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in questo blog metto un po di tutto se cerchi qualcosa che non trovi chiedimelo

giovedì 28 maggio 2026

PER UNA DEMOCRAZIA COGNITIVA Appunti per una proposta collettiva aperta

"La speranza di cambiare il mondo nasce sempre da un comune rifiuto delle deformazioni di quello in cui viviamo.” Stefano Rodotà 'Elogio del moralismo' PER UNA DEMOCRAZIA COGNITIVA 1. La Soglia di Giano: Il Salto Sistemico e la Transizione Ontologica L’umanità si trova davanti alla Soglia di Giano, un bivio che segna il passaggio da una semplice evoluzione tecnica a una vera transizione ontologica. La fusione tra Intelligenza Artificiale e Informatica Quantistica (Quantum AI) ha abbattuto il muro tra sfera biologica e antropologica: la vita stessa è diventata informazione programmabile. Siamo in un sistema dove la natura costitutiva del vivente, dalle sequenze genomiche agli scambi biochimici, ha carattere informazionale. Questo significa che il tempo storico e il tempo biologico coincidono: ogni alterazione dei dati non è solo un danno materiale, ma la distruzione di un potenziale unico e irrecuperabile. Bene Comune o Estrazione Predatoria Ci opponiamo al modello chiuso, dove l'essere umano è ridotto a preda biologica e cognitiva. In questo regime di "Affitto Cognitivo", l'individuo non è più un soggetto di diritto, ma una risorsa da cui estrarre dati biometrici, emotivi e intellettuali a fini di profitto e controllo. La politica, dunque, non può più essere regolamentazione ex-post, ma deve agire in sincronia con questo salto sistemico. 2. Il Nuovo Prometeo: Conoscenza contro Recinzione Contro la "techno-élite" che tenta di recintare l’identità umana (voci, pensieri, corpi) per fini predatori, emerge la figura del Nuovo Prometeo. A differenza del titano solitario del mito, Prometeo è una rete connessa di cittadini che scelgono la consapevolezza critica. "Pensare prima" (Promethéus) significa avere un progetto e non agire per istinto. Il Nuovo Prometeo rivendica l'uso di strumenti open source per sottrarre il "fuoco" della conoscenza ai server centrali delle Big Tech e restituirlo alla collettività. L'obiettivo è trasformare l'individuo da preda biologica a partecipante informato, custode della propria libertà. Occorre promuovere la Condivisione Produttiva in luogo del modello estrattivo: dove la techno élite prende valore senza dare nessuna garanzia si genera dipendenza. Se la conoscenza circola orizzontalmente si arricchisce la comunità senza nutrire il predatore. Occorre garantire le condizioni per usare la tecnologia per connettersi senza dover "svendere" la natura del proprio corpo o della propria mente. Il nuovo Prometeo non è più un singolo titano, ma una rete connessa di individui che, attraverso strumenti open source e consapevolezza critica, decidono di non farsi più mangiare il fegato. l'Intelligenza Artificiale e l'Informatica Quantistica rappresentano la nuova frontiera in cui i diritti devono essere riaffermati. L'informatica quantistica e l'IA accelerano ed espandono le sfide sollevate dai modelli precedenti: L’Intelligenza Artificiale amplifica il problema dell'opacità (scatola nera). Se il software non è libero e trasparente, le decisioni algoritmiche diventano insindacabili e potenzialmente discriminatorie. L’Informatica Quantistica fornisce la potenza di calcolo necessaria per scalare l'IA a livelli oggi inimmaginabili, ma introduce rischi sistemici, come la rottura degli attuali standard di crittografia. Il software libero e l’open source sono stati la risposta ai monopoli del software e alla chiusura dei codici sorgenti, l'AI Open Source e il Quantum Computing for Good oggi sono necessari per evitare nuove forme di oligarchia digitale. 3. Il Bivio dei Modelli: Affitto Cognitivo vs Democrazia Cognitiva Il futuro della specie dipende dalla scelta tra due modelli contrapposti: Il Modello Chiuso (Affitto Cognitivo): Un regime in cui l'individuo è ridotto a risorsa da cui estrarre dati biometrici ed emotivi. L'infrastruttura è proprietaria e opaca (scatola nera), rendendo l'essere umano un "inquilino" del proprio pensiero, dipendente da piattaforme che filtrano la realtà per profitto. Il Modello Aperto (Democrazia Cognitiva): La conoscenza è un Bene Comune (Commons). In questo modello, la sovranità politica si sposta sul controllo dei flussi informativi. La Biodiversità Cognitiva è garantita dalla trasparenza, dalla partecipazione e dalla condivisione, permettendo alla tecnologia di potenziare le capacità umane anziché asservirle. Un Modello Aperto è una esigenza vitale per l'umanità e l'equilibrio evolutivo delle specie per gestire l'inaspettato e garantire un futuro ai figli della Terra. Vogliamo una Biodiversità Cognitiva perché più prospettive generano soluzioni precluse dalla restrizione proprietaria, che non potrebbe mai immaginarle. Vogliamo la partecipazione informata al processo deliberativo con una Governance dal basso per decidere i limiti etici dello sviluppo. Un modello in cui: La conoscenza è un Bene Comune ‘Commons’, l'accesso alla tecnologia è un diritto fondamentale, la condivisione è la modalità nella produzione di valore della società della conoscenza, l'IA è infrastruttura vitale per la biosfera perché serve a potenziare la resilienza naturale, non allo sfruttamento della "preda" umana'. Ogni comunità deve poter adattare l'IA ai propri bisogni locali. I saperi non sono proprietà privata, ma eredità collettiva, occorre trasparenza totale su algoritmi e dati di addestramento, va interdetto il monopolio tecnologico di poche corporation. 4. L’IA come Sistema Nervoso del Pianeta: La Wikipedia del Territorio L'IA deve cessare di essere un predatore per diventare un "catalizzatore evolutivo". L'idea cardine è la "Wikipedia del Territorio", un sistema nervoso digitale per la resilienza della biosfera, aiutando l'umanità a navigare la complessità senza distruggere il supporto biologico che la ospita. L'IA alimenta un organismo simbionte che respira con il pianeta, la "Wikipedia del Territorio" non è solo un database, è lo strumento con cui la specie umana smette di essere un parassita e diventa un custode consapevole. Una rete di Reti, un'infrastruttura digitale dove i dati non sono estratti, ma conferiti e curati dalla comunità attraverso la Mappatura Partecipativa, con i cittadini che censiscono la biodiversità, le fonti idriche e le vulnerabilità locali. Con Dati Sensoriali Aperti e l’ntegrazione di sensori IoT (umidità, qualità aria) gestiti come bene comune. Con la Memoria Storica come patrimonio comune e il recupero dei saperi ancestrali sull'uso del suolo, digitalizzati per istruire l'IA. L'IA modella la rigenerazione coadiuvando la Pianificazione Agroforestale con algoritmi che suggeriscono mix di colture per ripristinare la fertilità del suolo. Con la Gestione Idrica Adattiva grazie all’ottimizzazione dei flussi basata sui cicli naturali, cui ricondurre la domanda industriale. Con il Bio-monitoraggio grazie al rilevamento precoce di specie invasive o malattie prima che degradino l'ecosistema. Grazie all’IA il Cigno Nero non è più un evento imprevedibile, di portata catastrofica per le fragilità territoriali, che altera permanentemente l'equilibrio di un ecosistema. L'IA consente simulazioni "What-if" per testare la tenuta di una comunità di fronte a alluvioni o siccità estreme. Supporta Reti di Risposta Distribuite, con sistemi di allerta e logistica che si auto-organizzano senza un nodo centrale, eventualmente fuori uso. Propone diversità delle soluzioni suggerendo percorsi multipli per evitare che un singolo fallimento diventi catastrofico. L’IA permette la partecipazione informata grazie ad algoritmi che segnalano tentativi di ingegneria sociale o polarizzazione indotta. Garantisce trasparenza per cui ogni suggerimento dell'IA è spiegabile e contestabile dalla comunità. Per questo occorre definire Protocolli di interoperabilità, per far parlare i dati locali con l'IA globale. Occorre formalizzare la Governance del dato per evitare che il "territorio digitale" venga colonizzato da interessi particolari a scapito dell’interesse generale delle attuali e future generazioni che abitano il territorio. 5. Data Center: Il Consumo di Risorse vs Recupero e Riqualificazione I Data Center non devono essere parassiti territoriali, ma nodi metabolici integrati. Un'IA basata su un modello aperto non cercherà di nascondere i propri costi ambientali dietro segreti industriali, ma ottimizzerà se stessa per minimizzare l'impronta, perché il suo obiettivo è la resilienza del sistema, non il profitto del data-center owner. Le logiche del capitalismo estrattivo riguardano i dati per la codificazione del vivente e, immediatamente, l'ambiente stesso. I Data Center consumano: energia, acqua, territorio, clima, l’Unione Europea può dare indicazioni e regole affinché da "predatori di risorse" diventino nodi metabolici integrati nel territorio. I parametri tecnici (PUE/WUE) servono a definire i limiti di legge, per trasformarli da semplici "numeri di efficienza" a vincoli normativi in modo da garantire che l'IA non diventi un parassita territoriale. Per una pianificazione strategica, non basta misurarli: bisogna stabilire delle soglie massime invalicabili. Occorre una Pianificazione Territoriale Strategica: Gestione Idrica e Simbiosi Agricola Prelievi Stagionali, non più flussi costanti, ma modulati sulle necessità degli agricoltori (meno prelievi in estate, stoccaggio invernale) e a garanzia dei flussi vitali dei corsi d’acqua; Circuiti Chiusi Obbligatori, per superare il raffreddamento evaporativo a favore di sistemi a circuito chiuso o "dry cooling"; Acque Grigie e Riuso, così da utilizzare acque reflue industriali o urbane depurate, lasciando l'acqua potabile e di falda alle comunità e alla biosfera. Integrazione Energetica e Termica Bilancio Energetico Locale, il Data Center non deve solo "comprare" certificati verdi, ma alimentare la propria domanda con nuovi impianti rinnovabili locali (solar/wind) che servano anche il territorio; Recupero del Calore con il Teleriscaldamento, per trasformare il calore di scarto da "inquinante" a risorsa per riscaldare serre idroponiche, edifici pubblici o processi industriali vicini; Demand-Response, affinché l'IA del centro riduca la propria potenza nei momenti di picco di carico della rete elettrica cittadina, agendo da "ammortizzatore". Rigenerazione del Suolo e Riuso Zero Consumo di Suolo Vergine con vincoli stringenti che permettano l'insediamento solo in aree industriali dismesse (Brownfields); Data Center Verticali o Ipogei, la progettazione ad alta densità per ridurre l'impronta a terra e favorire l'isolamento termico naturale; Rinaturalizzazione Compensativa, affinché per ogni metro quadro di cemento, obbligo di ripristino di aree umide o boschive connesse alla "Wikipedia del Territorio". Governance Partecipativa (Bottom-Up) Tavoli di Concertazione, per inserire agricoltori, comitati locali e urbanisti nel processo decisionale prima della concessione edilizia; Monitoraggio Aperto, i dati su consumi ed emissioni del Data Center devono essere pubblici e consultabili in tempo reale sulla piattaforma territoriale. 6. L’Etica Quantistica del Vivente: Sincronia e Integrità Informativa L'etica della responsabilità è l'unico "algoritmo di controllo" per evitare derive tecnocratiche. Si fonda su: Sincronia: La consapevolezza che l'azione codificante oggi ha effetti permanenti sul "codice sorgente" della Terra di domani. Integrità Informativa: Proteggere la biodiversità come una "biblioteca di computazione" naturale evolutasi in miliardi di anni. Non-Malvivenza Digitale: Impedire che la codificazione della vita diventi uno strumento di controllo o di standardizzazione forzata dell'essere umano. 7. Etica del Lavoro e Sovranità Biologica: Un Nuovo Patto Sociale In UE l'autore di opere creative è tutelato dal diritto e ha gli strumenti legali per impedire che l'IA "legga" le sue opere per addestrarsi, nella società della conoscenza occorre riconoscere i diritti anche ai produttori di dati non legati ai linguaggi espressivi. Se nel diritto d'autore il fulcro è l'Uomo-Creatore, nel diritto dei dati il fulcro diventa l'Ente-Produttore. La sfida è evitare che i giganti dell'IA usino gratuitamente la conoscenza prodotta dal tessuto industriale europeo. L'Europa deve estendere in modo multilaterale la battaglia sul riconoscimento economico dei dati industriali, per non ridursi a semplice fornitore di "materia prima" cognitiva per tecnologie altrui. L'IA deve essere un acceleratore della professionalità umana, non un mezzo per sostituirla. Il sistema IA non deve più "estrarre" il valore e le competenze dai lavoratori per sostituirli, ma deve diventare un acceleratore della loro professionalità. L’Unione Europea deve aprire questo passaggio a una logica di reciprocità incrementale. Lo Stato finanzia l'innovazione solo se questa genera un incremento della qualità del lavoro e stabilità occupazionale, punendo chi la usa per mere logiche di profitto a breve termine. La condizionalità sociale trasforma i contributi pubblici in un patto. Fine della logica predatoria: Divieto di "Dumping Algoritmico", che impedisce alle imprese di usare l'IA solo per abbattere i costi eliminando il fattore umano; Trasparenza dei dati, il lavoratore ha il diritto di conoscere le logiche algoritmiche, evitando che il suo sapere sia "assorbito" dal software in modo oscuro; Nessun automatismo, l'IA non può decidere il destino lavorativo, l'ultima parola spetta sempre a un essere umano; Reciprocità e Qualità (Salute e Prodotto) Valutazione d'Impatto, che obbliga a valutare come l'IA incida sul benessere psicofisico e sulla salute, non solo sulla produttività; Formazione come investimento, il reskilling (150 ore annue) trasforma la tecnologia in uno strumento che aumenta la qualità del lavoro svolto, migliorando il prodotto finale; Piano di transizione equa, con il quale azienda e sindacati co-progettano l'innovazione, assicurando che i benefici dell'IA siano redistribuiti in termini di migliori condizioni lavorative. 