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ciao, welcome :-)

in questo blog metto un po di tutto se cerchi qualcosa che non trovi chiedimelo

mercoledì 26 aprile 2017

Con gli indigeni dell'Amazzonia

Ancora una volta gli indigeni dell'Amazzonia sono stati caricati dalla polizia brasiliana, ancora una volta per la loro difesa della grande foresta che regge il cielo per tutti noi. Non dobbiamo dimenticarlo. Così non dimentichiamo Chico Mendes: era un raccoglitore di cucciù, un seringueiro, Segretario generale del Sindacato dei lavoratori rurali e promotore della nascita del sindacato Xapuri, impegnato nella lotta contro il disboscamento della foresta amazzonica. Per questo assassinato. A pochi mesi dal suo assassinio, dicembre 1988, ricordammo Chico Mendes piantando un albero di tiglio in Piazza Fontana a Milano. Questo ricordo posto alla base dell'albero è stato scritto da Anna Maria Testa.
"Questo albero vive per ricordare Chico Mendes e dei popoli del Rio delle Amazzoni che ha difeso e difendono la Grande Foresta e che la nostra piccola Terra. - Comune di Milano - 18/03/1989 ".

venerdì 21 aprile 2017

Il significato della cittadinanza nei giorni nostri

Euregio-Atelier / Multiple identities in a "glocal world" / Schloss Tirol - Castel Tirolo / 21.-22.4.2017 
IL SIGNIFICATO DELLA CITTADINANZA NEI GIORNI NOSTRI
Fiorello Cortiana


Di cosa stiamo parlando?
In un mondo che conoscerà entro la metà del secolo una urbanizzazione della suapopolazione, l'organizzazione equilibrata e sostenibile del rapporto delle infrastrutture, dell'abitare, del tempo, con in territorio è una condizione per la produzione di valore e per la vivibilità. Già oggi il 54% della popolazione mondiale vive nelle città, sarà il 70% a metà del secolo, già oggi i segni della dissipazione energetica e dell'alienazione sociale sono evidenti e rappresentate dalla domanda di sicurezza sulla quale specula gran parte dell'offerta politica. Di fronte ai nodi di un modello di sviluppo quantitativo illimitato che stanno venendo al pettine, con evidenze climatiche devastanti, migrazioni imponenti, e la scarsità dei combustibili fossili all'orizzonte, è necessario contestualizzare nella materialità dei processi e dei cicli del vivente la matrice reticolare della condivisione e della partecipazione informata ai processi deliberativi. 
L'Europa e la soggettività necessaria
L'Europa deve uscire da un doppio vincolo che la distrugge. Farage e gli altri leader della Brexit stanno festeggiando la loro vittoria di Pirro, ma la perentorietà della sollecitazione alla formalizzazione dell'uscita rivolta loro da Junker e dagli altri capi di governo europei, più che l'esercizio di autorevolezza, sembra strumentale ad aumentare il loro peso specifico nella plancia di comando del Titanic. Lo scoglio contro il quale l'Europa sta naufragando è costituito da sé stessa come istituzione democratica, che ha preso forma dal dopoguerra ad oggi. La costruzione di un mercato comune con una valuta unica, un welfare e istituti di rappresentanza, negoziazione e cooperazione, con regole condivise, hanno dato vita ad un soggetto multilaterale, interlocutore e approdo per gli Stati assoggettati al blocco sovietico in disfacimento. Dopo secoli questa condizione ha interrotto una competizione continentale fondata su guerre devastanti e la competizione è divenuta anche cooperazione, finanziaria, economica, tecnologica, di ricerca, dentro il mercato globale. È questo processo contraddittorio e inclusivo, senza governo ma con regole comuni interne, ad essere in crisi perché impossibilitato ad esprimere una soggettività politica univoca dentro il contesto internazionale. Unico e imprescindibile. La reazione alla omologazione globalizzata è di carattere neo-tribale e prende le forme del nazionalismo in Europa, come dell'integralismo religioso mussulmano nel mondo. La biforcazione che abbiamo davanti è chiara: continuare a sbattere, spinti dalla bulimia tecnocratica e finanziaria, contro i limiti naturali e sociali o cercare una impossibile regressione nell'equilibrio del terrore degli imperi nucleari e nei nazionalismi delle piccole patrie. È necessario uscire da questo doppio vincolo inadeguato alle sfide che stiamo vivendo. La scala continentale è quella che può operare sul livello globale così come su quello locale. L'Europa è quindi per noi una questione ineludibile e la sua natura costitutiva è la cifra dell'azione politica.
Un nuovo paradigma per un nuovo sguardo
 La necessità di definire e sviluppare i nuovi commons, i beni comuni della società, liberamente accessibili, riuscendo allo stesso tempo a valorizzare intelligenze individuali, investimenti economici e bisogni collettivi, è la nuova frontiera politica. Abitare il pianeta come una mente interconnessa richiede l'essere consapevoli della relazione mente-corpo-natura, per una responsabilità capace di bellezza e di futuro. Abitare le città e abitare la Terra in luogo del mero risiedervi costituisce la condizione per la sostenibilità ambientale e sociale della nostra azione collettiva. Ciò comporta un nuovo sguardo, un nuovo paradigma: una matrice reticolare, dove scorra il flusso informazionale, dalla cellula al bit, per una condivisione della conoscenza. Unamodalità che permette la produzione di valore superando il doppio vincolo che ci costringe al l'illusione regressiva o al fatalismo dell'inerzia irreversibile. Dare vita alle connessioni tra esperienze differenti che condividono un nuovo sguardo è l'atto tanto ambizioso, quanto necessario, per l'espressione della propria soggettività politica.
Uno Spazio Pubblico esteso, un nuovo terreno di confronto

