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in questo blog metto un po di tutto se cerchi qualcosa che non trovi chiedimelo

lunedì 8 luglio 2024

Amare Milano Ascoltare la Città

È toccato ai democratici francesi l'onere di difendere l'imperfezione della democrazia mentre l'insicurezza sociale fa i conti con la guerra, la crisi energetica, l'emergenza climatica e la semplificazione del capro espiatorio immigrato. Dopo i risultati francesi e quelli europei pensare Milano come un’oasi protetta dai venti regressivi del sovranismo nazionalista costituirebbe una miope presunzione. E’ aumentata l’affluenza rispetto alle comunali 2021: dal 47,72% al 50,77% delle europee 2024. A Milano il Pd è ancora il primo partito con il 31,38% ma alle comunali era al 33,9%, mentre l’ Alleanza Verdi-Sinistra, trascinata da Ilaria Salis e da Mimmo Lucano al 10,52% ha raddoppiato, i riformisti, pur divisi, hanno addirittura triplicato Azione (6,46%) e Stati Uniti d'Europa (6,37%). Nel centrodestra Fratelli d'Italia va oltre il raddoppio con il 21,73% rispetto al 9,8%, la Lega con il 6,14% non dimezza il 10,7% e Forza Italia è arrivata al 8,87% dal 7,1%. Milano per identità, ruolo e funzione, non si adagia sugli allori ma vive nella innovazione qualitativa partecipata, alla quale, insieme al mondo del lavoro, dell’impresa dell’associazionismo, la politica pubblica concorre con capacità di visione e di indirizzo. Per questo il suo 13,5% del PIL ha caratteristiche di traino innovativo per il resto del Paese. Troppi oggi sono esclusi dalla partecipazione al processo di innovazione globale nel quale vive Milano e la politica pubblica non esprime l’ambizione e la capacità di indirizzo. Per esercitare un protagonismo internazionale nella società e nell’economia della conoscenza non è sufficiente assecondare scelte e indirizzi dei fondi speculativi internazionali. Occorre avere una visione abilitante capace di futuro: per la produzione di valore economico/imprenditoriale, valore sociale, valore ambientale. Senza una Città Metropolitana compiuta non si favorisce l’implementazione di un sistema territoriale qualitativo: nei servizi, nelle infrastrutture, negli assetti urbanistici. Senza partecipazione effettiva del mondo del Terzo Settore e della Cittadinanza Attiva alla co-programmazione e alla co-progettazione non si sviluppa la qualità del vivere sociale e della sicurezza. Senza una relazione di indirizzo industriale le società partecipate non accompagnano i condomini, gli isolati, i quartieri alla transizione ecologica, una necessità e un asset competitivo ad un tempo. Visione e compassione sociale sono componenti costitutive del riformismo milanese per rispondere al populismo reazionario e avviare un confronto necessario sulla riforma degli istituti di rappresentanza democratica all'insegna della partecipazione informata al processo deliberativo. Occorre un nuovo slancio senza rassegnarsi alla partecipazione dimezzata alla vita pubblica, Milano può avere l’ambizione di costituire un modello per una soggettività riformista cui concorrono le culture e le esperienze cattoliche, socialiste, liberali, ecologiste. Ci dobbiamo proporre di dare vita in modalità collegiale a un processo partecipato e inclusivo che prepari la nuova proposta amministrativa per Milano facendola già vivere con iniziative e campagne specifiche che coinvolgano competenze ed esperienze con il respiro internazionale proprio della storia di questa città. Senza alcuna presunzione e senza alcuna sudditanza. Utilizzando piattaforme digitali di elaborazione partecipata in chiave propedeutica agli incontri diretti. Un processo ambizioso per esprimere una classe dirigente per la città, nella sua dimensione metropolitana, per il livello regionale e nazionale. Essere riformisti per noi non significa vivere una rendita di posizione dentro la consociazione bipolare, significa dare vita a un luogo politico della contemporaneità che si propone di raccogliere e armonizzare attraverso valori condivisi le istanze più trasversali della società, inadatte per definizione ad essere interpretate nella polarizzazione dx sx. Con una ampia base popolare, non semplicemente da intercettare con espedienti simbolici bensì da costruire investendo sulla politica. Questo è un appello alle menti e agli spiriti liberi per presentare una proposta aperta a settembre, con un appuntamento di confronto con esperienze e competenze affinché Milano esprima una intelligenza connettiva capace e motivante. Velleità o ambizione? Vediamo le risposte.