8. Una politica per lo Spazio Pubblico Digitale La tecnologia non ci rende liberi automaticamente: la direzione del sistema dipende da una scelta collettiva. È necessario evolvere da semplici "utenti" a Cittadini della Rete. La democrazia si rigenera solo se diventa pratica quotidiana di custodia del potenziale informativo della Terra. La politica deve tornare a essere l’arte di decidere cosa vogliamo diventare, prima che altri decidano come usarci. La politica pubblica diventa il luogo in cui decidiamo quale codice scrivere per il futuro della Terra. Se il danno è irrecuperabile, la prudenza non è più un freno, ma una forma di intelligenza sistemica: Ogni atto deliberativo oggi è un lascito biologico per i miliardi di abitanti di domani. La politica deve indirizzare la Quantum AI verso la riparazione e il potenziamento della resilienza naturale, anziché verso lo sfruttamento estrattivo dei dati biologici. Occorre che la politica pubblica eserciti una "bio-direzione consapevole" del processo evolutivo in atto. Le istituzioni non possono limitarsi a rincorrere le innovazioni biomediche o tecnologiche con leggi tardive; il principio di precauzione implica di agire ex ante. Oggi l'umanità sta influenzando la propria biologia. Il corpo non è più un dato biologico passivo, ma il primo terreno di esercizio della scelta politica: per questo la politica è insostituibile per fornire un indirizzo a questo processo. La politica oggi non può essere la gestione o la ratifica dell’esistente ma la responsabilità di decidere cosa è possibile per quello che vogliamo diventare. In questo scenario, la democrazia si rigenera integrando il sistema elettivo di delega con istituti di partecipazione con quote di sovranità cogenti e con la condivisione della conoscenza. L'esercizio di pratiche connettive permette di superare l'asimmetria informativa tra chi detiene la potenza di calcolo e chi ne subisce gli effetti. La connettività collettiva può integrare la tecnica con la cultura della cittadinanza condivisa e un’etica della responsabilità e della reciprocità diffusa. La recinzione del sapere produce la neutralizzazione della democrazia per atrofia conoscitiva. La trasparenza radicale dei processi di Quantum AI è il presupposto per un dibattito pubblico reale, l'intelligenza collettiva informata agisce come un sistema immunitario contro le derive tecnocratiche e gli algoritmi opachi. L’istituto della Democrazia è in crisi se si riduce a una forma di governo, si rigenera se è una pratica collettiva di custodia e condivisione del potenziale informativo della Terra. L'intelligenza connettiva è il motore di questa rigenerazione perché trasforma il "potere immenso ed esclusivo" in autorità condivisa, assicurando che il ponte computazionale sia costruito per l'umanità e non sull'umanità. La democrazia cognitiva sposta l'asse della sovranità politica sul controllo dei flussi informativi che definiscono il vivente: non si tratta soltanto della gestione delle risorse, ma della direzione dell'evoluzione biologica e tecnologica. La partecipazione informata si relaziona alla potenza della Quantum AI, consentendo a ogni persona la facoltà di co-determinare il destino del vivente. La democrazia deve essere il garante dei valori umani come vincolo superiore alla potenza di calcolo e al potere di detenere l'esclusiva. L’Unione Europea deve favorire la creazione di Piattaforme di Intelligenza Collettiva, spazi dove i cittadini, gli scienziati, i filosofi co-progettano le regole dell'azione codificante. Le scuole e le agenzie sociali territoriali devono promuovere processi per educare alla comprensione della natura informazionale della vita e rendere la partecipazione un esercizio consapevole e non una reazione emotiva. L’Europa e i suoi Stati devono garantire e promuovere in chiave multilaterale la Sovranità Biologica affinché il patrimonio informativo della biosfera sia un bene comune indisponibile al controllo di pochi. Occorre sottrarre il "fuoco" dai server centrali delle Big Tech per riportarlo ai singoli. Occorrono garanzie per la proprietà del dato: i nostri pensieri e le nostre voci non come risorse o scarti industriali, ma come beni inalienabili. E’ necessario creare spazi dove l'aquila-la techno-élite non può né vedere né afferrare. Quali dati nutrono i modelli di AI? Oggi siamo in una fase di estrazione selvaggia, ma la democrazia cognitiva esige un cambio di rotta: i dati biometrici e genomici sono il "codice sorgente" degli individui. Chi li possiede può prevedere e manipolare la salute e il comportamento. I modelli vengono nutriti con il patrimonio culturale, linguistico e creativo dell'umanità senza consenso. I dati provenienti dall'Internet delle Cose (IoT) e dai sensori ambientali mappano la vita del pianeta in tempo reale, definendo un ecosistema sensoriale. 9. La Rete della Cittadinanza Attiva digitale Una singola unità quantistica aggiunta a una rete non somma semplicemente la sua potenza, ma la moltiplica potenzialmente in modo esponenziale grazie alla natura dei qubit. L'integrazione di reti grid distribuite per potenziare l'Intelligenza Artificiale (IA) tramite l'Informatica Quantistica (QC) è oggi una realtà in forte espansione, guidata da ecosistemi che uniscono supercalcolo classico (HPC) e macchine quantistiche. L'Unione Europea e le istituzioni nazionali devono promuovere e favorire la costituzione di grid computing e quantum computing per aggregare la potenza condivisa estendendo e integrando gli attuali livelli di partecipazione, quali quelli: Pubblici e Istituzionali: Il progetto TeRABIT connette i principali centri di calcolo italiani (come Lecce, Napoli e il Gran Sasso) su una dorsale a multipli del Terabit, integrando il supercomputer Leonardo con nuove infrastrutture quantistiche. Universitari: Molteplici atenei (come Roma Tre, Napoli Federico II e l'Università di Palermo) sviluppano cluster in-house per la ricerca su algoritmi ibridi AI-Quantum e offrono servizi di calcolo al territorio. Associativi e Start-up: Realtà come QuantumNet agiscono da ponte tra ricerca accademica e applicazioni industriali, formando professionisti capaci di operare su queste architetture complesse. Individuali (Volontariato): Piattaforme storiche come BOINC permettono a singoli cittadini di donare la potenza dei propri PC per simulazioni scientifiche, inclusi progetti di bioinformatica o fisica che pongono le basi per futuri carichi di lavoro quantistici. 10. I Compiti di Indirizzo dell'Unione Europea Integrità del Patrimonio Informativo Ogni forma di vita è un'unità di calcolo naturale evolutasi in miliardi di anni. Esercitare responsabilità significa proteggere la biodiversità come "biblioteca di computazione". Distruggere una specie significa cancellare un software biologico che l'IA quantistica potrebbe non essere mai più in grado di decodificare o replicare. Diritti delle Generazioni Future L'azione codificante (editing genetico, interventi sul clima) ha effetti permanenti sul "codice sorgente" della Terra. La responsabilità diventa custodia: agire oggi sapendo che stiamo scrivendo il sistema operativo in cui vivranno gli abitanti di domani. E’ evidente il rischio che l'IA, definisca la guerra ibrida, nutrita da dati geopolitici instabili, generi decisioni militari o economiche imprevedibili, trasformi la crisi climatica, con le conseguenze energetiche, migratorie, ambientali, in una partita a scacchi algoritmica. Il carattere Neo-imperiale delle relazioni internazionali si fonda sul controllo sovrano dei dati, la potenza di calcolo, il controllo delle risorse e delle materie prime. Chi detiene il controllo detiene il potere di decidere chi può accedere alle risorse vitali, insieme alla sorveglianza sociale, commerciale e predittiva sempre più pervasiva. La democrazia cognitiva sposta l'asse della sovranità sul controllo dei flussi informativi che definiscono il vivente: quali dati nutrono i modelli di AI? Chi vede il codice sorgente delle porte logiche dei modelli quantici di AI? Se la sovranità si sposta sui flussi informativi, la democrazia cognitiva deve poter esercitare un controllo reale su due livelli: il nutrimento, i dati e l'architettura, il codice e le porte logiche. Se i dati sono privati, la sovranità è nelle mani di chi possiede i server. La democrazia richiede Common Data Spaces,Spazi comuni di dati, dove il valore informativo sia redistribuito e protetto da logiche estrattive. Attualmente, il controllo del codice sorgente e delle porte logiche quantistiche è estremamente concentrato tra le Big Tech e gli Stati. Le architetture dei modelli quantistici sono protette da segreti industriali. Questo impedisce alla politica e ai cittadini di verificare se un algoritmo sia discriminatorio o pericoloso per il bios. L'Europa deve agire come garante della Sovranità Biologica attraverso: Costituzionalismo Biometrico: Leggi che proteggano l'integrità informativa del vivente dalla privatizzazione. Trasparenza Radicale: Obbligo di Open Source, audit indipendenti e "depositi fiduciari" del codice per ogni algoritmo che agisca sulla sfera sociale. Common Data Spaces: Creazione di spazi pubblici per la redistribuzione del valore informativo. Agenzie di Vigilanza Quantistica: Organi tecnici per monitorare l'impatto del calcolo quantistico su salute e lavoro in tempo reale. Sovranità dei Dati Per garantire che il Quantum Act e i relativi appalti non diventino una "scatola nera", è necessario integrare criteri di trasparenza algoritmica e sovranità del dato. Nello specifico, per i modelli aperti e i dati di addestramento (feeding), si possono prevedere clausole contrattuali avanzate. Trasparenza e Modelli Aperti accessibilità del codice con l’obbligo di rilasciare la logica degli algoritmi quantistici (o ibridi) sotto licenze open source o tramite "deposito fiduciario" (escrow) per l'ente pubblico. interoperabilità nativa, divieto di vendor lock-in, i modelli devono poter migrare tra diverse infrastrutture di calcolo quantistico europee. auditability, con l’accesso garantito a terze parti indipendenti per verificare che il modello non presenti bias o vulnerabilità critiche. Garanzia e Integrità dei Dati Data Provenance (Pedigree del dato), la certificazione dell'origine dei dati usati per istruire i modelli, garantendo così il rispetto del GDPR e del diritto d'autore. Quantum Data Poisoning Prevention, con criteri di sicurezza per impedire la manipolazione dei dataset di addestramento, specifica per i nuovi paradigmi del calcolo quantistico. Dati Sintetici Certificati, incentivare l'uso di dati sintetici generati localmente per proteggere la privacy, assicurando che siano rappresentativi della realtà. Modelli di Governance e Controllo Data Altruism e Commons, con l’utilizzo di "Data Spaces" europei dove i dati pubblici sono condivisi in modo sicuro per nutrire modelli aperti a beneficio di tutti i cittadini. Clausole di Reversibilità, la garanzia che, al termine dell'appalto, l'ente pubblico mantenga il possesso dei dati raffinati e del modello addestrato, non solo dei risultati. Etichettatura di Trasparenza, con l’obbligo di dichiarare quali parti del processo decisionale sono gestite da logica quantistica e con quale grado di incertezza (probabilistic output). La democrazia cognitiva deve imporre la trasparenza come requisito di esistenza per ogni sistema di Quantum AI che agisca sulla sfera biologica e antropologica. Perché la sovranità sia reale, dobbiamo passare dall'oscurità alla trasparenza algoritmica. Audit Indipendenti I modelli di Quantum AI che influenzano la biologia e la società devono essere sottoposti a revisione da parte di enti pubblici indipendenti. Dobbiamo poter "aprire" le porte logiche per assicurarci che non siano programmate per fini anti-democratici. Open Source Quantistico Senza una base di codice aperta (Open Source), non esiste partecipazione informata. La democrazia cognitiva richiede che le infrastrutture critiche del ponte computazionale siano trasparenti.

