ciao, welcome :-)

in questo blog metto un po di tutto se cerchi qualcosa che non trovi chiedimelo

mercoledì 15 aprile 2026

NON È FACILE FARE VOLONTARIATO A MILANO

                              NON È FACILE FARE VOLONTARIATO A MILANO 
                                                 L’esperienza di P.as.mil 
                                                     Arcipelago Milano

 Sapessi com’è strano fare il volontariato a Milano, senza fiori, senza verde, senza cielo, senza niente…’ Questa deriva dalla canzone di Memo Remigi è calzante per i volontari di Milano. Non è facile fare una associazione composta esclusivamente da volontari senza essere collaterali a partiti o assessori, senza chiedere a chi si iscrive cosa vota o quale fede professa. Non è facile ma è possibile. Questo è un esempio in atto. Finalmente dopo 12 anni il Comune di Milano con, l’assessore Conte, ha assegnato alla Pasmil-Pubblica Assistenza Milanese 120 mq al quartiere Teramo-Barona da ristrutturare per una sede idonea e definitiva perché rispondente ai criteri regionali per le Pubbliche Assistenze. la Pubblica Assistenza Milanese è un esempio significativo di Cittadinanza Attiva. Nel 2014 un gruppo di giovani, studenti e cittadini della periferia milanese della zona Naviglio Grande San Cristoforo-Barona, fonda Prasmi dopo aver denunciato alle autorità competenti una associazione del quartiere, segnalando le irregolarità e gli illeciti. Da quel momento, nonostante le difficoltà, tra cui l’assenza di spazi idonei concessi dal Comune per il trasporto e il soccorso sanitario, l’associazione ha perseverato e quest’anno celebra i suoi primi dieci anni di attività, diventando unautentico presidio di prossimità. Gestita esclusivamente da volontari, P.as.mil. si distingue per la sua incessante opera a favore della comunità promuovendo numerose iniziative. Ha distribuito beni alimentari alle famiglie bisognose, insieme a Elisabetta Dami e il suo topo Geronimo Stilton ha consegnato all’Ospedale San Paolo doni natalizi ai bambini meno fortunati, ha organizzato incontri di formazione sulla prevenzione sanitaria e il primo soccorso. Ha collaborato attivamente con AREU e altri enti per promuovere la salute, realizzando campagne di sensibilizzazione anche su tecniche salvavita come il BLSD, il primo soccorso e l’accesso al NUE 112, oltre che iniziative di prevenzione. Durante la pandemia da Covid-19, è stata tra le associazioni partecipanti a Milano Aiuta rispondendo a circa 4000 richieste di aiuto, gestendo uno sportello telefonico di supporto e realizzando, in collaborazione con la Facoltà di Medicina della Statale, piazze di tamponi gratuiti che da Piazza Tirana a Piazza del Rosario, da Parco Teramo a Piazza Negrelli e Piazza Miani, ha consentito a migliaia di cittadini di poter fare test allora a pagamento. Ha dimostrato così, in un momento di scoramento e preoccupazione diffusi, una straordinaria resilienza e solidarietà. Ha partecipato alle operazioni di aiuto alla popolazione ucraina a seguito della invasione e dei bombardamenti di Putin, inviando 17,5 quintali di beni di prima necessità, medicinali, cancelleria per le scuole, vestiario, alimenti, in collaborazione con il Consolato Ucraino, la Comunità Ucraina a Milano e l’Ordine di Malta con i suoi voli diretti a Leopoli e Satu Mare. P.as.mil. non si limita al soccorso sanitario, ma è attivamente impegnata anche nel sociale: realizza iniziative per il contrasto alla violenza di genere, insieme alle agenti della Polizia di Stato ha organizzato incontri di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne e sta costituendo uno sportello ad hoc. Conduce attività scientifica con un gruppo di soci qualificati e partecipa al Piano Freddo e all’Unità di Strada del Comune di Milano. È in corso l’attivazione dell’accreditamento come raggruppamento di Protezione Civile. Dopo 10 anni di realizzazione autonoma ed ex novo di vacanza volontariato per la realizzazione del Servizio di Primo intervento e Guardia Medica Turistica in Valchiusella-Alto Canavese, ha contribuito alla fondazione del Gruppo Intervento Valchiusella, di cui è un socio attivo, con uno scambio città-montagna. Oltre alla concretezza della relazione sociale Pasmil ha analizzato con rigore anche il contesto del volontariato delle Pubbliche Assistenze sollevando, anni fa, in una riunione