ciao, welcome :-)

in questo blog metto un po di tutto se cerchi qualcosa che non trovi chiedimelo

sabato 7 novembre 2020

Every vote counts. La lezione americana

The democratic resilience of the american citizens is giving to all of us a concrete lesson: every vote counts. Joe Biden e Kamala Harris achived an extraordinary result with an historical 74,498,889 votes. Trump defeated Hillary Clinton 62 984 828 vs 65 853 514 votes. In 2020 Donald Trump with 70,343,740 votes demonstrates has not been an accident in 2016. The fact that in advance he did not recognize an unfavorable electoral result, not recognizing the legitimacy of the election, cannot be classified as a fake of a serial liar or a judicial problem. The amount of votes he has garnered shows that he has given not only a voice but also a body to those that not accept the crisis of the american empire in the globalization era. It does not matter to them that their standard of living has been paid by the earth's environment and by most of the world's population. Now the democratic presidency must not only practice respect for personal and social dignity in the United States, together with a multilateral foreign policy, but, returning within the ranks of the 195 states of Paris, it must contribute to the changing of the develop paradigm. First of all, facing the out-of-control power of AI corporations and with a way of producing value substantially different from that one based on the financial dimension of the economy. Democracies have to go beyond the simple multilateralism itself becouse we need a new dream for a sostenible new deal. La resilienza democratica dei cittadini americani sta dando a tutti noi una lezione concreta: ogni voto conta. Joe Biden e Kamala Harris hanno ottenuto un risultato straordinario con lo storico 74.498.889 voti. Trump ha sconfitto Hillary Clinton 62984828 contro 65853 514 voti. Nel 2020 Donald Trump con 70.343.740 voti dimostra che non è stato un incidente nel 2016. Il fatto che in anticipo non abbia riconosciuto un risultato elettorale sfavorevole, non riconoscendo la legittimità dell'elezione, non può essere classificato come falso di bugiardo seriale o di un problema giudiziario. La quantità di voti che ha raccolto dimostra che ha dato non solo una voce, ma anche un corpo a coloro che non accettano la crisi dell'impero americano nell'era della globalizzazione. A loro non importa che il loro tenore di vita sia stato pagato dall'ambiente terrestre e dalla maggior parte della popolazione mondiale. Ora la presidenza democratica non deve solo praticare il rispetto della dignità personale e sociale negli Stati Uniti, insieme a una politica estera multilaterale, ma, rientrando tra le fila dei 195 Stati di Parigi, deve contribuire al cambiamento del paradigma di sviluppo. Innanzitutto, affrontare il potere fuori controllo delle corporation AI e con un modo di produrre valore sostanzialmente diverso da quello basato sulla dimensione finanziaria dell'economia. Le democrazie devono andare oltre il semplice multilateralismo stesso perché abbiamo bisogno di un nuovo sogno per un nuovo accordo sostenibile.

