giovedì 28 maggio 2026
PER UNA DEMOCRAZIA COGNITIVA Appunti per una proposta collettiva aperta
"La speranza di cambiare il mondo nasce
sempre da un comune rifiuto delle
deformazioni di quello in cui viviamo.”
Stefano Rodotà 'Elogio del moralismo'
PER UNA DEMOCRAZIA COGNITIVA
1. La Soglia di Giano: Il Salto Sistemico e la Transizione Ontologica
L’umanità si trova davanti alla Soglia di Giano, un bivio che segna il passaggio da una semplice evoluzione tecnica a una vera transizione ontologica. La fusione tra Intelligenza Artificiale e Informatica Quantistica (Quantum AI) ha abbattuto il muro tra sfera biologica e antropologica: la vita stessa è diventata informazione programmabile.
Siamo in un sistema dove la natura costitutiva del vivente, dalle sequenze genomiche agli scambi biochimici, ha carattere informazionale. Questo significa che il tempo storico e il tempo biologico coincidono: ogni alterazione dei dati non è solo un danno materiale, ma la distruzione di un potenziale unico e irrecuperabile.
Bene Comune o Estrazione Predatoria
Ci opponiamo al modello chiuso, dove l'essere umano è ridotto a preda biologica e cognitiva. In questo regime di "Affitto Cognitivo", l'individuo non è più un soggetto di diritto, ma una risorsa da cui estrarre dati biometrici, emotivi e intellettuali a fini di profitto e controllo.
La politica, dunque, non può più essere regolamentazione ex-post, ma deve agire in sincronia con questo salto sistemico.
2. Il Nuovo Prometeo: Conoscenza contro Recinzione
Contro la "techno-élite" che tenta di recintare l’identità umana (voci, pensieri, corpi) per fini predatori, emerge la figura del Nuovo Prometeo. A differenza del titano solitario del mito, Prometeo è una rete connessa di cittadini che scelgono la consapevolezza critica.
"Pensare prima" (Promethéus) significa avere un progetto e non agire per istinto. Il Nuovo Prometeo rivendica l'uso di strumenti open source per sottrarre il "fuoco" della conoscenza ai server centrali delle Big Tech e restituirlo alla collettività. L'obiettivo è trasformare l'individuo da preda biologica a partecipante informato, custode della propria libertà.
Occorre promuovere la Condivisione Produttiva in luogo del modello estrattivo: dove la techno élite prende valore senza dare nessuna garanzia si genera dipendenza.
Se la conoscenza circola orizzontalmente si arricchisce la comunità senza nutrire il predatore. Occorre garantire le condizioni per usare la tecnologia per connettersi senza dover "svendere" la natura del proprio corpo o della propria mente.
Il nuovo Prometeo non è più un singolo titano, ma una rete connessa di individui che, attraverso strumenti open source e consapevolezza critica, decidono di non farsi più mangiare il fegato.
l'Intelligenza Artificiale e l'Informatica Quantistica rappresentano la nuova frontiera in cui i diritti devono essere riaffermati.
L'informatica quantistica e l'IA accelerano ed espandono le sfide sollevate dai modelli precedenti:
L’Intelligenza Artificiale amplifica il problema dell'opacità (scatola nera). Se il software non è libero e trasparente, le decisioni algoritmiche diventano insindacabili e potenzialmente discriminatorie.
L’Informatica Quantistica fornisce la potenza di calcolo necessaria per scalare l'IA a livelli oggi inimmaginabili, ma introduce rischi sistemici, come la rottura degli attuali standard di crittografia.
Il software libero e l’open source sono stati la risposta ai monopoli del software e alla chiusura dei codici sorgenti, l'AI Open Source e il Quantum Computing for Good oggi sono necessari per evitare nuove forme di oligarchia digitale.
3. Il Bivio dei Modelli: Affitto Cognitivo vs Democrazia Cognitiva
Il futuro della specie dipende dalla scelta tra due modelli contrapposti:
Il Modello Chiuso (Affitto Cognitivo): Un regime in cui l'individuo è ridotto a risorsa da cui estrarre dati biometrici ed emotivi. L'infrastruttura è proprietaria e opaca (scatola nera), rendendo l'essere umano un "inquilino" del proprio pensiero, dipendente da piattaforme che filtrano la realtà per profitto.
Il Modello Aperto (Democrazia Cognitiva): La conoscenza è un Bene Comune (Commons). In questo modello, la sovranità politica si sposta sul controllo dei flussi informativi. La Biodiversità Cognitiva è garantita dalla trasparenza, dalla partecipazione e dalla condivisione, permettendo alla tecnologia di potenziare le capacità umane anziché asservirle.
Un Modello Aperto è una esigenza vitale per l'umanità e l'equilibrio evolutivo delle specie per gestire l'inaspettato e garantire un futuro ai figli della Terra. Vogliamo una Biodiversità Cognitiva perché più prospettive generano soluzioni precluse dalla restrizione proprietaria, che non potrebbe mai immaginarle. Vogliamo la partecipazione informata al processo deliberativo con una Governance dal basso per decidere i limiti etici dello sviluppo.
Un modello in cui:
La conoscenza è un Bene Comune ‘Commons’, l'accesso alla tecnologia è un diritto fondamentale, la condivisione è la modalità nella produzione di valore della società della conoscenza, l'IA è infrastruttura vitale per la biosfera perché serve a potenziare la resilienza naturale, non allo sfruttamento della "preda" umana'. Ogni comunità deve poter adattare l'IA ai propri bisogni locali.
I saperi non sono proprietà privata, ma eredità collettiva, occorre trasparenza totale su algoritmi e dati di addestramento, va interdetto il monopolio tecnologico di poche corporation.
4. L’IA come Sistema Nervoso del Pianeta: La Wikipedia del Territorio
L'IA deve cessare di essere un predatore per diventare un "catalizzatore evolutivo". L'idea cardine è la "Wikipedia del Territorio", un sistema nervoso digitale per la resilienza della biosfera, aiutando l'umanità a navigare la complessità senza distruggere il supporto biologico che la ospita.
L'IA alimenta un organismo simbionte che respira con il pianeta, la "Wikipedia del Territorio" non è solo un database, è lo strumento con cui la specie umana smette di essere un parassita e diventa un custode consapevole.