della Croce Bianca provinciale, il velo su tante associazioni false, copertura della malavita organizzata. Questo ha avviato una riflessione che ha portato Croce Rossa, ANPAS e Misericordie, a sollevare la questione a livello nazionale. Basare la possibilità di dare vita ad azioni e interventi basandosi solo sulla verifica delle disponibilità e delle competenze, esistenti o da formare, di soli volontari è un’impresa che richiede una fiducia negli altri e una pratica della reciprocità nella costruzione di una organizzazione a geometria variabile di una comunità che partecipa come può, quando può. Del resto l’alta partecipazione referendaria in Italia ed elettorale in Ungheria ha messo in luce che, quando ne vale la pena, i cittadini ci sono e costituiscono una risorsa preziosa per vivificare la democrazia. Mettere in fila le attività svolte mostra come l’Associazione Pubblica Assistenza Milanese ODV ETS rappresenta una risorsa preziosa per la città di Milano, meritando a pieno titolo la benemerenza civica dell’Ambrogino d’Oro ricevuto nel 2024. Nella nuova sede di Viale Faenza 23 prende ora forma e vita la “Casa Lucia alla Barona”, una casa di vicinato dedicata all’assistenza pubblica nel cuore del quartiere Teramo-Barona, a Milano. Il Quartiere Teramo a Milano, situato all’interno della zona Barona (Municipio 6), è un complesso di edilizia popolare, urbanisticamente e socialmente ‘di frontiera’ con fenomeni di degrado e spaccio di droga. Un quartiere assurto ad una popolarità stereotipata perché lì si sono svolte le riprese di Blocco 181. La serie TV ritrae la Barona e il complesso popolare di via Teramo come rappresentanza emblematica del” Blocco” stesso. A partire dalla seconda stagione Blocco 181 è stata rinominata Gangs of Milano. L’obiettivo di Pasmil è semplice e ambizioso: uscire dall’auto celebrazione della marginalità con la colonna sonora del rapper di turno, iniziando col trasformare uno spazio oggi inutilizzato in un luogo aperto e accogliente, dove chiunque possa trovare ascolto, supporto e servizi essenziali. Un punto di riferimento per anziani soli, famiglie in difficoltà, giovani, e per tutte quelle persone che spesso non sanno a chi rivolgersi. Casa Lucia vuole offrire: un ambulatorio infermieristico volontario per attività di prevenzione e controllo; uno sportello di orientamento ai servizi sanitari e sociali; formazione gratuita su primo soccorso e salute; attività educative e di aggregazione per ragazzi e anziani; servizi di trasporto sanitario di base e supporto alla comunità. In tempi di solitudine e insicurezza la salute e la solidarietà accessibili a tutti, senza barriere economiche e file d’attesa, possono contribuire alla generazione di una comunità che abita la propria città. Per questo Pasmil offre i propri servizi gratuitamente o con un contributo simbolico, con una particolare attenzione alle persone più vulnerabili, con l’obiettivo di diventare un presidio stabile di assistenza e aggregazione sociale. Fare Cittadinanza Attiva è un impegno serio, altrimenti l’ambizione più bella diventa subito una velleità, questo i volontari di Pasmil lo sanno bene. Per rendere questa ambizione possibile, è necessario riqualificare e allestire gli spazi e sostenere i costi di avvio e gestione, tra cui la rata annuale di affitto e spese. Sono necessari 2000 euro e le donazioni effettuate tramite bonifico, carta di credito e assegno sono scaricabili in dichiarazione dei redditi per privati e aziende, perché Pasmil è iscritta al RUNTS. Per r la ricevuta per la detrazione liberale basta mandare una mail con gli estremi del donatore e beneficiario della detrazione alla mail tesoriere.pasmil@outlook.it L’IBAN di Pasmil è: IT46Z0306909606100000136725 Banca Intesa San Paolo C/c 1000/00136725, Causale “Casa Lucia” La Cittadinanza Attiva svolge un’azione preziosa per alimentare un’opinione pubblica avvertita, antidoto alle degenerazioni della politica e nutriente necessario per la sua qualificazione. I volontari Pasmil contano sulla generosità di tante piccole donazioni e sul passaparola dentro alle reti amicali dei tanti milanesi attivi o che dalle attività di Cittadinanza attiva sono stati beneficiati. Fare volontariato è difficile ma se ci sono sensibilità e consapevolezza diffuse è utile e possibile. Aiutare ad aiutare vale la pena. Fiorello Cortiana