Tutto ciò accade in un nuovo terreno di gioco. Lo sviluppo della Società dell’Informazione richiede di modificare la definizione dei diritti universali: oggi più che ieri la definizione dei beni comuni, del valore della condivisione del sapere sarebbe la leva di un nuovo rinascimento, in un periodo in cui la guerra sembra l’unica risposta praticata al declino del modello di sviluppo. Mai come oggi la crisi mostra limiti e opportunità di un diverso modello, che necessita la definizione di un diritto internazionale che garantisca la condivisione cooperativa della conoscenza. La centralità del WEB, di Internet, come estensione dello Spazio Pubblico di informazione, confronto ed elaborazione nel processo di costituzione dell'opinione pubblica è ormai un fatto costitutivo del vivere sociale. 
La sovranità come responsabilità condivisa
“La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. Ecco, quando parliamo di “sovranità” fermiamoci al primo articolo della Costituzione Italiana, non lasciamo che se ne impossessino i reazionari italioti o padani per piegarla a loro uso e consumo. Siamo di fronte ad un deficit di democrazia, da non confondere con il democraticismo referendario attraverso il quale gli speculatori reazionari capitalizzano le paure, le incertezze, il distacco e la mancanza di relazioni, dei cittadini europei con le istituzioni e con le procedure, i modi, i luoghi, nei quali si forma la politica che le governa. Non si tratta soltanto di dare la parola al popolo si tratta di condividere responsabilità: da un lato attraverso percorsi di partecipazione informata al processo deliberativo, dall'altro con l'esercizio della Cittadinanza Attiva con la disponibilità diretta di quote effettive di risorse istituzionali, normative, economiche, logistiche. Come fa notare Stefano Rodotà. “Non può esservi una e-democracy che non sia fondata su una e-inclusion. Considerate dal punto di vista del cittadino, le tecnologie elettroniche propongono una diversa misura del mondo. Ma non perché propongano rotture e discontinuità radicali. Si manifestano, invece, soprattutto attraverso l'integrazione tra diversi mezzi e tra diverse dimensioni dell'agire sociale e politico.”. Tutto ciòchiama in causa una piena declinazione della Privacy, che nella pervasività digitale significa garanzie e controllo per l'autodeterminazione del proprio profilo, della propria identità. 
Nuovi attori e nuovi conflitti
Una piena cittadinanza digitale significa realizzare un quadro di sviluppo sociale che preveda una partecipazione sempre maggiore dei cittadini, come attori di questo percorso evolutivo, e a questo scopo puntare a migliorare ed innovare i processi e i prodotti/servizi pubblici. La partecipazione informata ai processi deliberativi apre possibili nuovi protagonismi, nuovi conflitti, nuovi competitori per la rappresentanza: una democrazia repubblicana non può vivere questo processo come una minaccia Barbara. Una minaccia barbara: nota Massimo Cacciari "Barbaro non è solo il nostro nemico, ma il nemico del genere umano. Rude, feroce come una fiera intrattabile, impossibile da "addomesticare"- con lui l'unica pace consiste nel distruggerlo." e ancora "Il rapporto col barbaro è quello amico-nemico allo stato puro, in qualche modo addirittura pre-politico.". È vero addirittura "pre-politico", lo stesso Carl Schmitt, nella "Tirannia dei valori", ritiene che "l'essenza del politico non è l'inimicizia pura e semplice, bensì la distinzione tra amico e nemico, e presuppone tanto l'amico quanto il nemico". È proprio il rapporto amico/nemico e il conflitto che esso genera che permette e determina un ordine proprio perché la politica decide di includerlo al proprio interno. Solo se i contendenti si riconoscono l'un l'altro come "hostes aequaliter justi" è possibile evitare il nichilismo prodotto dall'inimicizia assoluta. Solo così è possibile che il conflitto possa generare innovazione e alternanza dentro un comune campo di regole e di istituzioni definito dalla Carta Costituzionale. Al contrario se questo campo e la Carta che lo regola e lo delimita vengono considerate come cosa propria da/di una delle due parti, in una relazione di alterità assoluta, a rischio di annientamento non è solo una delle due parti bensì la natura della Carta stessa e le istituzioni cui dà corpo e regole.
L'intelligenza connettiva come antidoto al populismo