Una rete di Reti, un'infrastruttura digitale dove i dati non sono estratti, ma conferiti e curati dalla comunità attraverso la Mappatura Partecipativa, con i cittadini che censiscono la biodiversità, le fonti idriche e le vulnerabilità locali. Con Dati Sensoriali Aperti e l’ntegrazione di sensori IoT (umidità, qualità aria) gestiti come bene comune. Con la Memoria Storica come patrimonio comune e il recupero dei saperi ancestrali sull'uso del suolo, digitalizzati per istruire l'IA.
L'IA modella la rigenerazione coadiuvando la Pianificazione Agroforestale con algoritmi che suggeriscono mix di colture per ripristinare la fertilità del suolo. Con la Gestione Idrica Adattiva grazie all’ottimizzazione dei flussi basata sui cicli naturali, cui ricondurre la domanda industriale. Con il Bio-monitoraggio grazie al rilevamento precoce di specie invasive o malattie prima che degradino l'ecosistema. Grazie all’IA il Cigno Nero non è più un evento imprevedibile, di portata catastrofica per le fragilità territoriali, che altera permanentemente l'equilibrio di un ecosistema.
L'IA consente simulazioni "What-if" per testare la tenuta di una comunità di fronte a alluvioni o siccità estreme. Supporta Reti di Risposta Distribuite, con sistemi di allerta e logistica che si auto-organizzano senza un nodo centrale, eventualmente fuori uso. Propone diversità delle soluzioni suggerendo percorsi multipli per evitare che un singolo fallimento diventi catastrofico. L’IA permette la partecipazione informata grazie ad algoritmi che segnalano tentativi di ingegneria sociale o polarizzazione indotta. Garantisce trasparenza per cui ogni suggerimento dell'IA è spiegabile e contestabile dalla comunità.
Per questo occorre definire Protocolli di interoperabilità, per far parlare i dati locali con l'IA globale. Occorre formalizzare la Governance del dato per evitare che il "territorio digitale" venga colonizzato da interessi particolari a scapito dell’interesse generale delle attuali e future generazioni che abitano il territorio.
5. Data Center: Il Consumo di Risorse vs Recupero e Riqualificazione
I Data Center non devono essere parassiti territoriali, ma nodi metabolici integrati.
Un'IA basata su un modello aperto non cercherà di nascondere i propri costi ambientali dietro segreti industriali, ma ottimizzerà se stessa per minimizzare l'impronta, perché il suo obiettivo è la resilienza del sistema, non il profitto del data-center owner.
Le logiche del capitalismo estrattivo riguardano i dati per la codificazione del vivente e, immediatamente, l'ambiente stesso. I Data Center consumano: energia, acqua, territorio, clima, l’Unione Europea può dare indicazioni e regole affinché da "predatori di risorse" diventino nodi metabolici integrati nel territorio. I parametri tecnici (PUE/WUE) servono a definire i limiti di legge, per trasformarli da semplici "numeri di efficienza" a vincoli normativi in modo da garantire che l'IA non diventi un parassita territoriale. Per una pianificazione strategica, non basta misurarli: bisogna stabilire delle soglie massime invalicabili.
Occorre una Pianificazione Territoriale Strategica:
Gestione Idrica e Simbiosi Agricola
Prelievi Stagionali, non più flussi costanti, ma modulati sulle necessità degli agricoltori (meno prelievi in estate, stoccaggio invernale) e a garanzia dei flussi vitali dei corsi d’acqua;
Circuiti Chiusi Obbligatori, per superare il raffreddamento evaporativo a favore di sistemi a circuito chiuso o "dry cooling";
Acque Grigie e Riuso, così da utilizzare acque reflue industriali o urbane depurate, lasciando l'acqua potabile e di falda alle comunità e alla biosfera.
Integrazione Energetica e Termica
Bilancio Energetico Locale, il Data Center non deve solo "comprare" certificati verdi, ma alimentare la propria domanda con nuovi impianti rinnovabili locali (solar/wind) che servano anche il territorio;
Recupero del Calore con il Teleriscaldamento, per trasformare il calore di scarto da "inquinante" a risorsa per riscaldare serre idroponiche, edifici pubblici o processi industriali vicini;
Demand-Response, affinché l'IA del centro riduca la propria potenza nei momenti di picco di carico della rete elettrica cittadina, agendo da "ammortizzatore".
Rigenerazione del Suolo e Riuso
Zero Consumo di Suolo Vergine con vincoli stringenti che permettano l'insediamento solo in aree industriali dismesse (Brownfields);
Data Center Verticali o Ipogei, la progettazione ad alta densità per ridurre l'impronta a terra e favorire l'isolamento termico naturale;
Rinaturalizzazione Compensativa, affinché per ogni metro quadro di cemento, obbligo di ripristino di aree umide o boschive connesse alla "Wikipedia del Territorio".
Governance Partecipativa (Bottom-Up)
Tavoli di Concertazione, per inserire agricoltori, comitati locali e urbanisti nel processo decisionale prima della concessione edilizia;
Monitoraggio Aperto, i dati su consumi ed emissioni del Data Center devono essere pubblici e consultabili in tempo reale sulla piattaforma territoriale.
6. L’Etica Quantistica del Vivente: Sincronia e Integrità Informativa
L'etica della responsabilità è l'unico "algoritmo di controllo" per evitare derive tecnocratiche. Si fonda su:
Sincronia: La consapevolezza che l'azione codificante oggi ha effetti permanenti sul "codice sorgente" della Terra di domani.
Integrità Informativa: Proteggere la biodiversità come una "biblioteca di computazione" naturale evolutasi in miliardi di anni.
Non-Malvivenza Digitale: Impedire che la codificazione della vita diventi uno strumento di controllo o di standardizzazione forzata dell'essere umano.
7. Etica del Lavoro e Sovranità Biologica: Un Nuovo Patto Sociale
In UE l'autore di opere creative è tutelato dal diritto e ha gli strumenti legali per impedire che l'IA "legga" le sue opere per addestrarsi, nella società della conoscenza occorre riconoscere i diritti anche ai produttori di dati non legati ai linguaggi espressivi. Se nel diritto d'autore il fulcro è l'Uomo-Creatore, nel diritto dei dati il fulcro diventa l'Ente-Produttore. La sfida è evitare che i giganti dell'IA usino gratuitamente la conoscenza prodotta dal tessuto industriale europeo. L'Europa deve estendere in modo multilaterale la battaglia sul riconoscimento economico dei dati industriali, per non ridursi a semplice fornitore di "materia prima" cognitiva per tecnologie altrui.
L'IA deve essere un acceleratore della professionalità umana, non un mezzo per sostituirla.
Il sistema IA non deve più "estrarre" il valore e le competenze dai lavoratori per sostituirli, ma deve diventare un acceleratore della loro professionalità.
