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ciao, welcome :-)

in questo blog metto un po di tutto se cerchi qualcosa che non trovi chiedimelo

domenica 21 maggio 2017

Prima parte della Costituzone

condividocon tutti:
sono lieto di invitarti alla quarta conferenza sul tema dignità del lavoro e attualità della Costituzione, che terremo lunedì 22 maggio dalle ore 17.30 alle ore 19.30 presso la sala Buozzi della CdLM di Milano, in Corso di Porta Vittoria, 43. La conferenza sarà tenuta da Giuseppe Corasaniti, Sostituto Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione.
Il sottotitolo della conferenza è Le tutele del Lavoro dalla Costituzione alla carta dei Diritti Universali. L’incontro con un Magistrato sarà l’occasione per esaminare l’evoluzione legislativa dei diritti del lavoro e il percorso di attuazione delle norme Costituzionali sul lavoro.
Una utile occasione di crescita dei nostri delegati e per inquadrare il nostro impegno quotidiano in un percorso secolare di emancipazione del lavoro.

Allego la locandina dell’iniziativa.

Natale Cremonesi – Segretario Generale FP CGIL Milano

martedì 16 maggio 2017

Gli scali FS non riguardano solo l'urbanistica ma l'esistenza o meno della politica pubblica

Certamente la riqualificazione degli scali ferroviari dismessi rappresenta il più importante intervento urbanistico per la città di Milano dal secondo dopoguerra. Sommata a quella dell'area Expo costituirà uno dei principali investimenti sia del processo amministrativo, sia legislativo che di natura finanziaria dei diversi livelli istituzionali italiani. C'è qualcosa di più cogente per la politica pubblica del nostro Paese che sta prendendo forma lungo il dispiegarsi delle procedure programmatiche e progettuali: si tratta della riduzione ad un ruolo notarile con un compito di ratifica e presa d'atto di decisioni prese altrove, cui vengono ridotte le assemblee elettive. L'esposizione dei plastici degli studi d'architetto organizzata allo scalo di Porta Genova da FS e Comune di Milano non è solo marketing per precostituire la ratifica consigliare non riuscita a Pisapia di dare a FS la disponibilità delle aree degli ex Scali Ferroviari come asset, è il packaging design di questa abdicazione politica. Tutto ciò mentre sia la possibile acquisizione ANAS da parte di FS, con ANAS che ha siglato un protocollo con Maroni per il controllo delle strade provinciali lombarde, sia il bando internazionale  per l'area EXPO, chiamano in causa le norme antitrust europee. L’importanza strategica delle decisioni che verranno prese su queste aree per l’identità di Milano e la qualità di vita dei suoi abitanti richiede un’apertura non solo formale del dibattito e la partecipazione attiva dei cittadini. Gli importanti contributi di grandi studi di architettura non devono essere lo schermo dietro il quale si svolgono trattative che di fatto non consentono una reale partecipazioni dei cittadini alle decisioni.
Lombardia Sostenibile, utilizzando l'art.28 dello Statuto Comunale, lancia una raccolta di firme per la richiesta di Udienza Pubblica sugli scali ex FS e un’Istanza di Riqualificazione Partecipata. L'essenza della nostra iniziativa istituzione è racchiusa in alcune considerazioni/proposte. La riqualificazione degli scali ferroviari non è solo un grande progetto di pianificazione urbanistica o un’operazione di valorizzazione immobiliare, ma innanzitutto lo strumento innovativo e potente di una strategia di sviluppo economico e sociale futuro e di risposta ai nuovi bisogni dei cittadini per la città di Milano e la regione Lombardia.Gli investimenti negli scali ferroviari sono l'opportunità per sviluppare la partecipazione democratica dei cittadini alle decisioni collettive nella città e della regione e contrastare la tendenza alla concentrazione del potere di decisione in istituzioni e grandi imprese a livello nazionale e internazionale fuori dal controllo della comunità locale. Il disegno e la realizzazione del programma di investimento e dei singoli progetti richiedono una governance multi-livello moderna delle relazioni tra i cittadini e le istituzioni locali da un lato e le istituzioni regionali e lo Stato Nazionale e l’Unione Europea, dall’altro.Gli investimenti negli scali ferroviari devono generare un beneficio