ciao, welcome :-)

in questo blog metto un po di tutto se cerchi qualcosa che non trovi chiedimelo

venerdì 13 maggio 2022

insieme

la croce e il Cristo sull'altare di San Petronio, il senso, la storia, la bellezza: insieme

mercoledì 11 maggio 2022

POLITICA PUBBLICA A MILANO, UNA TRISTE SITUAZIONE – La questione dello stadio nuovo e, se abbattuto il San Siro-Meazza, le edificazioni consentite per rendere l’operazione profittevole è nella piena indeterminatezza. E’ probabile che, oltre al possibile scudetto, essa rientri pienamente nella valutazione per la cessione della società AC Milan. C’è un solo punto fermo, una certezza, il sindaco Sala che, occorre riconoscerlo, è esplicito nella sua funzione di facilitatore dei fondi proprietari di Milan e Inter. Questa la sua recente rassicurazione: “Io credo che noi arriveremo ad autorizzare il nuovo stadio con i nostri tempi, che non sono neanche dipendenti dalla mia volontà. Il dibattito pubblico è previsto dalla legge: purtroppo le leggi non le faccio io, capisco che bisogna chiedere alle squadre di pazientare ancora ma è così. Ormai dopo questo lungo processo siamo vicino alla conclusione del tutto, quindi spero che abbiano un altro po’ di pazienza e che tutto si concluda al meglio.” ‘Purtroppo le leggi non le faccio io’ dice il sindaco, noi diciamo: per fortuna. Perché non siamo vicini alla conclusione di nulla, questo è un processo di pianificazione urbanistica mai partito. Sala è al secondo mandato ma possibile che non abbia una sua idea, non dico una visione, sul che fare di uno stadio pienamente funzionante di proprietà pubblica e sui 29 ettari circostanti, anch’essi di proprietà pubblica? Questa espressione della politica come questione tecno-amministrativa costituisce una rappresentazione plastica della condizione odierna della democrazia. Si dirà ‘Ma Sala è un tecnico’, questo è certo, ma nel ritenersi tale ha persino il pregio di essere esplicito. Al contrario, pur in sintonia sostanziale con l’indirizzo del sindaco, la maggioranza e l’opposizione vivono una piena simulazione della partecipazione al processo deliberativo e la condividono con il loro ristretto riferimento sociale ed elettorale, il 47% degli aventi diritto al voto. Nei giorni scorsi è andato in scena un esempio di questa partecipazione simulata e si è tenuto nel Municipio 6 una convocazione congiunta del Consiglio Comunale e del Consiglio del Municipio, con qualche assessore. Chiaramente non costituiva un momento dove le segnalazioni dei cittadini, in relazione alle questioni dei quartieri e dei servizi, raccolte in precedenza, trovavano una trattazione ed una interlocuzione tra Palazzo Marino e una zona del decentramento, magari coinvolgendo le rappresentanze istituzionali dei comuni della prima cintura contigui. Avrebbero persino potuto fare a meno di strumenti e percorsi di partecipazione informata e di ascolto, sarebbe bastato leggere e vedere cosa pubblicano i cittadini nei gruppi di Facebook del Quartiere Barona, del Gambellino Lorenteggio, del Naviglio Grande. Invece niente, malinconicamente niente. Niente, non se ne fa nulla, come il Presidente Minniti rispose alla richiesta di trattare in modalità pubblica e informata le implicazioni relative allo stadio, che è nel contiguo Municipio 7. Ognuno preso dalle sue ambizioni e dai suoi piccoli scambi. Più che malinconica direi triste la situazione della politica pubblica a Milano. Fiorello Cortiana

venerdì 29 aprile 2022

Sergio Ramelli

L'uccisione di Sergio Ramelli non aveva alcun senso anche dentro allo scontro militare diffuso tra servizi d'ordine e squadristi. Fu l'esito di un percorso di iniziazione che necessitava di un obiettivo sul quale esercitarsi. L'ulteriore conferma dello squallore autoreferenziale fu il successivo tentativo di attribuire informalmente la responsabilità del pestaggio omicida ai collettivi del Casoretto e Stadera, antifascisti militanti che mai avevano colpito persone inermi. L'attribuzione informale della responsabilità ai due collettivi fu a cura dell'organizzazione cui appartenevano gli autori dell'azione. Il segno di una logica degenerativa collettiva dei gruppi. La morte di Ramelli costrinse e consentì una riflessione critica sull'estetica della violenza e sulla riduzione simbolica dell'antinomia destra/sinistra.Per molti giovani del movimento 1976/77 ciò costituì un importante fondamento libertario di laicità e rispetto delle differenze.