L’Unione Europea deve aprire questo passaggio a una logica di reciprocità incrementale.
Lo Stato finanzia l'innovazione solo se questa genera un incremento della qualità del lavoro e stabilità occupazionale, punendo chi la usa per mere logiche di profitto a breve termine. La condizionalità sociale trasforma i contributi pubblici in un patto.
Fine della logica predatoria:
Divieto di "Dumping Algoritmico", che impedisce alle imprese di usare l'IA solo per abbattere i costi eliminando il fattore umano;
Trasparenza dei dati, il lavoratore ha il diritto di conoscere le logiche algoritmiche, evitando che il suo sapere sia "assorbito" dal software in modo oscuro;
Nessun automatismo, l'IA non può decidere il destino lavorativo, l'ultima parola spetta sempre a un essere umano;
Reciprocità e Qualità (Salute e Prodotto)
Valutazione d'Impatto, che obbliga a valutare come l'IA incida sul benessere psicofisico e sulla salute, non solo sulla produttività;
Formazione come investimento, il reskilling (150 ore annue) trasforma la tecnologia in uno strumento che aumenta la qualità del lavoro svolto, migliorando il prodotto finale;
Piano di transizione equa, con il quale azienda e sindacati co-progettano l'innovazione, assicurando che i benefici dell'IA siano redistribuiti in termini di migliori condizioni lavorative.
8. Una politica per lo Spazio Pubblico Digitale
La tecnologia non ci rende liberi automaticamente: la direzione del sistema dipende da una scelta collettiva. È necessario evolvere da semplici "utenti" a Cittadini della Rete. La democrazia si rigenera solo se diventa pratica quotidiana di custodia del potenziale informativo della Terra.
La politica deve tornare a essere l’arte di decidere cosa vogliamo diventare, prima che altri decidano come usarci.
La politica pubblica diventa il luogo in cui decidiamo quale codice scrivere per il futuro della Terra. Se il danno è irrecuperabile, la prudenza non è più un freno, ma una forma di intelligenza sistemica:
Ogni atto deliberativo oggi è un lascito biologico per i miliardi di abitanti di domani. La politica deve indirizzare la Quantum AI verso la riparazione e il potenziamento della resilienza naturale, anziché verso lo sfruttamento estrattivo dei dati biologici.
Occorre che la politica pubblica eserciti una "bio-direzione consapevole" del processo evolutivo in atto. Le istituzioni non possono limitarsi a rincorrere le innovazioni biomediche o tecnologiche con leggi tardive; il principio di precauzione implica di agire ex ante. Oggi l'umanità sta influenzando la propria biologia. Il corpo non è più un dato biologico passivo, ma il primo terreno di esercizio della scelta politica: per questo la politica è insostituibile per fornire un indirizzo a questo processo.
La politica oggi non può essere la gestione o la ratifica dell’esistente ma la responsabilità di decidere cosa è possibile per quello che vogliamo diventare.
In questo scenario, la democrazia si rigenera integrando il sistema elettivo di delega con istituti di partecipazione con quote di sovranità cogenti e con la condivisione della conoscenza.
L'esercizio di pratiche connettive permette di superare l'asimmetria informativa tra chi detiene la potenza di calcolo e chi ne subisce gli effetti.
La connettività collettiva può integrare la tecnica con la cultura della cittadinanza condivisa e un’etica della responsabilità e della reciprocità diffusa.
La recinzione del sapere produce la neutralizzazione della democrazia per atrofia conoscitiva. La trasparenza radicale dei processi di Quantum AI è il presupposto per un dibattito pubblico reale, l'intelligenza collettiva informata agisce come un sistema immunitario contro le derive tecnocratiche e gli algoritmi opachi.
L’istituto della Democrazia è in crisi se si riduce a una forma di governo, si rigenera se è una pratica collettiva di custodia e condivisione del potenziale informativo della Terra. L'intelligenza connettiva è il motore di questa rigenerazione perché trasforma il "potere immenso ed esclusivo" in autorità condivisa, assicurando che il ponte computazionale sia costruito per l'umanità e non sull'umanità.
La democrazia cognitiva sposta l'asse della sovranità politica sul controllo dei flussi informativi che definiscono il vivente: non si tratta soltanto della gestione delle risorse, ma della direzione dell'evoluzione biologica e tecnologica.
La partecipazione informata si relaziona alla potenza della Quantum AI, consentendo a ogni persona la facoltà di co-determinare il destino del vivente.
La democrazia deve essere il garante dei valori umani come vincolo superiore alla potenza di calcolo e al potere di detenere l'esclusiva.
L’Unione Europea deve favorire la creazione di Piattaforme di Intelligenza Collettiva, spazi dove i cittadini, gli scienziati, i filosofi co-progettano le regole dell'azione codificante.
Le scuole e le agenzie sociali territoriali devono promuovere processi per educare alla comprensione della natura informazionale della vita e rendere la partecipazione un esercizio consapevole e non una reazione emotiva.
L’Europa e i suoi Stati devono garantire e promuovere in chiave multilaterale la Sovranità Biologica affinché il patrimonio informativo della biosfera sia un bene comune indisponibile al controllo di pochi.
Occorre sottrarre il "fuoco" dai server centrali delle Big Tech per riportarlo ai singoli.
Occorrono garanzie per la proprietà del dato: i nostri pensieri e le nostre voci non come risorse o scarti industriali, ma come beni inalienabili.
E’ necessario creare spazi dove l'aquila-la techno-élite non può né vedere né afferrare.
Quali dati nutrono i modelli di AI?
Oggi siamo in una fase di estrazione selvaggia, ma la democrazia cognitiva esige un cambio di rotta: i dati biometrici e genomici sono il "codice sorgente" degli individui. Chi li possiede può prevedere e manipolare la salute e il comportamento. I modelli vengono nutriti con il patrimonio culturale, linguistico e creativo dell'umanità senza consenso. I dati provenienti dall'Internet delle Cose (IoT) e dai sensori ambientali mappano la vita del pianeta in tempo reale, definendo un ecosistema sensoriale.
9. La Rete della Cittadinanza Attiva digitale
Una singola unità quantistica aggiunta a una rete non somma semplicemente la sua potenza, ma la moltiplica potenzialmente in modo esponenziale grazie alla natura dei qubit.
L'integrazione di reti grid distribuite per potenziare l'Intelligenza Artificiale (IA) tramite l'Informatica Quantistica (QC) è oggi una realtà in forte espansione, guidata da ecosistemi che uniscono supercalcolo classico (HPC) e macchine quantistiche.
