ciao, welcome :-)

in questo blog metto un po di tutto se cerchi qualcosa che non trovi chiedimelo

giovedì 23 aprile 2020

25 aprile per coniugare sicurezza e libertà

La canzone e il testo di Bella Ciao per raccogliere l'appello dell'ANPI e cantare tutti insieme il 25 aprile alle 15,00

https://youtu.be/4CI3lhyNKf

Una mattina mi son svegliato
O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
Una mattina mi son svegliato
E ho trovato l'invasor

O partigiano portami via
O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
O partigiano portami via
Che mi sento di morir

Una mattina mi son svegliato
O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
Una mattina mi son svegliato
E ho trovato l'invasor

O partigiano portami via
O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
O partigiano portami via
Che mi sento di morir

E se io muoio da partigiano
O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
E se io muoio da partigiano
Tu mi devi seppellir

Seppellire lassù in montagna
O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
Seppellire lassù in montagna
Sotto l'ombra di un bel fior

Tutte le genti che passeranno
O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
Tutte le genti che passeranno
E mi diranno che bel fior

E questo è il fiore del partigiano
O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
E questo è il fiore del partigiano
Morto per la libertà

Tutte le genti che passeranno
O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
Tutte le genti che passeranno
E mi diranno che bel fior

E questo è il fiore del partigiano
O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
E questo è il fiore del partigiano
Morto per la libertà
E questo è il fiore del partigiano
Morto per la libertà

mercoledì 15 aprile 2020

Quello che abbiamo in testa

Un buon libro, un buon romanzo, costituisce uno sguardo utile per vedere e capire ciò che prima non vedevamo o giudicavamo secondo stereotipi difensivi.
Vivere il distanziamento sociale nella città di Giorgio Gaber che ha declinato la libertà come partecipazione è certamente straniante, per questo lo sguardo di una brava autrice che racconta storie a Milano e di Milano è prezioso. 
Ho conosciuto Sumaya Abdel Qader grazie a Don Piero, parroco della parrocchia di San Crisostomo, in via Padova, vicino al Parco Trotter, a Milano.
 Sumaya era la Vice Presidente dell'Associazione dei Giovani Musulmani d'Italia e con la sua comunità, insieme a quella di don Piero, si trovavano la domenica nella parrocco per cucinare assieme i piatti appartenenti alle reciproche tradizioni. 
Erano i primi anni 2000 e il processo di integrazione delle comunità dei migranti, in particolare di quella musulmana, conosceva le sue difficoltà. Sollecitata dalla necessità di adattamento culturale in una repubblica democratica, in una terra che aveva conosciuto l'Illuminismo prima e il Concilio Vaticano II poi, e dalla reazione al 'diverso da te' proposta come alterità assoluta dalla retorica della Piccola Patria Padana. 
Essere invitato a uno dei pranzi domenicali multietnici in parrocchia mi ha permesso di conoscere un mondo di rispetto, di comunicazione e di integrazione tra differenti percorsi e culture. Condividere in seguito convivialità, a pranzo, con Sumaya e altri della sua associazione in uno dei locali della zona, mi ha consentito di apprezzare lo spessore culturale e la dignità di questi giovani milanesi.
 Non mi ha perciò sorpreso, nel corso degli anni successivi, leggere le sue pubbliche dichiarazioni puntuali e ho trovato logico il compimento politico del suo esercizio di cittadinanza con la candidatura e l'elezione in Consiglio Comunale. 
Ho quindi letto il romanzo di Sumaya Abdel Qader 'Quello che abbiamo in testa' a partire da questo pregresso.
Nelle vicende di Horra, che significa Libera, della sua famiglia, con marito e figlie, con il gruppo delle sue amiche, musulmane e non, con l'avvocato dello studio legale presso il quale lavora, ci sono la tenacia, l'ironia,l'affermazione piena di una cittadinanza condivisa come ecologia delle differenze. C'è una lezione di libertà dalle costrizioni di qualsivoglia integralismo e degli uomini che se ne fanno vestali, c'è un Imam che si rivela un interlocutore saggio e determinato a dare corpo a questa lezione. Sopratutto c'è il lucido e ambizioso esercizio della complicità e della identità femminile che, con la forza della sua rete di relazioni, apre crepe anche nei castelli più rigidi e consente nuovi sguardi aldilà dei pregiudizi e della ignoranza dei mondi della contiguità urbana, giudicati spesso da cosa indossa o mette in testa.
Così, intorno a Piazzale Loreto, alle sue strade, ai suoi negozi, nelle sue case, e nella moschea, le azioni di  Horra e delle sue amiche si rivelano come un indicatore della qualità per l'uguaglianza di genere nel rispetto e nella affermazione delle reciproche. Così è il corpo delle donne e la mutilazione genitale evitata a definire l'efficacia di queste strategie di turbamento delle costrizioni consuete. La costituzione di una associazione per la difesa delle donne, la discussione della tesi di laurea, diventare avvocato, la vita quotidiana in famiglia e al lavoro, il riconoscimento della bellezza di Milano rivelata fuori dalle ore di punta e dalla sua discrezione estetica. Sono tratti comuni al percorso di vita di tante donne milanesi, con la loro volontà di espressione e affermazione piena. È il carattere più bello di Milano: il progetto di vita come possibilità su cui investire insieme all'esercizio di una cittadinanza attiva. Qui si fondano le possibilità di resilienza dentro il trauma del Covid 19.