giovedì 20 giugno 2024

Voglio scegliere per questo partecipo ci vediamo il 28 al Parenti

ArcipelagoMilano - 18 giugno 2024 LA VOCE DEI CITTADINI ALLA URNE Vincere il populismo con la partecipazione di Fiorello Cortiana
Questa volta hanno vinto i cittadini e le associazioni ambientaliste, questa volta ha vinto la Cittadinanza Attiva che si era rivolta alla Magistratura Amministrativa. Il Consiglio di Stato ha rigettato il ricorso che Q8 e il Comune di Milano avevano presentato contro la decisione del Tar che, nel 2019, aveva bloccato i lavori e censurato le autorizzazioni concesse per l’edificazione di un distributore di carburanti previsto sopra i pozzi di captazione dell’acqua potabile. I cittadini di via dei Missaglia, zona Chiesa Rossa-Naviglio Pavese, avevano già evidenziato la contraddittorietà di una pianificazione siffatta: perché perdere tempo, gettare risorse, abbattere alberi e iniziare lavori in uno spazio che risulta da riqualificare? Se l’unico interlocutore è la Magistratura significa che gli istituti di partecipazione e di rappresentanza hanno qualche problema. Eppure la Corte Costituzionale ha richiamato gli organi di governo, centrale e locali, al rispetto della partecipazione alla co-progettazione e co-programmazione delle associazioni del Terzo Settore. Partiamo da qui, da un capo della relazione glocale che, all’altro capo, arriva all’unanimità del voto del Consiglio UE per decidere. Così ci appare più chiara la crisi dell’istituto della democrazia, con le reazioni populiste e sovraniste, che trovano ampia sensibilità accompagnate dalla propaganda antieuropea russa. Pensare Milano come un’oasi protetta dai venti regressivi del sovranismo nazionalista, come fanno Sala e il PD, costituirebbe una miope presunzione. E’ certamente aumentata l’affluenza, schede bianche e nulle incluse, rispetto alle comunali 2021: dal 47,72% al 50,77% delle europee 2024, il Pd è ancora il primo partito con il 31,38%, ma alle comunali era al 33,9%, mentre l’ Alleanza Verdi-Sinistra, trascinata da Ilaria Salis e da Mimmo Lucano al 10,52%, ha raddoppiato, i riformisti, pur divisi, hanno addirittura triplicato Azione (6,46%) e Stati Uniti d’Europa (6,37%). Nel centrodestra Fratelli d’Italia va oltre il raddoppio con il 21,73% rispetto al 9,8%, la Lega con il 6,14% non dimezza il 10,7% e Forza Italia è arrivata al 8,87% dal 7,1%. Milano per identità, ruolo e funzione, non si adagia sugli allori ma vive nella innovazione qualitativa partecipata, alla quale, insieme al mondo del lavoro, dell’impresa dell’associazionismo, la politica pubblica concorre con capacità di visione e di indirizzo. Per questo il suo 13,5% del PIL ha caratteristiche di traino innovativo per il resto del Paese. Troppi oggi sono esclusi dalla partecipazione al processo di innovazione globale nel quale vive Milano e la politica pubblica non esprime l’ambizione e la capacità di indirizzo. Non occorre una memoria lunga per ricordare le vicende relative ai 2.500.000 mq pubblici degli ex Scali FS, le iniziative della Cittadinanza Attiva per avere una interlocuzione nel processo di pianificazione urbanistica, fino ad organizzare un incontro in sala Alessi, a Palazzo Marino, dove sono venuti solo due consiglieri. È sufficiente una attenzione alla cronaca per considerare il caso dello stadio Meazza-San Siro. Qui la completa assenza di responsabilità della politica pubblica negli indirizzi urbanistici e nella allocazione delle funzioni, con le infrastrutture e i servizi relativi, si è accompagnata alla insofferenza verso le azioni di partecipazione informata della Cittadinanza Attiva. Infatti