sociale netto positivo misurato tramite il metodo dell’Analisi Costi Benefici e non solo l’equilibrio di bilancio per le imprese private interessate.La rendita fondiaria creata dalla trasformazione urbanistica delle aree degli scali ferroviari non deve essere sfruttata per trasferire capitali finanziari al di fuori dell’area milanese, da distribuire tramite maggiori dividendi o un aumento del valore delle azioni agli azionisti delle Ferrovie dello Stato Spa. La proprietà delle aree e la loro valorizzazione deve essere affidata ad un ente di natura pubblica come una “Fondazione” analoga a una “società pubblica locale di pianificazione urbana” (Société Publique Locale d’Aménagement - SPLA), che abbia natura pubblica (o dia priorità all’interesse generale rispetto agli interessi finanziari) e deve intervenire solo a beneficio dei suoi azionisti pubblici e sul territorio di tali istituzioni partecipanti. Tale Fondazione dovrà avere la proprietà congiunta di tutte le aree degli scali ferroviari e svolgere le funzioni di pianificazione urbanistica e di valorizzazione immobiliare per conto delle istituzioni partecipanti.
La raccolta firme per la richiesta di Udienza Pubblica sarà lanciata nell’incontro pubblico “Per una Lombardia sostenibile” in programma sabato 20 maggio al Teatro Franco Parenti di Milano.
In quella occasione saranno presentati i gruppi di lavori per definire proposte di leggi regionali di iniziativa popolare su: Parchi regionali, Corridoi Ecologici e filiera agrolimentare; libertà di cura e medicine complementari; abitare sostenibile; mobilità dolce e trasporto pubblico combinato; operatore civico e reddito di inclusione. In programma anche una tavola rotonda su “una strategia economica per una Regione sostenibile e solidale”, con relazioni di Marco Vitale, economista d’impresa, Riccardo Cappelin, docente di economia Università “Tor Vergata” di Roma, Stefano Bocchi, docente di Agraria, Università degli Studi di Milano, Fausto Cappelli, professore di Diritto Comunitario e internazionale.
Lombardia Sostenibile è una libera associazione di cittadini, che parte dalle esperienze di amministratori e di cittadinanza attiva per costituire una rete associativa in grado di costruire una Lombardia sostenibile in un’Europa plurale e solidale. Uno stimolo alla partecipazione alla vita pubblica con tutti gli strumenti che la Carta Costituzionale, l’Ordinamento Europeo e gli Statuti Locali mettono a disposizione.
La Richiesta di Audizione Pubblica e la presentazione di una Istanza sono una opportunità aperta per tutti coloro che non vogliono essere spettatori ma protagonisti del presente per essere capaci di futuro. Per chi pensa che partecipazione, sostenibilità, solidarietà, diritti e bellezza producano valore e piacere.
Per chi vive da prima e dopo il 4 dicembre esperienze e pratiche di Cittadinanza Attiva  e le vuole vedere nella politica pubblica in una Europa soggetto politico federale con un Governo eletto dai cittadini.
Ecco, per tutte le persone come noi vogliamo essere questa è una occasione di confronto e di produzione di iniziative legislative e di partecipazione popolare al processo deliberativo.
Una occasione per dare corpo alla Democrazia per chi vuole dare una mano info@lombardiasostenibile.eu

mercoledì 10 maggio 2017

Lombardia Sostenibile



" Le nostre città e la Terra nelle quali viviamo sono attraversate da alterazioni climatiche, migrazioni impressionanti e enormi flussi finanziari che assoggettano le economie locali: i nodi di un modello di sviluppo irresponsabile che vengono al pettine. La politica pubblica è occupata da personaggi che vanno in scena come fossero uno spot televisivo, un talent show. Noi non ci rassegniamo ad essere spettatori ma vogliamo essere protagonisti del presente e capaci di futuro. Noi partiamo dalle nostre esperienze municipali e di Cittadinanza Attiva perché questa rete associativa sarà capace di costruire una Lombardia Sostenibile in una Europa Plurale, Sostenibile e Solidale. Vogliamo essere cittadini informati che, insieme, partecipano alla vita pubblica con tutti gli strumenti che la Carta Costituzionale, dell'Ordinamento Europeo e gli Statuti locali mettono a disposizione. 
Il futuro è adesso e ci occorrono il sapere, la sapienza e l'emozione di ciascuno."