lunedì 13 aprile 2020

Questa Pasqua

Condivido con tutti questi mie riflessioni.
Per tutti noi la Pasqua di quest'anno ha avuto un significato immediato e condiviso, oltre le metafore teologiche della Cristianità. Tale significato coincide con l'auspicio del possibile passaggio dalla tragedia ineluttabile alla possibile rigenerazione. Il morbo virale che sta attraversando i popoli si presenta come l'evento inaspettato che interessa ognuno nella vita, questa volta invece interessa tutti contemporaneamente. Per questo prende corpo l'esigenza di un cambiamento come necessità, per questo ci occorre un altro sguardo per capire ciò che è sostenibile per la nostra specie. Ci occorre una disposizione esistenziale al cambiamento perché non si tratta di ripristinare in modo lineare il modello che ci ha portato a questa condizione.
Sul piano sociale, con il distanziamento aumenterà anche la distanza per i meno garantiti che, per esempio, non potranno dimostrare il loro status di lavoratori nei loro spostamenti.  Aumenterà il divario economico tra le classi, tra i paesi, tra i continenti.
Ma la natura virale di questo morbo non fa distinzioni tra ricchi e poveri, così come i radionuclidi nell'aria che respiriamo.
Lo sviluppo quantitativo illimitato e la sua deriva finanziaria non possono più essere considerati il vincolo rispetto al quale definire le possibilità di vita e i conflitti distributivi. Né possiamo più accettare il doppio vincolo per cui o si vive in questo modello, o altrimenti si prospetta la tragedia sociale, perché è proprio questo modello a costituire la causa della tragedia sociale e ambientale che stiamo vivendo. La necessità di cambiamento dei consumi e dei costumi, soprattutto del paradigma culturale, che presiede il nostro modello di sviluppo quantitativo illimitato, non risponde solo ad una indispensabile coscienza di specie: ci serve una cultura della cittadinanza condivisa per l'esercizio di una cittadinanza attiva e della partecipazione informata al processo deliberativo. Non il ripristino di un modello precostituito, esponenziale, che si presume innato. Ci servono la sobrietà, la disponibilità, la discrezione e l'ambizione del possibile in luogo dell'esistente. Avere senso di disciplina nei comportamenti non può farci accettare che coloro che non hanno fornito mascherine e presidi agli ospedali e ai ricoveri per anziani, tengano aperti i tabaccai, ma tengano chiuse le librerie. Ci occorrono compassione e conoscenza per un nuovo sguardo sulla vita e sul futuro. Tutto ciò è contenuto nei propositi di Alex Langer 'lentius, profundius, suavius' da vivere con un costante 'solve et coagula'. Disporsi all'inaspettato, in modo flessibile, con un atteggiamento di sobrietà e di compassione, non significa vivere una fatalista accettazione di una condizione di incertezza e insicurezza, magari da affidare a un autoritarismo che si prende cura di noi. È una differente disposizione esistenziale che deve informare di sé la nostra vita. Un processo circolare richiede un equilibrio evolutivo, un'attitudine a verificare le possibili conseguenze delle nostre azioni, da cui il principio di precauzione, una pratica di rendicontazione puntuale delle nostre scelte che riguardano l'uso delle risorse, così come dei bilanci, della organizzazione delle filiere produttive, dei programmi didattici, dei cicli dell'energia, dell'aria, dell'acqua, dei sistemi sociosanitari, dei modelli di partecipazione, decisione e responsabilità.
Come quando si cammina, si corre, si pedala o si nuota: un movimento equilibrato, appunto.
Che questa Pasqua sia stata Buona per tutti, per un passaggio collettivo al cambiamento.


mercoledì 11 marzo 2020

Cambiare paradigma

Non si capisce ancora che ci sono tutti i segni di crisi della sostenibilità del Sistema Terra: crisi ambientali, crisi sociali/migrazioni massive strutturali, crisi economiche, crisi sanitarie cicliche a cadenzamento frequente. Occorrono un nuovo paradigma e un nuovo approccio, la questione sanitaria e quella ambientale, con le filiere alimentare ed energetica che le coinvolgono immediatamente, devono essere costitutive di un nuovo modello economico di rilancio. Non è possibile pensare ad un risanamento economico interno allo stesso modello energivoro di crescita illimitata, con tutta la deriva finanziaria conseguente, con i suoi presunti valori nominali.
 Quindi investimento in innovazione per la sostenibilità energetica dei processi produttivi e di mobilità. Qualità certificata della filiera agroalimentare. Investimento nella ricerca pubblica e sgravi fiscali per quella privata con condivisione dei risultati per la ricerca che gode di finanziamento pubblico. Innovazione dei materiali edili per il risparmio energetico. Riduzione Risparmio Riuso Riciclo per i rifiuti/materie seconde. Organizzazione non emergenziale dei servizi e della responsabilità sociosanitaria. Ecc. Ecc.