venerdì 22 maggio 2026

Carlin Petrini Addio!

Carlin Petrini, ovvero nel sogno ha inizio la responsabilità...di realizzarlo ;)

mercoledì 13 maggio 2026

MILANO E I DATA CENTER

MILANO E I DATACENTER Un vero problema urbanistico e ambientale Milano ha due primati di livello europeo, ma la sfida vera non sta nel mantenerli tali ma nel conciliarli, dimostrando che la qualità dell’innovazione è a tutto tondo perché non riguarda solo la moda, la tecnologia e la finanza ma anche il vivere sociale delle attuali e delle future generazioni. Milano ha il primato di essere il principale hub tecnologico in Italia: ospita il 68% della potenza nazionale, con 33 data center attivi nell’area metropolitana e 10 nuove strutture in costruzione (pipeline tra 20 e 300 MW). Un hub metropolitano la cui distribuzione segue una logica a “campus” o dei poli industriali, concentrandosi in zone strategiche per la connettività in fibra e la vicinanza alla rete ad alta tensione. Il Parco Agricolo Sud Milano è il parco agricolo di cintura urbana più grande d’Europa, un primato non solo dimensionale, ma dovuto al mantenimento della vocazione agricola professionale come fondamento di salvaguardia del suolo contro l’espansione urbana, lo ‘sprawl’. Questo immenso polmone di 47.000 ettari rappresenta un caso unico se confrontato con le altre metropoli del continente. Mentre il Mirabel di Parigi ha una vocazione agricola meno predominante, il Parco di Monsanto a Lisbona (1.000 ettari) è quasi esclusivamente forestale e la Lee Valley di Londra (4.000 ettari) è focalizzata su sport e tempo libero, il Sud Milano preserva una funzione produttiva reale (riso, cereali, allevamento) integrata da 16 impianti di biogas. Tuttavia, questa “mezzaluna” verde è oggi minacciata dall’irruzione massiccia delle “fabbriche del dato”, rendendo urgente affrontare l’impatto di queste “nuvole di cemento”.
UNA NUVOLA DI CEMENTO SI AGGIRA SUL PARCO SUD La crescita digitale non è immateriale. Un singolo data center hyperscale (come quello previsto a Lacchiarella) può consumare quanto 580.000 famiglie, arrivando a sfiorare l’1% del fabbisogno elettrico nazionale. L’impatto tocca ogni risorsa vitale: Suolo: Ai 120 ettari già sotto pressione per nuovi insediamenti si aggiungono le ulteriori previsioni di sviluppo a Noviglio (150.000 mq), Vignate e Lacchiarella. Complessivamente, la superficie agricola minacciata equivale oggi a circa 200 campi da calcio. Acqua: I sistemi di raffreddamento possono richiedere oltre 1,3 milioni di litri d’acqua al giorno, entrando in conflitto diretto con l’irrigazione dei campi. Calore: I server emettono flussi costanti a 30-35°C che, se non recuperati, alimentano isole di calore locali. Oltre ai progetti già avviati, le previsioni per la Città Metropolitana di Milano indicano una crescita esplosiva della domanda, spinta dalla necessità di infrastrutture per l’Intelligenza Artificiale. Il fabbisogno energetico subirà un incremento senza precedenti nel prossimo quinquennio. Capacità Addizionale: Si prevede l’aggiunta di circa 2 GW (2.000 MW) di nuova potenza entro i prossimi 5 anni. Crescita Decuplicata: Rispetto ai circa 200 MW di capacità installata attuale, il mercato milanese punta a decuplicare i propri volumi.Pipeline di Progetti: Sono attualmente in fase di valutazione presso gli enti locali progetti per una media di 80 MW ciascuno, con punte che raggiungono i 300-500 MW per i singoli campus hyperscale. Richieste di Connessione: a livello nazionale (con forte concentrazione su Milano), le richieste di connessione alla rete ad alta tensione superano già i 50 GW, segnalando un interesse teorico che va ben oltre la capacità di assorbimento attuale della rete. L’impatto fisico sul territorio della Città Metropolitana seguirà la transizione verso i “Campus Data Center”, complessi ad alta densità. Ettari in Valutazione: Si stima che circa 120 ettari di nuove aree verdi (greenfield) siano attualmente sotto pressione per potenziali nuovi insediamenti nell’area milanese. Tipologia di Insediamento: mentre 20 progetti mirano al recupero di aree dismesse, almeno 13 nuovi grandi progetti sono previsti su aree attualmente non edificate. Dimensioni dei Campus: un singolo data center di tipo Hyperscale occupa mediamente superfici superiori ai 9.000 mq, ma i nuovi campus integrati possono richiedere lotti di terreno molto più estesi per ospitare sottostazioni elettriche dedicate e sistemi di raffreddamento. Pressione sui Prezzi: la scarsità di suolo idoneo ha fatto impennare i prezzi dei terreni nell’hinterland, passati da 150 €/mq di dieci anni fa a oltre 1.000 €/mq attuali. Occorre affrontare la trave nell’occhio delle amministrazioni locali. I piccoli comuni accettano questa trasformazione attirati dal “tesoretto” degli oneri di urbanizzazione: un grande campus genera milioni di euro immediati e un gettito IMU costante, richiedendo pochissimi servizi (solo 50 addetti ogni 10.000 mq). Senza una perequazione metropolitana, il rischio è che il Parco venga “venduto” un lotto alla volta per sanare i bilanci locali. Perché Milano vinca la sua sfida, l’innovazione deve diventare qualitativa e simbiotica attraverso norme perentorie che impongano parametri misurabili nei regolamenti urbanistici (KPI): PUE (Power Usage Effectiveness): Efficienza energetica totale. I nuovi centri devono puntare a un PUE ≤ 1.2. WUE (Water Usage Effectiveness): Efficienza idrica. Obbligo di tendenza allo 0.0 (tecnologie waterless) a circuito chiuso per azzerare il consumo di falda. ERF (Energy Reuse Factor): Misura dell’energia termica effettivamente reimmessa nel sistema di teleriscaldamento. Riuso obbligatorio (Brownfield): Incentivare il recupero di ex aree industriali interne ai comuni e vietare tassativamente l’uso di superficie agricola vergine. La sfida normativa è dirottare gli investimenti verso siti industriali che necessitano di bonifica: Asse Ovest (Settimo – Cornaredo – Pregnana): Ex Citroën ed ex Iveco CNH (aree già infrastrutturate) ed Ex Italtel, modello di riferimento per il riuso di grandi cubature. Asse Nord-Ovest (Bollate – Rho): Distretti industriali consolidati vicini alla rete ad alta tensione. Cintura Est e Sud: Recupero di ex poli logistici o tessili (come l’area ex Legler a Ponte San Pietro). L’Intelligenza Artificiale deve evolvere da “predatore di dati” a infrastruttura logica che governa l’inserimento dei data center nel paesaggio agricolo: Simbiosi Termica e Idraulica: Algoritmi predittivi coordinano la dispersione termica dei server con il fabbisogno di calore delle cascine o delle serre (teleriscaldamento rurale). L’IA incrocia i dati dei sensori IoT nei fontanili per bilanciare il raffreddamento con la regimazione equilibrata delle acque irrigue. Carico Elettrico Adattivo: Modulazione della potenza in base alla disponibilità di energia rinnovabile locale (agrivoltaico o micro-idroelettrico). Mediazione Estetica e Funzionale: Utilizzo di Digital Twin (gemelli digitali) per simulare l’inserimento dei volumi, suggerendo schermature verdi attive o architetture ipogee per preservare la biodiversità e i corridoi ecologici. Wikipedia Vivente: Una governance del dato che tratti l’informazione territoriale come Bene Comune Digitale. Dashboard pubbliche rendono i consumi trasparenti e contestabili, con algoritmi che segnalano tentativi di polarizzazione nel dibattito pubblico. Smart Contracts Territoriali: Le licenze d’uso del suolo sono vincolate digitalmente; se l’IA rileva violazioni nell’uso di acqua o energia senza restituzione di calore, si attivano penali economiche o limitazioni operative istantanee. Per proteggere l’interesse generale, serve un salto culturale nella gestione economica: Fondo di Solidarietà Metropolitano: Redistribuzione degli oneri delle Big Tech tra tutti i comuni del Parco. Premialità per il “Non Edificare”: Trasferimenti compensativi per i comuni che scelgono di mantenere il vincolo agricolo professionale. Tassazione differenziata: Rendere gli oneri sui terreni agricoli talmente elevati da rendere conveniente la bonifica industriale, superando i limiti dei costi di demolizione e i tempi burocratici del riuso. Il Parco Agricolo Sud Milano non deve essere una riserva immobile, ma un laboratorio di transizione. Solo integrando la pianificazione digitale in quella paesaggistica si potrà evitare che la “nuvola” finisca per soffocare la terra che la ospita, garantendo che lo sviluppo tecnologico ne potenzi, invece di consumare, la resilienza.

mercoledì 15 aprile 2026

NON È FACILE FARE VOLONTARIATO A MILANO

                              NON È FACILE FARE VOLONTARIATO A MILANO 
                                                 L’esperienza di P.as.mil 
                                                     Arcipelago Milano

 Sapessi com’è strano fare il volontariato a Milano, senza fiori, senza verde, senza cielo, senza niente…’ Questa deriva dalla canzone di Memo Remigi è calzante per i volontari di Milano. Non è facile fare una associazione composta esclusivamente da volontari senza essere collaterali a partiti o assessori, senza chiedere a chi si iscrive cosa vota o quale fede professa. Non è facile ma è possibile. Questo è un esempio in atto. Finalmente dopo 12 anni il Comune di Milano con, l’assessore Conte, ha assegnato alla Pasmil-Pubblica Assistenza Milanese 120 mq al quartiere Teramo-Barona da ristrutturare per una sede idonea e definitiva perché rispondente ai criteri regionali per le Pubbliche Assistenze. la Pubblica Assistenza Milanese è un esempio significativo di Cittadinanza Attiva. Nel 2014 un gruppo di giovani, studenti e cittadini della periferia milanese della zona Naviglio Grande San Cristoforo-Barona, fonda Prasmi dopo aver denunciato alle autorità competenti una associazione del quartiere, segnalando le irregolarità e gli illeciti. Da quel momento, nonostante le difficoltà, tra cui l’assenza di spazi idonei concessi dal Comune per il trasporto e il soccorso sanitario, l’associazione ha perseverato e quest’anno celebra i suoi primi dieci anni di attività, diventando unautentico presidio di prossimità. Gestita esclusivamente da volontari, P.as.mil. si distingue per la sua incessante opera a favore della comunità promuovendo numerose iniziative. Ha distribuito beni alimentari alle famiglie bisognose, insieme a Elisabetta Dami e il suo topo Geronimo Stilton ha consegnato all’Ospedale San Paolo doni natalizi ai bambini meno fortunati, ha organizzato incontri di formazione sulla prevenzione sanitaria e il primo soccorso. Ha collaborato attivamente con AREU e altri enti per promuovere la salute, realizzando campagne di sensibilizzazione anche su tecniche salvavita come il BLSD, il primo soccorso e l’accesso al NUE 112, oltre che iniziative di prevenzione. Durante la pandemia da Covid-19, è stata tra le associazioni partecipanti a Milano Aiuta rispondendo a circa 4000 richieste di aiuto, gestendo uno sportello telefonico di supporto e realizzando, in collaborazione con la Facoltà di Medicina della Statale, piazze di tamponi gratuiti che da Piazza Tirana a Piazza del Rosario, da Parco Teramo a Piazza Negrelli e Piazza Miani, ha consentito a migliaia di cittadini di poter fare test allora a pagamento. Ha dimostrato così, in un momento di scoramento e preoccupazione diffusi, una straordinaria resilienza e solidarietà. Ha partecipato alle operazioni di aiuto alla popolazione ucraina a seguito della invasione e dei bombardamenti di Putin, inviando 17,5 quintali di beni di prima necessità, medicinali, cancelleria per le scuole, vestiario, alimenti, in collaborazione con il Consolato Ucraino, la Comunità Ucraina a Milano e l’Ordine di Malta con i suoi voli diretti a Leopoli e Satu Mare. P.as.mil. non si limita al soccorso sanitario, ma è attivamente impegnata anche nel sociale: realizza iniziative per il contrasto alla violenza di genere, insieme alle agenti della Polizia di Stato ha organizzato incontri di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne e sta costituendo uno sportello ad hoc. Conduce attività scientifica con un gruppo di soci qualificati e partecipa al Piano Freddo e all’Unità di Strada del Comune di Milano. È in corso l’attivazione dell’accreditamento come raggruppamento di Protezione Civile. Dopo 10 anni di realizzazione autonoma ed ex novo di vacanza volontariato per la realizzazione del Servizio di Primo intervento e Guardia Medica Turistica in Valchiusella-Alto Canavese, ha contribuito alla fondazione del Gruppo Intervento Valchiusella, di cui è un socio attivo, con uno scambio città-montagna. Oltre alla concretezza della relazione sociale Pasmil ha analizzato con rigore anche il contesto del volontariato delle Pubbliche Assistenze sollevando, anni fa, in una riunione della Croce Bianca provinciale, il velo su tante associazioni false, copertura della malavita organizzata. Questo ha avviato una riflessione che ha portato Croce Rossa, ANPAS e Misericordie, a sollevare la questione a livello nazionale. Basare la possibilità di dare vita ad azioni e interventi basandosi solo sulla verifica delle disponibilità e delle competenze, esistenti o da formare, di soli volontari è un’impresa che richiede una fiducia negli altri e una pratica della reciprocità nella costruzione di una organizzazione a geometria variabile di una comunità che partecipa come può, quando può. Del resto l’alta partecipazione referendaria in Italia ed elettorale in Ungheria ha messo in luce che, quando ne vale la pena, i cittadini ci sono e costituiscono una risorsa preziosa per vivificare la democrazia. Mettere in fila le attività svolte mostra come l’Associazione Pubblica Assistenza Milanese ODV ETS rappresenta una risorsa preziosa per la città di Milano, meritando a pieno titolo la benemerenza civica dell’Ambrogino d’Oro ricevuto nel 2024. Nella nuova sede di Viale Faenza 23 prende ora forma e vita la “Casa Lucia alla Barona”, una casa di vicinato dedicata all’assistenza pubblica nel cuore del quartiere Teramo-Barona, a Milano. Il Quartiere Teramo a Milano, situato all’interno della zona Barona (Municipio 6), è un complesso di edilizia popolare, urbanisticamente e socialmente ‘di frontiera’ con fenomeni di degrado e spaccio di droga. Un quartiere assurto ad una popolarità stereotipata perché lì si sono svolte le riprese di Blocco 181. La serie TV ritrae la Barona e il complesso popolare di via Teramo come rappresentanza emblematica del” Blocco” stesso. A partire dalla seconda stagione Blocco 181 è stata rinominata Gangs of Milano. L’obiettivo di Pasmil è semplice e ambizioso: uscire dall’auto celebrazione della marginalità con la colonna sonora del rapper di turno, iniziando col trasformare uno spazio oggi inutilizzato in un luogo aperto e accogliente, dove chiunque possa trovare ascolto, supporto e servizi essenziali. Un punto di riferimento per anziani soli, famiglie in difficoltà, giovani, e per tutte quelle persone che spesso non sanno a chi rivolgersi. Casa Lucia vuole offrire: un ambulatorio infermieristico volontario per attività di prevenzione e controllo; uno sportello di orientamento ai servizi sanitari e sociali; formazione gratuita su primo soccorso e salute; attività educative e di aggregazione per ragazzi e anziani; servizi di trasporto sanitario di base e supporto alla comunità. In tempi di solitudine e insicurezza la salute e la solidarietà accessibili a tutti, senza barriere economiche e file d’attesa, possono contribuire alla generazione di una comunità che abita la propria città. Per questo Pasmil offre i propri servizi gratuitamente o con un contributo simbolico, con una particolare attenzione alle persone più vulnerabili, con l’obiettivo di diventare un presidio stabile di assistenza e aggregazione sociale. Fare Cittadinanza Attiva è un impegno serio, altrimenti l’ambizione più bella diventa subito una velleità, questo i volontari di Pasmil lo sanno bene. Per rendere questa ambizione possibile, è necessario riqualificare e allestire gli spazi e sostenere i costi di avvio e gestione, tra cui la rata annuale di affitto e spese. Sono necessari 2000 euro e le donazioni effettuate tramite bonifico, carta di credito e assegno sono scaricabili in dichiarazione dei redditi per privati e aziende, perché Pasmil è iscritta al RUNTS. Per r la ricevuta per la detrazione liberale basta mandare una mail con gli estremi del donatore e beneficiario della detrazione alla mail tesoriere.pasmil@outlook.it L’IBAN di Pasmil è: IT46Z0306909606100000136725 Banca Intesa San Paolo C/c 1000/00136725, Causale “Casa Lucia” La Cittadinanza Attiva svolge un’azione preziosa per alimentare un’opinione pubblica avvertita, antidoto alle degenerazioni della politica e nutriente necessario per la sua qualificazione. I volontari Pasmil contano sulla generosità di tante piccole donazioni e sul passaparola dentro alle reti amicali dei tanti milanesi attivi o che dalle attività di Cittadinanza attiva sono stati beneficiati. Fare volontariato è difficile ma se ci sono sensibilità e consapevolezza diffuse è utile e possibile. Aiutare ad aiutare vale la pena. Fiorello Cortiana

