutela e la trasformazione dell'ex Piazza d'Armi, un polmone verde di circa 35 ettari in zona Baggio/Forze Armate, contrastando i progetti di edificazione intensiva.
Se qualcuno pensasse all'effetto NIMBY Not In My Backyard 'non nel mio cortile' animato da alcune sciure milanesi prenderebbe una cantonata: le Giardiniere milanesi hanno uno sguardo ampio su Milano nella sua interezza di situazioni da salvaguardare e da valorizzare all'insegna della vivibilità e della bellezza della città. Certamente ambiziose, per nulla velleitarie, da buone milanesi non hanno alcuna soggezione e contano sulla competenza e sulla verifica dell'efficacia delle proprie azioni. Così quando nel 2023 si è aperto il cantiere delle Residenze LAC in via Cancano, tre torri residenziali alte fino a 43 metri che metterebbero in ombra il Parco delle Cave, si sono messe in azione. Insieme ai cittadini, di una zona che ha memoria della partecipazione attiva per la realizzazione del parco, costituendo il gruppo
Noi del Parco delle Cave – All’ombra dell’ultimo sole. Hanno sporto denuncia contro un intervento autorizzato attraverso una SCIA-Segnalazione Certificata Di Inizio Attività, evitando così l'iter per il permesso di costruire e la conseguente predisposizione del piano attuativo. In realtà non si trattava di una ristrutturazione edilizia, per questo, in seguito alla denuncia, la Procura della Repubblica di Milano ha posto sotto sequestro il cantiere. Le indagini preliminari si sono concluse lo scorso ottobre con 36 indagati, tra ex membri della Commissione Paesaggio, dirigenti comunali, progettisti e notai. Tutti i ricorsi sono stati respinti. Ora Noi del Parco delle Cave – All’ombra dell’ultimo sole hanno proposto ai cittadini di costituirsi parte civile nel procedimento giudiziario per chiedere il ripristino dello stato dei luoghi, il riconoscimento del danno ambientale e la tutela dell’interesse pubblico. Chiunque può costituirsi parte civile perché si tratta di un parco cittadino non solo di quartiere. E' anche stato chiesto alla Soprintendenza il riesame delle modifiche al vincolo indiretto sull'area degli ex Magazzini di Baggio.
La cittadinanza attiva come consapevolezza condivisa, questo propongono le Giardiniere, perché lo sviluppo innovativo di una città ne salvaguarda l'identità-ruolo-funzione se è garantita una partecipazione informata al processo deliberativo. Non lo fanno Municipi senza un bilancio autonomo, senza poteri: ad es. se all'unanimità votano contro la rimozione del pavé il Comune lo rimuove comunque. Lo fanno i gruppi che esercitano la cittadinanza attiva e condividono memoria e senso comune dell'agire collettivo. Per questo nella serata di Martedì 24 febbraio, ospitata dall'Alveare Culturale Studio ETS, si è tenuto un partecipato incontro su “Il paesaggio non è residuo”, con la lettura scenica di Francesca Gemma e Francesco Meola della compagnia Òyes per un contributo alla memoria collettiva sulla storia della Piazza d'Armi e il Parco delle Cave. Un sito https://www.legiardinieremilano.it/ eventi, incontri e produzione di materiali informativi, anche video e fumetti, grazie a tante competenze coinvolte. Questa rete inclusiva e collaborativa, con soggetti diversi e singoli cittadini, non evidenzia soltanto l'intelligenza politica delle Giardiniere in un 'fare' condiviso, mette in luce altresì una domanda e una volontà di partecipazione che la nomenclatura politica non può eludere e ridurre attraverso le 'primarie'. Un'azione legale, amministrativa, culturale, informativa, propositiva e coerente: si direbbe un'azione politica popolare all'insegna del miglior riformismo milanese. Competenza, inclusione, condivisione, questo è il senso della costituzione di Parte Civile aperta a tutti. Per saperne di più c'è una occasione conviviale Mercoledì 4 marzo 2026, ore 18:30 in Via Mengoni 3, sarà un Apericena di Gala Civile, è sufficiente effettuare la prenotazione su legiardinieremilano@gmail.com allo stesso indirizzo si possono chiedere informazioni o mettersi a disposizione per quello che si può.