giovedì 28 aprile 2022

Meta Awareness

Rinascita Digitale-INNOVATION JOURNEY Settimanale L’innovazione è un viaggio, un processo continuo di studio, esplorazione e comprensione della realtà per rivoluzionarla. Attraverso notizie, interviste, start up parleremo d’innovazione andando oltre la dimensione tecnologica, andando beyond the boundaries. Meta Awareness INNOVAZIONE giovedì 28-04-2022 09:30 > 10:00 Incontro con Fiorello Cortiana Webmaster, ECDL, Delegato Parlamento Italiano WSIS ONU, Delegato Italia IGF ONU Autore della premessa all'edizione italiana del libro del Premio Nobel per l'Economia Elinor Ostrom La conoscenza come bene comune. Insieme a Stefano Rodotà, Gilberto Gil, Lawrence Lessig, Richard Stallman e Daniel Cohn-Bendit, ha promosso l'appello per l'Internet Bill of Rights, elemento generatore della Dynamic Coalition dell'IGF "IRP-Internet Rights and Principles", dove ha coordinato un Workshop dedicato alla questione, e poi a Rio dove ha contribuito alla definizione della Dichiarazione Congiunta sull'Internet Bill of Rights dei Governi dell'Italia e del Brasile. È Goodwill Ambassador di OLPC il progetto/laptop del MIT per dare ai bambini del mondo la possibilità di un apprendimento collettivo in rete. Coordina insieme a Comunità Nuova di don Gino Rigoldi il progetto educativo di OLPC già partito in Romania e a Milano, che interessa il Kenya e Gerusalemme. Da diversi anni organizza gli appuntamenti di Condividi La Conoscenza, incontri tra sfera antropologica e sfera biologica del vivente. Curatore della tre giorni multimediale 'Abitare la Città Abitare la Terra' alla Triennale Internazionale 2016 La meta awareness è la capacità di osservare i vostri pensieri, sentimenti, sensazioni e impulsi mentre stanno accadendo. Quando abbiamo questa consapevolezza, allora possiamo scegliere cosa fare dopo. Quando non l'abbiamo, siamo bloccati nel solco delle nostre reazioni abituali e familiari.