domenica 5 aprile 2026

Pasqua

Auguri di giorni sereni🩷

giovedì 2 aprile 2026

Milano e il Referendum

Arcipelago Milano SÌ/NO. UNA ANALISI DEL VOTO Il No non è tutto nel carniere della sinistra A Milano il No al referendum ha prevalso con il 58,2% mentre in Lombardia il Sì ha raccolto il 53,56% dei consensi. Milano non è isolata perché il No ha prevalso anche in altri 7 capoluoghi lombardi. Ciò che nel dibattito post referendario ha fatto notizia è stato il voto favorevole al quesito referendario del Municipio 1, la Milano ZTL, circondato dal No espresso nel resto della città e in gran parte della Città Metropolitana. Si possono evidenziare delle correlazioni di carattere sociale: in relazione al reddito medio degli abitanti e alla loro scolarizzazione. Il Centro Storico-Municipio 1, dove il reddito medio supera i 94.000 €, è stata l’unica zona della città dove ha vinto il Sì.Il No ha nettamente prevalso negli altri otto municipi, dove il reddito medio è compreso tra i 20/25.000€, prevalenza del No più evidente nelle zone periferiche dove ha raggiunto percentuali molto elevate. Così per quanto riguarda i livelli di scolarizzazione. Nel Centro Storico-Municipio 1, i laureati costituiscono il 50-60% dei residenti. Le Zone periferiche vedono una diminuzione dei livelli accademici di scolarizzazione al 15/20%, tendenza che aumenta nelle zone più esterne. Nelle periferie ci sono isole di alta scolarizzazione nei quartieri interessati da riqualificazioni o vicini a poli universitari o di alta formazione, così come ci sono aree periferiche dove l’abbandono scolastico arriva al 28,3%. Se ne può dedurre che coloro che non hanno particolari problemi economici e dispongono di una alfabetizzazione qualificata hanno considerato gli aspetti giuridici del quesito referendario. Differentemente dal No espresso nei quartieri dove i residenti fanno i conti con condizioni di precarietà e con la quotidiana discesa del potere d’acquisto. Qui i residenti hanno guardato l’operazione referendaria con due occhi al portafoglio. Sarebbe in ogni caso riduttiva un’analisi che considerasse una sola condizione motivazionale per il voto. Certamente molti di coloro che hanno avuto a che fare con la giustizia civile, per la famiglia o per l’impresa hanno votato Sì. Certamente hanno votato No coloro che hanno ritenuto già alterato l’equilibrio tra i poteri della democrazia repubblicana. Perciò a fronte di un potere legislativo neutralizzato da leggi elettorali che legano gli eletti alla esclusiva volontà delle segreterie dei partiti, con il profilarsi del Premierato e del potenziamento ulteriore del potere esecutivo, non hanno ritenuto di neutralizzare il potere giudiziario. C'è stato un fattore generazionale che ha visto i giovani tra i 18 e i 28 anni partecipare in modo inaspettato: oltre il 67%. Sono stati circa 100.000 gli elettori non schierati, che spesso non hanno partecipato alle scadenze elettorali, che questa volta hanno preso posizione. Swg ha rilevato che il 25% degli astenuti alle ultime elezioni questa volta si è recato ai seggi determinando un significativo aumento dei partecipanti. È possibile che parte di questi reagisca in una chiave antipolitica e populista, certamente questa non è una motivazione estendibile a tutti. La partecipazione motivata del mondo cattolico è significativa in questo senso. La Chiesa Cattolica e il mondo delle associazioni cattoliche hanno preso parte al processo referendario: per il Sì si sono schierati, tra gli altri, il Movimento per la Vita e il Family Day, e cattolici progressisti come Stefano Ceccanti. Per il No si sono spese le Acli, i Gesuiti e diversi esponenti dell’Azione Cattolica. Giovanni Bachelet, con esperienza nello scautismo cattolico e nel cattolicesimo sociale, è stato il Presidente del Comitato Società civile per il No. Prima del voto il Cardinale Matteo Zuppi, Presidente della CEI, ha ricordato che “i padri costituenti ci hanno lasciato come preziosa eredità e bene da preservare l’equilibrio e l’indipendenza dei poteri”, facendo appello alla partecipazione. Il lunedì, secondo giorno di votazione, ha ribadito questa considerazione mettendola in relazione con il fatto che l’alta partecipazione “sta al cuore della Costituzione”. La dimensione della partecipazione referendaria, con motivazioni differenziate, nel tempo della crisi dell’istituto della democrazia e con guerre ibride e articolate a carattere globale assume un carattere importante. Questo costituisce il comun denominatore tra i partecipanti. Non è un sondaggio telefonico su un campione selezionato, sono cittadini che si sono recati al seggio, si sono messi in fila e hanno votato usando una matita. A fronte di un impegno diretto della Presidente del Consiglio, con uscite sguaiate contro “una minoranza politicizzata della Magistratura” (quale?) che hanno accompagnato quelle del Ministro Nordio e del suo Capo di Gabinetto Bartolozzi e di zelanti deputati di Fratelli d’Italia, con motivazioni differenziate la maggioranza degli elettori italiani ha detto che non affida a Giorgia Meloni e alla sua maggioranza le sue incertezze e le sue preoccupazioni. Soprattutto non gli affida la risoluzione degli equilibri della democrazia definiti nella Costituzione della Repubblica. A Milano il totale votanti è stato 619.790 pari al 65.14% aventi diritto, circa il 18% in più di coloro che hanno partecipato nel 2021 alla votazione per il sindaco, il 47% schede bianche e nulle comprese. Milano ha avuto una partecipazione significativamente superiore alla media nazionale del 58,9%. Affluenza nazionale superiore al referendum di modifica costituzionale del 2001 del Titolo V°, 34,1%, superiore a quello di modifica costituzionale ‘Berlusconi’ del 2006, 52,3%, inferiore al referendum di modifica costituzionale ‘Renzi’ del 2016, 65,47%, superiore al referendum per la riduzione dei parlamentari ‘5Stelle’ del 2020, 51,12%. Il referendum consultivo in Lombardia del 2017 sull’Autonomia Regionale ha visto una affluenza del 38,21%. Il sindaco Giuseppe Sala ha definito Milano un “fortino del No”, proponendosi, ancora una volta, per un ruolo politico nazionale. A parte l’uscita di Sala, che succede a quella infausta all’inizio del COVID “Milano non si ferma”. A parte l’affrettarsi degli azionisti di maggioranza del Campo Largo, Schlein e Conte, di proporre le primarie con loro due candidati ritenendo di avere già acquisito il consenso di tutti i votanti del No. Per quale proposta/programma? Quella inaspettata percentuale di cittadini che ha partecipato in modo decisivo al referendum si configura come riserva repubblicana, giovani in primis, ma costituirebbe un miope esercizio di arrogante presunzione ritenerla acquisita da chicchessia senza pensarla capace di prendere parola. Sono andati a votare perché ne valeva la pena, non solo per le motivazioni differenziate prima richiamate ma perché in questo caso referendario ognuno ha sentito che il proprio voto contava e non sarebbe stato eluso attraverso leggi di attuazione conseguenti. È la partecipazione informata al processo deliberativo, attraverso l’esercizio di una quota personale certa di sovranità politica, che si presenta come sia come ragione condivisa quanto come domanda e potenziale risorsa per rigenerare la nostra democrazia. Una domanda e una risorsa ignorate, ad esempio: a livello nazionale da governi e Parlamento che non hanno attuato il Titolo V° così come modificato dagli elettori a partire dalla attuazione delle Città Metropolitane e della operatività delle Province; a livello locale dall’Amministrazione Comunale di Milano che non ha dato seguito ai referendum approvati dai cittadini milanesi e non ha permesso l’effettuazione del referendum sullo stadio di San Siro che rispondeva pienamente ai criteri di definizione e di sottoscrizione previsti dal Comune stesso. Fiorello Cortiana