il sindaco non ha ritenuto necessario soddisfare la richiesta relativa alla composizione azionaria delle società proprietarie di Inter e Milan, che il Presidente della Commissione Antimafia del Consiglio Comunale di Milano si era prestato a presentare. metropolitano non eletto, così come i consiglieri, una amministrazione ridotta e residuale di quella della Provincia. Qui la Corte ha richiamato al rispetto del Titolo Così come sindaco e Giunta hanno risposto alla richiesta del Dibattito Pubblico, previsto dalla legge e che non avevano promosso, con una serie di incontri pensati in coerenza della promozione del potenziale nuovo stadio. Così la apposita commissione nominata dalla Giunta non ha concesso ai cittadini milanesi di esprimersi sullo stadio con un referendum assolutamente regolare, tanto nel merito dei quesiti, quanto nelle sottoscrizioni dei cittadini. I Municipi, che del resto non hanno neanche un bilancio autonomo, non sono pervenuti. Se allarghiamo lo sguardo oltre la cinta daziaria troviamo il resto della Città Metropolitana e altri due potenziali stadi, che le società proprietarie di Inter e Milan hanno inserito nella pianificazione urbana di Rozzano e San Donato. Ma un sindacoQuinto della Costituzione: nulla. Ciò nonostante la specifica sollecitazione di Camera del Lavoro e Assolombarda e di CGIL CISL UIL e Confindustria. Un’area metropolitana che produce il 13,5 % del PIL nazionale, dove le parti sociali non hanno un interlocutore per il governo e l’indirizzo di un sistema tanto complesso, quanto cruciale nella rete internazionale della produzione di valore. Per esercitare un protagonismo internazionale nella società e nell’economia della conoscenza non è sufficiente assecondare scelte e indirizzi dei fondi speculativi internazionali. Occorre avere una visione abilitante capace di futuro: per la produzione di valore economico/imprenditoriale, valore sociale, valore ambientale. Occorre una politica capace, altrimenti non si favorisce l’implementazione di un sistema territoriale qualitativo: nei servizi, nelle infrastrutture, negli assetti urbanistici. Senza partecipazione effettiva non si sviluppa la qualità del vivere sociale e della sicurezza. Senza una relazione di indirizzo industriale le società partecipate non accompagnano i condomini, gli isolati, i quartieri alla transizione ecologica, una necessità e un asset competitivo ad un tempo. Occorre rispondere alle semplificazioni del populismo, che oggi propone il Premierato ma ha già ridotto il Parlamento squalificato da leggi elettorali per segretari e segreterie di partito. Per questo è necessario avviare un confronto sulla riforma degli istituti di rappresentanza democratica all’insegna della partecipazione informata al processo deliberativo. Occorre un nuovo slancio senza rassegnarsi alla partecipazione dimezzata alla vita pubblica, ora l’occasione c’è. Il referendum abrogativo degli articoli che tolgono ai cittadini la possibilità di scegliere chi mandare in Parlamento è una proposta specifica e aperta. Se sarà sottoscritto da 500.000 cittadini e poi approvato dagli elettori il Parlamento dovrà cambiare la legge con effettiva possibilità di scegliere gli eletti. Questo il sito con quesiti, calendario iniziative e materiali per tutti coloro che vogliono partecipare attivamente alla raccolta firme https://www.iovoglioscegliere.it Raccolta firme che si farà ai tavoli e nelle sedi istituzionali preposte, nonché per via digitale con la SPID sulla apposita piattaforma. C’è un primo appuntamento metropolitano il 28 giugno alle 21,00 al Teatro Franco Parenti in via Pierlombardo.