L'Unione Europea e le istituzioni nazionali devono promuovere e favorire la costituzione di grid computing e quantum computing per aggregare la potenza condivisa estendendo e integrando gli attuali livelli di partecipazione, quali quelli:
Pubblici e Istituzionali: Il progetto TeRABIT connette i principali centri di calcolo italiani (come Lecce, Napoli e il Gran Sasso) su una dorsale a multipli del Terabit, integrando il supercomputer Leonardo con nuove infrastrutture quantistiche.
Universitari: Molteplici atenei (come Roma Tre, Napoli Federico II e l'Università di Palermo) sviluppano cluster in-house per la ricerca su algoritmi ibridi AI-Quantum e offrono servizi di calcolo al territorio.
Associativi e Start-up: Realtà come QuantumNet agiscono da ponte tra ricerca accademica e applicazioni industriali, formando professionisti capaci di operare su queste architetture complesse.
Individuali (Volontariato): Piattaforme storiche come BOINC permettono a singoli cittadini di donare la potenza dei propri PC per simulazioni scientifiche, inclusi progetti di bioinformatica o fisica che pongono le basi per futuri carichi di lavoro quantistici.
10. I Compiti di Indirizzo dell'Unione Europea
Integrità del Patrimonio Informativo
Ogni forma di vita è un'unità di calcolo naturale evolutasi in miliardi di anni.
Esercitare responsabilità significa proteggere la biodiversità come "biblioteca di computazione". Distruggere una specie significa cancellare un software biologico che l'IA quantistica potrebbe non essere mai più in grado di decodificare o replicare.
Diritti delle Generazioni Future
L'azione codificante (editing genetico, interventi sul clima) ha effetti permanenti sul "codice sorgente" della Terra.
La responsabilità diventa custodia: agire oggi sapendo che stiamo scrivendo il sistema operativo in cui vivranno gli abitanti di domani.
E’ evidente il rischio che l'IA, definisca la guerra ibrida, nutrita da dati geopolitici instabili, generi decisioni militari o economiche imprevedibili, trasformi la crisi climatica, con le conseguenze energetiche, migratorie, ambientali, in una partita a scacchi algoritmica.
Il carattere Neo-imperiale delle relazioni internazionali si fonda sul controllo sovrano dei dati, la potenza di calcolo, il controllo delle risorse e delle materie prime. Chi detiene il controllo detiene il potere di decidere chi può accedere alle risorse vitali, insieme alla sorveglianza sociale, commerciale e predittiva sempre più pervasiva.
La democrazia cognitiva sposta l'asse della sovranità sul controllo dei flussi informativi che definiscono il vivente: quali dati nutrono i modelli di AI? Chi vede il codice sorgente delle porte logiche dei modelli quantici di AI?
Se la sovranità si sposta sui flussi informativi, la democrazia cognitiva deve poter esercitare un controllo reale su due livelli: il nutrimento, i dati e l'architettura, il codice e le porte logiche.
Se i dati sono privati, la sovranità è nelle mani di chi possiede i server. La democrazia richiede Common Data Spaces,Spazi comuni di dati, dove il valore informativo sia redistribuito e protetto da logiche estrattive.
Attualmente, il controllo del codice sorgente e delle porte logiche quantistiche è estremamente concentrato tra le Big Tech e gli Stati.
Le architetture dei modelli quantistici sono protette da segreti industriali. Questo impedisce alla politica e ai cittadini di verificare se un algoritmo sia discriminatorio o pericoloso per il bios.
L'Europa deve agire come garante della Sovranità Biologica attraverso:
Costituzionalismo Biometrico: Leggi che proteggano l'integrità informativa del vivente dalla privatizzazione.
Trasparenza Radicale: Obbligo di Open Source, audit indipendenti e "depositi fiduciari" del codice per ogni algoritmo che agisca sulla sfera sociale.
Common Data Spaces: Creazione di spazi pubblici per la redistribuzione del valore informativo.
Agenzie di Vigilanza Quantistica: Organi tecnici per monitorare l'impatto del calcolo quantistico su salute e lavoro in tempo reale.
Sovranità dei Dati
Per garantire che il Quantum Act e i relativi appalti non diventino una "scatola nera", è necessario integrare criteri di trasparenza algoritmica e sovranità del dato. Nello specifico, per i modelli aperti e i dati di addestramento (feeding), si possono prevedere clausole contrattuali avanzate.
Trasparenza e Modelli Aperti
accessibilità del codice con l’obbligo di rilasciare la logica degli algoritmi quantistici (o ibridi) sotto licenze open source o tramite "deposito fiduciario" (escrow) per l'ente pubblico.
interoperabilità nativa, divieto di vendor lock-in, i modelli devono poter migrare tra diverse infrastrutture di calcolo quantistico europee.
auditability, con l’accesso garantito a terze parti indipendenti per verificare che il modello non presenti bias o vulnerabilità critiche.
Garanzia e Integrità dei Dati
Data Provenance (Pedigree del dato), la certificazione dell'origine dei dati usati per istruire i modelli, garantendo così il rispetto del GDPR e del diritto d'autore.
Quantum Data Poisoning Prevention, con criteri di sicurezza per impedire la manipolazione dei dataset di addestramento, specifica per i nuovi paradigmi del calcolo quantistico.
Dati Sintetici Certificati, incentivare l'uso di dati sintetici generati localmente per proteggere la privacy, assicurando che siano rappresentativi della realtà.
Modelli di Governance e Controllo
Data Altruism e Commons, con l’utilizzo di "Data Spaces" europei dove i dati pubblici sono condivisi in modo sicuro per nutrire modelli aperti a beneficio di tutti i cittadini.
Clausole di Reversibilità, la garanzia che, al termine dell'appalto, l'ente pubblico mantenga il possesso dei dati raffinati e del modello addestrato, non solo dei risultati.
Etichettatura di Trasparenza, con l’obbligo di dichiarare quali parti del processo decisionale sono gestite da logica quantistica e con quale grado di incertezza (probabilistic output). La democrazia cognitiva deve imporre la trasparenza come requisito di esistenza per ogni sistema di Quantum AI che agisca sulla sfera biologica e antropologica. Perché la sovranità sia reale, dobbiamo passare dall'oscurità alla trasparenza algoritmica.
Audit Indipendenti
I modelli di Quantum AI che influenzano la biologia e la società devono essere sottoposti a revisione da parte di enti pubblici indipendenti.