venerdì 6 novembre 2020

ALGORITMI, INTELLIGENZA ARTIFICIALE LIBERTÀ E POLITICA

Arcipelago Milano ALGORITMI, INTELLIGENZA ARTIFICIALE LIBERTÀ E POLITICA Che ne sarà di noi? di Fiorello Cortiana Le applicazioni possibili della matematica e degli algoritmi condizionano orami gran parte della nostra vita, la cambiano, l’orientano ma sono strumenti il cui uso non è soggetto ad una regolamentazione: questo è un problema che va affrontato. Mentre il monopattino elettrico ‘libera tutti’ dal rispettare qualsiasi regola, riguardi i sensi unici o i marciapiedi, Beppe Grillo propone il sorteggio per i rappresentanti nelle assemblee parlamentari. Monopattino e sorteggio, un possibile manifesto. Dopo la conferma referendaria del taglio dei parlamentari prende così corpo la traduzione della democrazia diretta, altrimenti chiamata ‘vaffà’. Poco importa riscontrare una contraddizione con il testo della riforma elettorale approvato in prima lettura alla Commissione Affari Costituzionali della Camera: proporzionale, sbarramento al 5% e liste bloccate. Sarebbe altresì distraente rilevare che i 5stelle per selezionare i loro candidati non usano il sorteggio bensì la piattaforma della Casaleggio e associati il cui codice sorgente non è aperto, per cui nessuno conosce i criteri che operano la selezione delle candidature. Per coloro che hanno chiosato richiamando alcuni politologi contemporanei e la democrazia ateniese, occorre notare che nell’antica Grecia il sorteggio riguardava moltissime cariche, 1100 magistrature, il Consiglio dei Cinquecento, gli organi collegiali dei tribunali, 6000 giudici per i tribunali popolari. Tutte queste cariche, che erano a rotazione e molte non potevano essere ricoperte consecutivamente e che duravano anche un solo giorno, erano attribuite con sorteggio agli aventi diritto: 20000 cittadini che avevano superato i trent’anni erano governati e governanti con una frequenza alta dell’alternanza dei ruoli. Quindi di cosa stiamo parlando qui, ora, dove solo in Italia siamo 60 milioni su 400 milioni di europei, trascurando il numero dei cinesi? Perché Grillo non sorteggia le migliaia di nominati nei CdA delle partecipate pubbliche tra aventi diritto per titoli? Sarebbe così facile e sciocco buttarla in battuta, in verità stiamo facendo i conti con la crisi dell’istituto della democrazia che qualche decennio fa ha accompagnato il passaggio dalla economia materiale alla finanza dal valore nominale. Oggi la crisi conosce un precipitare legato al concorso combinato di due fattori globali e pervasivi la pandemia e la matematizzazione delle strategie di contrasto attraverso algoritmi detenuti da poche Corporation. Cambiano conseguentemente gli attori, i ruoli e le funzioni, a partire da quelli di ciascuno di noi nel nostro vivere quotidiano, si tratta di una torsione drammatica della democrazia. Giorgio Gaber declamava ‘libertà è partecipazione’, noi oggi stiamo facendo i conti con la nemesi della partecipazione che negli anni ’70 ha conosciuto una mobilità sociale e culturale che ha interessato milioni di persone. L’uccisione di Moro ha impedito che prendesse corpo l’alternanza, sostituita dalla consociazione e dal debito pubblico. Il tardivo richiamo di Craxi sui costi della politica e sulle modalità di finanziamento dei partiti è stato lasciato cadere con illusorio e cinico calcolo, ma i partiti sono stati sostituiti da aziende e società, piuttosto che da cordate. Oggi persino i giovani di Fridays for Future, a partire dalla loro portavoce, sono considerati degli adolescenti problematici e bamboccioni. Del resto prima di Grillo già Berlusconi e poi Renzi e il suo governo consideravano i corpi intermedi un fastidio ed un impedimento alla decisione. Le stesse Città Metropolitane hanno così consiglieri non eletti dai cittadini. In luogo dell’esercizio della cittadinanza al popolo veniva chiesto di essere un tifoso che contribuisce alla definizione dello share televisivo dei leader, gli stessi parlamentari erano nominati