mercoledì 18 marzo 2026

La guerra ibrida, il controllo sociale e il nostro protagonismo possibile

Arcipelago Milano 18 marzo Da tempo i telegiornali ci informano di attacchi ai sistemi informatici degli aeroporti o dello sconfinamento/intercettazione di droni sul territorio dell'Unione Europea, nonché di interferenze nelle informazioni e nel dibattito pre-elettorale. Sta accadendo in Ungheria, è accaduto con il 'Russiagate' nella prima elezione di Trump, come ha documentato il Washington Post https://www.washingtonpost.com/world/national-security/obama-orders-review-of-russian-hacking-during-presidential-campaign/2016/12/09/31d6b300-be2a-11e6-94ac-3d324840106c_story.html Cambia il paradigma strategico globale con la minaccia ibrida e l'information warfare per orientare la dimensione cognitiva e psico-sociale. La NATO ha sviluppato il Multi-Domain Operations-MDO, per l’integrazione sincronizzata di strumenti militari e civili in tutti i domini operativi, comprendendo soprattutto quello infodemico e cognitivo. Un approccio integrato tra i domini: quello logico, dell’ambiente tecnologico, cyber ed apparati OT/IoT; fisico, le operazioni condotte dai dipendenti e dall’asset fisico dell’infrastruttura (TVCC, sensori di difesa perimetrale); infodemico, l'ambiente geografico e/o virtuale dove si evolve l’organizzazione. Ogni dominio è una componente strategica, militare o civile che sia, influenzare l’ambiente cognitivo di un obiettivo diventa cruciale nella guerra ibrida. l'ambiente cognitivo diventa un dominio a sé stante, dove non si orientano ma si costruiscono o si distruggono le volontà politiche, le narrazioni condivise, la coesione sociale, la resilienza individuale e collettiva, la dimensione psicologica. Il Campo di battaglia diventa un sistema operativo integrato, dove la guerra non inizia e non finisce ma si propone in varie forme. L'esercizio della deterrenza, la velocità di reazione, la capacità di anticipazione su tutti i domini, diventano fattori cruciali per la decisione. Qui l'Intelligenza Artificiale consente capacità proattiva e di simulazione, insieme all'eliminazione della narrativa alterata dal nemico. La presenza a Roma per conferenze riservate di Peter Thiel, Presidente di Palantir Technologies, è indicativa del peso dei signori delle corporation nella crisi dell'istituto della democrazia e nella alterazione dell'ordine internazionale. Palantir è una società di analisi dati tra le più potenti e influenti con una legame pervasivo con il settore militare e di intelligence occidentale. Con analisi dei bersagli e della logistica e le susseguenti indicazioni. Si tratta di guerra appaltata a un privato e dell'esercizio della sorveglianza di massa. Thiel, nel suo Saggio Momento Straussiano spiega dettagliatamente la strategia di conquista dei destini del mondo attraverso la tecnologia di sorveglianza. Il tema che pone è il potere assoluto della tecnologia di decidere mentre la politica deve solo comunicare .La sostituzione delle istituzioni pubbliche con la potenza di calcolo privata. Sempre di questi giorni è la notizia che nella classifica dei miliardari italiani per il 2026, stilata da Forbes, il più ricco d’Italia è Giancarlo Devasini, cofondatore dell’azienda di criptovalute con un patrimonio di 89,3 miliardi di dollari. Si tratta di circa il doppio della ricchezza di Giovanni Ferrero, che è secondo con 48,8 miliardi, mentre Andrea Pignataro, CEO di ION software-dati e analisi finanziarie, è terzo con 42,6 miliardi. È la prima volta dal 2007 che in vetta non c’è un Ferrero. Non si tratta solo della deriva finanziaria dell'economia nella produzione di valore, c'è qualcosa di più profondo che si combina con la potenza di calcolo digitale. E' indicativo il fatto che prossimamente gli agenti AI e non quelli umani effettueranno le transazioni, costituite da criptovalute. Meta, la corporation di Zuckerberg ha comprato Moltbook, il social network dove già oggi queste transazioni sono effettuate. L'umanesimo sembra un ferro vecchio in questo inizio di terzo Millennio, ma in questo Medio Evo tecnocratico ci salveremo, ancora una volta, in virtù di una scelta di valore. Ci ha lasciato Jürgen Habermas, il quale ha colto l'ambivalenza dello spazio digitale: un agire comunicativo universale e la frammentazione della sfera pubblica che limita il confronto trasversale e favorisce la circolazione di informazioni distorte. Mentre la democrazia richiede un dibattito pubblico informato, che in rete è alterato da bolle informative. La sfera pubblica oggi è una rete di sfere interconnesse. Lo spazio digitale può essere parte di questa rete, a patto che non prevalgano logiche puramente commerciali delle piattaforme digitali che degradano la qualità della discussione pubblica. Quasi a proseguire il dialogo che Habermans aveva avuto con Papa Ratzinger, nel webinar in occasione della 'Giornata mondiale della matematica', Papa Leone XIV ha incoraggiato i partecipanti al a considerare un uso degli algoritmi che promuova una “crescita integrale della persona”, comprendendo “la dimensione morale di queste tecnologie emergenti”. Il Papa ricorda anche la sua esortazione agli studenti riuniti per il Giubileo del Mondo dell’Educazione: 'Non basta avere grande scienza, se poi non sappiamo chi siamo e qual è il senso della vita'. Un richiamo dell'importanza del sapere umanistico e una testimonianza della riserva di umanesimo costituita dalla Chiesa oggi. L’IA è sempre più pervasiva nella definizione del senso comune dell'agire in società, ma non comprende né interpreta i contesti. Così come non ha intuizioni e neanche compassione sociale. Proprio questa mancanza affida al metodo umanistico una funzione imprescindibile nell’ecosistema digitale affinché la consapevolezza e un'etica della responsabilità permettano a tutti i bambini un futuro sostenibile in condizioni di libertà. Quando forniamo un prompt, l'IA generativa individua il contesto semantico più probabile e combinando la statistica su miliardi di dati con una potenza di calcolo sempre più grande, fornisce la risposta più probabile. Gli LLM sono efficaci per lavorare sul linguaggio e riconoscono pattern statistici dentro enormi quantità di testo per fornire risposte possibili. Ma ora assistiamo a un cambio di prospettiva rispetto agli attuali LLM. Si tratta di passare dallo sviluppo di modelli sempre più performanti nel generare testo a sistemi che elaborano una rappresentazione del mondo reale per prevedere le possibili evoluzioni: sono i world models. Come le Joint Embedding Predictive Architectures (JEPA), che cercano di anticipare scenari possibili. Qui l’intelligenza artificiale sviluppa le capacità di comprendere le strutture della realtà, con le sue continuità e le sue casualità. L'integrazione tra l'Intelligenza Artificiale (IA) e l'osservazione della Terra (EO) rappresenta un cambio di paradigma per la geologia e la protezione civile. Mentre prima l'analisi era basata su campionamenti puntuali o interpretazione manuale, oggi l'IA permette di elaborare big data satellitari in tempo reale per identificare pattern invisibili all'occhio umano. Ecco come le diverse tecnologie interagiscono per monitorare e prevedere i dissesti idro-geologici: 1. Sensori Passivi: Visibile, Infrarosso e Termico I sensori passivi misurano la radiazione naturale riflessa o emessa dalla Terra. L'IA eccelle nel classificare questi dati per comprendere lo stato di salute del territorio.  Ottico (Visibile e Infrarosso Vicino - NIR): L'IA utilizza algoritmi di Computer Vision per mappare l'uso del suolo e la deforestazione. Un versante denudato dalla vegetazione ha una coesione minore e un rischio di frana maggiore.  Infrarosso a Onde Corte (SWIR): Fondamentale per rilevare il contenuto d'acqua dei suoli e della vegetazione. L'IA può prevedere zone di saturazione idrica che precedono colate di fango.  Termico (TIR): Permette di monitorare le anomalie di temperatura del suolo, che possono indicare infiltrazioni d'acqua sotterranee o variazioni nell'umidità, segnali precursori di instabilità. 2. Sensori Attivi: Il Radar (SAR) Il SAR (Synthetic Aperture Radar) è il vero game changer. A differenza dei sensori ottici, il radar attraversa le nuvole e funziona di notte, emettendo il proprio segnale.  Interferometria (InSAR): Questa tecnica misura spostamenti del terreno millimetrici. L'IA analizza serie temporali di immagini SAR per identificare trend di deformazione. Se un versante accelera il suo movimento di pochi millimetri al mese, l'IA può attivare un alert di pre-collasso.  Monitoraggio delle Inondazioni: Il SAR è sensibilissimo all'acqua (che appare nera nelle immagini). L'IA può mappare istantaneamente l'estensione di un'alluvione anche durante il maltempo, quando i droni o i satelliti ottici sono inutilizzabili. 3. Il ruolo dell'IA nella Previsione L'IA non si limita a guardare, ma costruisce modelli predittivi unendo i dati satellitari a variabili esterne (piogge, pendenza, geologia). Machine Learning e Deep Learning  Analisi Predittiva: Utilizzando reti neurali convoluzionali (CNN), l'IA può confrontare migliaia di immagini storiche di frane avvenute con la situazione attuale, assegnando una probabilità di dissesto a ogni pixel della mappa, azione che risponde pienamente al detto “prevenire è meglio che curare”  Early Warning Systems: Integrando i dati satellitari con le previsioni meteo, l'IA può simulare scenari di inondazione (flash floods) con ore di anticipo, permettendo l'evacuazione delle aree a rischio. Non c'è un esito distopico scontato dello sviluppo dell'IA, nel quale essere pedine e spettatori ad un tempo. Non è irreversibile l'affido del processo cognitivo e delle decisioni agli algoritmi, è possibile un uso delle loro potenzialità per le nostre decisioni. Ciò se mettiamo in atto azioni e modelli per una partecipazione informata ai processi che interessano questa Piccola Terra. E' possibile se condividiamo il sapere sviluppato e la sapienza, se ricomponiamo la relazione tra sfera biologica e sfera antropologica del vivente senza la pretesa creazionista dettata dalla hybris ma cercando di capire e usare al meglio la natura informazionale della evoluzione dei cicli naturali. Se ci consideriamo parte di una comunità che, con la partecipazione consapevole e condivisa, costituisce una straordinaria impresa cognitiva connettiva Una occasione significativa di esercizio di queste possibilità è in calendario grazie all’Associazione Bastia Città. Si tratta di un ciclo di conferenze sull’ Intelligenza Artificiale dal titolo: “Intelligenza Artificiale: Niente Magia, Solo Strumenti”, in programma tra marzo e maggio 2026 https://www.facebook.com/paolalungarotti/videos/intelligenza-artificiale-niente-magia-solo-strumenti-lassociazione-bastia-citt%C3%A0-/1460979575691634/ L’iniziativa si distingue nel vasto panorama di eventi dedicati alla tecnologia per un taglio inedito: quello geografico, relazionale e pratico. Sotto il coordinamento di Mauro Preda, esperto di Geografia Quantitativa, l’AI viene analizzata non come fenomeno astratto, ma come una forza che agisce nello spazio fisico e sociale. La questione non è se le macchine possano pensare, ma se gli uomini lo facciano: partendo da questa riflessione di B.F. Skinner, il percorso mira a indagare come l'algoritmo stia ridefinendo le relazioni tra individui, la gestione della complessità, la comprensione dei dati territoriali e la prevenzione dei rischi ambientali. La complessità del tema ha imposto un approccio interdisciplinare. Filosofia, diritto, psicologia, ecologia ed economia convergono per restituire l’AI alla sua dimensione di strumento antropocentrico. https://www.youtube.com/watch?v=M_YQumb9TOA Il panel dei relatori vede la presenza di esperti in diverse materie proprio per valorizzare una pratica interdisciplinare. Con l'apporto tecnologico di SAPIENTIA AI, guidata dal CEO Marco Cosimetti, sarà fornita la base pratica a questa riflessione: l'introduzione dell'umanoide SAP-1 non rappresenta una sfida all'umanità, ma l'apice di un modello antropocentrico. Qui, il lavoro di concetto e controllo si sostituisce alla fatica, delineando la figura del moderno Centauro dove la tecnologia, rimane uno strumento neutro al servizio della coscienza e della comunità. IL CALENDARIO DEGLI EVENTI Il ciclo si articola in tre appuntamenti chiave, ognuno focalizzato su una diversa spaziale e sociale: 1.L’AI e il Territorio: la vita quotidiana. Sabato 21 Marzo 2026, ore 16:00 – Auditorium Sant’Angelo. Si parte dalle basi: cos'è una Rete Neurale Artificiale e come questa possa diventare un alleato nella difesa del territorio prevedendo rischi ambientali. Sarà introdotto il concetto di Prompt Engineering, ovvero l'arte di chiedere, per imparare a dialogare con la macchina. Saranno approfonditi i temi cruciali quali AI come oggetto relazionale inedito, l’impatto di AI sulle relazioni interpersonali ed effetti sulla sfera emotiva, relazionale e psicologica. 2.L’AI e la Società: regole ed etica. Sabato 11 Aprile 2026, ore 16:00 – Sala Monastero Benedettine Sant’Anna. Il focus si sposta sulla governance. Sarà approfondita la AI Act, la legge sull'intelligenza artificiale dell'Unione europea finalizzata a definire un quadro normativo e giuridico comune. Si discuterà di bias algoritmici, proprietà intellettuale e delle responsabilità degli Enti Locali di fronte alle decisioni automatizzate. L'obiettivo è definire i confini tra l'efficienza del calcolo e il primato della coscienza umana. Anche in questa occasione saranno approfondite le implicazioni psicologiche, etiche e morali di AI. 3. L’AI e il Lavoro: il Centauro moderno. Sabato 09 Maggio 2026, ore 16:00 – Auditorium Sant’Angelo L'ultimo incontro affronta la Quarta Rivoluzione Industriale. Riflettendo sulla paura del robot che ruba il lavoro si presenterà il modello del moderno Centauro: una collaborazione uomo-macchina che valorizza le professioni resilienti, dove l'empatia resta insostituibile. Verrà presentato al pubblico il modello SAPIENTIA AI e l’umanoide SAP-1. L'ingresso e l'approccio proposto sono aperti a tutta la cittadinanza, con l'obiettivo di fornire le chiavi di lettura necessarie per governare il cambiamento senza subirlo. E'prevista la diretta dei lavori attraverso Facebook https://www.facebook.com/people/Associazione-Bastia-Citt%C3%A0/61572982024814/ Fiorello Cortiana