Intanto è partita la sottoscrizione per la raccolta fondi a sostegno della costituzione di parte civile da parte di singoli cittadini nel procedimento contro le Residenze Lac che si aprirà nei prossimi mesi. Questi i riferimenti per le donazioni, anche contenute ma, ci si augura, numerose.
Amelia RINALDI Carta Postepay Evolution IT11C3608105138244235844252 Causale: Supporto Costituzione parte civile procedimento via Cancano.
Si può fare come le Giardiniere hanno efficaciemente dimostrato.
Fiorello Cortiana
lunedì 2 marzo 2026
Crosetto & c.
La vicenda Crosetto-Dubai-Volo di Stato è il dito che non ci deve fare trascurare la Luna.
Crosetto è un Ministro della Difesa che non sa quando sta per scoppiare una guerra, Taiani è un Ministro degli Esteri che non sa dove sia il Ministro della Difesa e la Meloni è una Presidente del Consiglio che non riceve una telefonata informativa dall’alleato a cui ha dedicato pellegrinaggi, genuflessioni e rilancio MAGA.
mercoledì 18 febbraio 2026
Milano-Cortina 2026 Spigolature e Riflessi
Mentre le azioni di guerra nel mondo non vedono alcuna tregua olimpica è significativo vedere come lo squilibrio internazionale si riflette dentro il mondo degli atleti olimpici che, con tenacia e tanti sacrifici, si sono preparati quattro anni per gareggiare a Milano-Cortina 2026. Sono loro che fanno le Olimpiadi. Il CIO-Comitato Olimpico Internazionale ha precisato che ‘non fa politica’. Ma è la politica che non gli consente una ipocrita zona franca.
Accadde a Città del Messico nel 1968 quando, durante la premiazione, gli atleti afroamericani Tommie Smith, oro e John Carlos, bronzo, alzarono un pugno chiuso guantato di nero mentre suonava l’inno statunitense, abbassando la testa in segno di protesta. – Più prosaicamente, alla cerimonia di apertura di Milano-Cortina 2026, ha iniziato il direttore di RAI Sport Paolo Petrecca che, con protervia presenzialista, ha sostituito i telecronisti. Non ha identificato i pluri medagliati olimpici e mondiali delle nazionali di pallavolo: Anna Danesi, la capitana, che passa la fiamma olimpica al capitano Simone Giannelli, con le compagne e i compagni di squadra Paola Egonu, l’unica riconosciuta e citata, Carlotta Cambi, Luca Porro e Simone Anzani. Anna Danesi ha risposto con spirito olimpico: “Non mi interessa che non mi abbia riconosciuta, io ho portato la torcia, la figuraccia è stata sua.”.
L’Esigerai ha proclamato un’astensione della firma dei giornalisti RAI e al termine di ogni edizione dalla durata di almeno 5 minuti è stato letto, e pubblicato sui siti, un comunicato sindacale in cui si spiegano le ragioni della protesta. –Il sito ufficiale del Comitato propone magliette che celebrano le passate edizioni dei Giochi. Anche quelli delle Olimpiadi naziste di Berlino. Ma ha squalificato lo skeletonista ucraino Vladyslav Heraskevych dopo che il suo casco, decorato con immagini di atlete e atleti uccisi dall’invasione russa dell’Ucraina, è stato giudicato contrario alle regole di neutralità politica. Il 27enne, in conferenza stampa, ha dichiarato “Non ho infranto alcuna regola, dovrei essere in gara e non qui” “È il prezzo della nostra dignità”. In serata, terminata la discesa, la staffetta ucraina dello slittino si è messa in ginocchio e con i caschi bianchi al cielo.