domenica 5 aprile 2026

Pasqua

Auguri di giorni sereni🩷

giovedì 2 aprile 2026

Milano e il Referendum

Arcipelago Milano SÌ/NO. UNA ANALISI DEL VOTO Il No non è tutto nel carniere della sinistra A Milano il No al referendum ha prevalso con il 58,2% mentre in Lombardia il Sì ha raccolto il 53,56% dei consensi. Milano non è isolata perché il No ha prevalso anche in altri 7 capoluoghi lombardi. Ciò che nel dibattito post referendario ha fatto notizia è stato il voto favorevole al quesito referendario del Municipio 1, la Milano ZTL, circondato dal No espresso nel resto della città e in gran parte della Città Metropolitana. Si possono evidenziare delle correlazioni di carattere sociale: in relazione al reddito medio degli abitanti e alla loro scolarizzazione. Il Centro Storico-Municipio 1, dove il reddito medio supera i 94.000 €, è stata l’unica zona della città dove ha vinto il Sì.Il No ha nettamente prevalso negli altri otto municipi, dove il reddito medio è compreso tra i 20/25.000€, prevalenza del No più evidente nelle zone periferiche dove ha raggiunto percentuali molto elevate. Così per quanto riguarda i livelli di scolarizzazione. Nel Centro Storico-Municipio 1, i laureati costituiscono il 50-60% dei residenti. Le Zone periferiche vedono una diminuzione dei livelli accademici di scolarizzazione al 15/20%, tendenza che aumenta nelle zone più esterne. Nelle periferie ci sono isole di alta scolarizzazione nei quartieri interessati da riqualificazioni o vicini a poli universitari o di alta formazione, così come ci sono aree periferiche dove l’abbandono scolastico arriva al 28,3%. Se ne può dedurre che coloro che non hanno particolari problemi economici e dispongono di una alfabetizzazione qualificata hanno considerato gli aspetti giuridici del quesito referendario. Differentemente dal No espresso nei quartieri dove i residenti fanno i conti con condizioni di precarietà e con la quotidiana discesa del potere d’acquisto. Qui i residenti hanno guardato l’operazione referendaria con due occhi al portafoglio. Sarebbe in ogni caso riduttiva un’analisi che considerasse una sola condizione motivazionale per il voto. Certamente molti di coloro che hanno avuto a che fare con la giustizia civile, per la famiglia o per l’impresa hanno votato Sì. Certamente hanno votato No coloro che hanno ritenuto già alterato l’equilibrio tra i poteri della democrazia repubblicana. Perciò a fronte di un potere legislativo neutralizzato da leggi elettorali che legano gli eletti alla esclusiva volontà delle segreterie dei partiti, con il profilarsi del Premierato e del potenziamento ulteriore del potere esecutivo, non hanno ritenuto di neutralizzare il potere giudiziario. C'è stato un fattore generazionale che ha visto i giovani tra i 18 e i 28 anni partecipare in modo inaspettato: oltre il 67%. Sono stati circa 100.000 gli elettori non schierati, che spesso non hanno partecipato alle scadenze elettorali, che questa volta hanno preso posizione. Swg ha rilevato che il 25% degli astenuti alle ultime elezioni questa volta si è recato ai seggi determinando un significativo aumento dei partecipanti. È possibile che parte di questi reagisca in una chiave antipolitica e populista, certamente questa non è una motivazione estendibile a tutti. La partecipazione motivata del mondo cattolico è significativa in questo senso. La Chiesa Cattolica e il mondo delle associazioni cattoliche hanno preso parte al processo referendario: per il Sì si sono schierati, tra gli altri, il Movimento per la Vita e il Family Day, e cattolici progressisti come Stefano Ceccanti. Per il No si sono spese le Acli, i Gesuiti e diversi esponenti dell’Azione Cattolica. Giovanni Bachelet, con esperienza nello scautismo cattolico e nel cattolicesimo sociale, è stato il Presidente del Comitato Società civile per il No. Prima del voto il Cardinale Matteo Zuppi, Presidente della CEI, ha ricordato che “i padri costituenti