domenica 30 aprile 2017

Italia nodi della sfida politica

Certo per Prodi erano primarie di coalizione per scegliere il candidato Premier, ma lo statuto del PD non prevede che il segretario sia anche il candidato Premier? Ciò indipendentemente da qualsivoglia coalizione. Questo è un problema non risolvibile attraverso ingegneria elettorale sorretta da modifiche costituzionali, questo è ciò che hanno detto gli italiani il 4 dicembre scorso. Si tratta quindi di una questione da calare in un contesto concreto. Ebbene, io non credo che la soluzione stia nel partito della nazione frutto di una Grande Coalizione con B. perché la politica non è un regolamento di conti personale con i fuoriusciti. I 15 click che sono bastati ad indicare e poi eleggere un senatore sono uno dei prodotto della consociazione che già aveva prodotto B. pensare che siano una causa dei problemi da affrontare sarebbe un terribile strabismo politico. Di più: quei click, e tutti gli altri che controlla la Casaleggio, non colmano per nulla la percentuale di assenteismo elettorale la quale costituisce un indicatore ineludibile di una crisi di legittimità della democrazia. Crisi che non si risolve, e dopo il 4 dicembre non si può risolvere, con processi di riduzione della democrazia nel nome della semplificazione. Io credo che a fronte di una deriva finanziaria dei processi economici occorra un di più di democrazia e di condivisione diffusa delle responsabilità a partire dalla Cittadinanza Attiva, dalle Municipalità, per arrivare ad una Europa soggetto politico federale con un governo eletto dai cittadini ed un Parlamento effettivo. Costa fatica ma tant'è. Lo stesso vale per la dignità e i diritti per ogni tipo di lavoro, occasionale e non, tutto ciò non solo è coerente con i saggi valori della Carta ma qualifica la produzione di valore e la rende competitiva nel Villaggio Globale. È così via, la cosa vale per la funzione e la condizione docente nella società della conoscenza o per la sostenibilità ambientale come responsabilità verso i nostri figli e come qualificazione competitiva dei processi e dei prodotti. Il PD pensa di esaurire in sè queste impostazioni, magari con vaucher, Sblocca Italia e trivelle, più la Buona Scuola? C'è uno sforzo di analisi e di ascolto da fare che non è sostituibile con alcuna soluzione personalistico plebiscitaria, ancorché legittimata da Orlando ed Emiliano. Non ho assistito al al una riflessione rigorosa sul 4 dicembre da parte del segretario e del gruppo dirigente, ad ogni,livello. Eppure ha votato quasi il 15%  in più della percentuale usuale, click 5stelle compresi. Il nodo politico del voto del 4 Dicembre non risiede nella sua articolazione, contraddittoria quanto quella del SÌ, ma della inequivocabile dimensione del NO alla combinazione tra modifiche della Costituzone e legge elettorale che avrebbe precostituito una maggioranza indipendentemente dalla politica.  La democrazia richiede estensione della rappresentanza e regolazione del conflitto, la libertà richiede partecipazione informata al processo deliberativo.

mercoledì 26 aprile 2017

Con gli indigeni dell'Amazzonia

Ancora una volta gli indigeni dell'Amazzonia sono stati caricati dalla polizia brasiliana, ancora una volta per la loro difesa della grande foresta che regge il cielo per tutti noi. Non dobbiamo dimenticarlo. Così non dimentichiamo Chico Mendes: era un raccoglitore di cucciù, un seringueiro, Segretario generale del Sindacato dei lavoratori rurali e promotore della nascita del sindacato Xapuri, impegnato nella lotta contro il disboscamento della foresta amazzonica. Per questo assassinato. A pochi mesi dal suo assassinio, dicembre 1988, ricordammo Chico Mendes piantando un albero di tiglio in Piazza Fontana a Milano. Questo ricordo posto alla base dell'albero è stato scritto da Anna Maria Testa.
"Questo albero vive per ricordare Chico Mendes e dei popoli del Rio delle Amazzoni che ha difeso e difendono la Grande Foresta e che la nostra piccola Terra. - Comune di Milano - 18/03/1989 ".

venerdì 21 aprile 2017

Il significato della cittadinanza nei giorni nostri

Euregio-Atelier / Multiple identities in a "glocal world" / Schloss Tirol - Castel Tirolo / 21.-22.4.2017 
IL SIGNIFICATO DELLA CITTADINANZA NEI GIORNI NOSTRI
Fiorello Cortiana