Populismo e deriva personalistica-plebiscitaria dei "one man party" sono due facce della stessa medaglia dissolutiva. L'ambizione politica per una cittadinanza attiva nella democrazia repubblicana risiede nell'azione di connessione delle intelligenze inquiete e responsabili. Qui, come propone De Kerkove, le piattaforme digitali, aperte e interattive, costituiscono la matrice di una intelligenza connettiva: la democrazia in Atene non nasce dal basso, nasce come sfida e provocazione intellettuale di una élite di aristoi che supera, come un limite, ogni criterio integralista. Una lezione da non dimenticare.
Il criterio di valutazione è l'arete ma il campo è aperto a tutti. L'arete che si può insegnare e apprendere in quanto dote umana. "L'arete. L'esperienza attiva del valore." Per i greci il potere non deriva da una fonte divina, i criteri di attribuzione e il riconoscimento di autorità sono intrinsechi alle forze in gioco.
La condivisione come costruzione di una amicizia pubblica che genera un modello comportamentale che convive con un senso etico ed estetico, che genera contraccambio e produce valore.
Lo spazio pubblico come spazio aperto nel quale sono la qualità e l'autorevolezza a definire il peso di ognuno. Demos, come la comunità politica cui ogni cittadino può partecipare.
Partecipazione e legittimità 
Proprio la rete digitale può essere propedeutica ad una partecipazione di prossimità che a livello locale può ridurre la forbice che nel costante 50% di non partecipazione elettorale riflette una crisi di legittimità democratica non più trascurabile. Una ripresa di una cultura della partecipazione alla vita pubblica a partire dalla dimensione locale non è circoscrivibile ai campanili, bensì alimenta una opinione pubblica avvertita che esprime una domanda esigente alla politica: le condizioni generative per una offerta qualificata. Infatti non è a lungo sostenibile la schizofrenia di due dimensioni parallele: quella digitale, disintermediata e in grado di permettere una partecipazione informata, mentre non si attivano procedure e regole attuative di una, pur delimitata,  effettiva partecipazione al processo deliberativo.               
Partecipazione significa quote certe di sovranità da mettere in gioco
  Un processo efficace di partecipazione informata richiede l'attivazione di diversi piani in costante comunicazione tra loro, occorre reperire le risorse sufficienti, definire i tempi adeguati, predisporre gli strumenti idonei per informare e coinvolgere anche i soggetti che non hanno la preparazione per leggere e interpretare gli atti amministrativi e gli usuali elaborati di progetto. Così allestire una piattaforma digitale interattiva, informativa e selettiva sulle proposte "crowd", contenente il quadro normativo di riferimento, gli atti amministrativi e le proposte attinenti le aree soggette a trasformazione, con mappe georeferenziate e modalità di presentazione e raccolta delle osservazioni attraverso un sistema per simulare e verificare gli effetti delle trasformazioni proposte. Tutto ciò utilizzando modalità che consentano la più ampia comprensione della questione da parte di tutti soggetti interessati, con una chiara definizione delle prerogative di ognuno dei partecipanti. Oltre alla opportunità percettiva sarà possibile intervenire su una determinata realtà attraverso simulazioni con la verifica delle conseguenze in termini di occupazione, traffico, emissioni ecc. utile promuovere un’attività di ascolto e accompagnamento, organizzando incontri e dibattiti, oltre a utilizzare le apposite piattaforme, mettendo a confronto interessi, aspirazioni e visioni. Modelli collaborativi basati sulla partecipazione informata e la condivisione delle conoscenze costituiscono la concretizzazione di questo presupposto.Cardini dell’Open Government sono tutte le tecnologie abilitanti di tipo Open, come l’Open Source Software, gli Open Format, gli Open Data, gli Open Services su infrastrutture Open Cloud. E’ particolarmente importante realizzare iniziative di partecipazione dei cittadini/associazioni nella formulazione di temi strategici e per suggerire nuovi servizi e nuove tematiche. Così sviluppare una piattaforma fondata su un ambiente collaborativo ed una rete sociale, usufruendo, dove possibile, delle soluzioni già presenti sul mercato capace di interpretare e condividere la conoscenza in rete; promuovere iniziative e soggetti: professionisti, società, enti; essere luogo aperto per l’aggregazione e l’erogazione