Dobbiamo poter "aprire" le porte logiche per assicurarci che non siano programmate per fini anti-democratici.
Open Source Quantistico
Senza una base di codice aperta (Open Source), non esiste partecipazione informata. La democrazia cognitiva richiede che le infrastrutture critiche del ponte computazionale siano trasparenti.
venerdì 22 maggio 2026
mercoledì 13 maggio 2026
MILANO E I DATA CENTER
MILANO E I DATACENTER
Un vero problema urbanistico e ambientale
Milano ha due primati di livello europeo, ma la sfida vera non sta nel mantenerli tali ma nel conciliarli, dimostrando che la qualità dell’innovazione è a tutto tondo perché non riguarda solo la moda, la tecnologia e la finanza ma anche il vivere sociale delle attuali e delle future generazioni.
Milano ha il primato di essere il principale hub tecnologico in Italia: ospita il 68% della potenza nazionale, con 33 data center attivi nell’area metropolitana e 10 nuove strutture in costruzione (pipeline tra 20 e 300 MW). Un hub metropolitano la cui distribuzione segue una logica a “campus” o dei poli industriali, concentrandosi in zone strategiche per la connettività in fibra e la vicinanza alla rete ad alta tensione.
Il Parco Agricolo Sud Milano è il parco agricolo di cintura urbana più grande d’Europa, un primato non solo dimensionale, ma dovuto al mantenimento della vocazione agricola professionale come fondamento di salvaguardia del suolo contro l’espansione urbana, lo ‘sprawl’.
Questo immenso polmone di 47.000 ettari rappresenta un caso unico se confrontato con le altre metropoli del continente. Mentre il Mirabel di Parigi ha una vocazione agricola meno predominante, il Parco di Monsanto a Lisbona (1.000 ettari) è quasi esclusivamente forestale e la Lee Valley di Londra (4.000 ettari) è focalizzata su sport e tempo libero, il Sud Milano preserva una funzione produttiva reale (riso, cereali, allevamento) integrata da 16 impianti di biogas. Tuttavia, questa “mezzaluna” verde è oggi minacciata dall’irruzione massiccia delle “fabbriche del dato”, rendendo urgente affrontare l’impatto di queste “nuvole di cemento”.
UNA NUVOLA DI CEMENTO SI AGGIRA SUL PARCO SUD
La crescita digitale non è immateriale. Un singolo data center hyperscale (come quello previsto a Lacchiarella) può consumare quanto 580.000 famiglie, arrivando a sfiorare l’1% del fabbisogno elettrico nazionale. L’impatto tocca ogni risorsa vitale:
Suolo: Ai 120 ettari già sotto pressione per nuovi insediamenti si aggiungono le ulteriori previsioni di sviluppo a Noviglio (150.000 mq), Vignate e Lacchiarella. Complessivamente, la superficie agricola minacciata equivale oggi a circa 200 campi da calcio.
Acqua: I sistemi di raffreddamento possono richiedere oltre 1,3 milioni di litri d’acqua al giorno, entrando in conflitto diretto con l’irrigazione dei campi.
Calore: I server emettono flussi costanti a 30-35°C che, se non recuperati, alimentano isole di calore locali.
Oltre ai progetti già avviati, le previsioni per la Città Metropolitana di Milano indicano una crescita esplosiva della domanda, spinta dalla necessità di infrastrutture per l’Intelligenza Artificiale.
Il fabbisogno energetico subirà un incremento senza precedenti nel prossimo quinquennio.
Capacità Addizionale: Si prevede l’aggiunta di circa 2 GW (2.000 MW) di nuova potenza entro i prossimi 5 anni.
Crescita Decuplicata: Rispetto ai circa 200 MW di capacità installata attuale, il mercato milanese punta a decuplicare i propri volumi.Pipeline di Progetti: Sono attualmente in fase di valutazione presso gli enti locali progetti per una media di 80 MW ciascuno, con punte che raggiungono i 300-500 MW per i singoli campus hyperscale. Richieste di Connessione: a livello nazionale (con forte concentrazione su Milano), le richieste di connessione alla rete ad alta tensione superano già i 50 GW, segnalando un interesse teorico che va ben oltre la capacità di assorbimento attuale della rete.
L’impatto fisico sul territorio della Città Metropolitana seguirà la transizione verso i “Campus Data Center”, complessi ad alta densità. Ettari in Valutazione: Si stima che circa 120 ettari di nuove aree verdi (greenfield) siano attualmente sotto pressione per potenziali nuovi insediamenti nell’area milanese.
Tipologia di Insediamento: mentre 20 progetti mirano al recupero di aree dismesse, almeno 13 nuovi grandi progetti sono previsti su aree attualmente non edificate. Dimensioni dei Campus: un singolo data center di tipo Hyperscale occupa mediamente superfici superiori ai 9.000 mq, ma i nuovi campus integrati possono richiedere lotti di terreno molto più estesi per ospitare sottostazioni elettriche dedicate e sistemi di raffreddamento.
Pressione sui Prezzi: la scarsità di suolo idoneo ha fatto impennare i prezzi dei terreni nell’hinterland, passati da 150 €/mq di dieci anni fa a oltre 1.000 €/mq attuali. Occorre affrontare la trave nell’occhio delle amministrazioni locali. I piccoli comuni accettano questa trasformazione attirati dal “tesoretto” degli oneri di urbanizzazione: un grande campus genera milioni di euro immediati e un gettito IMU costante, richiedendo pochissimi servizi (solo 50 addetti ogni 10.000 mq). Senza una perequazione metropolitana, il rischio è che il Parco venga “venduto” un lotto alla volta per sanare i bilanci locali.
Perché Milano vinca la sua sfida, l’innovazione deve diventare qualitativa e simbiotica attraverso norme perentorie che impongano parametri misurabili nei regolamenti urbanistici (KPI):
PUE (Power Usage Effectiveness): Efficienza energetica totale. I nuovi centri devono puntare a un PUE ≤ 1.2.
WUE (Water Usage Effectiveness): Efficienza idrica. Obbligo di tendenza allo 0.0 (tecnologie waterless) a circuito chiuso per azzerare il consumo di falda.
ERF (Energy Reuse Factor): Misura dell’energia termica effettivamente reimmessa nel sistema di teleriscaldamento.
Riuso obbligatorio (Brownfield): Incentivare il recupero di ex aree industriali interne ai comuni e vietare tassativamente l’uso di superficie agricola vergine.