Di cosa stiamo parlando?
In un mondo che conoscerà entro la metà del secolo una urbanizzazione della suapopolazione, l'organizzazione equilibrata e sostenibile del rapporto delle infrastrutture, dell'abitare, del tempo, con in territorio è una condizione per la produzione di valore e per la vivibilità. Già oggi il 54% della popolazione mondiale vive nelle città, sarà il 70% a metà del secolo, già oggi i segni della dissipazione energetica e dell'alienazione sociale sono evidenti e rappresentate dalla domanda di sicurezza sulla quale specula gran parte dell'offerta politica. Di fronte ai nodi di un modello di sviluppo quantitativo illimitato che stanno venendo al pettine, con evidenze climatiche devastanti, migrazioni imponenti, e la scarsità dei combustibili fossili all'orizzonte, è necessario contestualizzare nella materialità dei processi e dei cicli del vivente la matrice reticolare della condivisione e della partecipazione informata ai processi deliberativi. 
L'Europa e la soggettività necessaria
L'Europa deve uscire da un doppio vincolo che la distrugge. Farage e gli altri leader della Brexit stanno festeggiando la loro vittoria di Pirro, ma la perentorietà della sollecitazione alla formalizzazione dell'uscita rivolta loro da Junker e dagli altri capi di governo europei, più che l'esercizio di autorevolezza, sembra strumentale ad aumentare il loro peso specifico nella plancia di comando del Titanic. Lo scoglio contro il quale l'Europa sta naufragando è costituito da sé stessa come istituzione democratica, che ha preso forma dal dopoguerra ad oggi. La costruzione di un mercato comune con una valuta unica, un welfare e istituti di rappresentanza, negoziazione e cooperazione, con regole condivise, hanno dato vita ad un soggetto multilaterale, interlocutore e approdo per gli Stati assoggettati al blocco sovietico in disfacimento. Dopo secoli questa condizione ha interrotto una competizione continentale fondata su guerre devastanti e la competizione è divenuta anche cooperazione, finanziaria, economica, tecnologica, di ricerca, dentro il mercato globale. È questo processo contraddittorio e inclusivo, senza governo ma con regole comuni interne, ad essere in crisi perché impossibilitato ad esprimere una soggettività politica univoca dentro il contesto internazionale. Unico e imprescindibile. La reazione alla omologazione globalizzata è di carattere neo-tribale e prende le forme del nazionalismo in Europa, come dell'integralismo religioso mussulmano nel mondo. La biforcazione che abbiamo davanti è chiara: continuare a sbattere, spinti dalla bulimia tecnocratica e finanziaria, contro i limiti naturali e sociali o cercare una impossibile regressione nell'equilibrio del terrore degli imperi nucleari e nei nazionalismi delle piccole patrie. È necessario uscire da questo doppio vincolo inadeguato alle sfide che stiamo vivendo. La scala continentale è quella che può operare sul livello globale così come su quello locale. L'Europa è quindi per noi una questione ineludibile e la sua natura costitutiva è la cifra dell'azione politica.
Un nuovo paradigma per un nuovo sguardo
 La necessità di definire e sviluppare i nuovi commons, i beni comuni della società, liberamente accessibili, riuscendo allo stesso tempo a valorizzare intelligenze individuali, investimenti economici e bisogni collettivi, è la nuova frontiera politica. Abitare il pianeta come una mente interconnessa richiede l'essere consapevoli della relazione mente-corpo-natura, per una responsabilità capace di bellezza e di futuro. Abitare le città e abitare la Terra in luogo del mero risiedervi costituisce la condizione per la sostenibilità ambientale e sociale della nostra azione collettiva. Ciò comporta un nuovo sguardo, un nuovo paradigma: una matrice reticolare, dove scorra il flusso informazionale, dalla cellula al bit, per una condivisione della conoscenza. Unamodalità che permette la produzione di valore superando il doppio vincolo che ci costringe al l'illusione regressiva o al fatalismo dell'inerzia irreversibile. Dare vita alle connessioni tra esperienze differenti che condividono un nuovo sguardo è l'atto tanto ambizioso, quanto necessario, per l'espressione della propria soggettività politica.
Uno Spazio Pubblico esteso, un nuovo terreno di confronto

