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in questo blog metto un po di tutto se cerchi qualcosa che non trovi chiedimelo

mercoledì 10 luglio 2019

Pensieri per le vacanze


C'è una gran parte dei cittadini di cultura democratica che vive una situazione di straniamento, degli afasici e disadattati del contesto politico della globalizzazione digitalizzata. Con Bolsonaro, Trump, Orban, Salvini, i suoi alleati stellati con le semplificazioni eterodirette dall'algoritmo semantico e ora vedremo in Grecia con Mitsotakis, l'istituto della democrazia vive una crisi evidente. A partire dalla dimensione italiana, è illusorio pensare che a fronte del consenso a sovranisti e populisti, con il 50% degli elettori che diserta le urne, sia sufficiente ridefinire l'offerta in luogo di riflettere sulla natura del mercato elettorale/istituzionale che si è venuto a determinare. Si tratta di una illusione che riflette una autoreferenzialità e una mancanza di empatia sociale. Il fatto che il segretario del principale partito democratico pensi che sia sufficiente rilanciare la modalità coalizionale con la disponibilità dei cespugli da' la misura dei limiti della direzione politica. La rigenerazione di un campo democratico è quanto mai necessaria ma non conosce scorciatoie da operazioni di marketing. Quella cui allude il sindaco di Milano è la più raffinata, ma non per questo la più adeguata a rovesciare una inerzia culturale che riversa paure, preoccupazioni e insicurezza nel rancore elettorale. Beppe Sala nell'intervista all'espresso la presenta così: "O il PD riesce a cambiare rapidamente pelle e a presentarsi come un partito più moderno che affronta seriamente i temi più sensibili, dall'ambiente alla giustizia sociale, oppure ci penserà qualcun altro" e ancora: "Dobbiamo riportare gli astensionisti alle urne e parlare ai delusi del M5S". Lucido ed ineccepibile,  ma con quale progetto politico?Sono due le chiavi da utilizzare per uscire dalle strettoie della deriva finanziaria dell'economia e dalla tribalità populista e sovranista: un cambio di paradigma nel modello di sviluppo, per indirizzarlo ad essere sostenibile e socialmente inclusivo; il pieno inveramento della Costituzione democratica, con la partecipazione informata dei cittadini al processo deliberativo e l'estensione dell'esercizio della Cittadinanza Attiva.

L'operazione politica ipotizzata da Sala risponde a questi requisiti?
La politica amministrativa della città di Milano, proposta come brand di un'oasi democratica, quasi una meravigliosa anomalia, non segna alcuna discontinuità, se non in efficientismo decisionale, da quella nazionale relativa all'ILVA o alla TAP o alla TAV. È emblematico il caso degli ex scali FS e del relativo Accordo di Programma, per la natura degli spazi interessati, per la sua dimensione, per la collocazione ed infrastrutturazione e per le implicazioni nello spazio e nel tempo delle funzioni lì allocate. Qui, in luogo dell'esercizio pieno di una soggettività politica, capace di visione dentro il contesto metropolitano, la funzione dell'amministrazione è stata quella di facilitazione e semplificazione per le operazioni dei fondi di investimento internazionali, con potenziali bolle incluse. Per consentire una partecipazione informata, anche dei comuni metropolitani, il progetto non può che essere di iniziativa pubblica e sottoposto a metodi di evidenza pubblica. Il perseguimento esclusivo di un interesse particolare (quello della proprietà) può portare alla contaminazione e financo alla distruzione del territorio nel suo insieme, l’assunzione di un punto di vista di interesse pubblico deve individuare una sintesi, capace di supportare sia la funzione di regolazione diretta (command and control) che quella di impulso e direzione dello sviluppo. Una regia pubblica, con un’idea condivisa di sviluppo del territorio e delle sue potenzialità (economiche, culturali, ambientali, turistiche, etc.). Con l'attivazione dello strumentario sperimentato e collaudato anche all’estero negli ultimi 50 anni per i grandi interventi di riqualificazione e rilancio delle città e dei territori. Se Greta e i suoi coetanei ci chiedono conto del deterioramento delle condizioni della Terra, che ci hanno dato in prestito, ed esigono tempestività e concretezza per gli impegni assunti o proclamati, qui a Milano non ci siamo. L'estensione Milano-Italia non può essere l'ennesima operazione di marketing ma richiede un progetto politico che non consideri l'esercizio partecipato della democrazia, a partire dalla legge elettorale per arrivare ai corpi intermedi come le organizzazioni dei lavoratori, delle zavorre. Il progetto politico per la ricostituzione del campo democratico non può avere come blocco sociale di riferimento i manager e gli interessi dei fondi finanziari internazionali e i nominati nelle società partecipate, occorre riconoscere una cittadinanza politica più ampia, da non coinvolgere solo con la socialità delle primarie ma con modalità, anche digitali, di partecipazione alla definizione delle proposte e alla indicazione dei dirigenti e dei candidati vari. Un campo federativo popolare. È indicativo che la rete di competenze che a Milano ha dato vita al caparbio esercizio della cittadinanza attiva, dai referendum, all'Udienza Pubblica sugli ex scali, ai ricorsi e alla Lista Civica in Consiglio Metropolitano, sia vissuta come un fastidio come un elemento di disturbo. Questo sia dagli antagonisti che aspirano all'opposizione, sia in coloro che chiedono di fare argine alla deriva populista. Nel commentare la sentenza, che lo ha riguardato nell'incarico Expo, Sala ha detto che essa "allontanerà tanta gente per bene dall'occuparsi della cosa pubblica" cioè da incarichi e nomine, per cui il 'lasciateci lavorare' di Berlusconiana memoria. Occorre osare di più, occorre ciò che Alex Langer proponeva con il 'Solve et coagula', qualcosa che si era affacciato con successo nel '96 e che ci si è affrettati a ricondurre al blocco sociale dei funzionari e dei nominati. A metà secolo il 70% della popolazione mondiale sarà inurbata, Greta e i suoi fratelli chiedono il conto, speriamo che non si rassegnino e ci permettano così di non essere apolidi in casa democratica.

