ciao, welcome :-)

in questo blog metto un po di tutto se cerchi qualcosa che non trovi chiedimelo

giovedì 22 aprile 2021

Conversione ecologica non simulazione

La Terra ci è data in prestito dai nostri figli ora abbiamo la necessità e la possibilità di fare il cambiamento. Giornata Mondiale della Terra Conversione ecologica non simulazione https://youtu.be/E3UyTGafz6w

venerdì 16 aprile 2021

UNA INTELLIGENZA CONNETTIVA PER LA CONVERSIONE ECOLOGICA

Il progetto bellamilano.cloud L'emergenza climatica globale e la pandemia che essa ha favorito, non permettono né operazioni di aggiustamento e mitigazione del modello di sviluppo che le ha generate e, men che meno, alcuna operazione di simulazione nel nome della transizione ecologica. Ciò di cui la Terra ha bisogno è una effettiva conversione ecologica. Ciò significa, per tutti noi che la abitiamo, un cambiamento dei consumi e dei costumi all'insegna della qualità e della sobrietà, per alleggerire l'impronta che, come specie, imprimiamo sui cicli biologici, sugli ecosistemi e sulla qualità del vivere sociale del Pianeta. Ciò significa un diverso urbanesimo e nuove politiche pubbliche per le nostre città. Gli indici finanziari non possono essere la sola misura della/delle comunità. La conversione ecologica non può prendere corpo attraverso proibizioni e imposizioni, perché sia efficace e sostenibile si deve fondare sulla partecipazione consapevole, su una responsabilità diffusa e sostenibile. Affinché la conversione necessaria sia frutto di scelte civili, occorre che i milanesi siano abitanti consapevoli e partecipi, e non meri residenti nella vita della città. Una consapevolezza che è prodotta e genera la soggettività politica pubblica legata agli interessi generali, la partecipazione informata al processo deliberativo, le procedure e gli spazi per l'esercizio della cittadinanza attiva, la qualità degli istituti di partecipazione. L'opportunità del Recovery Fund sarà coerente con la conversione ecologica se Milano si riconoscerà dentro il contesto metropolitano, innovativo, vivibile, socialmente accessibile, quale nodo di relazione e di passaggio esemplare nella definizione delle politiche economiche e territoriali della globalizzazione. Un vaccino per la crisi della democrazia in occidente. Ogni volta che i cittadini milanesi hanno potuto esprimersi direttamente, hanno chiesto una città sostenibile e generosa con l'innovazione, che è funzione della qualità del vivere sociale. Ma, al momento, non è richiesta alcuna rendicontazione da parte della amministrazione e del consiglio comunale. Invece i cittadini metropolitani non possono usare lo strumento referendario previsto dallo statuto perché né il sindaco metropolitano Pisapia, né il suo successore Sala, hanno promosso il regolamento attuativo. Per la necessaria conversione ecologica dobbiamo prendere atto della mancanza di una visione di sistema territoriale qualitativo: qualità dei servizi, qualità della partecipazione, qualità ambientale, qualità delle reti, qualità sociale. Invece di rassegnarsi è più utile e capace di senso adoperarsi per proporre questa visione. C’è una straordinaria intelligenza diffusa: nei comitati territoriali impegnati su questioni di prossimità o a carattere generale, nelle associazioni e nel volontariato ambientale e socio-sanitario, nell'accademia e nella ricerca, nelle professioni, nelle scuole e financo nei partiti. Propongono, idee e soluzioni sostenibili e di qualità, in reazione e in alternativa a progetti, devastanti legati ad esigenze vere o presunte. Occorre che l’atomizzazione sociale della globalizzazione, che con il lockdown abbiamo conosciuto come condizione diffusa, diventi intelligenza connettiva, come propone De Kerkove. Una piattaforma di confronto ed elaborazione condivisa ha senso se abilita e facilita l'esercizio della Cittadinanza Attiva in una funzione di tensione con organi di rappresentanza ed amministrativi. Sono necessari medici scalzi digitali che condividono, divulgano, conoscenze e competenze per l’estensione digitale dello spazio pubblico al fine di qualificare una comunità perché si esprima come opinione pubblica informata, quindi esigente. Ciò