In conferenza stampa, è stato chiesto allo sciatore Hunter Hess come fosse rappresentare gli Stati Uniti alle Olimpiadi, dopo i raid dell’ICE in Minnesota. Hess ha affermato che rappresentare gli Stati Uniti alle Olimpiadi invernali del 2026 ha suscitato “emozioni contrastanti” e che è stato “un po’ difficile”. “Ovviamente stanno succedendo molte cose di cui non sono un grande fan, e credo che molte persone non lo siano”, “Penso che per me sia più importante rappresentare i miei amici e la mia famiglia a casa, le persone che li hanno rappresentati prima di me, tutte le cose che credo siano positive negli Stati Uniti… Solo perché indosso la bandiera non significa che rappresenti tutto ciò che sta accadendo negli Stati Uniti”.
Il presidente Trump ha definito Hess “un vero perdente”, Hess ha risposto a Trump: “La bellezza dell’America è la libertà di parlare delle cose che non vanno”. Un giornalista ha chiesto alla due volte medaglia d’oro Chloe Kim e ad altri tre snowboarder americani se volessero rispondere a Trump e come si sentano a rappresentare il Team USA nell’attuale clima politico. Tutti hanno risposto dicendosi orgogliosi di rappresentare gli Stati Uniti, ma tre hanno fatto riferimento alle tensioni in patria causate dai raid dell’ICE e da altre crisi politiche. Kimi, venticinquenne figlia di emigrati dalla Corea del Sud, ha detto che la domanda “tocca molto da vicino casa” e ha aggiunto “In momenti come questi, penso che sia davvero importante per noi unirci e sostenerci a vicenda per tutto quello che sta succedendo” “Sono davvero orgogliosa di rappresentare gli Stati Uniti. Gli Stati Uniti hanno dato a me e alla mia famiglia tantissime opportunità, ma credo anche che ci sia permesso esprimere le nostre opinioni su ciò che sta accadendo. Credo che dovremmo essere guidati da amore e compassione e mi piacerebbe vederne di più.”. Chris Lillis, freestyler, oro a Pechino nel 2022, ha risposto “Non vorrei mai rappresentare nessun altro paese ai Giochi.” ma ha “il cuore spezzato” “Molte volte gli atleti sono riluttanti a parlare di opinioni politiche, ma mi sento distrutto da ciò che accade negli Usa. Se state parlando dell’ICE, penso che, come Paese, dovremmo concentrarci sul rispetto dei diritti di tutti e assicurarci di trattare i nostri cittadini bene come chiunque altro, con amore e rispetto. Spero che quando la gente guarda gli atleti gareggiare alle Olimpiadi, capisca che questa è l’America che stiamo cercando di rappresentare”. Sono29 gli atleti dello stato del Midwest che partecipano alle gare olimpiche di Milano-Cortina. Molti di loro hanno espresso solidarietà con chi protesta contro i soprusi degli agenti federali. Il mondo ha sentito i fischi di JD Vance alle Olimpiadi, tutti, tranne che per gli spettatori negli Stati Uniti.
Milano l’ha fatto notare due volte: prima a San Siro, poi all’Hockey Arena, dove ai fischi si sono aggiunti i “buu” durante la partita tra la nazionale femminile statunitense e quella finlandese. Un tifoso americano ha esposto un cartellone dalle tribune delle gare di pattinaggio, con i colori della bandiera statunitense: ‘Chiediamo scusa al mondo per il nostro comportamento risolveremo’. La politica c’entra, eccome, così come gli affari, Sofia Goggia, l’ultima tedofora di Cortina ha notato che «In Coppa del Mondo c’è molto più pathos, qui i biglietti costano molto di più, quindi c’è quasi un disincentivo a venire», se poi ci aggiungiamo i costi ambientali…-Il protagonismo arrogante dei dirigenti non riguarda solo la RAI.