martedì 3 marzo 2026

Un esempio concreto di Cittadinanza Attiva a Milano

Arcipelago Milano 4 marzo 2026 C'è un esempio concreto per spiegare cos'è l'esercizio della Cittadinanza Attiva a Milano, dove per eleggere il sindaco ha votato il 48% degli aventi diritto, bianche e nulle comprese. Si tratta di una associazione promossa da un gruppo di donne, professioniste in diversi settori, che esprimono la migliore attualizzazione dell'illuminismo lombardo. Cioè produrre azioni concrete e coerenti per turbare l'autoreferenzialità urbanistica favorendo, al contempo, la comprensione e la partecipazione più ampia. Le Giardiniere di Milano si richiamano esplicitamente alle omonime milanesi risorgimentali, tra cui Cristina Trivulzio di Belgioioso, Bianca Milesi, Maria Gambarana, Matilde Viscontini, Teresa Confalonieri, Clara Maffei,Maria Frecavalli. Donne nobili, colte, istruite, coraggiose, facoltose che animavano salotti letterari politici, finanziavano giornali e davano supporto logistico, informativo e propagandistico alla causa risorgimentale contro l'occupazione austriaca tra i Carbonari di Milano e del Piemonte. Da oltre dieci anni l'associazione Parco Piazza d'Armi Le Giardiniere di Milano è impegnata per la salvaguardia, la tutela e la trasformazione dell'ex Piazza d'Armi, un polmone verde di circa 35 ettari in zona Baggio/Forze Armate, contrastando i progetti di edificazione intensiva. Se qualcuno pensasse all'effetto NIMBY Not In My Backyard 'non nel mio cortile' animato da alcune sciure milanesi prenderebbe una cantonata: le Giardiniere milanesi hanno uno sguardo ampio su Milano nella sua interezza di situazioni da salvaguardare e da valorizzare all'insegna della vivibilità e della bellezza della città. Certamente ambiziose, per nulla velleitarie, da buone milanesi non hanno alcuna soggezione e contano sulla competenza e sulla verifica dell'efficacia delle proprie azioni. Così quando nel 2023 si è aperto il cantiere delle Residenze LAC in via Cancano, tre torri residenziali alte fino a 43 metri che metterebbero in ombra il Parco delle Cave, si sono messe in azione. Insieme ai cittadini, di una zona che ha memoria della partecipazione attiva per la realizzazione del parco, costituendo il gruppo Noi del Parco delle Cave – All’ombra dell’ultimo sole. Hanno sporto denuncia contro un intervento autorizzato attraverso una SCIA-Segnalazione Certificata Di Inizio Attività, evitando così l'iter per il permesso di costruire e la conseguente predisposizione del piano attuativo. In realtà non si trattava di una ristrutturazione edilizia, per questo, in seguito alla denuncia, la Procura della Repubblica di Milano ha posto sotto sequestro il cantiere. Le indagini preliminari si sono concluse lo scorso ottobre con 36 indagati, tra ex membri della Commissione Paesaggio, dirigenti comunali, progettisti e notai. Tutti i ricorsi sono stati respinti. Ora Noi del Parco delle Cave – All’ombra dell’ultimo sole hanno proposto ai cittadini di costituirsi parte civile nel procedimento giudiziario per chiedere il ripristino dello stato dei luoghi, il riconoscimento del danno ambientale e la tutela dell’interesse pubblico. Chiunque può costituirsi parte civile perché si tratta di un parco cittadino non solo di quartiere. E' anche stato chiesto alla Soprintendenza il riesame delle modifiche al vincolo indiretto sull'area degli ex Magazzini di Baggio. La cittadinanza attiva come consapevolezza condivisa, questo propongono le Giardiniere, perché lo sviluppo innovativo di una città ne salvaguarda l'identità-ruolo-funzione se è garantita una partecipazione informata al processo deliberativo. Non lo fanno Municipi senza un bilancio autonomo, senza poteri: ad es. se all'unanimità votano contro la rimozione del pavé il Comune lo rimuove comunque. Lo fanno i gruppi che esercitano la cittadinanza attiva e condividono memoria e senso comune dell'agire collettivo. Per questo nella serata di Martedì 24 febbraio, ospitata dall'Alveare Culturale Studio ETS, si è tenuto un partecipato incontro su “Il paesaggio non è residuo”, con la lettura scenica di Francesca Gemma e Francesco Meola della compagnia Òyes per un contributo alla memoria collettiva sulla storia della Piazza d'Armi e il Parco delle Cave. Un sito https://www.legiardinieremilano.it/ eventi, incontri e produzione di materiali informativi, anche video e fumetti, grazie a tante competenze coinvolte. Questa rete inclusiva e collaborativa, con soggetti diversi e singoli cittadini, non evidenzia soltanto l'intelligenza politica delle Giardiniere in un 'fare' condiviso, mette in luce altresì una domanda e una volontà di partecipazione che la nomenclatura politica non può eludere e ridurre attraverso le 'primarie'. Un'azione legale, amministrativa, culturale, informativa, propositiva e coerente: si direbbe un'azione politica popolare all'insegna del miglior riformismo milanese. Competenza, inclusione, condivisione, questo è il senso della costituzione di Parte Civile aperta a tutti. Per saperne di più c'è una occasione conviviale Mercoledì 4 marzo 2026, ore 18:30 in Via Mengoni 3, sarà un Apericena di Gala Civile, è sufficiente effettuare la prenotazione su legiardinieremilano@gmail.com allo stesso indirizzo si possono chiedere informazioni o mettersi a disposizione per quello che si può. Intanto è partita la sottoscrizione per la raccolta fondi a sostegno della costituzione di parte civile da parte di singoli cittadini nel procedimento contro le Residenze Lac che si aprirà nei prossimi mesi. Questi i riferimenti per le donazioni, anche contenute ma, ci si augura, numerose. Amelia RINALDI Carta Postepay Evolution IT11C3608105138244235844252 Causale: Supporto Costituzione parte civile procedimento via Cancano. Si può fare come le Giardiniere hanno efficaciemente dimostrato. Fiorello Cortiana

lunedì 2 marzo 2026

Crosetto & c.

La vicenda Crosetto-Dubai-Volo di Stato è il dito che non ci deve fare trascurare la Luna. Crosetto è un Ministro della Difesa che non sa quando sta per scoppiare una guerra, Taiani è un Ministro degli Esteri che non sa dove sia il Ministro della Difesa e la Meloni è una Presidente del Consiglio che non riceve una telefonata informativa dall’alleato a cui ha dedicato pellegrinaggi, genuflessioni e rilancio MAGA.

mercoledì 18 febbraio 2026

Milano-Cortina 2026 Spigolature e Riflessi

Mentre le azioni di guerra nel mondo non vedono alcuna tregua olimpica è significativo vedere come lo squilibrio internazionale si riflette dentro il mondo degli atleti olimpici che, con tenacia e tanti sacrifici, si sono preparati quattro anni per gareggiare a Milano-Cortina 2026. Sono loro che fanno le Olimpiadi. Il CIO-Comitato Olimpico Internazionale ha precisato che ‘non fa politica’. Ma è la politica che non gli consente una ipocrita zona franca. Accadde a Città del Messico nel 1968 quando, durante la premiazione, gli atleti afroamericani Tommie Smith, oro e John Carlos, bronzo, alzarono un pugno chiuso guantato di nero mentre suonava l’inno statunitense, abbassando la testa in segno di protesta. – Più prosaicamente, alla cerimonia di apertura di Milano-Cortina 2026, ha iniziato il direttore di RAI Sport Paolo Petrecca che, con protervia presenzialista, ha sostituito i telecronisti. Non ha identificato i pluri medagliati olimpici e mondiali delle nazionali di pallavolo: Anna Danesi, la capitana, che passa la fiamma olimpica al capitano Simone Giannelli, con le compagne e i compagni di squadra Paola Egonu, l’unica riconosciuta e citata, Carlotta Cambi, Luca Porro e Simone Anzani. Anna Danesi ha risposto con spirito olimpico: “Non mi interessa che non mi abbia riconosciuta, io ho portato la torcia, la figuraccia è stata sua.”. L’Esigerai ha proclamato un’astensione della firma dei giornalisti RAI e al termine di ogni edizione dalla durata di almeno 5 minuti è stato letto, e pubblicato sui siti, un comunicato sindacale in cui si spiegano le ragioni della protesta. –Il sito ufficiale del Comitato propone magliette che celebrano le passate edizioni dei Giochi. Anche quelli delle Olimpiadi naziste di Berlino. Ma ha squalificato lo skeletonista ucraino Vladyslav Heraskevych dopo che il suo casco, decorato con immagini di atlete e atleti uccisi dall’invasione russa dell’Ucraina, è stato giudicato contrario alle regole di neutralità politica. Il 27enne, in conferenza stampa, ha dichiarato “Non ho infranto alcuna regola, dovrei essere in gara e non qui” “È il prezzo della nostra dignità”. In serata, terminata la discesa, la staffetta ucraina dello slittino si è messa in ginocchio e con i caschi bianchi al cielo. In conferenza stampa, è stato chiesto allo sciatore Hunter Hess come fosse rappresentare gli Stati Uniti alle Olimpiadi, dopo i raid dell’ICE in Minnesota. Hess ha affermato che rappresentare gli Stati Uniti alle Olimpiadi invernali del 2026 ha suscitato “emozioni contrastanti” e che è stato “un po’ difficile”. “Ovviamente stanno succedendo molte cose di cui non sono un grande fan, e credo che molte persone non lo siano”, “Penso che per me sia più importante rappresentare i miei amici e la mia famiglia a casa, le persone che li hanno rappresentati prima di me, tutte le cose che credo siano positive negli Stati Uniti… Solo perché indosso la bandiera non significa che rappresenti tutto ciò che sta accadendo negli Stati Uniti”. Il presidente Trump ha definito Hess “un vero perdente”, Hess ha risposto a Trump: “La bellezza dell’America è la libertà di parlare delle cose che non vanno”. Un giornalista ha chiesto alla due volte medaglia d’oro Chloe Kim e ad altri tre snowboarder americani se volessero rispondere a Trump e come si sentano a rappresentare il Team USA nell’attuale clima politico. Tutti hanno risposto dicendosi orgogliosi di rappresentare gli Stati Uniti, ma tre hanno fatto riferimento alle tensioni in patria causate dai raid dell’ICE e da altre crisi politiche. Kimi, venticinquenne figlia di emigrati dalla Corea del Sud, ha detto che la domanda “tocca molto da vicino casa” e ha aggiunto “In momenti come questi, penso che sia davvero importante per noi unirci e sostenerci a vicenda per tutto quello che sta succedendo” “Sono davvero orgogliosa di rappresentare gli Stati Uniti. Gli Stati Uniti hanno dato a me e alla mia famiglia tantissime opportunità, ma credo anche che ci sia permesso esprimere le nostre opinioni su ciò che sta accadendo. Credo che dovremmo essere guidati da amore e compassione e mi piacerebbe vederne di più.”. Chris Lillis, freestyler, oro a Pechino nel 2022, ha risposto “Non vorrei mai rappresentare nessun altro paese ai Giochi.” ma ha “il cuore spezzato” “Molte volte gli atleti sono riluttanti a parlare di opinioni politiche, ma mi sento distrutto da ciò che accade negli Usa. Se state parlando dell’ICE, penso che, come Paese, dovremmo concentrarci sul rispetto dei diritti di tutti e assicurarci di trattare i nostri cittadini bene come chiunque altro, con amore e rispetto. Spero che quando la gente guarda gli atleti gareggiare alle Olimpiadi, capisca che questa è l’America che stiamo cercando di rappresentare”. Sono29 gli atleti dello stato del Midwest che partecipano alle gare olimpiche di Milano-Cortina. Molti di loro hanno espresso solidarietà con chi protesta contro i soprusi degli agenti federali. Il mondo ha sentito i fischi di JD Vance alle Olimpiadi, tutti, tranne che per gli spettatori negli Stati Uniti. Milano l’ha fatto notare due volte: prima a San Siro, poi all’Hockey Arena, dove ai fischi si sono aggiunti i “buu” durante la partita tra la nazionale femminile statunitense e quella finlandese. Un tifoso americano ha esposto un cartellone dalle tribune delle gare di pattinaggio, con i colori della bandiera statunitense: ‘Chiediamo scusa al mondo per il nostro comportamento risolveremo’. La politica c’entra, eccome, così come gli affari, Sofia Goggia, l’ultima tedofora di Cortina ha notato che «In Coppa del Mondo c’è molto più pathos, qui i biglietti costano molto di più, quindi c’è quasi un disincentivo a venire», se poi ci aggiungiamo i costi ambientali…-Il protagonismo arrogante dei dirigenti non riguarda solo la RAI. L’azzurra Stefania Constantini è corsa a festeggiare il bronzo del doppio misto di curling con l’amica esclusa dalla Nazionale. Inutili le petizioni online e il ricorso al Tar, al suo posto nella squadra femminile c’è la figlia del direttore tecnico Mariani. Ci sono altresì momenti che diventano simbolici dello spirito olimpico: le argento parimerito Hector, oro olimpico nel 2022, e Stjernesund, si sono inginocchiate davanti a Federica Brignone all’arrivo del super G. “Ho capito di aver vinto proprio guardando l’inchino e sentendo le urla”, ha detto Federica Brignone, esempio appropriato di resilienza. Ci sono, infine, altre spigolature che sono significative per il messaggio di liberalità gioiosa che comunicano ad atleti e spettatori di ogni parte del mondo, di ogni cultura e religione. Se l’azzurra Dorothea Wierer, dopo l’individuale di biathlon, ha detto “Purtroppo per noi donne una volta al mese è così, bisogna soffrire e basta. Però so che i prossimi giorni starò meglio. Spero che sarà positiva per le gare successive”. Sophie Kirby, campionessa statunitense dello slittino, in occasione di San Valentino ha lanciato un “casting” sui social media per trovare un partner, dichiarando apertamente di essere single. Alla faccia dei MAGA nei giorni successivi ha postato foto che sembrano confermare il successo della selezione. Commentando” Mi ha portata in una spa e poi siamo andati in un ristorante stellato Michelin. Al terzo piatto ho mangiato la pasta più buona che abbia mai assaggiato in vita mia. Ci penserò per anni a quella pasta. Nel complesso, ho passato un San Valentino davvero divertente”. Vero meno che sia, è un messaggio molto simpatico. Sembra spiegare, oltre ad essere gadget anche venduti online, perché in tre giorni sono finite le scorte gratuite di preservativi a disposizione degli atleti al villaggio olimpico di Cortina. Mentre il Governo Italiano aggira la Costituzione per essere presente nel Board of Peace, la struttura d’affari immobiliare che Trump ha ideato in sostituzione dell’ONU, chissà se Trump, dopo aver dichiarato che Hunter Hess non rappresenta gli Stati Uniti, invitandolo a lasciare la squadra, non stia pensando a dare vita a una sua olimpiade? Ah saperlo… Fiorello Cortiana

mercoledì 11 febbraio 2026

Foibe: mai dimenticare

Mai dimenticare il delirio crudele degli integralismi.