connette una intelligenza collettiva presente nella realtà urbana qualifica la qualità dell'offerta politico elettorale e la sua traduzione amministrativa. Non smettiamo di provarci. Per realizzare praticamente questa moderna agorà abbiamo deciso di uscire dalla progressiva omologazione di soluzioni commerciali di web conferencing, partendo, invece da un prodotto tecnologico personalizzabile che nasce già come un progetto aperto, libero e collaborativo, in altre parole un OpenSource. OpenMeetings ad oggi rappresenta la soluzione ottimale alle nostre aspettative. bellamilano.cloud è l’evoluzione in chiave multimediale web 2.0 dell'antica agorà: luogo di partecipazione e di confronto aperto e diretto per la produzione di proposte e indirizzi concreti. La comunicazione in questa moderna agorà avviene sempre in diretta, ciascuno non si può celare dietro un nickname o da un avatar né il sistema consente l'applicazione di filtri immagine, tutto questo a vantaggio della sicurezza ossia di una comunicazione libera, aperta ma responsabile. Negli spazi di Bella Milano, grazie ad Open Meetings, nessuno sarà profilato e nessuna identità sarà merce nel mercato dell’informazione. OpenMeetings è un progetto software open source con licenza Apache Software Foundation (ASF) per la presentazione e conferenze Web, la formazione, il disegno collaborativo su lavagna interattiva, la presentazione e la modifica di documenti. La comunicazione in modalità audio, audio/video e chat tra gli utenti, organizzati in gruppi e supportati da uno o più moderatori, avviene in stanze virtuali che possono essere configurate per le diverse modalità di comunicazione (chat, audio, audio/video), sicurezza e qualità audio e video. È naturalmente presente un servizio dedicato ed integrato di posta elettronica accessibile agli utenti. L’ingresso a bellamilano.cloud avviene con registrazione gratuita a questo indirizzo: https://bellamilano.cloud/ Presenteremo Bella Milano a tutti coloro che sono interessati mercoledì 21 aprile alle 21,00 La registrazione sarà poi trasmessa su YouTube in un canale dedicato Mauro Preda, geografo e informatico, già docente all'Università Cattolica, illustrerà la piattaforma OpenMeetings e le possibilità di partecipazione, confronto e scelta sui diversi temi/questioni. Milly Moratti, consigliera comunale, Presidente della Commissione Consiliare per la partecipazione e promotrice di ChiamaMilano, metterà in relazione la partecipazione informata attraverso lo spazio pubblico digitale, con i Referendum cittadini e le Udienze Pubbliche, piuttosto che con gli spazi condivisi di incontro, con le effettive possibilità di interessare l’agenda amministrativa. Mauro Toffetti, Direttivo Nazionale ‘Nessuno tocchi Caino’, vicePresidente UEAPME- Unione Europea dell'Artigianato e delle Piccole e Medie Imprese, illustrerà esperienze di cittadinanza attiva nell’uso artistico-culturale dei linguaggi espressivi, così come nelle azioni di prevenzione e recupero del disagio che diventa devianza, cioè questione di ordine pubblico e/o terapeutico. Edoardo Croci, docente alla Bocconi e promotore di Milano Sì Muove per gli ultimi referendum cittadini, illustrerà questa modalità di partecipazione in relazione alle decisioni amministrative e consiliari. Pierluca Oldani, sindaco di Casorezzo già consigliere in Città Metropolitana, illustrerà le contraddizioni della Città Metropolitana e le sue potenzialità. Marco Cappato, promotore, illustrerà la Citizen Initiative Europea ‘Stop Global Warming’, che potremmo definire come una Direttiva Europea di Iniziativa Popolare per mettere un prezzo sulle emissioni di CO2 e chiedere alla Commissione Europea di proporre una normativa dell'UE che scoraggi il consumo di combustibili fossili, incoraggi il risparmio energetico e l'uso di fonti rinnovabili per combattere il riscaldamento globale e limiti l'aumento della temperatura a 1,5ºC. Per informazioni scrivere a: admin@bellamilano.cloud

mercoledì 14 aprile 2021

Erdogan: come definirlo.

È inutile che Erdogan faccia l'offeso. Draghi lo ha definito per quello che è: un dittatore. Non avrebbe potuto onorarlo meglio.

giovedì 8 aprile 2021

Mala tempora...