L’azzurra Stefania Constantini è corsa a festeggiare il bronzo del doppio misto di curling con l’amica esclusa dalla Nazionale. Inutili le petizioni online e il ricorso al Tar, al suo posto nella squadra femminile c’è la figlia del direttore tecnico Mariani. Ci sono altresì momenti che diventano simbolici dello spirito olimpico: le argento parimerito Hector, oro olimpico nel 2022, e Stjernesund, si sono inginocchiate davanti a Federica Brignone all’arrivo del super G. “Ho capito di aver vinto proprio guardando l’inchino e sentendo le urla”, ha detto Federica Brignone, esempio appropriato di resilienza.
Ci sono, infine, altre spigolature che sono significative per il messaggio di liberalità gioiosa che comunicano ad atleti e spettatori di ogni parte del mondo, di ogni cultura e religione. Se l’azzurra Dorothea Wierer, dopo l’individuale di biathlon, ha detto “Purtroppo per noi donne una volta al mese è così, bisogna soffrire e basta. Però so che i prossimi giorni starò meglio. Spero che sarà positiva per le gare successive”. Sophie Kirby, campionessa statunitense dello slittino, in occasione di San Valentino ha lanciato un “casting” sui social media per trovare un partner, dichiarando apertamente di essere single. Alla faccia dei MAGA nei giorni successivi ha postato foto che sembrano confermare il successo della selezione. Commentando” Mi ha portata in una spa e poi siamo andati in un ristorante stellato Michelin. Al terzo piatto ho mangiato la pasta più buona che abbia mai assaggiato in vita mia. Ci penserò per anni a quella pasta. Nel complesso, ho passato un San Valentino davvero divertente”.
Vero meno che sia, è un messaggio molto simpatico. Sembra spiegare, oltre ad essere gadget anche venduti online, perché in tre giorni sono finite le scorte gratuite di preservativi a disposizione degli atleti al villaggio olimpico di Cortina. Mentre il Governo Italiano aggira la Costituzione per essere presente nel Board of Peace, la struttura d’affari immobiliare che Trump ha ideato in sostituzione dell’ONU, chissà se Trump, dopo aver dichiarato che Hunter Hess non rappresenta gli Stati Uniti, invitandolo a lasciare la squadra, non stia pensando a dare vita a una sua olimpiade? Ah saperlo…
Fiorello Cortiana
mercoledì 11 febbraio 2026
venerdì 6 febbraio 2026
mercoledì 4 febbraio 2026
Milano vicina all'Europa
Milano vicina all’Europa
L’Italia non è certo protagonista
Il rapporto 'L’Europa dei grandi eventi associativi e corporate 2025', realizzato dal centro studi di Fondazione Fiera Milano e Aseri-Alta scuola di economia e relazioni internazionali dell’Università Cattolica, certifica che, dopo la pandemia Covid 19, Milano è terza tra le principali città congressuali europee e prima per nel segmento economics, management e science. Sembra la conferma della fotografia fatta da Lucio Dalla in ‘Milano’: ‘Milano vicino all'Europa, Milano che banche, che cambi…’. Ma di quale Europa stiamo parlando? Dopo la seconda Guerra Mondiale il multilateralismo, garantito dagli americani con l’apertura dei mercati, ha permesso ai paesi europei e all’Europa settant’anni di prosperità. Finanza, ricerca, impresa europee: queste oggi non sono le caratteristiche peculiari di un mercato protagonista della globalizzazione bensì la posta in palio nella partita a scacchi tra gli imperi di USA e Cina, con la Russia che non accetta di essere il vassallo di quest’ultima. Lo scorso 20 gennaio 2026, al World Economic Forum a Davos, il Primo Ministro canadese Mark Carney ha dato una chiara indicazione esortando le potenze minori a unirsi contro la legge del più forte ‘Se non siamo al tavolo, siamo nel menu’. Un altro uomo che ha assunto cariche politiche dopo quelle economico-finanziarie, Mario Draghi, ha contestualizzato storicamente il processo internazionale in corso e si è rivolto ancora all’Europa, ai suoi Stati e all'attuale leadership.