ci hanno lasciato come preziosa eredità e bene da preservare l’equilibrio e l’indipendenza dei poteri”, facendo appello alla partecipazione. Il lunedì, secondo giorno di votazione, ha ribadito questa considerazione mettendola in relazione con il fatto che l’alta partecipazione “sta al cuore della Costituzione”. La dimensione della partecipazione referendaria, con motivazioni differenziate, nel tempo della crisi dell’istituto della democrazia e con guerre ibride e articolate a carattere globale assume un carattere importante. Questo costituisce il comun denominatore tra i partecipanti. Non è un sondaggio telefonico su un campione selezionato, sono cittadini che si sono recati al seggio, si sono messi in fila e hanno votato usando una matita. A fronte di un impegno diretto della Presidente del Consiglio, con uscite sguaiate contro “una minoranza politicizzata della Magistratura” (quale?) che hanno accompagnato quelle del Ministro Nordio e del suo Capo di Gabinetto Bartolozzi e di zelanti deputati di Fratelli d’Italia, con motivazioni differenziate la maggioranza degli elettori italiani ha detto che non affida a Giorgia Meloni e alla sua maggioranza le sue incertezze e le sue preoccupazioni. Soprattutto non gli affida la risoluzione degli equilibri della democrazia definiti nella Costituzione della Repubblica. A Milano il totale votanti è stato 619.790 pari al 65.14% aventi diritto, circa il 18% in più di coloro che hanno partecipato nel 2021 alla votazione per il sindaco, il 47% schede bianche e nulle comprese. Milano ha avuto una partecipazione significativamente superiore alla media nazionale del 58,9%. Affluenza nazionale superiore al referendum di modifica costituzionale del 2001 del Titolo V°, 34,1%, superiore a quello di modifica costituzionale ‘Berlusconi’ del 2006, 52,3%, inferiore al referendum di modifica costituzionale ‘Renzi’ del 2016, 65,47%, superiore al referendum per la riduzione dei parlamentari ‘5Stelle’ del 2020, 51,12%. Il referendum consultivo in Lombardia del 2017 sull’Autonomia Regionale ha visto una affluenza del 38,21%. Il sindaco Giuseppe Sala ha definito Milano un “fortino del No”, proponendosi, ancora una volta, per un ruolo politico nazionale. A parte l’uscita di Sala, che succede a quella infausta all’inizio del COVID “Milano non si ferma”. A parte l’affrettarsi degli azionisti di maggioranza del Campo Largo, Schlein e Conte, di proporre le primarie con loro due candidati ritenendo di avere già acquisito il consenso di tutti i votanti del No. Per quale proposta/programma? Quella inaspettata percentuale di cittadini che ha partecipato in modo decisivo al referendum si configura come riserva repubblicana, giovani in primis, ma costituirebbe un miope esercizio di arrogante presunzione ritenerla acquisita da chicchessia senza pensarla capace di prendere parola. Sono andati a votare perché ne valeva la pena, non solo per le motivazioni differenziate prima richiamate ma perché in questo caso referendario ognuno ha sentito che il proprio voto contava e non sarebbe stato eluso attraverso leggi di attuazione conseguenti. È la partecipazione informata al processo deliberativo, attraverso l’esercizio di una quota personale certa di sovranità politica, che si presenta come sia come ragione condivisa quanto come domanda e potenziale risorsa per rigenerare la nostra democrazia. Una domanda e una risorsa ignorate, ad esempio: a livello nazionale da governi e Parlamento che non hanno attuato il Titolo V° così come modificato dagli elettori a partire dalla attuazione delle Città Metropolitane e della operatività delle Province; a livello locale dall’Amministrazione Comunale di Milano che non ha dato seguito ai referendum approvati dai cittadini milanesi e non ha permesso l’effettuazione del referendum sullo stadio di San Siro che rispondeva pienamente ai criteri di definizione e di sottoscrizione previsti dal Comune stesso. Fiorello Cortiana