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mercoledì 22 marzo 2017

Verde e Parchi in Lombardia: un problema da affrontare

VERDE E PARCHI IN LOMBARDIA: UN PROBLEMA DA AFFRONTARE

La possibile attenuazione degli effetti negativi dell’attività umana

La nuova legge regionale lombarda su parchi e aree protette ha l’obiettivo di semplificare la gestione (oggi affidata a 80 enti gestori) e di incentivare l’accorpamento volontario tra parchi esistenti. La legge, che porta il titolo Riorganizzazione del sistema lombardo di gestione e tutela delle aree regionali protette e delle altre forme di tutela presenti sul territorio ha come finalità dichiarata dalla maggioranza il consolidamento della conservazione e della valorizzazione del patrimonio naturale e paesaggistico, l’incremento dei modelli di sviluppo sostenibile delle attività antropiche e il completamento della rete ecologica regionale. Semplificazione gestionale e accorpamento dei parchi sono scelte strumentali e da sole non costituiscono la definizione della funzione che il sistema dei parchi regionali deve svolgere oggi dopo l’accordo sul clima COP 21 siglato da 195 paesi sotto l’egida delle Nazioni Unite.
08cortiana11FBQuesto perché Lombardia è uno dei motori d’Europa, tra i territori più antropizzati, con i limiti delle emissioni ampiamente superati ogni anno e con tutte le eredità industriali di inquinamento del territorio maldestramente bonificate per via amministrativa nell’era Formigoni. Sembra più puntuale la consultazione pubblica da parte del Dipartimento per gli Affari regionali e le autonomie della Presidenza del Consiglio, prevista dalla legge sulla green economy Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali Collegato ambientale 2016.
Alla luce di questo quadro di nuovi indirizzi istituzionali glocal*, il contributo che potrebbero dare i parchi regionali è relativo a due elementi costitutivi delle Green Community: uno riguarda uno strumento organizzativo della pianificazione del territorio, l’altro riguarda la definizione di soggetti/figure che possono svolgere servizi di alto valore qualitativo. Proprio all’interno di una Strategia Nazionale per le Green Community i parchi regionali possono svolgere un ruolo fondamentale a garanzia di solidità, qualità e consapevolezza diffuse e condivise.
I Parchi Regionali sono stati pensati e proposti per svolgere una funzione di salvaguardia dalla pressione antropica legata a un modello di sviluppo quantitativo a carattere industriale e al suo impatto ambientale, nonché con il fine di rigenerare un territorio compromesso proprio da quell’impatto ambientale. Oggi, nella società e nell’economia della conoscenza, devono essere territori multifunzionali della sostenibilità, della qualità, della bellezza: un retroterra ricco di soluzioni che, lungo la filiera agroalimentare e naturalistica, sono in diretta relazione con la qualità dell’abitare dei centri urbani. Non più isole ma territori capaci di esercitare, per le loro prerogative, un ruolo attivo nella produzione di Sistemi Territoriali Qualitativi.
Le chiavi costitutive di questo ruolo sono:
– una organizzazione finalizzata alla definizione, attuazione e verifica di specifici progetti di tutela e valorizzazione sostenibile che ne definiscono la multifunzionalità;
– il Piano Naturalistico, elemento centrale della pianificazione territoriale, fonte primaria della sostenibilità della valorizzazione multifunzionale del loro patrimonio;
– il compito di definire i corridoi ecologici che li connettano con l’urbanizzazione dei comuni;
– la certificazione e il controllo dei prodotti della filiera agroalimentare;
– la certificazione degli agriturismi e dell’articolazione dei servizi di ospitalità delle strutture rurali.
– la possibilità di godere e di attivare servizi di trasporto pubblico combinato treno-bicicletta, bus-bicicletta, bikesharing, vie d’acqua, etc.
La piantumazione delle città, delle cinture periurbane, degli spazi residuali e da bonificare, possono trovare i loro vivai tra i servizi forniti dai parchi regionali. Così la fornitura di prodotti agroalimentari certificati per le mense pubbliche o per la cura del verde. L’introduzione della pianificazione naturalistica come elemento costitutivo dei PGT dei Comuni può trovare nei parchi regionali e nei corridoi ecologici di connessione una relazione di qualificazione importante.
Tra i diversi gli stakeholder [portatori di interesse], pubblici e privati, che concorrono a definire il senso e l’esito delle politiche pubbliche relative ai parchi regionali i fornitori di Servizi Ecosistemici possono avere una funzione particolare sia di generatori della valorizzazione sostenibile del patrimonio naturale, che di moltiplicatori di consapevolezza e responsabilizzazione.
l tema dei Servizi Ecosistemici (SE) e dei Pagamenti per i Servizi Ecosistemici (PSE), interno alle disposizioni contenute nel Collegato Ambientale, gode di un crescente interesse e di studi ed elaborazioni specifiche, come quelle che Fondazione Cariplo sta sviluppando con il contributo di studiosi ed accademici. Occorre ora una sua traduzione in atti che ne contentano il riconoscimento e lo stimolo operativo, nonché la verifica di efficacia per una messa a punto evolutiva dello strumento accompagnata da una rendicontazione chiara che permetta un’analisi pubblica del rapporto costi/benefici come saldo ambientale, con la sua valorizzazione economica.
In relazione agli aspetti di valorizzazione economica è necessario definire un piano finanziario non estemporaneo, capace di utilizzare fonti istituzionali multilevel e fonti private, composto da contributi, gettiti, sgravi e remunerazioni conseguenti a verifiche puntuali del Piano dei Servizi concordato. A tal fine è necessario individuare le funzioni e la tipologia dei soggetti fornitori dei servizi, quali caratteristiche comuni devono avere all’interno di una visione ecosistemica e in relazione con gli strumenti di pianificazione in atto, quale informazione e formazione si rendono necessarie e a chi viene affidato il compito di garantirle.
Oltre al riconoscimento puntuale, occorrono strumenti incentivanti per le amministrazioni locali dei territori interessati. Affinché si crei un circolo virtuoso di stimolo, informazione, formazione e azione è necessario favorire la creazione di reti tra imprese in chiave pubblico/privato che si diffonda come una pratica coerente. Proprio la parte pubblica dovrebbe svolgere la funzione di connessione e messa in rete, con la rendicontazione pubblica delle scelte normative e dei relativi capitoli nei bilanci.
È necessario pensare a momenti locali di confronto che coinvolgano tutti gli stakeholderinteressati e a un osservatorio centrale per raccogliere e condividere la conoscenza delle esperienze virtuose, con i relativi fattori di successo (sia sul piano organizzativo-procedurale sia su quello delle competenze dei fornitori dei servizi), e delle criticità.
Occorre riconoscere il ruolo e la funzione cruciale soggetti fornitori dei SE laddove residenti in zone rurali (come in gran parte sono), che non godono della vicinanza a centri urbani con i relativi servizi e le relative opportunità. Ci sarà una Lombardia regione sostenibile d’Europa se si favorirà la formazione di un tessuto di imprese, amministrazioni, professionalità, cittadinanza attiva, interessati professionalmente e socialmente all’innovazione di qualità, alla bellezza e alla partecipazione informata al processo deliberativo.

Fiorello Cortiana
*di atteggiamento, politica, visione, che si concentra contemporaneamente sulla dimensione globale o planetaria e su quella locale (Vocabolario Treccani).

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