lunedì 1 luglio 2019

Diamoci una mossa il futuro è adesso

Per salvare gli ex scali FS ci vogliono testa, cuore e mano al portafoglio. Diamoci una mossa ;) Il 3 alle 17,30 a Palazzo Marino le ragioni della campagna per salvare un bene pubblico: http://sostieni.link/21939

giovedì 27 giugno 2019

Eppure gli ecologisti a Milano ci sono

Tutti possono contribuire al crowdfunding per sostenerequesta pratica dicittadinanza attiva
http://www.lombardiasostenibile.eu/ex-scali-fs-le-mani-sulla-citta-i-milanesi-prendono-la-parola/



mercoledì 12 giugno 2019

Modello Milano?

Modello Milano? Quintali di falsità e la minaccia paventata deĺ degrado urbano vengono riversati su Piazza d'Armi e il possibile vincolo di indirizzo, piuttosto che sui ricorsi contro l'Accordodi Programmasugli Ex Scali FS.
La cosa che non mi stupisce  ma mi indigna profondamente é che gli amministratori, ai vari livelli, considerano la politica pubblica come una funzione di facilitazione degli interessi  particolari. Di più: dismettono  i beni e le società pubbliche privatizzandole e queste, così, entrano in una logica di interessi economico- finanziari che non risponde agli interessi generali diqueste e delle future generazioni. I loro amministratori e il management diventa un blocco corporativo capace di una azione di lobbing e di sostegno elettorale. Un circuito vizioso che sottrae ogni esercizio di sovranità non solo ai cittadini ma riduce a un ruolo meramente notarile le stesse assemblee elettive. Così non va, così la democrazia rappresentativa si svuota, così in luogo della condivisione delle responsabilità, con la partecipazione informata al processo deliberativo, si alimentano una disaffezione e una superficialità politiche, pronte alla semplificazione e allo zapping elettorale. Poi ci stupiamo dei populisti e dei sovranisti? Poi dovremmo correre alle urne a fare argine a sostegno di quei partiti e quei politici che alimentano questa spirale regressiva e insostenibile? No e poi no occorre una via ecologica e sociale partecipata, sostenibile e capace di compassione.

martedì 11 giugno 2019

Pensare L'Europa, costituire un Campo Democratico

Non ci sono scorciatoie, mozioni degli affetti, leader on demand, che possano sostituire un lavoro di messa in rete fi culture ef esperienze. Un campo democratico richiede una condivisione di valori costituzionali, con la definizione condivisa di indirizzi verificati alla luce della loro efficacia, oltre ogni giustificazione ideologica o interesse particolare.
L'incontro all'Ambrosianeum ha questa chiave costitutiva.

domenica 9 giugno 2019

Naviglio Grande riqualificazione partecipata

Vogliamo una riqualificazione partecipata dell'area del Naviglio Grande e lo facciamo. Venite a vedere :)

domenica 26 maggio 2019

Dopo il voto ognuno guarda il suo ombelico nazionale


Dopo il voto ognuno fa i conti con i risultati nazionali ma è a cor più necessario pensare a una Europa Federale con soggettività politica piena. Da noi il PD pensa di aver fatto il risultato perché ha superato i 5Stelle con l'appello a fare muro contro Salvini, ma non ha una politica diversa da quella consociativa del Patto del Nazareno che proprio Salvini incarna, vedi TAP TAV ILVA. Maturo il risultato dei verdi in Germania e significativa la doppia cifra in Francia, Irlanda, Finlandia, Austria, Olanda. In Italia ambiente e diritti non sono stati capaci di proporsi insieme e in discontinuità con le compromissioni del PD. Anzi si apprestano a fare pesare le loro percentuali per qualche possibile seggio in più alle prossime elezioni politiche. Sic! A differenzia degli altri paesi europei qui resta molto alta la non partecipazione al voto: è un problema di qualità della politica in democrazia ma anche una domanda e una opportunità per i cittadini di buona volontà.