"E’ anzi mia opinione che il male non possa mai essere radicale, ma solo estremo; e che non possegga né una profondità, né una dimensione demoniaca. Può ricoprire il mondo intero e devastarlo, precisamente perché si diffonde come un fungo sulla sua superficie. E’ una sfida al pensiero, come ho scritto, perché il pensiero vuole andare in fondo, tenta di andare alle radici delle cose, e nel momento che s’interessa al male viene frustrato, perché non c’è nulla." (Hannah Arendt, La banalità del male) Quando l'eugenetica da ragioniere và a braccetto con l'indifferenza. Ricevo: "Caro Sen. Cortiana; Leggo su Qui Finanza un articolo che mi ha fatto rabbrividire! Ecco il link: https://quifinanza.it/pensioni/pensioni-e-morti-covid-inps-risparmia-119-miliardi/478230/ immagine.png L'articolo è un concentrato di fredde e ciniche argomentazioni arricchite da banali proiezioni statistiche degne solamente di un criminale nazista. Non voglio commentare oltre.. è sufficiente seguire una celebre scena tratta del film "La vita è bella" https://www.youtube.com/watch?v=1KIBVCNPsaw Poniamoci ora una domanda: QUAL E' LA DIFFERENZA? MP" Combiniamo la notizia INPS con quella di cronaca nera di oggi per cui Il Sindaco e la dirigente dell'ufficio tecnico del Comune di Opera (Milano), oltre a tre imprenditori edili, ritenuti responsabili di peculato, corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, sono stati arrestati. Tra gli illeciti anche l'interramento di rifiuti nel Parco agricolo Sud Milano. Il sindaco avrebbe fornito anche mascherine, destinate a RSA e farmacie, a famigliari e dipendenti amici quando durante la pandemia non si trovavano. Sono notizie che indicano quale tipo di autoreferenzialità e di conformismo producono la dissoluzione della cultura della comunità e la pratica di reciprocità, di attenzione critica e di partecipazione, necessarie ad aumentarla e a qualificarla. È la mancanza di una etica della responsabilità verso gli altri, presenti e futuri, così come verso l'ecosistema che ci permette di vivere. Senza una conversione ecologica non ci sarà transizione ecologica.