dalle segreterie di partito e non valutati e scelti dagli elettori. Il distacco dai palazzi istituzionali che aumentava veniva colmato dalla esibizione in giacca e t-shirt esibiti dal predellino dell’auto, o comprensibilmente derisi dai palcoscenici quindi messi alla gogna nelle piazze dei vaffà day. Grillo irride e Casaleggio controlla e centralizza, ma in milioni sentono di partecipare ad una eversione di massa. L’ILVA è lì, come Alitalia, i nominati restano gli stessi ma il sentiment rivoluzionario diffuso rimane intatto se gli si dà in pasto qualche istituto di rappresentanza. Del resto l’odio e l’invidia costano nulla e non implicano alcun impegno emulativo. La piattaforma Russeau, per ignoranza digitale, è stata vista come una curiosità pittoresca e non come un segno dei tempi. Tempi che la pandemia ha dispiegato in uno scenario che presenta i grillini come mosche cocchiere di una carrozza guidata altrove. Nel libro Il contagio dell’algoritmo, di recentissima pubblicazione, Michele Mezza mette a fuoco la deriva verso la matematica: ‘Abbiamo trasferito esperienze e pratiche che credevamo ancora per molto tempo materialmente insostituibili, dalla scuola alla pubblica amministrazione, alle imprese industriali fino alle stesse delicate riunioni di organi istituzionali e deliberativi, su piattaforme virtuali che hanno smaterializzato le nostre attività. (…) Una transizione che, per la repentinità che si è resa necessaria, ci ha costretto a cedere funzioni discrezionali sensibili a pochi centri tecnologici che oggi, persino con la nostra riconoscenza, possono concentrare in poche mani tutti i dati del mondo per ottenere i migliori algoritmi predittivi.‘ Parliamo di identità, orientamenti nei costumi e nei consumi come di quelli elettorali. Ecco dove risiede la torsione della democrazia, altroché le baruffe degli epidemiologi e la fretta cieca della Farmindustria per produrre miliardi di vaccini: gli imperatori senza stato sono nella Silicon Valley e nello stesso tempo ovunque. Shoshana Zuboff ne “Il capitalismo della sorveglianza ” ben spiega il nostro ruolo in questa trasformazione: ‘Noi utenti non siamo il fine da conquistare per loro, ma siamo solo un mezzo per produrre dati che affinano gli algoritmi e chiudono ogni spazio alla nostra discrezionalità.’ Google propone il progetto Baseline il cui slogan portante ‘Sharing is caring’ ha il fine esplicito di ‘Riconfigurare il futuro della sanità ‘. Avverte Mezza: ‘Addirittura siamo arrivati a ipotizzare un algoritmo che preveda la percentuale di decesso di un malato quando arriva ad un pronto soccorso.‘ Lo slittamento dalla sanità alla matematica propone il paradosso della adozione dei modelli matematici e degli algoritmi come tamponi, per la rapidità del risultato addirittura predittivo. Così Google ed Apple hanno imposto agli stati europei norme e procedure per consegnare loro il controllo di dati sensibili di cittadini europei. Si tratta di una questione politica non tecnica perché sottrarre alla comunità il controllo significa alterare la sovranità e l’essenza dello Stato, prodotto e garante del Patto Civile. Paolo Giordano “Nel contagio” definisce chiaramente lo slittamento in atto: ‘Le epidemie, prima ancora che emergenze mediche, sono emergenze matematiche.‘ Un umanista informatico come Francesco Varanini ne “Le cinque leggi bronzee dell’era digitale. E perché conviene trasgredirle” fa alcune considerazioni sulla natura costitutiva del mondo della matematizzazione algoritmica: come nei calcolatori ‘In ogni caso i sistemi di AI (Artificial Intelligence) hanno in comune il fatto di superare i limiti incontrati nel trattamento dell’informazione: l’uso di procedimenti logico-deduttivi a carattere sequenziale e deterministico, e l’uso prevalente di simboli numerici e Alfa-numerici.’ Experts systems i fatti noti e il meccanismo di inferenza sono prodotti intellettuali forniti da gruppi di esperti di un settore specifico.’ ‘Il processo di produzione di sistemi di AI esperti si basa su 2 processi distinti di astrazione e modellizzazione.’ La sovranità di uno stato democratico risiede nella volontà e nella forza di garantire al sistema sanitario nazionale la possibilità di testare, quindi tracciare i flussi dei possibili contagi e perimetrare i cluster del contagio. Invece di utilizzare la pandemia, che ci impegnerà ancora, per riconsiderare il senso dell’agire collettivo e la sostenibilità di un modello di sviluppo legato alla crescita quantitativa illimitata, ci viene proposta un frenetico ripristino in relazione con i nuovi protagonisti globali. Le circostanze critiche hanno innescato una frenesia che ha rivelato i limiti di autonomia politica della classe dirigente: abbiamo scambiato questi limiti per intento rassicurante quando Sala e Zingaretti facevano i fenomeni con gli aperitivi sui Navigli. Non si trattava di protagonismo maldestro bensì si evidenziava una funzione definita dalla torsione della democrazia e che noi milanesi abbiamo conosciuto bene da San Siro agli scali ex FS, da via Bassini alle Olimpiadi, passando per il dopo Expo. Mezza la descrive così: ‘L’espansione della autorità dei vertici dei governi non coincide con la centralità dello spazio pubblico della statualità, invece diventa paradossalmente vettore di una privatizzazione delle decisioni.’ E con l’app Immuni siamo al passo con i tempi matematici e con i nuovi imperatori degli algoritmi. Infatti non solo le Corporation del digitale e la Farmindustria esercitano un protagonismo dominante, la rivista confindustriale internazionale Economist già lo scorso 2 aprile sosteneva che è necessario tornare a produrre, costi quel che costi. Per Michele Mezza si tratta di ‘Una nuova riorganizzazione, rapida e veloce, di forme ataviche di vita, grazie alla disponibilità di una potenza che oggi ci affianca, quale è il calcolo come risorsa per riprodurre e automatizzare azioni e decisioni, appunto a distanza.’ Qui la mancanza di regole condivise del Patto Civile viene scambiata per libertà assoluta mentre il vero scambio in atto è la sicurezza percepita in cambio della libertà. Qui la richiesta di partecipazione informata alla cosa pubblica è vista come una pretesa è un ostacolo alla decisione. Qui la sanità privata convenzionata è proposta come innovazione mentre mercifica la salute e risulta un costo da tagliare la relazione tra paziente consapevole, medicina di territorio, università e ricerca, ospedali e amministrazione pubblica. Efficienza vs Efficacia, la tempestività vs la pazienza e il rispetto dei tempi biologici. Scambiamo la descrizione/proiezione matematica per la realtà, una consuetudine imposta per convenzione, la virtualità con la vita. Solo la disponibilità e il controllo pubblico di dati stabili, accreditati, contestualizzati nello spazio, nel tempo, nei soggetti e nelle funzioni interessati, consente di comprendere la dinamica del contagio e di prendere le decisioni conseguenti. In Veneto è stato fatto in Lombardia no e i risultati sul contenimento dei focolai di Vò e di Codogno e Bergamo sono chiari. Cosa serve ancora per capire che la sicurezza, di carattere sanitario, di ordine pubblico, ambientale, sono un prodotto sociale. Il dato fuori dalla trasparenza e dal controllo pubblico è un inganno, un miraggio della sicurezza assoluta, dove, al contrario il principio di precauzione e la prevenzione consentono di fare i conti con l’inaspettato. Così come hanno fatto migliaia di volontari che con Milano Aiuta hanno tessuto una rete di solidarietà, distribuendo farmaci, medicinali, dispositivi e sostegno psicologico, che ha rafforzato la comunità milanese. Un protagonismo resiliente che ha certamente una relazione con 43,5% di no alla riduzione dei parlamentari e propone Milano come una riserva di cittadinanza attiva per l’espressione di una opinione pubblica avvertita capace di esprimere ed esigere una soggettività politica pubblica che esprime una visione per il futuro di Milano. Fiorello Cortiana