La sfida normativa è dirottare gli investimenti verso siti industriali che necessitano di bonifica:
Asse Ovest (Settimo – Cornaredo – Pregnana): Ex Citroën ed ex Iveco CNH (aree già infrastrutturate) ed Ex Italtel, modello di riferimento per il riuso di grandi cubature.
Asse Nord-Ovest (Bollate – Rho): Distretti industriali consolidati vicini alla rete ad alta tensione.
Cintura Est e Sud: Recupero di ex poli logistici o tessili (come l’area ex Legler a Ponte San Pietro).
L’Intelligenza Artificiale deve evolvere da “predatore di dati” a infrastruttura logica che governa l’inserimento dei data center nel paesaggio agricolo:
Simbiosi Termica e Idraulica: Algoritmi predittivi coordinano la dispersione termica dei server con il fabbisogno di calore delle cascine o delle serre (teleriscaldamento rurale). L’IA incrocia i dati dei sensori IoT nei fontanili per bilanciare il raffreddamento con la regimazione equilibrata delle acque irrigue.
Carico Elettrico Adattivo: Modulazione della potenza in base alla disponibilità di energia rinnovabile locale (agrivoltaico o micro-idroelettrico).
Mediazione Estetica e Funzionale: Utilizzo di Digital Twin (gemelli digitali) per simulare l’inserimento dei volumi, suggerendo schermature verdi attive o architetture ipogee per preservare la biodiversità e i corridoi ecologici.
Wikipedia Vivente: Una governance del dato che tratti l’informazione territoriale come Bene Comune Digitale. Dashboard pubbliche rendono i consumi trasparenti e contestabili, con algoritmi che segnalano tentativi di polarizzazione nel dibattito pubblico.
Smart Contracts Territoriali: Le licenze d’uso del suolo sono vincolate digitalmente; se l’IA rileva violazioni nell’uso di acqua o energia senza restituzione di calore, si attivano penali economiche o limitazioni operative istantanee.
Per proteggere l’interesse generale, serve un salto culturale nella gestione economica:
Fondo di Solidarietà Metropolitano: Redistribuzione degli oneri delle Big Tech tra tutti i comuni del Parco.
Premialità per il “Non Edificare”: Trasferimenti compensativi per i comuni che scelgono di mantenere il vincolo agricolo professionale.
Tassazione differenziata: Rendere gli oneri sui terreni agricoli talmente elevati da rendere conveniente la bonifica industriale, superando i limiti dei costi di demolizione e i tempi burocratici del riuso.
Il Parco Agricolo Sud Milano non deve essere una riserva immobile, ma un laboratorio di transizione. Solo integrando la pianificazione digitale in quella paesaggistica si potrà evitare che la “nuvola” finisca per soffocare la terra che la ospita, garantendo che lo sviluppo tecnologico ne potenzi, invece di consumare, la resilienza.
venerdì 24 aprile 2026
mercoledì 15 aprile 2026
NON È FACILE FARE VOLONTARIATO A MILANO
NON È FACILE FARE VOLONTARIATO A MILANO
L’esperienza di P.as.mil
Arcipelago Milano
Sapessi com’è strano fare il volontariato a Milano, senza fiori, senza verde, senza cielo, senza niente…’ Questa deriva dalla canzone di Memo Remigi è calzante per i volontari di Milano. Non è facile fare una associazione composta esclusivamente da volontari senza essere collaterali a partiti o assessori, senza chiedere a chi si iscrive cosa vota o quale fede professa. Non è facile ma è possibile. Questo è un esempio in atto. Finalmente dopo 12 anni il Comune di Milano con, l’assessore Conte, ha assegnato alla Pasmil-Pubblica Assistenza Milanese 120 mq al quartiere Teramo-Barona da ristrutturare per una sede idonea e definitiva perché rispondente ai criteri regionali per le Pubbliche Assistenze. la Pubblica Assistenza Milanese è un esempio significativo di Cittadinanza Attiva.
Nel 2014 un gruppo di giovani, studenti e cittadini della periferia milanese della zona Naviglio Grande San Cristoforo-Barona, fonda Prasmi dopo aver denunciato alle autorità competenti una associazione del quartiere, segnalando le irregolarità e gli illeciti. Da quel momento, nonostante le difficoltà, tra cui l’assenza di spazi idonei concessi dal Comune per il trasporto e il soccorso sanitario, l’associazione ha perseverato e quest’anno celebra i suoi primi dieci anni di attività, diventando unautentico presidio di prossimità.
Gestita esclusivamente da volontari, P.as.mil. si distingue per la sua incessante opera a favore della comunità promuovendo numerose iniziative. Ha distribuito beni alimentari alle famiglie bisognose, insieme a Elisabetta Dami e il suo topo Geronimo Stilton ha consegnato all’Ospedale San Paolo doni natalizi ai bambini meno fortunati, ha organizzato incontri di formazione sulla prevenzione sanitaria e il primo soccorso. Ha collaborato attivamente con AREU e altri enti per promuovere la salute, realizzando campagne di sensibilizzazione anche su tecniche salvavita come il BLSD, il primo soccorso e l’accesso al NUE 112, oltre che iniziative di prevenzione.
Durante la pandemia da Covid-19, è stata tra le associazioni partecipanti a Milano Aiuta rispondendo a circa 4000 richieste di aiuto, gestendo uno sportello telefonico di supporto e realizzando, in collaborazione con la Facoltà di Medicina della Statale, piazze di tamponi gratuiti che da Piazza Tirana a Piazza del Rosario, da Parco Teramo a Piazza Negrelli e Piazza Miani, ha consentito a migliaia di cittadini di poter fare test allora a pagamento.
Ha dimostrato così, in un momento di scoramento e preoccupazione diffusi, una straordinaria resilienza e solidarietà. Ha partecipato alle operazioni di aiuto alla popolazione ucraina a seguito della invasione e dei bombardamenti di Putin, inviando 17,5 quintali di beni di prima necessità, medicinali, cancelleria per le scuole, vestiario, alimenti, in collaborazione con il Consolato Ucraino, la Comunità Ucraina a Milano e l’Ordine di Malta con i suoi voli diretti a Leopoli e Satu Mare.
P.as.mil. non si limita al soccorso sanitario, ma è attivamente impegnata anche nel sociale: realizza iniziative per il contrasto alla violenza di genere, insieme alle agenti della Polizia di Stato ha organizzato incontri di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne e sta costituendo uno sportello ad hoc. Conduce attività scientifica con un gruppo di soci qualificati e partecipa al Piano Freddo e all’Unità di Strada del Comune di Milano. È in corso l’attivazione dell’accreditamento come raggruppamento di Protezione Civile.