lunedì 5 aprile 2021

PartecipaMi/Fondazione RCM, una riflessione necessaria

Herman Zampariolo insegnò a me e a Chicco Testa i rudimenti digitali usando un tutor della Olivetti negli anni ‘80, ma è stato negli anni ‘90 che, grazie alla RCM- Rete Civica di Milano, ho appreso e praticato lo spazio pubblico digitale come estensione di quello fino ad allora conosciuto. Soprattutto, la pratica della partecipazione si è estesa in modo disintermediato: spazi di espressione senza bisogno di occuparli o di chiederli a qualcuno. Sento una profonda riconoscenza per Fiorella De Cindio, per il Prof. Degli Antoni, per Beppe Caravita, e per tutti quelli che a Scienze della Comunicazione hanno alimentato questo network civico, Oliviero Gentile per tutti. Ho quindi risposto positivamente, negli anni, alle richieste di contribuire alla possibilità di un sostentamento economico essenziale, ma avevo iniziato a sollevare delle perplessità. La nascita della Fondazione RCM ha visto, nel tempo, la partecipazione del Comune di Milano e della Provincia, poi Città Metropolitana, mi sembrava perciò naturale e coerente con la traduzione degli indirizzi costituzionali che le amministrazioni pubbliche considerassero la partecipazione informata al processo deliberativo, da parte dei cittadini, come dovere democratico di abilitazione universale. RCM poi PartecipaMi, cui partecipavano, mi sembravano lo strumento ideale, logico, e nello statuto precisava la sua funzione “Nasce con lo scopo di progettare, gestire e sostenere ambienti di partecipazione attiva dei cittadini, avvalendosi di strumenti digitali, nei processi di formazione, adozione e valutazione delle decisioni e dei servizi di pubblico rilievo.”. Quando Lorenzo Lipparini ha assunto il ruolo di assessore alla partecipazione, ancor più viste la sua cultura e la sua pratica radicale, mi aspettavo una concretizzazione di questo coinvolgimento e di affido di una traduzione concreta delle aspettative suscitate fin dai tempi della presenza arancione in Piazza Duomo. Tutto ciò non è avvenuto. L’azione pubblica di informazione su scelte già avvenute e prese anche fuori dagli ambiti di rappresentanza consiliare, vedi Ex Scali FS, è stata spacciata per l’esercizio del Débat Public francese, pur introdotto nel 2018 nell’ordinamento italiano. La Fondazione RCM non ha sollevato pubblicamente questa contraddizione, né ha preteso che le amministrazioni pubbliche onorassero la loro responsabilità di promotori, limitandosi a sollecitare un contributo dai cittadini che lo avevano già dato. Quando, alcuni anni fa a Chiama Milano, ho partecipato ad un incontro/anniversario di celebrazione e riflessione, ho sostenuto l’insufficienza e l’inutilità di animare la riduzione milanese di un social network, lì ho potuto constatare che chi prendeva la parola era invece soddisfatto e non chiedeva niente di più. Al massimo ambiva ad utilizzare PartecipaMi per sollevare alcune richieste locali. Io ribadisco che uno spazio civico locale di partecipazione digitale ha senso se abilita, facilita, l’esercizio della Cittadinanza Attiva in una funzione di tensione, non di scambio, con il Consiglio e la Giunta. Credo che siano necessari medici scalzi digitali che condividono, divulgano, conoscenze e competenze per l’estensione digitale dello spazio pubblico al fine di qualificare una comunità perché si esprima come opinione pubblica informata, quindi esigente. Ciò non solo qualifica la qualità dell’offerta politico elettorale e la sua traduzione amministrativa, ma connette una intelligenza collettiva presente nella realtà urbana. Del resto, proprio grazie a Fiorella, Oliviero & co. Che hanno adattato Liquid Feedback, tutto ciò ha visto una verifica ed una conferma nella definizione partecipata del programma regionale del Patto Civico di Umberto Abrosoli. Non trovo alcuna riflessione e indicazione in questo senso da parte di PartecipaMi e la richiesta periodica di contributi risulta funzionale ad un ruolo accessorio ad una pratica consociativa e di esternalizzazione della elaborazione e decisione politica che interessa le amministrazioni pubbliche che riguardano Milano. Il Consiglio metropolitano, con provvedimento n. 56/2015 del 17/12/2015, ha deliberato il recesso della Città metropolitana di Milano dalla Fondazione RCM, il sindaco metropolitano era Pisapia, quello odierno, Sala, non ha modificato la scelta.

lunedì 22 marzo 2021

Una giornata storica

Oggi è una giornata particolare. Con lo sciopero di 24 ore dei lavoratori di Amazon, emerge la questione della dignità del lavoro dentro le filiere definite dal digitale. Ciò che per ognuno si definisce come profilazione ed eterodefinizione della identità qui diventa controllo e carico di lavoro/consegne impossibili. Giornata storica e non basta che Amazon dica che paga i driver al top della media tra gli operatori della distribuzione: fino ad ora è stato un settore che definire opaco è un eufemismo.