lunedì 10 giugno 2024

Mala tempora

Ripartiamo dalla necessità di dare corpo con campagne specifiche e relazione/radicamento nella comunità/territorio al campo democratico repubblicano perseguito nei termini di giustizia sociale, partecipazione informata al processo deliberativo e transizione ecologica partecipata dagli attori sociali e del lavoro.

lunedì 3 giugno 2024

Lo sfalcio dell'erba in città

LO SFALCIO DELL’ERBA IN CITTÀ Con l'aria che tira anche di questo ci dobbiamo preoccupare? di Fiorello Cortiana La scelta di differenziare e ridurre lo sfalcio dell’erba nelle aree verdi della città ha suscitato l’attenzione pubblica quando il professor Burioni aveva sollevato delle perplessità e delle preoccupazioni. Burioni ha poi avuto la correttezza e le tempestività di ricredersi pubblicamente a fronte delle spiegazioni e delle rassicurazioni di Leonardo Forbicioni, entomologo, naturalista e botanofilo. La speculazione politica aveva intanto avviato il suo attacco come riflesso pavloviano di chi vive l’azione politica in relazione alle punte mediatiche del giorno. Chiaramente gli speculatori della autoreferenzialità assoluta come segno di libertà personale e politica si sono guardati dal ricredersi pubblicamente, già presi a lisciare il pelo agli insofferenti delle rilevazioni fatte da una associazione di cittadini della diffusa abitudine al parcheggio in seconda fila e dell’assenza della Polizia Locale, già Vigilanza Urbana. Sono molte le città in Europa e in Italia a tagliare l’erba con minore frequenza, o quando è secca, così da preservare e rendere funzionale la biodiversità di flora, piccola fauna e ridurre le isole di calore. La scelta è chiaramente conveniente anche per il bilancio comunale per i costi e le emissioni del taglio, della raccolta, del trasporto e dello smaltimento. Il residuo organico, se non riutilizzato, viene assimilato per legge a rifiuti urbani. Il passaggio dei mezzi per il taglio e la raccolta produce il compattamento del suolo che si combina con l’asportazione di sostanza organica e acqua dell’erba tagliata con la diminuzione della fertilità del terreno. La questione non è secondaria dentro l’equilibrio alterato proprio del carattere intensamente urbanizzato delle città. La gestione differenziata delle superfici a verde prativo richiede diverse modalità di intervento. Le aree a forte frequentazione antropica richiedono tagli più frequenti con l’utilizzo di mezzi più leggeri, quindi meno impattanti, con la tecnica “mulching”, che permette lo sminuzzamento dell’erba, così immediatamente restituita al suolo con l’eliminazione pressoché totale dei residui organici. Il prato risulta più fitto e calpestabile. Il costo per la maggiore frequenza viene compensato dalla riduzione dei costi per la mancata raccolta e lo smaltimento. In altre aree il taglio invece viene fortemente ridotto, aumentando la biodiversità con aree favorevoli alla presenza di entomofauna per noi utile, ciò grazie alla selezione delle fioriture e disseminando le specie più interessanti. Le piante erbacee possono completare il proprio ciclo vegetativo, quindi fiorire e disperdere i semi, favorendo la presenza di impollinatori come le api e altri insetti. Si riduce, inoltre, la necessità di utilizzare sementi per la primavera successiva Si tratta di vere e proprie oasi, importanti per insetti e animali necessari a qualificare l’ecosistema. inoltre l’erba alta riduce l’erosione del suolo e mitiga la temperatura nell’area urbanizzata e ciò costituisce un miglioramento delle condizioni dell’abitare in città particolarmente asfaltate. Sfatiamo, infine, l’ultima bufala o fake news riguarda l’aumento delle zanzare con l’erba alta. Una balla spudorata: l’aumento della diversificazione vegetale e della sua massa comporta l’aumento delle diverse specie di insetti e artropodi, uccelli come le rondini, rettili come le lucertole e i gechi, tutti antagonisti ed i predatori delle zanzare. Piuttosto occorre evitare il ristagno dell’acqua nei sottovasi e mettere dei fondi di caffè. La via maestra per definire le aree da trattare e giudicare l'efficacia delle tecniche usate, passi per la partecipazione informata dei cittadini che vivono/usano/frequentano le aree verdi urbane. Questo per individuare le aree più idonee per collocazione/funzione, quella di arredo/paesaggio urbano compresa. La fretta operativa della amministrazione forse risponde alle urgenze della promozione politica e proprio per questo si presta alla strumentalizzazione, abbiamo invece bisogno di organizzare e produrre qualità nel vivere sociale, nell'abitare la città. Ci dovremmo invece preoccupare della necessaria coerenza tra la riduzione utile dello sfalcio dei prati e la deleteria e costante pratica di consumo di suolo, che interessa la politica urbanistica di Milano e di altre città Lombarde. Una contraddizione che consente ai sostenitori del ‘Liberi tutti di fare tutto’ di considerare questa pratica innovativa come una inutile goccia.