mercoledì 13 aprile 2022

IL RILANCIO DELLA CITTA' METROPOLITANA

ArcipelagoMilano 5 aprile 2022 IL RILANCIO DELLA CITTÀ METROPOLITANA Mai smettere di provarci di Fiorello Cortiana Tuttosport ha riportato le parole dell’ineffabile Sala, sindaco di Milano, capoluogo della Città Metropolitana di Milano, della quale Sala è il sindaco di default. Alla presentazione della Telepass Milano Marathon, ha affermato: “È importante che lo stadio rimanga nei confini della città. Questo è chiaro. Siamo in continuo contatto con le squadre. Continuo a essere positivo”. Perché è ‘importante’ e ‘chiaro’ per un sindaco pronto a fare un Dibattito Pubblico sul nulla? Laddove fosse necessario un nuovo stadio, ma così non è…, questo dovrebbe essere collocato secondo criteri di pianificazione che tengano conto della sostenibilità, cioè del combinato tra impatto sul territorio interessato, della accessibilità ad una struttura multifunzionale con modalità articolate, quindi con emissioni relative, ingombro statico e dinamico, verifica della qualificazione sociale di quella funzione e del suo indotto. Come è possibile non considerare le dimensioni e le implicazioni metropolitane di un simile intervento, ovunque sia situato? Chi se non un sindaco di un organismo presente nel Titolo V° della Costituzione ma senza la rappresentanza elettiva da essa prevista e senza poteri e prerogative adeguate ai compiti di governo di un’area con 134 comuni e oltre 3.000.000 di abitanti? La realtà metropolitana di Milano, insieme a quella di Napoli, è certamente tale e vive già una quotidiana e intensa relazione reticolare, ma non dispone di un governo che ne abiliti tutte le potenzialità di produzione di valore nella glocalizzazione in condizioni di qualità ambientale e sociale. Il nostro pianeta, a metà secolo, vedrà il 70% della sua popolazione urbanizzata, con una dissipazione di energia e risorse, accompagnata dall’insicurezza come prodotto sociale. La sfida vitale che abbiamo è quella di rendere i nodi metropolitani una funzione generativa di consumi, costumi, modalità produttive e relazioni vicine o lontane, capaci di contribuire alla necessaria conversione ecologica di questa Piccola Terra. Tocca ad uno dei corpi intermedi, le Camere del Lavoro di Milano e del Ticino Olona, inquadrare la questione aperta della Città Metropolitana. Sarebbe un normale concorso ad un processo di ridefinizione dell’architettura costituzionale e istituzionale italiana dentro a quello europeo. Ridefinizioni che emergenza climatica, pandemia e guerra hanno messo all’ordine del giorno delle esperienze democratiche. Il paradosso preoccupante è che la CGIL non partecipa ad un processo costituente, generato dalle rappresentanze politiche nazionali e locali, ma lo promuove. La Camera del Lavoro di Milano già prima della Pandemia aveva riunito tutte le Camere del Lavoro delle Città Metropolitane per condividere questo processo di attuazione della Costituzione, ciò che si evidenzia è che sia ancora soltanto una rappresentanza dei corpi intermedi a raccogliere il richiamo esplicito formulato dalla Corte Costituzionale al Parlamento nello scorso autunno: tant’è. Le CdL milanese e del Ticino Olona, insieme a diverse facoltà delle università milanesi, hanno preparato una iniziativa nazionale per fare il punto sul quadro normativo che interessa le commissioni parlamentari, su quello della Regione Lombardia, su quello della Città Metropolitana e sulla azione del suo sindaco. Non si tratta di una lodevole iniziativa per alimentare una cultura costituzionale per la politica pubblica, si tratta di dare vita ad un confronto cogente a fronte della crisi evidente dell’istituto della democrazia che interessa l’occidente tutto. Il lavoro proposto al confronto parte dal dossier delle Città Metropolitane – Città Metropolitana di Milano, del Dipartimento per gli Affari Regionali e le Autonomie della Presidenza del Consiglio dei Ministri del marzo del 2017. Un dossier completo ed articolato le cui traiettorie indicate sono rimaste immutate. Quello che occorre indagare è l’incidenza su questa realtà delle emergenze in atto, olimpiadi Invernali