venerdì 19 marzo 2021

La transizione Ecologica a Milano

TRANSIZIONE ECOLOGICA A MILANO Dite quel che volete ma non toccate i regali che abbiamo fatto ai privati di Fiorello Cortiana Le conseguenze del riscaldamento globale sull’ambiente, sulle risorse ambientali, sulla qualità e sulla speranza di vita, sono sotto gli occhi di tutti e non solo dagli schermi. La temperatura sulla Terra nell’ultimo secolo è aumentata di più di 1 grado, l’enorme estensione degli incendi che nel 2019 hanno interessato la California e l’Australia oltre alla devastazione ecosistemica hanno messo a rischio la vita degli abitanti del territorio, lo scorso giugno la Siberia ha raggiunto i 38 gradi. L’azione e gli interventi nelle sedi istituzionali internazionali, di Greta Thunberg e di milioni di suoi coetanei, hanno sollecitato i Parlamenti e i governi, a ogni livello, ad agire, subito. Il parco MFO di Zurigo La pandemia di Covid19 ha reso evidente la relazione tra le condizioni ambientali e la salute rendendo necessario un cambio di paradigma nel modello di sviluppo, nella produzione e redistribuzione di valore, nei costumi e nei consumi a partire dalle città. Città che, mette in guardia l’ONU, saranno abitate a metà del secolo da oltre il 70% della popolazione della Terra. La Commissione Europea ha imboccato con decisione la direzione dell’innovazione e della sostenibilità, un Green Deal cui si riferiscono Next Generation Europe, il Recovery Fund, F2F-Farm to Fork. Per questo è vitale che le buone intenzioni pubbliche si traducano in politiche e scelte coerenti e concrete, accompagnando tutte le componenti sociali verso la transizione rigenerativa. Certamente tutto ciò costituisce una opportunità innovativa e occupazionale, è altresì evidente che questo cambiamento mette in discussione delle rendite di posizione e di mercato fondate sulle fonti di energia fossile. Un esempio chiaro delle tensioni generate dal cambiamento ecosostenibile sugli equilibri del modello attuale è quello della strategia Farm to Fork per rendere i sistemi agro-alimentari “equi, sani e rispettosi dell’ambiente”. Oggi questi sistemi rappresentano circa un terzo delle emissioni globali di gas serra, consumano enormi quantità di risorse naturali, riducono la biodiversità e comportano impatti sulla salute. Tra i principali obiettivi della strategia F2F entro il 2030: dimezzare l’uso dei pesticidi in agricoltura e dei farmaci negli allevamenti, ridurre del 20% l’uso di fertilizzanti di sintesi, coltivare con metodo biologico almeno un quarto dei terreni, aumentare le aree naturali tra i campi coltivati. A dispetto della Commissione UE e degli obiettivi stabiliti dal Green Deal, la riforma della Politica Agricola Comune-PAC, una delle voci più rilevanti del bilancio europeo, nel testo uscito dal primo esame di Consiglio e Parlamento UE, va soprattutto a sostegno dell’agroindustria, dell’agricoltura e degli allevamenti intensivi che fanno forte uso di fertilizzanti e fitofarmaci. Per questo è in atto una straordinaria mobilitazione di molte Università, delle associazioni più sensibili degli agricoltori e di quelle dei consumatori. In questo senso sono importanti gli indirizzi europei del Governo Draghi, così come l’organizzazione dei ministeri e l’attribuzione delle responsabilità nel Consiglio dei Ministri. Così, coerentemente, insieme al Ministero della Transizione Ecologica è stato creato il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili. Per una sostenibilità ambientale e sociale nel Comitato Interministeriale per la Transizione Ecologica è significativa la partecipazione del Ministero del Lavoro. Il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili Enrico Giovannini ha dichiarato all’Avvenire che “Dobbiamo arrivare alla decarbonizzazione con soluzioni avanzate ma condivise, sapendo che i tempi sono stretti e noi siamo indietro”. Per questo uno dei 5 team di esperti attivati dal ministro valuterà “l’impatto del Piano su dimensioni trasversali e in particolare su giovani, donne e Sud”, utilizzando il parametro “Benessere equo e solidale “. La transizione europea alla rigenerazione ecologica non è per nulla scontata, quindi, ma Greta e i suoi coetanei hanno una interlocuzione nella politica pubblica. La dimensione globale del Pianeta Terra conosce una condizione determinata dalla natura delle dimensioni locali che la compongono e dalle relazioni con esse. Perciò se scendono al livello del ‘locale’ più prossimo, la regione e l’area metropolitana, le