di prodotti e servizi: dalle informazioni, documenti, benchmark misure alle soluzioni , iniziative di consulenza , formazione; favorire la formazione di gruppi di lavoro e comunità di pratica. Una piattaforma partecipativa offre la possibilità di: beneficiare di una comunità in rete in cui condividere relazioni, fonti e archivi di conoscenza, informazioni aggiornate, strumenti ecc.; favorire la circolazione e l’esplorazione di nuove idee e creare un dibattito aperto su problematiche correnti. E’ importante far emergere e raccogliere in modo strutturato le buone pratiche già presenti per avviare processi virtuosi di diffusione delle stesse. Il Censimento delle buone pratiche è importante non solo per una buona gestione delle risorse pubbliche, ma anche per non essere autoreferenziali. Se Green Economy significa mettere in relazione la dimensione economica e sociale con la sostenibilità dentro ai cicli dell’aria, dell’acqua, dell’energia, propri degli ecosistemi e delle loro articolazioni, ci vogliono politiche pubbliche coerenti sul piano della pianificazione territoriale, su quello normativo e dei controlli. La trasparenza non è solo una delle condizioni che contribuiscono alla produzione della legalità, essa contribuisce principalmente alla definizione di processi capaci di efficacia e di efficienza con minori costi e migliori prestazioni della Pubblica Amministrazione. 
La partecipazione è condivisione
Modelli collaborativi basati sulla partecipazione informata e la condivisione delle conoscenze costituiscono la concretizzazione di questo presupposto. Non si tratta di togliere la parola ai cittadini nel nome della lotta al populismo, occorre condividere il processo democratico attraverso modalità articolate. Ad esempio, l’Europa ha introdotto laEuropean Citizens’ Initiative che permette alle proposte sostenute da 1 milione di cittadini europei di essere discusse e vagliate da Commissione e Parlamento, ma lo sanno i cittadini europei? Proprio la rete digitale interattiva costituisce un buon esempio della relazione tra locale e globale, non per omogeneizzare la propria cultura ma per scegliersi selettivamente i propri percorsi lungo tutte le nicchie della coda lunga. 
Una nuova relazione, una nuova alleanza tra la sfera biologica e quella antropologica del vivente
Ci vuole una nuova relazione con l'ambiente naturale tanto da parte dei cittadini/consumatori quanto da parte dei ricercatori e dei decisori pubblici, il Principio di Precauzione serve a questo: nessuna censura, nessun oscurantismo, ma la responsabilità e la cautela per capire le conseguenze delle nostre azioni nello spazio e nel tempo degli ecosistemi. La Terra ci è data in prestito dai nostri figli e abbiamo il dovere di non pregiudicarla con azioni che non ci consentono di tornare sui nostri passi. Oggi più che mai si pone il problema di una sintesi tra le domande e i bisogni di chi vuole condividere le produzioni immateriali con le aspettative di chi garantisce la biodiversità come pubblico attraverso la varietà delle produzioni naturali e agroalimentari.
La definizione di un sapere libero e accessibile, in campo scientifico, nel sistema delle comunicazioni, nell’universo culturale, consentirebbe la definizione di un nuovo terreno di gioco e di una nuova funzione dello sviluppo, capace di aprire le porte del fortino occidentale e di riaprire un canale di comunicazione scientifico e non solo nelle relazioni tra cultura occidentale e culture emergenti, in alternativa la modello del conflitto religioso e della guerra preventiva permanente.
Non abbiamo risposte precostituite; questi spunti richiedono un impegno collettivo che permetta di far incontrare chi oggi si batte contro la brevettazione del software con chi sviluppa cultura liberamente distribuibile, chi è impegnato nella difesa degli usi civici naturali con chi tenta la strada di una ricerca libera e condivisa, chi si batte per riaffermare, nell’era del lavoro intellettuale e precarizzato, il diritto alla libertà creativa e chi costruisce quotidianamente un diverso contenuto della comunicazione di massa. Oggi più che mai è necessario gettare le basi per la costruzione di un blocco sociale consapevole per la qualità, capace di costruire un’altra risposta possibile.
Un proverbio inglese dice "Nel sogno ha inizio la responsabilità".
La politica pubblica deve rispondere agli interessi generali di queste e delle future generazioni, questo è il senso del Patto Civile. Non smettiamo di provarci. 