comprese. Tra le regioni urbane funzionali italiane-FUR, l’estensione di quella milanese è superiore a qualsiasi altra: oltre ai 134 comuni ex provincia vi è una estensione del FUR milanese a 499 comuni (fonte OCSE) e fino a 1.206 comuni (Bundeinstitut fur Bau – Stadtund Raumforschung – BBRS tedesco). Si tratta di una complessità in atto, una articolazione reticolare che richiede di essere governata con strategie ed assetti istituzionali tra loro anche differenti ma efficaci. Quel che Milano non può assolutamente permettersi è una continuità sostanziale mascherata da poche scelte nominalistiche, che lasciano inalterata la inefficienza del governo delle interdipendenze in un’area di tale complessità. Il documento di lavoro proposto al confronto è chiaro, constata: il fallimento della riforma Delrio e solleva il bisogno di una riforma delle Autonomie Locali capace di costruire un governo delle nuove complessità, di una realtà che in molti aspetti non ha più una dimensione confinata nei confini daziali, ma dimensioni dell’area vasta; che le riforme e leggi negli ultimi anni muovevano sempre da due obiettivi: risparmi e semplificazione nel nome dell’efficienza, meno burocrazia, meno conflitti di competenze, meno sovrapposizione fra Enti, eliminazione della indennità degli eletti – il sistema degli Enti locali ne avrebbe guadagnato in efficienza. Una cultura che ha visto il governo pubblico di funzioni come spreco e limitazione di un mercato e di una libertà di scelta che erano individuate come la migliore organizzazione delle funzioni. E’ evidente che una dimensione metropolitana degli investimenti del PNRR sarebbe di grande interesse, a partire da ambiente, servizi, casa. Per questo una organizzazione di massa radicata nel mondo del lavoro come la CGIL, spinge a un ripensamento e un rilancio delle Istituzioni Metropolitane, così in grado di supportare nuove economie urbane e contribuire al rilancio della produttività, dove la transizione ecologica, se opportunamente pensata come grande questione politica e non solo tecnologica, è certamente ingovernabile a livello dei singoli comuni. Qui si delinea il ruolo fondamentale della città metropolitana; essere supporto, coordinare la progettazione di aree di comuni, assistere le amministrazioni locali nella partecipazione a questo progetto di rinascita e crescita che non può emarginare la grande maggioranza delle amministrazioni locali. Non è il contado ma una rete di nodi funzionali che abilita il sistema territoriale. Senza un governo dell’area metropolitana il rischio è che le attuali città metropolitane non ce la possono fare: problemi di risorse, di capacitàzione, di mancanza di indirizzo politico. La CGIL è diretta: “la città metropolitana è oggi un Ente con elezioni di secondo livello, cioè è un Ente a cui non concorrono direttamente i cittadini all’elezione dei suoi organismi. Se questo era accettabile in una fase transitoria che prevedeva la soppressione degli Enti di area vasta, nel momento in cui questi Enti sono previsti in Costituzione con pari rango di tutte le altre amministrazioni locali, una modalità diversa di elezione non è accettabile. Ciò diventa poi un vero e proprio vulnus democratico nel momento in cui questi Enti, come noi auspichiamo, diventino non più scatole vuote come oggi sono, ma Enti dotati di una propria funzione”. L’appuntamento, slittato per problemi di uno degli interlocutori, sarà in Camera del Lavoro a Milano, con diretta FaceBook e Youtube. Massimo Bonini Segretario Generale, CGIL Milano chiamerà al confronto i diversi livelli istituzionali coinvolti: Michela Palestra Vicesindaca, Città Metropolitana di Milano; Alessandro Spada Presidente, Assolombarda; Stefano Buffagni Parlamentare, 5Stelle; Andrea Monti Consigliere Regione Lombardia, Lega; Vinicio Peluffo Segretario Regionale, PD Lombardia. Mariastella Gelmini Ministra Affari Regionali ed Autonomie e Giuseppe Sala Sindaco di Milano, ne discuteranno con Maurizio Landini Segretario Generale CGIL. Toccherà a Mario Principe Segretario Generale CGIL Ticino Olona moderare il dibattito e renderlo cogente. Non smettiamo di provarci.