ragazze ed i ragazzi di Friday for Future non trovano altrettanto riscontro, se non simulato: questo è il problema. Eppure tira una brutta aria a Milano, con concentrazioni di smog alle stelle, come denunciato dall’ARPA-Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente. Giovedì 18 febbraio le centraline dell’Arpa hanno registrato concentrazioni di polveri sottili oltre i limiti (fissati a 50 microgrammi per metro cubo), la media di Pm10 calcolata all’ombra della Madonnina è stata di 87.75 µg/m³. Non si è trattato di una giornata particolare, infatti nei primi 49 giorni del 2021 sono già stati registrati 10 giorni con valori di Pm10 oltre la soglia. A livello nazionale ci sono possibilità di accesso a incentivazioni statali interessanti quali, ad esempio, le comunità energetiche, ai cui si accede con determinate caratteristiche impiantistiche, di produzione e di gestione. Invece la Regione Lombardia non ha in previsione alcuna incentivazione per l’installazione di impianti fotovoltaici in insediamenti produttivi. Eppure si tratta della regione che produce il 25% del PIL e che conosce insediamenti produttivi con emissioni importanti. La regione nella quale i bambini della città capoluogo detengono il record nazionale di affezioni alle vie respiratorie. Beppe Sala, il sindaco della città capoluogo e della sua amministrazione metropolitana, durante un webinar organizzato dal Notariato Milanese e dalla Scuola di Notariato, ha comunicato che “Per un paio d’anni probabilmente” i tre milioni di persone, tra residenti, pendolari e turisti, che ogni giorno frequentavano Milano fino alla pandemia di Coronavirus “diventeranno tendenzialmente due milioni” per il crollo del turismo e la diffusione dello smart working. Il sindaco Sala che a fine settembre aveva festeggiato il traguardo di 1.400.000 abitanti e, come aveva promesso sui social, ha offerto al nuovo milanese il caffè nel suo ufficio. Le magnifiche sorti e progressive di Milano, brand city post Expo e pre Olimpiadi, si fermano dunque… A quale domanda si dovrebbero offrire i metri cubi e i metri quadri della nuova edilizia prevista negli ex scali FS e intorno al nuovo stadio di San Siro, affidata ai fondi immobiliari con sede nei paradisi fiscali e a non si può sapere chi? Sala non vede oltre la cinta daziaria di Milano, eppure aveva caldamente accolto Greta Thunberg, ma proprio lei lo inviterebbe alla corrispondenza coerente tra dichiarazioni e sostanza. Al sindaco non mancherebbero interventi strutturali da avviare per una transizione rigenerativa di Milano città metropolitana. Vediamone alcuni. I Parchi Regionali nascono in Lombardia come modello culturale finalizzato a rigenerare un territorio spesso compromesso. Dopo tanti decenni, il modello, che ha funzionato, dovrebbe interessare anche il resto del territorio regionale e non solo un insieme di isole. La Regione Lombardia non vede la necessità di una legge che riconosca e valorizzi la multifunzionalità dei parchi, con le caratteristiche della sostenibilità, della bellezza e della innovazione, un retroterra esemplare per tutto il territorio. Sarebbe necessario trasformare lo strumento, essenzialmente urbanistico, dei Piani Territoriali nei Piani Naturalistici Comunali, funzionali alla riqualificazione ecologica dei PGT. Un rovesciamento di prospettiva che, invece della residualità da salvaguardare e da isolare, apra la possibilità di una valorizzazione sostenibile e di una estensione qualificata. La Regione non vede, così come il sindaco della Città Metropolitana di Milano, che non ha fatto alcunché per coinvolgere i 134 comuni nella costituzione di una cintura verde metropolitana. Del resto, non a caso i 5 referendum di Milano Sì Muove sono stati approvati dai soli milanesi residenti nella cinta daziaria perché la Città Metropolitana, sempre da Sala amministrata, non ha mai licenziato il regolamento attuativo per il referendum metropolitano. Così i cittadini di 133 comuni, che già non votano sindaco e consiglio metropolitani, non possono neanche prendere la parola con i referendum. Altroché i 15 minuti per raggiungere il centro di Milano, si accontenterebbero delle mezze ore sui mezzi pubblici, invece di aspettare e sperare nel loro arrivo. Uno dei 5 referendum milanesi proponeva di procedere gradualmente alla riattivazione idraulica e paesaggistica del sistema dei Navigli milanesi sulla base di uno specifico percorso progettuale di fattibilità. Lo studio affidato al Politecnico, chiedeva di valutare