mercoledì 19 aprile 2017

Identità multiple in un mondo "glocale"

 Io tratterò il tema "Il significato della cittadinanza nei giorni nostri"
http://www.europaregion.info/downloads/Programm-Euregio-Akademie-Programma-Accademia-dell-Euregio-Meran-Schloss-Tirol-2017.pdf

giovedì 6 aprile 2017

Giornalismo di utilità sociale nella comunità dei Navigli

Tra i lavori che accedono alla seconda fase del Premio di giornalismo locale Milanosud c'è anche quello di Alessio che apprezzo per la sua utilità sociale nella comunità dei Navigli.
Spero che lo apprezziate anche voi.
I lettori possono esprimere le loro preferenze mettendo un like.
C’è tempo fino al 1 giugno poi, gli articoli, i video e i servizi fotografici più votati saranno esaminati da una giuria di esperti, che sceglierà i tre migliori.
La premiazione avverrà durante la festa d Milanosud, che si terrà a giugno
Non vi resta quindi che leggere, guardare, votare e condividere :-)


http://www.milanosud.it/premio-di-giornalismo-locale-fase-2/laltro-naviglio/

giovedì 30 marzo 2017

Aspettando la proroga...

Aspettando la proroga oltre-500 dipendenti, lavoratrici e lavoratori, della Citta Metropolitana di Milano ed AFOLMET il 29-marzo...
Oltre 500 dipendenti lavoratrici e lavoratori della Città Metropolitana di Milano ed AFOLMET il 29 marzo hanno dato vita ad un presidio davanti alla sede dell’Ente.
Il presidio si è subito trasferito dentro l’aula consiliare interrompendo i lavori di una commissione e chiedendo alla Vice Sindaca Metropolitana Arianna Censi di sapere quale sarà la sorte dei lavoratori e dei servizi che vengono erogati ai cittadini.
L’incertezza della situazione economica della Città metropolitana di Milano, condivisa per altro da tutti gli enti di Area vasta, preoccupa fortemente i lavoratori e impedisce una corretta erogazione degli importanti servizi attualmente svolti: dai centri scolastici alla formazione professionale, dalla manutenzione delle strade alla tutela dell’ambiente, dai centri per l’impiego al trasporto pubblico, dall’idroscalo ai servizi per disabili, dalla manutenzione degli edifici scolastici alla progettazione delle nuove opere necessarie per il territorio (strade e scuole), dai servizi di AFOL, con il fondamentale apporto dei lavoratori della Città metropolitana di Milano lì distaccati, al lavoro svolto dai lavoratori che operano su delega regionale (p.es. turismo o polizia metropolitana).
Le lavoratrici ed i lavoratori di questi settori, presenti in massa, hanno chiesto, attraverso le rappresentanze sindacali, certezze per il loro lavoro ed il loro futuro.
La Vice Sindaca ha risposto che l’Amministrazione sta lavorando per avere una proroga del limite per la presentazione del bilancio sino alla fine di aprile, assicurandoci che, se il Governo darà le necessarie risposte, il bilancio sarà fattibile.
Abbiamo risposto pretendendo che, a partire dai lavoratori precari, alcuni dei quali in scadenza tra poche ore, tutti abbiano la certezza della continuità del posto di lavoro e della considerazione della professionalità acquisita.
Esigiamo che il Governo Centrale e la Regione Lombardia facciano la loro parte senza rimpalli di responsabilità e falsi interessamenti.
Se la previsione positiva si avvererà, saremo lì per farla diventare immediatamente una soluzione concreta per tutti e per tutte.
Se così non sarà, richiameremo le lavoratrici ed i lavoratori , che ringraziamo per la straordinaria partecipazione, ad una nuova mobilitazione il 5 aprile, in occasione della prossima riunione del Consiglio Metropolitano, organizzando una permanenza ad oltranza finchè non avremo un risultato positivo, chiedendo che i Sindaci di tutti i Comuni, siano presenti a differenza di questa volta quando, a parte la lodevole presenza del Sindaco di Pessano con Bornago, che ringraziamo , hanno disertato la nostra iniziativa.

