ciao, welcome :-)

in questo blog metto un po di tutto se cerchi qualcosa che non trovi chiedimelo

giovedì 6 febbraio 2020

#NOalTaglioAbbaglio

Il referendum confermativo su cui ci dovremo esprimere il prossimo 29 marzo mette in luce la sciatteria politica di una proposta estemporanea di riduzione dei rappresentanti in Parlamento. Questa proposta non accompagna una redistribuzione dei poteri e della sovranità politica in termini adeguati alla integrazione globalizzata. Con una Europa fondata su un parlamento con poteri effettivi per una comunità politicamente unita. Così con la cessione di sovranità alle regioni e agli organi previsti dal Titolo Quinto della Costituzione. Ma la proposta di riduzione dei parlamentari sulla quale siamo chiamati ad esprimerci nulla ha a che vedere con un disegno così articolato. Essa è una espressione della intenzione di riduzione delle istanze della democrazia rappresentativa, della considerazione delle assemblee elettive, così come delle rappresentanze dei corpi intermedi, come un intoppo per la tempestività della decisione. Partecipazione, scelta, rappresentatività, non sono contemplate dentro una crisi dell'istituto della democrazia, da Bolsonaro ad Orban, da Trump a Salvini. Un processo che accompagna la deriva finanziaria dell'economia. Di questo si tratta. Invece di fare una legge elettorale costituzionale, di riorganizzare le Province come effettivo coordinamento di area vasta, di dare governi eletti dai cittadini, come prevede la Costituzione, si propone un abbaglio. Cosi per l'adeguamento dei diritti del lavoro, Cgil ha depositato 1.150.000 firme in calce ad una proposta di legge ma nessuno se ne occupa. Di cosa stiamo parlando? Di fare un pezzetto della proposta Boschi-Renzi gia rigettata? Ecco perché occorre impegnarsi per il no senza esitazioni.

domenica 26 gennaio 2020

Cosa ci dice il voto dei cittadini emiliano romagnoli

La lezione dell'Emilia Romagna è confortante per ogni democratico europeista ed ecologista. Emozione e ragione sono ancora la combinazione dell'impegno collettivo.
- nella democrazia parlamentare italiana il Parlamento non viene sciolto né da una dichiarazione del Presidente del Consiglio, né da un Ministro dell'Interno, né da un leader di opposizione
- la deriva personalistica e plebiscitaria, che prefigura il presidenzialismo con la riduzione delle assemblee rappresentative elettive, non trova sostegno elettorale
- il pluralismo coalizionale comporta la fatica del confronto e della mediazione ma non è riducibile
- non c'è da tempo la presenza significativa di un voto di appartenenza ideologico, non ci sono automatismi, insieme alla contendibilità elettorale c'è la necessità dell'impegno diretto nella definizione e poi nella proposizione, comunicazione, confronto, di una proposta: il digitale è propedeutico all'incontro e non sostitutivo
- non bastano gli slogan che rimandano alle semplificazioni amico-nemico, i cittadini elettori giudicano in base a ciò che si è seminato e fatto, insieme alla specificità e credibilità delle proposte, che non possono essere ridotte a solo slogan/promessa elettorale
- puntare su ambiente/istruzione/economia sostenibile/ digitale/infrastrutture, richiede di andare effettivamente oltre la parabola dell'ILVA, la Buona Scuola, il Ponte sullo Stretto bufala e i ponti veri senza controlli
- non si può prescindere  dalle specificità di un territorio, del popolo che lo ha definito e che lo vive, non si può insultare la sua dignità riducendola a caricature strumentali
- la crisi dell'istituto della democrazia nel mondo, da Trump a Bolsonaro, da Orban a Salvini, non è ineluttabile ma richiede partecipazione e responsabilità diffuse, insieme a trasparenza e rendicontazione sull'operato amministrativo

giovedì 23 gennaio 2020

La salute è un diritto o un mercato?

La salute è un diritto o un mercato?
C'è una questione sanitaria in Lombardia, che si inscrive nel disegno politico di svendita completa dell'Italia, di quella pubblica in particolare. In Lombardia la sanità è già in larga parte privata, con logiche di mercato conseguenti, prossimamente ultimeranno il disegno e nessuno la considera un'emergenza sociale e una questione di politica pubblica cruciale. Gli effetti sui cittadini si fanno già sentire: nelle attese ai pronto soccorso, nelle prenotazioni, nella parcellizzazione delle cure per cui  non sei curato come persona intera, ma come somma di singoli organi dentro protocolli merceologici da specialisti che non hanno una visione d'insieme. Tutto questo dentro e oltre il luccichio dei brand degli ospedali convenzionati e il loro richiamo e il loro indotto di turismo sanitario nazionale.
Hanno messo in galera Formigoni, ma il suo sistema è più vivo che mai e non mi sembra messo in discussione dentro l'emiciclo del Consiglio Regionale. È stato soddisfatto il bisogno di vendetta come distrazione dalla sostanza politica. La Costituzione parla di diritto alla salute, in realtà c'è un mercato che assorbe intorno al 70% del bilancio regionale. E sia chiaro che non solidarizzo con Formigoni.

venerdì 17 gennaio 2020

Jan Palach

Voglio ricordare Jan Palach il cui sacrificio mi ha plasmato come libertario

Come negare l'emergenza climatica?





domenica 29 dicembre 2019

O anno nuovo

O anno nuovo
O anno nuovo, che vieni a cambiare
il calendario sulla parete,
ci porti sorprese dolci o amare?
Vecchie pene o novità liete?
Dodici mesi vi ho portati,
nuovi di fabbrica, ancora imballati;
trecento e passa giorni ho qui,
per ogni domenica il suo lunedì;
controllate, per favore:
ogni giorno ha ventiquattr’ore.
Saranno tutte ore serene
se voi saprete usarle bene.
Vi porto la neve: sarà un bel gioco
se ognuno avrà la sua parte di fuoco.
Saranno una festa le quattro stagioni
se ognuno avrà la sua parte di doni.
(Gianni Rodari)