mercoledì 4 febbraio 2026

Milano vicina all'Europa

Milano vicina all’Europa L’Italia non è certo protagonista
Il rapporto 'L’Europa dei grandi eventi associativi e corporate 2025', realizzato dal centro studi di Fondazione Fiera Milano e Aseri-Alta scuola di economia e relazioni internazionali dell’Università Cattolica, certifica che, dopo la pandemia Covid 19, Milano è terza tra le principali città congressuali europee e prima per nel segmento economics, management e science. Sembra la conferma della fotografia fatta da Lucio Dalla in ‘Milano’: ‘Milano vicino all'Europa, Milano che banche, che cambi…’. Ma di quale Europa stiamo parlando? Dopo la seconda Guerra Mondiale il multilateralismo, garantito dagli americani con l’apertura dei mercati, ha permesso ai paesi europei e all’Europa settant’anni di prosperità. Finanza, ricerca, impresa europee: queste oggi non sono le caratteristiche peculiari di un mercato protagonista della globalizzazione bensì la posta in palio nella partita a scacchi tra gli imperi di USA e Cina, con la Russia che non accetta di essere il vassallo di quest’ultima. Lo scorso 20 gennaio 2026, al World Economic Forum a Davos, il Primo Ministro canadese Mark Carney ha dato una chiara indicazione esortando le potenze minori a unirsi contro la legge del più forte ‘Se non siamo al tavolo, siamo nel menu’. Un altro uomo che ha assunto cariche politiche dopo quelle economico-finanziarie, Mario Draghi, ha contestualizzato storicamente il processo internazionale in corso e si è rivolto ancora all’Europa, ai suoi Stati e all'attuale leadership. Mario Draghi ha parlato lo scorso fine settimana all’Università di Lovanio, nelle Fiandre, in Belgio, ricevendo la laurea honoris causa. Draghi ha sottolineato che «un’Europa incapace di difendere i propri interessi non potrà preservare a lungo i propri valori». Questo perché ‘gli USA cercano il dominio e la frammentazione dell’UE’ ‘impongono dazi all’Europa, minacciano i nostri interessi territoriali e chiariscono, per la prima volta, di considerare la frammentazione politica europea funzionale ai propri interessi’ mentre ‘la Cina sostiene il suo modello di crescita esportando i suoi costi sugli altri’. In questo quadro internazionale l’Europa ha davanti a sé ‘un futuro in cui rischia di diventare, al tempo stesso, subordinata, divisa e deindustrializzata’. A fronte di questo futuro distopico Draghi ha ricordato che ‘ L’integrazione europea si costruisce in modo diverso: non sulla forza, ma sulla volontà comune. Non sulla sottomissione, ma sul beneficio condiviso’. ‘Il futuro dell’Europa si costruisce agendo insieme’ come è stato per la moneta unica che è diventata una protagonista internazionale, così è per la transizione ecologica e per la politica dello spazio digitale e di quello universale. Così in questi giorni ‘Si consideri la Groenlandia . La decisione di resistere anziché accomodare ha richiesto all’Europa di compiere una vera valutazione strategica: mappare le nostre leve, individuare i nostri strumenti e riflettere sulle conseguenze dell’escalation. La volontà di agire ha imposto chiarezza sulla capacità di agire.’. Un protagonismo europeo che, dopo vent’anni, ha visto l’approvazione, provvisoria in attesa di conferma costituzionale, dell'accordo di libero scambio tra l'Unione Europea e il Mercosur: Brasile, Argentina, Paraguay, Uruguay, una mercato di 750 milioni di persone. Con tutte le contraddizioni qualitative e quantitative della filiera agroalimentare, che occorre armonizzare, conferma la capacità e l’efficacia internazionale del protagonismo unitario europeo. Altrettanto tempestivo e di enorme peso politico l’accordo UE-India firmato, anch’esso dopo venti anni, martedì 27 gennaio a New Delhi: una free trade zone che interesserà 2 miliardi di persone. Un accordo strategico per entrambi, anche questo con molte contraddizioni da armonizzare per ciò che riguarda la sostenibilità ambientale e le tutele del lavoro in relazione alla competitività equivalente. Una globalizzazione senza governance politica è inesistente, è un vuoto che gli interessi imperiali definiscono con un nuovo ordine. Se l’Europa e la rete multilaterale internazionale vogliono essere al tavolo per definire un nuovo ordine mondiale condiviso, non come portata ma come commensali, occorre che si definisca come soggetto politico. Per Mario Draghi l’unica via per UE è un federalismo pragmatico. Gli Stati europei che lo vogliono possono condividere un'ulteriore integrazione, come ha indicato ancora Romano Prodi. I Volenterosi sono l’esempio. Una politica industriale comune, una politica della difesa comune, un comune protagonismo multilaterale. Su una scala diversa Milano vive una condizione simile a quella dell’Europa: senza una definizione politico-istituzionale definita il suo protagonismo si rivela come supporto inerte nel Risiko finanziario internazionale, bolle speculative comprese. Per essere protagonista nella rete internazionale delle metropoli non è più rinviabile il compimento della Città Metropolitana con i poteri adeguati ed una rappresentanza istituzionale e di governo democraticamente eletta. Milano vicina all’Europa. Fiorello Cortiana

martedì 27 gennaio 2026

Non dimenticare per non ripetere

Son morto con altri cento Son morto ch'ero bambino Passato per il camino E adesso sono nel vento E adesso sono nel vento Ad Auschwitz c'era la neve Il fumo saliva lento Nel freddo giorno d'inverno E adesso sono nel vento Adesso sono nel vento Ad Auschwitz tante persone Ma un solo grande silenzio È strano non riesco ancora A sorridere qui nel vento A sorridere qui nel vento Io chiedo come può un uomo Uccidere un suo fratello Eppure siamo a milioni In polvere qui nel vento In polvere qui nel vento Ancora tuona il cannone Ancora non è contento Di sangue la belva umana E ancora ci porta il vento E ancora ci porta il vento Io chiedo quando sarà Che l'uomo potrà imparare A vivere senza ammazzare E il vento si poserà E il vento si poserà Io chiedo quando sarà Che l'uomo potrà imparare A vivere senza ammazzare E il vento si poserà E il vento si poserà E il vento si poserà