mercoledì 4 novembre 2020

Medicina di prevenzione e di prossimità

Questa mattina, a Milano, per riuscire a trovare una bombola di ossigeno abbiamo fatto una ventina di telefonate, a farmacie in città e fuori. Per trovare un infermiere disponibile a mettere una flebo sentite almeno 6 cooperative. Butta malissimo e i cittadini sono abbandonati. L'alternativa è chiamare l'ambulanza e rischiare nei pronto soccorso degli ospedali. Manca una medicina territoriale di prevenzione e cura.

lunedì 2 novembre 2020

Manca la medicina di comunità

Il problema è che Regione Lombardia ha sistematicamente smantellato la medicina territoriale per favorire la sanità privata: non ci sono più i medici scolastici né le assistenti sanitarie nelle scuole, i medici di base hanno troppi pazienti e quelli che vanno in pensione non vengono sempre sostituiti, sono state date moltissime limitazioni alla diagnostica rendendo la medicina preventiva un lusso per pochi. Stamattina impossibile contattare telefonicamente il medico di base, vado in ambulatorio perché ho un'urgenza e c'è l'impiegata sommersa dalle telefonate e tanti come me che, non riuscendo a contattare il medico, si accalcano in barba al divieto di assembramento. Del vaccino antinfluenzale per mia suocera 85enne e invalida non si sa niente, il medico ne ha ricevute solo 30 dosi e non ho capito i criteri di priorità. Non si trova neanche in farmacia. Occorre ripristinare una medicina di comunità per garantire il diritto alla salute.

domenica 1 novembre 2020

Povero Fontana

Povero Fontana: si appella a decisioni univoche nazionali indipendentemente dalle diverse evoluzioni geografiche del contagio. Per il 'federalista' lombardo è un artificio imbarazzante per non discostarsi dalla logica speculativa e pregiudiziale del suo leader Salvini. C'è bisogno di dirigenti politici capaci di rispondere all'interesse generale.

giovedì 8 ottobre 2020

Considerazioni per le prossime “comunali” a Milano e...