mercoledì 22 marzo 2017

Verde e Parchi in Lombardia: un problema da affrontare

VERDE E PARCHI IN LOMBARDIA: UN PROBLEMA DA AFFRONTARE

La possibile attenuazione degli effetti negativi dell’attività umana

La nuova legge regionale lombarda su parchi e aree protette ha l’obiettivo di semplificare la gestione (oggi affidata a 80 enti gestori) e di incentivare l’accorpamento volontario tra parchi esistenti. La legge, che porta il titolo Riorganizzazione del sistema lombardo di gestione e tutela delle aree regionali protette e delle altre forme di tutela presenti sul territorio ha come finalità dichiarata dalla maggioranza il consolidamento della conservazione e della valorizzazione del patrimonio naturale e paesaggistico, l’incremento dei modelli di sviluppo sostenibile delle attività antropiche e il completamento della rete ecologica regionale. Semplificazione gestionale e accorpamento dei parchi sono scelte strumentali e da sole non costituiscono la definizione della funzione che il sistema dei parchi regionali deve svolgere oggi dopo l’accordo sul clima COP 21 siglato da 195 paesi sotto l’egida delle Nazioni Unite.
08cortiana11FBQuesto perché Lombardia è uno dei motori d’Europa, tra i territori più antropizzati, con i limiti delle emissioni ampiamente superati ogni anno e con tutte le eredità industriali di inquinamento del territorio maldestramente bonificate per via amministrativa nell’era Formigoni. Sembra più puntuale la consultazione pubblica da parte del Dipartimento per gli Affari regionali e le autonomie della Presidenza del Consiglio, prevista dalla legge sulla green economy Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali Collegato ambientale 2016.
Alla luce di questo quadro di nuovi indirizzi istituzionali glocal*, il contributo che potrebbero dare i parchi regionali è relativo a due elementi costitutivi delle Green Community: uno riguarda uno strumento organizzativo della pianificazione del territorio, l’altro riguarda la definizione di soggetti/figure che possono svolgere servizi di alto valore qualitativo. Proprio all’interno di una Strategia Nazionale per le Green Community i parchi regionali possono svolgere un ruolo fondamentale a garanzia di solidità, qualità e consapevolezza diffuse e condivise.
I Parchi Regionali sono stati pensati e proposti per svolgere una funzione di salvaguardia dalla pressione antropica legata a un modello di sviluppo quantitativo a carattere industriale e al suo impatto ambientale, nonché con il fine di rigenerare un territorio compromesso proprio da quell’impatto ambientale. Oggi, nella società e nell’economia della conoscenza, devono essere territori multifunzionali della sostenibilità, della qualità, della bellezza: un retroterra ricco di soluzioni che, lungo la filiera agroalimentare e naturalistica, sono in diretta relazione con la qualità dell’abitare dei centri urbani. Non più isole ma territori capaci di esercitare, per le loro prerogative, un ruolo attivo nella produzione di Sistemi Territoriali Qualitativi.
Le chiavi costitutive di questo ruolo sono:
– una organizzazione finalizzata alla definizione, attuazione e verifica di specifici progetti di tutela e valorizzazione sostenibile che ne definiscono la multifunzionalità;
– il Piano Naturalistico, elemento centrale della pianificazione territoriale, fonte primaria della sostenibilità della valorizzazione multifunzionale del loro patrimonio;
– il compito di definire i corridoi ecologici che li connettano con l’urbanizzazione dei comuni;
– la certificazione e il controllo dei prodotti della filiera agroalimentare;
– la certificazione degli agriturismi e dell’articolazione dei servizi di ospitalità delle strutture rurali.
– la possibilità di godere e di attivare servizi di trasporto pubblico combinato treno-bicicletta, bus-bicicletta, bikesharing, vie d’acqua, etc.
La piantumazione delle città, delle cinture periurbane, degli spazi residuali e da bonificare, possono trovare i loro vivai tra i servizi forniti dai parchi regionali. Così la fornitura di prodotti agroalimentari certificati per le mense pubbliche o per la cura del verde. L’introduzione della pianificazione naturalistica come elemento costitutivo dei PGT dei Comuni può trovare nei parchi regionali e nei corridoi ecologici di connessione una relazione di qualificazione importante.
Tra i diversi gli stakeholder [portatori di interesse], pubblici e privati, che concorrono a definire il senso e l’esito delle politiche pubbliche relative ai parchi regionali i fornitori di Servizi Ecosistemici possono avere una funzione particolare sia di generatori della valorizzazione sostenibile del patrimonio naturale, che di moltiplicatori di consapevolezza e responsabilizzazione.
l tema dei Servizi Ecosistemici (SE) e dei Pagamenti per i Servizi Ecosistemici (PSE), interno alle disposizioni contenute nel Collegato Ambientale, gode di un crescente interesse e di studi ed elaborazioni specifiche, come quelle che Fondazione Cariplo sta sviluppando con il contributo di studiosi ed accademici. Occorre ora una sua traduzione in atti che ne contentano il riconoscimento e lo stimolo operativo, nonché la verifica di efficacia per una messa a punto evolutiva dello strumento accompagnata da una rendicontazione chiara che permetta un’analisi pubblica del rapporto costi/benefici come saldo ambientale, con la sua valorizzazione economica.
In relazione agli aspetti di valorizzazione economica è necessario definire un piano finanziario non estemporaneo, capace di utilizzare fonti istituzionali multilevel e fonti private, composto da contributi, gettiti, sgravi e remunerazioni conseguenti a verifiche puntuali del Piano dei Servizi concordato. A tal fine è necessario individuare le funzioni e la tipologia dei soggetti fornitori dei servizi, quali caratteristiche comuni devono avere all’interno di una visione ecosistemica e in relazione con gli strumenti di pianificazione in atto, quale informazione e formazione si rendono necessarie e a chi viene affidato il compito di garantirle.
Oltre al riconoscimento puntuale, occorrono strumenti incentivanti per le amministrazioni locali dei territori interessati. Affinché si crei un circolo virtuoso di stimolo, informazione, formazione e azione è necessario favorire la creazione di reti tra imprese in chiave pubblico/privato che si diffonda come una pratica coerente. Proprio la parte pubblica dovrebbe svolgere la funzione di connessione e messa in rete, con la rendicontazione pubblica delle scelte normative e dei relativi capitoli nei bilanci.
È necessario pensare a momenti locali di confronto che coinvolgano tutti gli stakeholderinteressati e a un osservatorio centrale per raccogliere e condividere la conoscenza delle esperienze virtuose, con i relativi fattori di successo (sia sul piano organizzativo-procedurale sia su quello delle competenze dei fornitori dei servizi), e delle criticità.
Occorre riconoscere il ruolo e la funzione cruciale soggetti fornitori dei SE laddove residenti in zone rurali (come in gran parte sono), che non godono della vicinanza a centri urbani con i relativi servizi e le relative opportunità. Ci sarà una Lombardia regione sostenibile d’Europa se si favorirà la formazione di un tessuto di imprese, amministrazioni, professionalità, cittadinanza attiva, interessati professionalmente e socialmente all’innovazione di qualità, alla bellezza e alla partecipazione informata al processo deliberativo.