Dopo 10 anni di realizzazione autonoma ed ex novo di vacanza volontariato per la realizzazione del Servizio di Primo intervento e Guardia Medica Turistica in Valchiusella-Alto Canavese, ha contribuito alla fondazione del Gruppo Intervento Valchiusella, di cui è un socio attivo, con uno scambio città-montagna. Oltre alla concretezza della relazione sociale Pasmil ha analizzato con rigore anche il contesto del volontariato delle Pubbliche Assistenze sollevando, anni fa, in una riunione della Croce Bianca provinciale, il velo su tante associazioni false, copertura della malavita organizzata.
Questo ha avviato una riflessione che ha portato Croce Rossa, ANPAS e Misericordie, a sollevare la questione a livello nazionale. Basare la possibilità di dare vita ad azioni e interventi basandosi solo sulla verifica delle disponibilità e delle competenze, esistenti o da formare, di soli volontari è un’impresa che richiede una fiducia negli altri e una pratica della reciprocità nella costruzione di una organizzazione a geometria variabile di una comunità che partecipa come può, quando può. Del resto l’alta partecipazione referendaria in Italia ed elettorale in Ungheria ha messo in luce che, quando ne vale la pena, i cittadini ci sono e costituiscono una risorsa preziosa per vivificare la democrazia. Mettere in fila le attività svolte mostra come l’Associazione Pubblica Assistenza Milanese ODV ETS rappresenta una risorsa preziosa per la città di Milano, meritando a pieno titolo la benemerenza civica dell’Ambrogino d’Oro ricevuto nel 2024.
Nella nuova sede di Viale Faenza 23 prende ora forma e vita la “Casa Lucia alla Barona”, una casa di vicinato dedicata all’assistenza pubblica nel cuore del quartiere Teramo-Barona, a Milano. Il Quartiere Teramo a Milano, situato all’interno della zona Barona (Municipio 6), è un complesso di edilizia popolare, urbanisticamente e socialmente ‘di frontiera’ con fenomeni di degrado e spaccio di droga. Un quartiere assurto ad una popolarità stereotipata perché lì si sono svolte le riprese di Blocco 181. La serie TV ritrae la Barona e il complesso popolare di via Teramo come rappresentanza emblematica del” Blocco” stesso.
A partire dalla seconda stagione Blocco 181 è stata rinominata Gangs of Milano. L’obiettivo di Pasmil è semplice e ambizioso: uscire dall’auto celebrazione della marginalità con la colonna sonora del rapper di turno, iniziando col trasformare uno spazio oggi inutilizzato in un luogo aperto e accogliente, dove chiunque possa trovare ascolto, supporto e servizi essenziali. Un punto di riferimento per anziani soli, famiglie in difficoltà, giovani, e per tutte quelle persone che spesso non sanno a chi rivolgersi.
Casa Lucia vuole offrire:
un ambulatorio infermieristico volontario per attività di prevenzione e controllo;
uno sportello di orientamento ai servizi sanitari e sociali;
formazione gratuita su primo soccorso e salute;
attività educative e di aggregazione per ragazzi e anziani;
servizi di trasporto sanitario di base e supporto alla comunità.
In tempi di solitudine e insicurezza la salute e la solidarietà accessibili a tutti, senza barriere economiche e file d’attesa, possono contribuire alla generazione di una comunità che abita la propria città. Per questo Pasmil offre i propri servizi gratuitamente o con un contributo simbolico, con una particolare attenzione alle persone più vulnerabili, con l’obiettivo di diventare un presidio stabile di assistenza e aggregazione sociale. Fare Cittadinanza Attiva è un impegno serio, altrimenti l’ambizione più bella diventa subito una velleità, questo i volontari di Pasmil lo sanno bene.
Per rendere questa ambizione possibile, è necessario riqualificare e allestire gli spazi e sostenere i costi di avvio e gestione, tra cui la rata annuale di affitto e spese.
Sono necessari 2000 euro e le donazioni effettuate tramite bonifico, carta di credito e assegno sono scaricabili in dichiarazione dei redditi per privati e aziende, perché Pasmil è iscritta al RUNTS. Per r la ricevuta per la detrazione liberale basta mandare una mail con gli estremi del donatore e beneficiario della detrazione alla mail tesoriere.pasmil@outlook.it
L’IBAN di Pasmil è: IT46Z0306909606100000136725 Banca Intesa San Paolo C/c 1000/00136725, Causale “Casa Lucia”
La Cittadinanza Attiva svolge un’azione preziosa per alimentare un’opinione pubblica avvertita, antidoto alle degenerazioni della politica e nutriente necessario per la sua qualificazione.
I volontari Pasmil contano sulla generosità di tante piccole donazioni e sul passaparola dentro alle reti amicali dei tanti milanesi attivi o che dalle attività di Cittadinanza attiva sono stati beneficiati. Fare volontariato è difficile ma se ci sono sensibilità e consapevolezza diffuse è utile e possibile. Aiutare ad aiutare vale la pena.
Fiorello Cortiana
domenica 5 aprile 2026
giovedì 2 aprile 2026
Milano e il Referendum
Arcipelago Milano
SÌ/NO. UNA ANALISI DEL VOTO
Il No non è tutto nel carniere della sinistra
A Milano il No al referendum ha prevalso con il 58,2% mentre in Lombardia il Sì ha raccolto il 53,56% dei consensi. Milano non è isolata perché il No ha prevalso anche in altri 7 capoluoghi lombardi. Ciò che nel dibattito post referendario ha fatto notizia è stato il voto favorevole al quesito referendario del Municipio 1, la Milano ZTL, circondato dal No espresso nel resto della città e in gran parte della Città Metropolitana. Si possono evidenziare delle correlazioni di carattere sociale: in relazione al reddito medio degli abitanti e alla loro scolarizzazione.
Il Centro Storico-Municipio 1, dove il reddito medio supera i 94.000 €, è stata l’unica zona della città dove ha vinto il Sì.Il No ha nettamente prevalso negli altri otto municipi, dove il reddito medio è compreso tra i 20/25.000€, prevalenza del No più evidente nelle zone periferiche dove ha raggiunto percentuali molto elevate.
Così per quanto riguarda i livelli di scolarizzazione. Nel Centro Storico-Municipio 1, i laureati costituiscono il 50-60% dei residenti.
Le Zone periferiche vedono una diminuzione dei livelli accademici di scolarizzazione al 15/20%, tendenza che aumenta nelle zone più esterne.