Tutto ciò accade in un nuovo terreno di gioco. Lo sviluppo della Società dell’Informazione richiede di modificare la definizione dei diritti universali: oggi più che ieri la definizione dei beni comuni, del valore della condivisione del sapere sarebbe la leva di un nuovo rinascimento, in un periodo in cui la guerra sembra l’unica risposta praticata al declino del modello di sviluppo. Mai come oggi la crisi mostra limiti e opportunità di un diverso modello, che necessita la definizione di un diritto internazionale che garantisca la condivisione cooperativa della conoscenza. La centralità del WEB, di Internet, come estensione dello Spazio Pubblico di informazione, confronto ed elaborazione nel processo di costituzione dell'opinione pubblica è ormai un fatto costitutivo del vivere sociale. 
La sovranità come responsabilità condivisa
“La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. Ecco, quando parliamo di “sovranità” fermiamoci al primo articolo della Costituzione Italiana, non lasciamo che se ne impossessino i reazionari italioti o padani per piegarla a loro uso e consumo. Siamo di fronte ad un deficit di democrazia, da non confondere con il democraticismo referendario attraverso il quale gli speculatori reazionari capitalizzano le paure, le incertezze, il distacco e la mancanza di relazioni, dei cittadini europei con le istituzioni e con le procedure, i modi, i luoghi, nei quali si forma la politica che le governa. Non si tratta soltanto di dare la parola al popolo si tratta di condividere responsabilità: da un lato attraverso percorsi di partecipazione informata al processo deliberativo, dall'altro con l'esercizio della Cittadinanza Attiva con la disponibilità diretta di quote effettive di risorse istituzionali, normative, economiche, logistiche. Come fa notare Stefano Rodotà. “Non può esservi una e-democracy che non sia fondata su una e-inclusion. Considerate dal punto di vista del cittadino, le tecnologie elettroniche propongono una diversa misura del mondo. Ma non perché propongano rotture e discontinuità radicali. Si manifestano, invece, soprattutto attraverso l'integrazione tra diversi mezzi e tra diverse dimensioni dell'agire sociale e politico.”. Tutto ciòchiama in causa una piena declinazione della Privacy, che nella pervasività digitale significa garanzie e controllo per l'autodeterminazione del proprio profilo, della propria identità. 
Nuovi attori e nuovi conflitti
Una piena cittadinanza digitale significa realizzare un quadro di sviluppo sociale che preveda una partecipazione sempre maggiore dei cittadini, come attori di questo percorso evolutivo, e a questo scopo puntare a migliorare ed innovare i processi e i prodotti/servizi pubblici. La partecipazione informata ai processi deliberativi apre possibili nuovi protagonismi, nuovi conflitti, nuovi competitori per la rappresentanza: una democrazia repubblicana non può vivere questo processo come una minaccia Barbara. Una minaccia barbara: nota Massimo Cacciari "Barbaro non è solo il nostro nemico, ma il nemico del genere umano. Rude, feroce come una fiera intrattabile, impossibile da "addomesticare"- con lui l'unica pace consiste nel distruggerlo." e ancora "Il rapporto col barbaro è quello amico-nemico allo stato puro, in qualche modo addirittura pre-politico.". È vero addirittura "pre-politico", lo stesso Carl Schmitt, nella "Tirannia dei valori", ritiene che "l'essenza del politico non è l'inimicizia pura e semplice, bensì la distinzione tra amico e nemico, e presuppone tanto l'amico quanto il nemico". È proprio il rapporto amico/nemico e il conflitto che esso genera che permette e determina un ordine proprio perché la politica decide di includerlo al proprio interno. Solo se i contendenti si riconoscono l'un l'altro come "hostes aequaliter justi" è possibile evitare il nichilismo prodotto dall'inimicizia assoluta. Solo così è possibile che il conflitto possa generare innovazione e alternanza dentro un comune campo di regole e di istituzioni definito dalla Carta Costituzionale. Al contrario se questo campo e la Carta che lo regola e lo delimita vengono considerate come cosa propria da/di una delle due parti, in una relazione di alterità assoluta, a rischio di annientamento non è solo una delle due parti bensì la natura della Carta stessa e le istituzioni cui dà corpo e regole.
L'intelligenza connettiva come antidoto al populismo