martedì 29 marzo 2022

Il dito di Cassandra

'Hitech magazine' è un quindicinale cartaceo di informazioni sul mercato dell'elettronica di consumo, entertainment, ecc. Nel numero di gennaio/febbraio l'editoriale del direttore Angelo Frigerio ha riguardato 'La tempesta perfetta: tutta colpa della sostenibilità'. Evidentemente provato dai costi della carta, li ha attribuiti prima alla domanda di Amazon al mercato carta/cartone per l'impacchettamento dei prodotti venduti. Ci sta. Poi ha virato decisamente contro la richiesta di 'riduzione drastica della plastica nelle confezioni'. Evidentemente questa è la ragione scatenante della divaricazione sociale in atto 'Cosa mai potranno fare quei cinque milioni di italiani , che vivono sotto la soglia della povertà, di fronte agli aumenti stratosferici di tutto: energia, gas, prodotti alimentari (pane, pasta)? Nulla, se non ringraziare Greta e i gretini: "Bene, bravi,bis".'. Colpisce che la reazione stizzita e insultante sia carica di tanta ignoranza dei fatti e che invece di fare i conti con le ragioni delle emergenze in atto si individui il colpevole in coloro che le indicano. La reazione del direttore Frigerio è indicativa di un senso comune diffuso e merita una considerazione ragionata piuttosto che una replica speculare. Innanzitutto occorre informarlo che non sono le richieste di Fridays For Future ad aver ridotto l'uso della plastica nelle confezioni, dallo scorso 14 gennaio, in Italia, è entrato in vigore il Decreto legislativo n.196 del 8 novembre 2021 per l'attuazione della direttiva (UE) 2019/904, ovvero la direttiva SUP sulle plastiche monouso. Una vasta gamma di prodotti che inquinano l’ambiente in cui viviamo. Oltre l’80% dei rifiuti marini sulle spiagge sono di plastica, il 50% sono oggetti di plastica monouso e il 27% sono attrezzature per la pesca. Siamo cresciuti con l'usa e getta del consumismo, a scapito delle risorse naturali non rinnovabili e dei paesi più poveri, senza alcuna preoccupazione e precauzione per l'impatto del nostro modello di sviluppo sul vivente, a partire dall'assorbimento dei nostri prodotti inquinanti da parte della terra, dell'aria, dell'acqua. Gli allarmi del Club di Roma, contenuti nel ' Rapporto sui limiti dello sviluppo ', sono del 1972, il movimento ecologista, negli anni, dai centri di ricerca ha preso corpo nella società, ma il tutto è stato derubricato a profezie da Cassandre che le innovazioni tecnologiche si sarebbero incaricate di smentire o piuttosto espressioni dei radical chic. Del resto la crisi petrolifera del 1973 era passata e tutto poteva ricominciare. Se non bastavano gli accordi politico-economici per i pozzi si usava la forza, come in Iraq. Ricordate la provetta mostrata all'ONU da Colin Powell come esempio di 'armi di distruzione di massa' rivelatesi inesistenti? Piuttosto che in Libia, nel nome delle primavere arabe, un premio di guerra con la spartizione di un bottino da 130 miliardi di dollari, quattro volte tanto laddove un unico Stato libico tornasse a esportare come ai tempi di Gheddafi. Il terzo millennio è iniziato e siamo qui, nel pieno di un'emergenza combinata: clima, pandemia, guerra. Bene, ora certamente la conversione ecologica non va' sospesa, anzi è più che mai necessaria, deve essere tradotta in politiche organiche capaci di una articolazione che accompagni la trasformazione produttiva e sociale. Si parla di circolarità della green economy, ma non significa automaticamente tradurle in processi di cambiamento, ci vuole volontà politica per definire indirizzi operativi. Ci vuole una responsabilità sociale e ambientale d'impresa. Pensate: lo scorso dicembre il Garante per la concorrenza e il Mercato ha multato Amazon e Apple per 68,7 e 134,5 milioni di euro. Una inezia, una briciola, Amazon, in Italia, ha fatturato nel 2020 7,25 miliardi di euro, 6.60 miliardi di dollari su un fatturato globale nel 2021 di 386,1 Mld di dollari. Le capitalizzazioni delle prime sette corporation del digitale, Apple, Amazon, Microsoft, Alphabet, Facebook, Tesla, Netflix, arrivano nel 2020 a 7.7 mila miliardi di dollari. Dobbiamo sommare Germania, Italia e Spagna per arrivare a 7.56. Altro che corporation, queste imprese sono Stati globali, senza alcuna responsabilità sociale redistributiva in un cambio epocale di sistema nella produzione di valore, con una globalizzazione senza governo a disposizione dei nuovi imperi, con i nodi di un modello di sviluppo quantitativo illimitato giunti al pettine. Forse una testata che si chiama Hitech e il suo direttore dovrebbero partire da qui, dalla Luna, non dal dito di chi la indica... Ci salveremo in virtù di una scelta di valore, non perché una nuova emergenza farà traboccare il vaso, sarà tardi.

domenica 20 marzo 2022

Con Maignan e Tomori contro ogni razzismo

Era la giornata contro il razzismo, c'è ancora tanta strada da fare. A fianco di Maignan e Tomori, che la scimmia irrida ogni razzismo.👍