mercoledì 21 gennaio 2026

OLIMPIADI E SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE

ArcipelagoMilano 20 Gennaio 2026 OLIMPIADI E SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE Ritardi, contabilità opaca, opere non necessarie all’evento, il festival dei profittatori di Fiorello Cortiana Mancano pochi giorni all’inaugurazione delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 il 6 febbraio a San Siro, il 22 febbraio termineranno con la cerimonia di chiusura all’Arena di Verona, quindi si terranno le Paralimpiadi dal 6 al 15 marzo. Tutti ci aspettiamo ottimi risultati dalla squadra italiana, il bilancio del nostro medagliere si farà alla fine. Non è per spirito di contrapposizione ma per responsabilità civica che già oggi siamo chiamati a fare un bilancio doveroso: quello relativo alla sostenibilità ambientale dell’evento. Per coerenza sistemica occorre considerare tutte le aree interessate dalle infrastrutture olimpiche e quelle fatte nel nome dell’appuntamento sportivo internazionale. Delle 98 opere gestite da Simico, Società infrastrutture Milano Cortina 2020-2026 Spa, responsabile per la costruzione degli impianti e di molte infrastrutture, 47 riguardano gli impianti sportivi, 51 le infrastrutture di trasporto: le opere essenziali per lo svolgimento dell’appuntamento olimpico sono 31, mentre sono 67 quelle della legacy, il lascito dell’evento olimpico. A metà dicembre 2025 16 opere sono state concluse, 51 sono in esecuzione e 3 in gara, 28 sono in progettazione. Le opere della “legacy” sono finanziate con la maggior parte dei circa 3,5 miliardi di euro per le 98 opere gestite da Simico. 1,42 miliardi di euro per il Veneto. per la Lombardia 1,39 miliardi. Così circa 55 delle 98 opere previste e finanziate saranno concluse dopo i Giochi Olimpici. Sono tutte queste opere che richiedono una verifica e una considerazione della loro sostenibilità ambientale. Now26 è l’iniziativa della Fondazione Milano Cortina 2026 che raggruppa tutte le attività legate alla sostenibilità e alla eredità dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali 2026. Così Now26 descrive la sua mission: “Now26 unisce tutte le iniziative legate alla sostenibilità di Milano Cortina 2026. Per il pianeta, le comunità e le generazioni future. L’impegno di Milano Cortina 2026 è quello di proteggere, coltivare e promuovere la bellezza naturale dei luoghi che ospiteranno i Giochi. Una bellezza fatta dei nostri paesaggi, della nostra storia, delle nostre città. Ma non solo. L’obiettivo è anche quello di contribuire alla trasformazione sociale, passando dalla cultura e dalle nuove generazioni. Milano Cortina 2026 intende quindi adottare un approccio alla sostenibilità e alla legacy che sia olistico, concreto e progressivo, in cui coinvolgere tutti gli stakeholder. Per questo vogliamo immaginare e agire per un futuro migliore coinvolgendo milioni di persone: dagli atleti e atlete, passando per i volontari, il pubblico e i fan.”. Le parole sono soppesate e utilizzate per costruire una narrazione, tanto assertiva quanto retorica, per orientare la percezione diffusa dell’evento. La realtà è un’altra ma non è ciò che devono raccontare. Proviamo a decodificare la rappresentazione semantica che ci viene proposta. Partiamo da una constatazione: la rete civica Open Olympics 2026 ha rilevato che il 60% delle opere è stato sottoposto a una Valutazione di Impatto Ambientale, non ritenuta necessaria in relazione alle normative vigenti. Now26 comunica “La strategia e gli obiettivi chiave” “Protecting now Contrastare i cambiamenti climatici e proteggere gli ecosistemi naturali. Dall’utilizzo di energia elettrica al 100% da fonti rinnovabili certificate, al piano per la riduzione e compensazione delle emissioni di gas climalteranti, al contenimento dell’occupazione di suolo fino al ripristino degli ecosistemi.” La legacy delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 è già tangibile e riguarda il consumo di suolo e l’alterazione devastante dei territori. Altreconomia insieme a PlaceMarks ha avviato “L’impronta olimpica” che, attraverso immagini satellitari, mostra il “prima” e il “dopo” di alcuni dei siti interessati dalla costruzione di impianti sportivi e infrastrutture https://altreconomia.it/impronta-olimpica-2026/ Nel Cadore, in Alto Adige, in Valtellina, a Milano. La comparazione e lo scorrimento/sovrapposizione delle fotografie dei cantieri costituiscono l’obiezione ineludibile all’auto definizione del grande evento sostenibile. Ad esempio, nel bosco di Ronco sono stati abbattuti centinaia di larici secolari, verranno piantati migliaia di alberi, peccato che ci vorranno diversi decenni perché possano svolgere la stessa funzione ecosistemica. La data di conclusione della nuova funivia per migliorare l’accesso alla pista Stelvio di Bormio, dove si terranno le gare di sci alpino maschile e di scialpinismo, è prevista a febbraio 2027. I lavori cominceranno a marzo 2026. Tanti cantieri hanno subito modifiche dei piani iniziali per le Olimpiadi invernali: per costruire o riqualificare impianti sportivi, per le infrastrutture della mobilità come strade e ferrovie che saranno completate molto dopo l’appuntamento olimpico. Sono interessate la Lombardia, il Veneto e il Trentino: Milano, Rho e Assago, Cortina d’Ampezzo, Bormio, Livigno, Tesero, Predazzo, Anterselva e Verona. Nessuna legacy per servizi essenziali se si vuole abitare le valli di montagna, niente per: formazione scolastica, salute pubblica, sostegno all’agricoltura di montagna, recupero degli edifici dismessi, innovazione tecnologica. Sbancamenti, taglio di ettari di boschi, aree di deposito, gallerie artificiali, viadotti, parcheggi per impianti e piste in montagna e a Milano una trasformazione urbanistica nei siti dell’ex Scalo Fs di Porta Romana e di Santa Giulia interessate da estesi interventi immobiliari fatti in nome dello sport ma che con questo hanno poco a che fare. Pensiamo alle infrastrutture viabilistiche pubbliche, per l’Arena privata, ma pensiamo ai progetti residenziali in un milione di mq di territorio…e vai di gentrificazione. L’ISPRA per il Rapporto 2025 ha evidenziato che, tra il 2015 e il 2023, oltre il 33% del territorio di Milano è stato consumato dai progetti di ‘Rigenerazione Urbana’, circa il 60% del territorio comunale. La risposta “all’avanguardia in termini di efficienza energetica e sostenibilità per le piste olimpiche e post-olimpiche” (secondo Simico Spa) all’alterazione climatica la troviamo a Livigno: il “nuovo bacino alpino comprensivo di allaccio e impianto di innevamento per tracciati di gara A e B”, 203 mila metri cubi, sul Monte Sponda a 2.600 metri. 21,7 milioni di euro pubblici per un bacino di accumulo, una stazione di pompaggio che secondo Simico Spa “garantiranno un sistema di innevamento”. La forma e il profilo naturale del monte è alterata. Più che una cartolina esplicativa potremmo definirla una matrice progettuale che ha interessato la gran parte dei siti olimpici o interessati da opere finanziate nel capitolo Olimpiadi 2026. Pensiamo al Ponte Manzoni a Lecco, 35,6 milioni di euro (Anas) inaugurato in questi giorni da Salvini e Fontana. Ora un ponte a senso unico che il sindaco auspica possa essere ampliato per percorrerlo nei due sensi. Intanto una parte della sponda del lago è stata alterata. La Corte dei Conti ex ante chiede di evitare “cattedrali nel deserto”, preoccupata del futuro delle opere realizzate e da realizzare per le gare come la pista da bob e la cabinovia Apollonio-Socrapes. La Corte dei Conti, ha verificato 111 interventi, 58 per eventi sportivi con budget iniziale di 818 milioni, 53 per infrastrutture, 2,8 miliardi di euro. Gli importi previsti da 10 decreti legge e da cinque leggi dal 2019 ammontano a 2.860 milioni di euro. A proposito di sostenibilità ambientale: sulla cabinovia Apollonio-Ocree la Corte dei Conti è chiara “Restano dubbi sulla fruibilità dell’impianto a fune di Ocree, a Cortina, per il quale, a seguito di rilevati problemi di ordine geologico, si è resa necessaria una variante su cui persiste una fase di incertezza”. Infatti la realizzazione dell’impianto insiste su una frana che si muove a una velocità annua di 10 cm. Il Governo ha costituito il Forum per la sostenibilità dell’eredità olimpica, senza oneri per lo Stato, con l’impegno a “tutelare l’eredità olimpica e paralimpica e promuovere iniziative utili a valutare l’utilizzo a lungo termine delle infrastrutture realizzate per i Giochi olimpici e paralimpici”. A proposito di ‘cattedrali nel deserto’, ma è ancora la Corte dei Conti ad affermare che ‘non risulta costituito’. Per superare i problemi idrogeologici e paesaggistici il Consiglio dei Ministri ha nominato l’amm. delegato di Simico Fabio Saldini commissario straordinario, così da indire la gara d’appalto, 22 milioni di euro, per la realizzazione del solo impianto a fune per i ” flussi di spettatori e atleti durante le gare dei Giochi olimpici e paralimpici invernali Milano-Cortina 2026″. Il bando è scaduto e nessuna ditta aveva manifestato interesse, così Saldini ha affidato i lavori alla società Graffer, che non ha mai costruito cabine e si è rivolta al mercato internazionale per trovare i materiali. Una matrice progettuale, appunto. Come per la pista da bob a Cortina, la Corte parte da una prima fase, che prevedeva la riqualificazione dell’impianto esistente, e poi la seconda con la demolizione e la nuova costruzione. La Corte poi esamina le previsioni dei costi di gestione. La Regione Veneto ha valutato che i costi di gestione della pista e i ricavi stimati prevedono una perdita annuale di 648.000 euro: oltre 12 milioni di euro in vent’anni di attività prevista. Pochi atleti, tante spese. La Corte ipotizza che attori privati condividano le spese di gestione dell’impianto nel dopo Olimpiadi “forme di partenariato o contributive da parte di enti sportivi” per “evitare che, a Giochi finiti, le opere si traducano in cattedrali nel deserto come avvenuto nel passato o costosi impianti inutilizzati” o vengano alienati “a discapito del patrimonio pubblico”. La Corte dei Conti enuncia cinque raccomandazioni per garantire “la sostenibilità di lungo periodo degli investimenti effettuati: le infrastrutture realizzate dovranno essere adeguatamente manutenute e gli impianti sportivi dovranno trovare un utilizzo che ne copra in parte i costi di gestione” il monitoraggio, che deve avvenire in modo rigoroso, seguendo cronoprogrammi costantemente aggiornati e sotto il controllo da parte del ministero delle Infrastrutture; il rispetto dei tempi e un coordinamento interistituzionale, senza ulteriori dilazioni; Simico, Anas e Ferrovie siglino nuovi protocolli “chiari e tempestivi” e che siano “aggiornati e adeguati quelli esistenti”; per le opere prevedere “la consegna parziale e provvisoria anche in assenza di completamento” e la stipula di “idonee coperture assicurative”; la sostenibilità di tutti gli impianti dopo marzo 2026. Insomma: “assicurare che le infrastrutture essenziali (strade, ferrovie e impianti sportivi) siano pronte per l’appuntamento di Milano-Cortina 2026, consegnando al Paese un’eredità durevole e virtuosa”. La rete Open Olympics 2026 monitora la trasparenza dei lavori e della spesa pubblica per i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano-Cortina 2026. Il terzo report analizza i dati accessibili e ciò che resta opaco, il ‘non detto’. Sono tre gli elementi con opacità: l’impatto ambientale: manca l’impronta di CO₂ per singola opera. L’unico dato complessivo noto è quello della Fondazione Milano Cortina: 1.005.000 (circa un milione) tonnellate di CO₂ equivalente per l’intero ciclo dell’evento (stime 2024); la trasparenza economica: chi paga gli aumenti dei costi? Nel portale mancano le fonti finanziarie. I decreti originari riportavano le fonti di finanziamento; il portale non lo fa più. Si conosce il costo del Piano delle Opere, non chi copre gli incrementi; i subappalti: ci sono i nomi, ma non i valori economici. Mancando i CIG e gli importi, non è possibile incrociare i dati con la piattaforma ANAC né valutare la concentrazione del mercato. Non possiamo capire il peso reale delle imprese. Ci sono una pluralità di soggetti che concorrono alla macchina olimpica, in un quadro fortemente frammentato per la rendicontazione economica sul costo effettivo delle opere e sulla loro effettiva realizzazione. Insomma quale è il costo delle Olimpiadi 2026? La natura privatistica della Fondazione Milano Cortina limita fortemente l’esercizio del diritto di accesso alla sua documentazione e i contatti per una voluntary disclosure non hanno avuto esito. Per la sicurezza il DL Sport ha stanziato 271 milioni di euro, togliendone 43 al Fondo per le vittime di mafia e usura. Per la sanità ogni Regione procede da sé, con Niguarda come ospedale di riferimento ed elisoccorso. Al Commissario per le Paralimpiadi il DL Sport assegna 328 milioni di euro. Il costo previsto era di 71,5 milioni: con un aumento del 359%. La prima relazione trimestrale, prevista entro il 5 dicembre 2025, non risulta pubblicata. Open Olympics 2026 continuerà il monitoraggio fino alla chiusura dell’ultimo cantiere prevista nel 2033. La rete sta collaborando con la società civile francese, in vista dei Giochi invernali 2030, per affermare il principio della trasparenza. Veniamo alla neve. La neve non è un’opera, una infrastruttura, ma costituisce l’indispensabile campo di gara per le Olimpiadi Invernali. C’è l’innalzamento delle temperature per l’alterazione climatica? no problem, si va di neve artificiale. Per alimentare le centinaia di migliaia di mq degli invasi per neve artificiale l’acqua viene sottratta dal suo ciclo naturale in inverno, quando c’è minore disponibilità, impattando sul regime idrogeologico dell’ecosistema alpino. Occorre altresì considerare il consumo di energia elettrica per trasportare l’acqua e per i cannoni sparaneve. Una necessità sostenibile. Le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 erano state presentate come un evento low-cost, un modello economico sostenibile, senza debiti per i bilanci pubblici italiani. Nella presentazione il Lifetime Budget-costo totale dell’evento era di 1,36 miliardi di euro: un terzo a carico del Comitato Olimpico Internazionale (CIO), un terzo da sponsorizzazioni, il resto dalla vendita dei biglietti, diritti televisivi e merchandising. I ricavi dagli sponsor sono stati inferiori del 20%, da 457 milioni di euro a 350, l’organizzazione è passata da un costo di 1,5 miliardi a 1,9. Le nuove costruzioni non sono state marginali, come inizialmente detto, e hanno richiesto 3, ⅚ miliardi di euro. Ora il Ministro dello Sport Andrea Abodi ha dichiarato che i costi sono lievitati a 5,4 miliardi di euro. Le sole Lombardia e Veneto hanno dovuto dare fondo ai bilanci: entrambe con 1,5 miliardi. Il tutto in continuità con la tradizione italiana: l’esperienza recente dell’Expo di Milano del 2015 ha visto i costi lievitare da 1,3 a oltre 3 miliardi di euro. Cercate online il Report “Nevediversa 2023” di Legambiente per una panoramica completa dei costi. Altroché cronoprogramma: ritardi negli appalti, poca trasparenza sui subappalti, cronicità delle ‘spese impreviste’: una matrice, appunto. Di olimpiadi sostenibili non si può parlare. Cancellata la VAS-Valutazione Ambientale Strategica per tutte le opere. Tutte le opere sono state commissariate e hanno seguito procedure di approvazione oltremodo semplificate. Oltre ad aver disatteso la normativa europea e italiana sulla VAS, sul rispetto delle aree protette si è impedito ai cittadini, associazioni, enti interessati un minimo processo partecipativo. Nel 2022 la Commissione internazionale per la protezione delle Alpi-CIPRA Italia ha lasciato il tavolo di confronto con la Fondazione Milano-Cortina 2026, le associazioni ambientaliste nazionali hanno abbandonato il tavolo il 14 settembre 2023 .Club alpino italiano, Federazione pro natura, Italia nostra, Legambiente, Lipu, Mountain Wilderness, Touring club italiano e Wwf, hanno comunicato che “con queste modalità di coinvolgimento non sia più proficua la loro partecipazione al confronto voluto dalla Fondazione Milano Cortina 2026 alla luce di quanto sinora è avvenuto”. L’Arco Alpino è interessato da ulteriori altri eventi olimpici invernali: Francia 2030, Italia, Slovenia e Austria che vogliono candidarsi per il 2038. La fragilità dell’arco alpino richiede di ripensare al modello/matrice ‘grandi eventi’ di sostegno speculativo e devastante allo sviluppo economico. Daniele Scarpa, medaglia d’oro alle Olimpiadi di Atlanta, ha rinunciato a portare la fiamma olimpica come tedoforo: “Lo faccio non per protesta sterile, ma per responsabilità. Viviamo un momento storico in cui il mondo dello sport è ancora attraversato da ferite profonde legate al doping. Ferite che non si rimarginano con il silenzio o con l’indifferenza. Portare la Fiamma senza che questi temi vengano affrontati con chiarezza e rigore rischia di svuotare quel gesto del suo significato più autentico. Ma c’è anche una motivazione più personale, e forse ancora più dolorosa. Non posso accettare che mia moglie, Sandra Truccolo, atleta paralimpica, donna che ha conquistato più medaglie olimpiche di me, esempio vivente di forza, resilienza e dignità sportiva, non possa essere al mio fianco in un momento che dovrebbe celebrare proprio questi valori. Sandra non è un simbolo da esibire, è una storia da onorare. È sport vero, vissuto fino in fondo, nella fatica, nella sofferenza e nella vittoria più grande: quella sull’avversità. E allora mi chiedo: com’è possibile trovare spazio per la scena ad effetto, per il folclore, per ciò che fa notizia, e non per una campionessa che incarna in modo autentico lo spirito olimpico? Questo, per me, è un paradosso che non riesco ad accettare.”. Una considerazione e una riflessione amare e necessarie prima di dedicarci a tifare per gli atleti italiani.