Populismo e deriva personalistica-plebiscitaria dei "one man party" sono due facce della stessa medaglia dissolutiva. L'ambizione politica per una cittadinanza attiva nella democrazia repubblicana risiede nell'azione di connessione delle intelligenze inquiete e responsabili. Qui, come propone De Kerkove, le piattaforme digitali, aperte e interattive, costituiscono la matrice di una intelligenza connettiva: la democrazia in Atene non nasce dal basso, nasce come sfida e provocazione intellettuale di una élite di aristoi che supera, come un limite, ogni criterio integralista. Una lezione da non dimenticare.
Il criterio di valutazione è l'arete ma il campo è aperto a tutti. L'arete che si può insegnare e apprendere in quanto dote umana. "L'arete. L'esperienza attiva del valore." Per i greci il potere non deriva da una fonte divina, i criteri di attribuzione e il riconoscimento di autorità sono intrinsechi alle forze in gioco.
La condivisione come costruzione di una amicizia pubblica che genera un modello comportamentale che convive con un senso etico ed estetico, che genera contraccambio e produce valore.
Lo spazio pubblico come spazio aperto nel quale sono la qualità e l'autorevolezza a definire il peso di ognuno. Demos, come la comunità politica cui ogni cittadino può partecipare.
Partecipazione e legittimità 
Proprio la rete digitale può essere propedeutica ad una partecipazione di prossimità che a livello locale può ridurre la forbice che nel costante 50% di non partecipazione elettorale riflette una crisi di legittimità democratica non più trascurabile. Una ripresa di una cultura della partecipazione alla vita pubblica a partire dalla dimensione locale non è circoscrivibile ai campanili, bensì alimenta una opinione pubblica avvertita che esprime una domanda esigente alla politica: le condizioni generative per una offerta qualificata. Infatti non è a lungo sostenibile la schizofrenia di due dimensioni parallele: quella digitale, disintermediata e in grado di permettere una partecipazione informata, mentre non si attivano procedure e regole attuative di una, pur delimitata,  effettiva partecipazione al processo deliberativo.               
Partecipazione significa quote certe di sovranità da mettere in gioco
  Un processo efficace di partecipazione informata richiede l'attivazione di diversi piani in costante comunicazione tra loro, occorre reperire le risorse sufficienti, definire i tempi adeguati, predisporre gli strumenti idonei per informare e coinvolgere anche i soggetti che non hanno la preparazione per leggere e interpretare gli atti amministrativi e gli usuali elaborati di progetto. Così allestire una piattaforma digitale interattiva, informativa e selettiva sulle proposte "crowd", contenente il quadro normativo di riferimento, gli atti amministrativi e le proposte attinenti le aree soggette a trasformazione, con mappe georeferenziate e modalità di presentazione e raccolta delle osservazioni attraverso un sistema per simulare e verificare gli effetti delle trasformazioni proposte. Tutto ciò utilizzando modalità che consentano la più ampia comprensione della questione da parte di tutti soggetti interessati, con una chiara definizione delle prerogative di ognuno dei partecipanti. Oltre alla opportunità percettiva sarà possibile intervenire su una determinata realtà attraverso simulazioni con la verifica delle conseguenze in termini di occupazione, traffico, emissioni ecc. utile promuovere un’attività di ascolto e accompagnamento, organizzando incontri e dibattiti, oltre a utilizzare le apposite piattaforme, mettendo a confronto interessi, aspirazioni e visioni. Modelli collaborativi basati sulla partecipazione informata e la condivisione delle conoscenze costituiscono la concretizzazione di questo presupposto.Cardini dell’Open Government sono tutte le tecnologie abilitanti di tipo Open, come l’Open Source Software, gli Open Format, gli Open Data, gli Open Services su infrastrutture Open Cloud. E’ particolarmente importante realizzare iniziative di partecipazione dei cittadini/associazioni nella formulazione di temi strategici e per suggerire nuovi servizi e nuove tematiche. Così sviluppare una piattaforma fondata su un ambiente collaborativo ed una rete sociale, usufruendo, dove possibile, delle soluzioni già presenti sul mercato capace di interpretare e condividere la conoscenza in rete; promuovere iniziative e soggetti: professionisti, società, enti; essere luogo aperto per l’aggregazione e l’erogazione di prodotti e servizi: dalle informazioni, documenti, benchmark misure alle soluzioni , iniziative di consulenza , formazione; favorire