Fiorello Cortiana
*di atteggiamento, politica, visione, che si concentra contemporaneamente sulla dimensione globale o planetaria e su quella locale (Vocabolario Treccani).

lunedì 20 marzo 2017

Non posso scriverlo sui muri di Locri e lo scrivo qui

Non posso scriverlo sui muri di Locri e lo posto qui. Io sto con don Ciotti, con i magistrati, le forze dell'ordine e con tutti coloro che costruiscono percorsi/procedure/progetti liberi dalla corruzione e dalle mafie.

martedì 7 marzo 2017

Rignano, agrimafie, sindacato e referendum sui voucher. Mi sono informato e parlo.

Mi sono informato e dico che la voce del sindacato si è sentita, non solo sull'incendio di Rignano ma con una azione di inchiesta, di denuncia e di proposta che dura da anni. Qui sotto trovate tutte le informazioni a riguardo. In attesa della convocazione dei referendum per liberare il lavoro, che il Governo si rifiuta di fare, occorre precisare che i voucher molto/troppo spesso sono la foglia di fico legale per coprire il lavoro nero: ti pago un voucher e lavori 7,8,11 ore. Vorrei però essere chiaro: un conto è denunciare il sindacato per collateralismo, cosa avvenuta molte volte da parte di qualche sindacato, vedi proprio sui voucher. E' altresì giusto denunciare personalismi e uso della funzione sindacale per fare carriera o per non lavorare. Cosa diversa è pensare che la rappresentanza organizzata dei lavoratori costituisce una zavorra per la decisione in politica pubblica. Cosa che sottende che i diritti dei lavoratori e la loro dignità professionale costituiscono un freno alla competitività. CGIL con la Carta dei Diritti e con i Referendum riconosce l'articolazione del mercato del lavoro, dal tempo indeterminato-al lavoro occasionale-alla partita IVA e con i Referendum lo vuole trasparente e dignitoso.
CGIL: DISTRUTTO IL 90% DELLA BARACCHE - Sono andate distrutte «quasi il 90%" delle baracche nell’incendio che ha investito il ghetto di Rignano Garganico (Foggia) dove vivono in condizioni di vita precaria centinaia di migranti impegnati nel lavoro nei campi e soprattutto nella raccolta di pomodori. Lo dice  la referente immigrazione della Flai Cgil, Magdalena Jarczac, da questa mattina sul luogo dell’incendio che anche la Regione Puglia non esclude possa essere doloso. «Quando siamo arrivati - riferisce Jarczac - girava voce tra i migranti che l’incendio fosse stato addirittura appiccato dalle istituzioni che volevano cacciarli via». Per Jarczac si tratta di «una strumentalizzazione di chi dal ghetto ci specula: i caporali, chi gestisce il giro di prostituzione che fa paura e che è animato anche da clienti italiani, chi spaccia droga, e da che gestisce una specie di night dove si trova di tutto». Jarczac ricorda poi che nei giorni scorsi, «insieme con alcune associazioni, abbiamo tenuto al ghetto un’assemblea in cui abbiamo comunicato ai migranti che la Regione sta individuando soluzioni abitative migliori». E dunque qualcuno potrebbe aver temuto di perdere il proprio giro d’affari.
E' disponibile il 3° Rapporto su Agromafie e Caporalato http://www.flai.it/osservatoriopr/ilrapporto/
a cura dell'Osservatorio Placido Rizzotto, in memoria del sindacalista ammazzato dalla mafia siciliana nel 1948. Su proposta della Flai Cgil, l’Osservatorio ha il compito di indagare l’intreccio tra la filiera agroalimentare e la criminalità organizzata, con una particolare attenzione al fenomeno del caporalato e dell’infiltrazione delle mafie nella gestione del mercato del lavoro agricolo.