ArcipelagoMilano 10 settembre 2020 IL PROBLEMA NON È SOSTENERE LA RICANDIDATURA DI SALA Considerazioni per le prossime “comunali” di Fiorello Cortiana COPIA LINK Quali potrebbero essere le condizioni per un rilancio partecipato della città con attenzione ai problemi noti e a quelli emergenti. cortiana Può la città di Milano, con il suo tessuto metropolitano, legare la sua direzione amministrativa e la sua guida alle scelte professionali del sindaco uscente? Scelte più che legittime ma personali che . Può la comunità milanese decidere la modifica della rappresentanza parlamentare in relazione alle esigenze contingenti di un partito e del suo segretario? Esigenze comprensibili di carattere tattico ma che non c’entrano nulla con la Costituzione, con la qualità della rappresentanza, con la crisi in atto del modello di sviluppo vigente. Eppure è di qualità della politica pubblica e della adeguatezza della proposta politica del/per il campo democratico, a livello locale e globale, che sarebbe necessario parlare. La questione referendaria imminente e l’appuntamento elettorale milanese del 2021 sono intimamente legati. Si tratta della natura della nostra democrazia repubblicana: la soggettività politica pubblica legata agli interessi generali, alla partecipazione informata al processo deliberativo, alle prerogative efficaci per l’esercizio della cittadinanza attiva, alla qualità e ai poteri della rappresentanza o, in alternativa, relativizzazione delle assemblee elettive, delle amministrazioni locali, degli istituti di partecipazione, con la loro riduzione a una funzione di ratifica di decisioni prese e avocate centralmente, con le politiche pubbliche esercitate delle società partecipate nazionali e locali, nonché dalle Corporation globali del digitale. Questa è la questione in campo, dal Brasile agli States, dall’Ungheria alla Turchia, dalla Polonia all’Italia, ma non è su questo cambio di natura della democrazia che siamo chiamati a discutere, confrontarci e a decidere. Si tratta di un processo in atto da decenni che ha visto la politica italiana svolgere una funzione attuativa consociativa, che Salvini sia al governo o all’opposizione. È la non partecipazione al voto, o quello ‘vaffà’, che richiedono la riflessione e la proposta, non il richiamo al fronte comune contro il centrodestra. A Milano tutto ciò spiega il disagio di una cultura riformista, radicale ed ecologista, che ha informato di sé un’opinione pubblica avvertita che ha espresso, lungo i decenni, indirizzi politici, proposte referendarie e reiterata rappresentanza nel Consiglio Metropolitano, che ai cittadini non è permesso eleggere. Proposte cui i cittadini hanno espresso pieno consenso, confermato anche nelle richieste al comune rese pubbliche dall’amministrazione due mesi fa: una città sostenibile, con l’innovazione funzione della qualità sociale. Tutto ciò non trova risposte nelle strategie di fondi immobiliari che risiedono nei paradisi fiscali, cui si assegna la decisione sul futuro della città, dagli scali ex FS allo stadio e al quartiere di San Siro. Ai cittadini è chiesto di essere spettatori plaudenti, ma una parte della città rifiuta questo ruolo e la sua funzionalità con il Modello Milano in atto. Il problema non è sostenere la ricandidatura di Sala o no, man che meno assecondare i tatticismi e gli scambi degli oppositori vocazionali. Ciò che è necessario è definire in modo partecipato e condiviso una visione articolata per l’identità, il ruolo e la funzione, di Milano città metropolitana nella dimensione glocale e nella gestione dell’opportunità Recovery Fund. Ci vuole empatia verso la propria comunità di territorio per sentire la città, per ascoltare la città, per amare Milano. Abbiamo tre esigenze nel mettere in discussione il Modello Milano: – inscrivere Milano dentro il contesto metropolitano, quale nodo di relazione e di passaggio della definizione delle politiche economiche e territoriali della globalizzazione; – analizzare la natura e gli attori, protagonisti e caratteristi, del Modello Milano; – proporre uno sguardo e una visione per una metropoli generativa di innovazione, vivibile, socialmente accessibile, ambientalmente sostenibile, partecipata da una cittadinanza attiva e informata. Il tutto con elementi di analisi circostanziati e indirizzi chiari e inequivocabili. La prima questione è preliminare, non riguarda la sola area metropolitana milanese e può coinvolgere anche competenze che vivono in altri contesti. Essendo Milano uno dei nodi globali del sistema finanziario e immobiliare, l’analisi e la decodifica del ‘Modello’ e la forma del confronto che attiveremo diverranno un riferimento. L’autorevolezza di Arcipelago Milano, per alcuni scomoda come un grillo parlante, per migliaia un efficace sguardo oltre ogni possibile apparenza, può trovare nell’attivazione multifunzionale di più piattaforme la condensazione di una mappa per un urbanesimo desiderabile. Tutto ciò connettendo altre esperienze giornalistiche/culturali/sociali. Stabilizzare così un format darebbe a quell’autorevolezza una cogenza, di valutazione e di partecipazione, immediatamente politica. Questo sia per la massa critica ‘pensante e proponente’ attivata come comunità, che per il numero di persone che possono seguire e partecipare attraverso le differenti modalità consentite dalle piattaforme attivate.La seconda questione è cruciale per capire con chi e con quali pratiche abbiamo a che fare. Gli editoriali di Luca Beltrami Gadola sono illuminanti, come lo è l’inchiesta dell’Espresso o la puntata RAI di Report su Olimpiadi ed Ex Scali FS. La terza richiede di condividere alcuni concetti: – quello delle reti, con la loro bidirezionalità, siano quelle idriche/idrauliche, siano quelle delle infrastrutture per i trasporti, di persone/merci/informazioni/energia; – quello della circolarità e dei suoi equilibri; – quello delle filiere e delle loro relazioni qualitative e spazio/temporali; – quello del quadro riassuntivo per un territorio abilitante per l’innovazione qualitativa e la cittadinanza consapevole. Cioè un Sistema Territoriale Qualitativo: qualità ambientale, qualità abitativa, qualità dei servizi, qualità delle infrastrutture, qualità culturale, qualità della ricerca, qualità sociale, qualità della democrazia. Senza dimenticare, nel trattare la seconda e la terza questione, il ruolo e le funzioni delle Società Partecipate: cosa sono diventate, come sono gestite e per quale missione; come dovrebbero essere per il modello sostenibile e partecipato di cui vogliamo essere protagonisti. Così com’è necessario analizzare, valutare e modificare, gli istituti di partecipazione perché siano effettivi ed efficaci, ciò vale tanto per i Municipi quanto per l’esercizio della Cittadinanza Attiva. Non è accettabile che degli incontri informativi, organizzati dall’Amministrazione Comunale affinché le imprese illustrino la (loro) riorganizzazione di parti della città, vengano spacciati per ‘débat public’. Occorrono procedure e luoghi che rendano effettiva la partecipazione informata ai processi deliberativi. Il caso del comitato dei cittadini di San Siro, così come quello sul ricorso per gli ex Scali FS, hanno evidenziato l’efficacia qualitativa della connessione dell’intelligenza diffusa presente a Milano. Sarà la tessitura di una visione comune metropolitana a costituire il terreno di confronto per il campo democratico in vista delle prossime amministrative, non lo spauracchio Salvini né le differenziazioni simboliche da marketing elettorale. Che ne pensate? Fiorello Cortiana

venerdì 2 ottobre 2020

Assessore Maran l'ecologia chiede coerenza.