la formazione di gruppi di lavoro e comunità di pratica. Una piattaforma partecipativa offre la possibilità di: beneficiare di una comunità in rete in cui condividere relazioni, fonti e archivi di conoscenza, informazioni aggiornate, strumenti ecc.; favorire la circolazione e l’esplorazione di nuove idee e creare un dibattito aperto su problematiche correnti. E’ importante far emergere e raccogliere in modo strutturato le buone pratiche già presenti per avviare processi virtuosi di diffusione delle stesse. Il Censimento delle buone pratiche è importante non solo per una buona gestione delle risorse pubbliche, ma anche per non essere autoreferenziali. Se Green Economy significa mettere in relazione la dimensione economica e sociale con la sostenibilità dentro ai cicli dell’aria, dell’acqua, dell’energia, propri degli ecosistemi e delle loro articolazioni, ci vogliono politiche pubbliche coerenti sul piano della pianificazione territoriale, su quello normativo e dei controlli. La trasparenza non è solo una delle condizioni che contribuiscono alla produzione della legalità, essa contribuisce principalmente alla definizione di processi capaci di efficacia e di efficienza con minori costi e migliori prestazioni della Pubblica Amministrazione. 
La partecipazione è condivisione
Modelli collaborativi basati sulla partecipazione informata e la condivisione delle conoscenze costituiscono la concretizzazione di questo presupposto. Non si tratta di togliere la parola ai cittadini nel nome della lotta al populismo, occorre condividere il processo democratico attraverso modalità articolate. Ad esempio, l’Europa ha introdotto laEuropean Citizens’ Initiative che permette alle proposte sostenute da 1 milione di cittadini europei di essere discusse e vagliate da Commissione e Parlamento, ma lo sanno i cittadini europei? Proprio la rete digitale interattiva costituisce un buon esempio della relazione tra locale e globale, non per omogeneizzare la propria cultura ma per scegliersi selettivamente i propri percorsi lungo tutte le nicchie della coda lunga. 
Una nuova relazione, una nuova alleanza tra la sfera biologica e quella antropologica del vivente
Ci vuole una nuova relazione con l'ambiente naturale tanto da parte dei cittadini/consumatori quanto da parte dei ricercatori e dei decisori pubblici, il Principio di Precauzione serve a questo: nessuna censura, nessun oscurantismo, ma la responsabilità e la cautela per capire le conseguenze delle nostre azioni nello spazio e nel tempo degli ecosistemi. La Terra ci è data in prestito dai nostri figli e abbiamo il dovere di non pregiudicarla con azioni che non ci consentono di tornare sui nostri passi. Oggi più che mai si pone il problema di una sintesi tra le domande e i bisogni di chi vuole condividere le produzioni immateriali con le aspettative di chi garantisce la biodiversità come pubblico attraverso la varietà delle produzioni naturali e agroalimentari.
La definizione di un sapere libero e accessibile, in campo scientifico, nel sistema delle comunicazioni, nell’universo culturale, consentirebbe la definizione di un nuovo terreno di gioco e di una nuova funzione dello sviluppo, capace di aprire le porte del fortino occidentale e di riaprire un canale di comunicazione scientifico e non solo nelle relazioni tra cultura occidentale e culture emergenti, in alternativa la modello del conflitto religioso e della guerra preventiva permanente.
Non abbiamo risposte precostituite; questi spunti richiedono un impegno collettivo che permetta di far incontrare chi oggi si batte contro la brevettazione del software con chi sviluppa cultura liberamente distribuibile, chi è impegnato nella difesa degli usi civici naturali con chi tenta la strada di una ricerca libera e condivisa, chi si batte per riaffermare, nell’era del lavoro intellettuale e precarizzato, il diritto alla libertà creativa e chi costruisce quotidianamente un diverso contenuto della comunicazione di massa. Oggi più che mai è necessario gettare le basi per la costruzione di un blocco sociale consapevole per la qualità, capace di costruire un’altra risposta possibile.
Un proverbio inglese dice "Nel sogno ha inizio la responsabilità".
La politica pubblica deve rispondere agli interessi generali di queste e delle future generazioni, questo è il senso del Patto Civile. Non smettiamo di provarci. 






mercoledì 19 aprile 2017

Identità multiple in un mondo "glocale"

 Io tratterò il tema "Il significato della cittadinanza nei giorni nostri"
http://www.europaregion.info/downloads/Programm-Euregio-Akademie-Programma-Accademia-dell-Euregio-Meran-Schloss-Tirol-2017.pdf