Mario Draghi ha parlato lo scorso fine settimana all’Università di Lovanio, nelle Fiandre, in Belgio, ricevendo la laurea honoris causa. Draghi ha sottolineato che «un’Europa incapace di difendere i propri interessi non potrà preservare a lungo i propri valori». Questo perché ‘gli USA cercano il dominio e la frammentazione dell’UE’ ‘impongono dazi all’Europa, minacciano i nostri interessi territoriali e chiariscono, per la prima volta, di considerare la frammentazione politica europea funzionale ai propri interessi’ mentre ‘la Cina sostiene il suo modello di crescita esportando i suoi costi sugli altri’. In questo quadro internazionale l’Europa ha davanti a sé ‘un futuro in cui rischia di diventare, al tempo stesso, subordinata, divisa e deindustrializzata’. A fronte di questo futuro distopico Draghi ha ricordato che ‘ L’integrazione europea si costruisce in modo diverso: non sulla forza, ma sulla volontà comune. Non sulla sottomissione, ma sul beneficio condiviso’. ‘Il futuro dell’Europa si costruisce agendo insieme’ come è stato per la moneta unica che è diventata una protagonista internazionale, così è per la transizione ecologica e per la politica dello spazio digitale e di quello universale. Così in questi giorni ‘Si consideri la Groenlandia . La decisione di resistere anziché accomodare ha richiesto all’Europa di compiere una vera valutazione strategica: mappare le nostre leve, individuare i nostri strumenti e riflettere sulle conseguenze dell’escalation. La volontà di agire ha imposto chiarezza sulla capacità di agire.’. Un protagonismo europeo che, dopo vent’anni, ha visto l’approvazione, provvisoria in attesa di conferma costituzionale, dell'accordo di libero scambio tra l'Unione Europea e il Mercosur: Brasile, Argentina, Paraguay, Uruguay, una mercato di 750 milioni di persone. Con tutte le contraddizioni qualitative e quantitative della filiera agroalimentare, che occorre armonizzare, conferma la capacità e l’efficacia internazionale del protagonismo unitario europeo. Altrettanto tempestivo e di enorme peso politico l’accordo UE-India firmato, anch’esso dopo venti anni, martedì 27 gennaio a New Delhi: una free trade zone che interesserà 2 miliardi di persone. Un accordo strategico per entrambi, anche questo con molte contraddizioni da armonizzare per ciò che riguarda la sostenibilità ambientale e le tutele del lavoro in relazione alla competitività equivalente.
Una globalizzazione senza governance politica è inesistente, è un vuoto che gli interessi imperiali definiscono con un nuovo ordine. Se l’Europa e la rete multilaterale internazionale vogliono essere al tavolo per definire un nuovo ordine mondiale condiviso, non come portata ma come commensali, occorre che si definisca come soggetto politico. Per Mario Draghi l’unica via per UE è un federalismo pragmatico. Gli Stati europei che lo vogliono possono condividere un'ulteriore integrazione, come ha indicato ancora Romano Prodi. I Volenterosi sono l’esempio. Una politica industriale comune, una politica della difesa comune, un comune protagonismo multilaterale.
Su una scala diversa Milano vive una condizione simile a quella dell’Europa: senza una definizione politico-istituzionale definita il suo protagonismo si rivela come supporto inerte nel Risiko finanziario internazionale, bolle speculative comprese. Per essere protagonista nella rete internazionale delle metropoli non è più rinviabile il compimento della Città Metropolitana con i poteri adeguati ed una rappresentanza istituzionale e di governo democraticamente eletta. Milano vicina all’Europa.
Fiorello Cortiana
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