la fattibilità della “riapertura dei navigli” e della loro navigabilità. Il Politecnico ha proposto opere nell’ambito dei confini amministrativi del Comune di Milano. Una miopia che, per il tracciato presentato dall’amministrazione, è sembrata confermare perché il tratto della Cerchia interna di via San Damiano e via Senato un tempo era chiamato anche “il Naviglio aristocratico”. Eppure la riapertura alla navigabilità dei Navigli metropolitani milanesi avrebbe una funzione di rilancio dello sviluppo economico, di qualificazione territoriale e sociale, assolutamente sostenibile. Si tratta di canali e Navigli compresi in un’area tra le più densamente popolate e con un patrimonio culturale, storico e paesaggistico tra i più importanti d’Europa. Il progetto europeo SWARE – Sustainable heritage management of WAterways Regions, per la valorizzazione sostenibile dei territori interessati dalle vie d’acqua, naturali e artificiali, cui partecipa la Città Metropolitana, ha proposto il completamento della rete di navigazione interna dal Lago Maggiore al Lago di Garda all’Adriatico e con il transito di merci, passeggeri e turisti, tra i laghi e il mare. Un Sistema Idroviario, Locarno (Svizzera) – Milano-Venezia-Trieste, Koper (Slovenia), con una funzione paesaggistica, ambientale ed idraulica, sia per la regimazione delle acque che per la sicurezza idraulica per i territori del bacino interessato, nonché di approvvigionamento per l’irrigazione e per il trasporto delle merci. A fronte di una rete idraulica trascurata e deteriorata non servono soluzioni improbabili per piccole tratte. La realizzazione di una infrastruttura reticolare idraulica metropolitana, accompagnata dalla riqualificazione a verde ciclopedonale delle alzaie che la accompagnano e la affiancano, può portare i servizi e i prodotti ecosistemici dalle aree agricole alla città. Una relazione funzionale tra un sistema idraulico, per, regimazione, irrigazione, navigazione, aperto a nuove opportunità economiche, come produzione energetica, turismo, alimentazione, sport, cultura, ricreazione: una concreta realizzazione del Recovery Plan. Occorre alzare lo sguardo oltre la cerchia interna, occorre che lo sguardo sia lungimirante, occorre una visione. L’amministrazione comunale oltre la cinta daziaria sistema delle piazze e pianta alberi lungo tratte di tramvia, ma la Regione non vede la rete dei Navigli sotto Palazzo Lombardia. Un valido modello, ampiamente sperimentato, sarebbe il “Contratto di Fiume” per programmazione negoziata, un percorso con il concreto coinvolgimento e la condivisione da parte di tutti gli attori. Un percorso di riqualificazione fluviale, con l’adozione di un sistema di regole caratterizzato da una serie di criteri: utilità pubblica, rendimento economico, valore sociale e sostenibilità ambientale. Percorso partecipato? Utilità pubblica? Valore sociale e sostenibilità ambientale? Prospettive marziane, viste da Milano. I cittadini e professionisti del Comitato coordinamento San Siro hanno messo a punto un progetto fattibile di ristrutturazione dello stadio Meazza al costo di 300 mln. Hanno così tolto ogni giustificazione per un nuovo stadio e un distretto terziario, commerciale e tempo libero, per 153.000mq, costo 1,2 MLD. Oggi il Comune riceve 10 mln annui per canone d’affitto dello stadio, che si ridurrebbero a 2 con il nuovo impianto più la cessione del diritto di superficie su tutta l’area interessata per 90 anni. Per i nuovi proprietari i ricavi a regime: 151 milioni dallo stadio e 51 milioni dal resto. Un “rendimento lordo incrementale” previsto tra il 6,3 e il 16 per cento. Il comitato ha chiesto di vedere la documentazione su San Siro consegnata da Milan e Inter al Comune di Milano in relazione alle trattative in corso tra i privati e il Comune di Milano. Quali privati? Non si sa. L’amministrazione comunale ha espresso un diniego perché per lei il comitato dei cittadini non è un soggetto “portatore d’interessi” che abbia titolo per conoscere le trattative in corso tra i privati e il Comune di Milano. “L’ostensione di documenti contenenti informazioni di natura commerciale e industriale, quali gli elementi costitutivi del Piano economico-finanziario e le altre informazioni tecniche del Progetto di fattibilità” per i funzionari della Direzione urbanistica “determinerebbe la compromissione dell’altrettanto rilevante diritto alla riservatezza”. Ciapa sù L’ecologia chiede coerenza e una verifica di efficacia, così l’Europa, per fortuna.