Nelle periferie ci sono isole di alta scolarizzazione nei quartieri interessati da riqualificazioni o vicini a poli universitari o di alta formazione, così come ci sono aree periferiche dove l’abbandono scolastico arriva al 28,3%.
Se ne può dedurre che coloro che non hanno particolari problemi economici e dispongono di una alfabetizzazione qualificata hanno considerato gli aspetti giuridici del quesito referendario.
Differentemente dal No espresso nei quartieri dove i residenti fanno i conti con condizioni di precarietà e con la quotidiana discesa del potere d’acquisto. Qui i residenti hanno guardato l’operazione referendaria con due occhi al portafoglio.
Sarebbe in ogni caso riduttiva un’analisi che considerasse una sola condizione motivazionale per il voto.
Certamente molti di coloro che hanno avuto a che fare con la giustizia civile, per la famiglia o per l’impresa hanno votato Sì. Certamente hanno votato No coloro che hanno ritenuto già alterato l’equilibrio tra i poteri della democrazia repubblicana. Perciò a fronte di un potere legislativo neutralizzato da leggi elettorali che legano gli eletti alla esclusiva volontà delle segreterie dei partiti, con il profilarsi del Premierato e del potenziamento ulteriore del potere esecutivo, non hanno ritenuto di neutralizzare il potere giudiziario.
C'è stato un fattore generazionale che ha visto i giovani tra i 18 e i 28 anni partecipare in modo inaspettato: oltre il 67%.
Sono stati circa 100.000 gli elettori non schierati, che spesso non hanno partecipato alle scadenze elettorali, che questa volta hanno preso posizione. Swg ha rilevato che il 25% degli astenuti alle ultime elezioni questa volta si è recato ai seggi determinando un significativo aumento dei partecipanti. È possibile che parte di questi reagisca in una chiave antipolitica e populista, certamente questa non è una motivazione estendibile a tutti. La partecipazione motivata del mondo cattolico è significativa in questo senso.
La Chiesa Cattolica e il mondo delle associazioni cattoliche hanno preso parte al processo referendario: per il Sì si sono schierati, tra gli altri, il Movimento per la Vita e il Family Day, e cattolici progressisti come Stefano Ceccanti. Per il No si sono spese le Acli, i Gesuiti e diversi esponenti dell’Azione Cattolica. Giovanni Bachelet, con esperienza nello scautismo cattolico e nel cattolicesimo sociale, è stato il Presidente del Comitato Società civile per il No. Prima del voto il Cardinale Matteo Zuppi, Presidente della CEI, ha ricordato che “i padri costituenti ci hanno lasciato come preziosa eredità e bene da preservare l’equilibrio e l’indipendenza dei poteri”, facendo appello alla partecipazione. Il lunedì, secondo giorno di votazione, ha ribadito questa considerazione mettendola in relazione con il fatto che l’alta partecipazione “sta al cuore della Costituzione”.
La dimensione della partecipazione referendaria, con motivazioni differenziate, nel tempo della crisi dell’istituto della democrazia e con guerre ibride e articolate a carattere globale assume un carattere importante. Questo costituisce il comun denominatore tra i partecipanti. Non è un sondaggio telefonico su un campione selezionato, sono cittadini che si sono recati al seggio, si sono messi in fila e hanno votato usando una matita.
A fronte di un impegno diretto della Presidente del Consiglio, con uscite sguaiate contro “una minoranza politicizzata della Magistratura” (quale?) che hanno accompagnato quelle del Ministro Nordio e del suo Capo di Gabinetto Bartolozzi e di zelanti deputati di Fratelli d’Italia, con motivazioni differenziate la maggioranza degli elettori italiani ha detto che non affida a Giorgia Meloni e alla sua maggioranza le sue incertezze e le sue preoccupazioni. Soprattutto non gli affida la risoluzione degli equilibri della democrazia definiti nella Costituzione della Repubblica.
A Milano il totale votanti è stato 619.790 pari al 65.14% aventi diritto, circa il 18% in più di coloro che hanno partecipato nel 2021 alla votazione per il sindaco, il 47% schede bianche e nulle comprese. Milano ha avuto una partecipazione significativamente superiore alla media nazionale del 58,9%.
Affluenza nazionale superiore al referendum di modifica costituzionale del 2001 del Titolo V°, 34,1%, superiore a quello di modifica costituzionale ‘Berlusconi’ del 2006, 52,3%, inferiore al referendum di modifica costituzionale ‘Renzi’ del 2016, 65,47%, superiore al referendum per la riduzione dei parlamentari ‘5Stelle’ del 2020, 51,12%. Il referendum consultivo in Lombardia del 2017 sull’Autonomia Regionale ha visto una affluenza del 38,21%.
Il sindaco Giuseppe Sala ha definito Milano un “fortino del No”, proponendosi, ancora una volta, per un ruolo politico nazionale.
A parte l’uscita di Sala, che succede a quella infausta all’inizio del COVID “Milano non si ferma”. A parte l’affrettarsi degli azionisti di maggioranza del Campo Largo, Schlein e Conte, di proporre le primarie con loro due candidati ritenendo di avere già acquisito il consenso di tutti i votanti del No. Per quale proposta/programma? Quella inaspettata percentuale di cittadini che ha partecipato in modo decisivo al referendum si configura come riserva repubblicana, giovani in primis, ma costituirebbe un miope esercizio di arrogante presunzione ritenerla acquisita da chicchessia senza pensarla capace di prendere parola.
Sono andati a votare perché ne valeva la pena, non solo per le motivazioni differenziate prima richiamate ma perché in questo caso referendario ognuno ha sentito che il proprio voto contava e non sarebbe stato eluso attraverso leggi di attuazione conseguenti.
È la partecipazione informata al processo deliberativo, attraverso l’esercizio di una quota personale certa di sovranità politica, che si presenta come sia come ragione condivisa quanto come domanda e potenziale risorsa per rigenerare la nostra democrazia. Una domanda e una risorsa ignorate, ad esempio: a livello nazionale da governi e Parlamento che non hanno attuato il Titolo V° così come modificato dagli elettori a partire dalla attuazione delle Città Metropolitane e della operatività delle Province; a livello locale dall’Amministrazione Comunale di Milano che non ha dato seguito ai referendum approvati dai cittadini milanesi e non ha permesso l’effettuazione del referendum sullo stadio di San Siro che rispondeva pienamente ai criteri di definizione e di sottoscrizione previsti dal Comune stesso.
Fiorello Cortiana
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