Mi fa piacere, senza ironia alcuna, che Pierfrancesco Maran abbia preso una posizione chiara sui pericoli che corre il Parco Agricolo Sud Milano, unendosi così ad una consapevolezza consolidata tra gli ecologisti. https://www.assparcosud.org/2020/03/05/il-punto-di-cortiana-su-parco-agricolo-sud-milano/ Ci aspettiamo una coerenza ecosistemica su Milano.  Non menziono le implicazioni relative alle aree degli ex Scali FS, richiamo una questione relativa al Naviglio Grande, uno dei corridoi  ecologici che dalla cintura verde entrano in Milano.  Pierfrancesco, dal 22/8 attendiamo una risposta... Buon giorno Assessore Maran, Presidente Minniti, Assessore Municipale Meazzi e Presidente Delfini. Vi scriviamo perché assieme ad un gruppo di abitanti di Via Lodovico il Moro siamo interessati alla riqualificazione del nostro quartiere e in particolare alla fascia di territorio che tra l'Alzaia Naviglio Grande e la Ferrovia Milano - Mortara si estende dal civico 192 fino al ponte pedonale di Piazzale Negrelli, confinando a ovest con l'area dello Scalo Ferroviario di San Cristoforo. Si tratta di un'area di circa 16.000 metri quadri che costituirebbe uno sviluppo strategicamente straordinario del progetto relativo allo scalo, nonché di potenziamento della vocazione spontanea che l'Alzaia ha acquisito in questo tratto fino al confine con Corsico, come ambito usufruito dai cittadini per lo sport e il tempo libero. Non a caso, e diremmo quanto mai opportunamente, nel PGT in vigore come Amministrazione Comunale avete classificato l'area Pertinenza Indiretta, "Verde urbano di nuova previsione". Da fine giugno 2020 su una porzione di circa 1500 mq dell'area in questione, a ridosso del civico 192 di Alzaia Naviglio Grande, è stata avviata un'attività definitasi "Tornavento" che ha aperto un bar-ristorazione e altre attività commerciali. Mentre stavano ancora allestendo l'attività abbiamo preso contatti con uno dei titolari il quale ci riferiva che nei loro progetti l'area, che di fatto da fine giugno hanno destinato ad uso commerciale, sarebbe solo la prima di successivi ampliamenti che andrebbero ad estendersi verso Piazza Negrelli con altre attività sempre commerciali. Ci chiediamo e chiediamo cortesemente a Voi di voler verificare se le attività che sono state insediate da fine giugno 2020 siano compatibili con quanto previsto dall'articolo 8.4.4 delle Norme di Attuazione del Piano dei Servizi che consente sulle aree in oggetto, "Verde urbano di nuova previsione - pertinenze indirette", prima della realizzazione dei servizi, "... unicamente interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria nonché interventi di adeguamento igienico e tecnologico. Inoltre è consentita la conduzione del fondo ai fini agricoli e l’orto-floro-vivaistica" Nel caso fossero consentite attività diverse da quelle indicate dal PGT di cui alla norma richiamata, chiediamo la cortesia di conoscere sulla base di quale titolo sia possibile svolgere tali attività differenti e per quale durata. Alleghiamo immagine con bordata di rosso l'area sulla quale si sono insediate le attività commerciali. RingraziandoVi anticipatamente, porgiamo cordiali saluti. Marina Boagno Valeria Ammenti Fiorello Cortiana Massimo Ripamonti