http://www.rassegna.it/articoli/gran-ghetto-di-rignano-due-morti-nellincendio


http://www.flai.it/tende-rosse-news/cimettiamoletende-in-puglia/

venerdì 17 febbraio 2017

SCALI EX FS E CITTÀ METROPOLITANA





                                 COMUNICATO STAMPA
          EX SCALI FERROVIARI, CITTA' DEI COMUNI:
L'IMPEGNO DEVE ESSERE PRESERVARE LA NATURA PUBBLICA DELLE AREE


Milano, 17 febbraio 2017 – In merito alla discussione in corso sulla riqualificazione delle aree dismesse degli scali ferroviari milanesi, come Città dei comuni riteniamo fondamentale il mantenimento della natura pubblica di quelle aree, in modo da evitare una deriva privatistica del loro utilizzo. Allo stesso modo riteniamo che sia necessaria una discussione che permetta in modo veramente partecipato ai cittadini interessati, che non sono solo quelli milanesi, ma quelli di tutta la città metropolitana, di dire la loro sul futuro di quelle aree. Per questa ragione il nostro consigliere metropolitano Alessandro Braga ha presentato una mozione in consiglio metropolitano, i consiglieri e i sindaci che hanno dato vita a La Città dei Comuni faranno altrettanto nei loro consigli e invitiamo tutti i consiglieri comunali dei comuni della città metropolitana a fare lo stesso nei loro.
Gruppo Consiliare Metropolitano 
LA CITTÀ DEI COMUNI
MOZIONE
SCALI EX FERROVIARI DELLA CITTÀ DI MILANO
IL CONSIGLIO METROPOLITANO DI MILANO
Considera il recupero urbano della cintura ferroviaria e degli scali milanesi l’occasione più importante di riorganizzazione urbanistica del Comune di Milano, dei suoi nove Municipi e di 134 Comuni con effetti significativi nella fase di costituzione della Città metropolitana milanese e delle sue zone omogenee. 
Prende atto che la natura delle funzioni che verranno allocate su quelle aree, servite dalla rete ferroviaria, e le scelte di organizzazione urbana relative, interesseranno un'area ben più vasta di quella del perimetro della Città Metropolitana stessa. 
Consapevole che ciò comporta una grande complessità nella gestione amministrativa delle trasformazioni urbane e territoriali, tenuto conto della contestuale risignificazione dell'area che ha ospitato EXPO 2015. 
Consapevole che la funzione, il ruolo e l'identità della Città Metropolitana di Milano verranno fortemente caratterizzate dalla qualità di questo processo di trasformazione.
Consapevole che sono una facoltà e una responsabilità della politica pubblica e di tutte le sue istituzioni creare le condizioni di pianificazione e di indirizzo affinché un Sistema Territoriale Qualitativo sia l'esito di questo processo di trasformazione. Ciò significa qualità ambientale, qualità sociale, qualità delle infrastrutture, qualità dei servizi.
 

Apprezzato il valore strategico del processo di trasformazione territoriale in atto e la Deliberazione del Consiglio Comunale di Milano n. 44 del 14/11/2016, con riferimento ai punti M e N del Dispositivo, ritiene di promuovere una ampia partecipazione informata al processo deliberativo che interessa le Autonomie Locali preposte.
Ritiene che l’attivazione di un processo di partecipazione, con il contributo dei soggetti coinvolti e con la partecipazione dei cittadini, consentirà di assumere decisioni finali capaci di armonizzare i diversi interessi e di valorizzare l'intelligenza accademica, imprenditoriale e sociale diffusa.

Un processo efficace di partecipazione informata richiede l'attivazione di diversi piani in costante comunicazione tra loro. 




IMPEGNA IL SINDACO METROPOLITANO

  • a preservare la natura pubblica delle aree degli scali FS interessati dalla dismissione,  perché è la sola che permette alla comunità metropolitana di indirizzarne funzioni, uso e assetto urbanistico. Proprio la natura strategica per il futuro dell'identità, della funzione e del ruolo di Milano Città Metropolitana di queste aree e di quelle EXPO, le rende un Bene Comune da non compromettere con atti, scelte e azioni che le assegnassero alla sola disponibilità privata.
  • ad avvalersi delle specifiche competenze, a partire da quelle interne ai settori della Città Metropolitana, a reperire le risorse sufficienti, a definire i tempi adeguati, a predisporre gli strumenti idonei per informare e coinvolgere anche i soggetti che non hanno la preparazione per leggere e interpretare gli atti amministrativi e gli usuali elaborati di progetto;
  • a impegnare:
  1. la Conferenza Metropolitana con consigli comunali delle zone omogenee affinché esercitino un ruolo di indirizzo e proposta in relazione al Piano Strategico Metropolitano e ai suoi possibili cambiamenti;
  2. il Servizio Informatico, in collaborazione con le facoltà universitarie e le associazioni dedicate, ad allestire una piattaforma informativa digitale interattiva e selettiva, contenente il quadro normativo di riferimento, gli atti amministrativi e le proposte attinenti le aree soggette a trasformazione, con mappe georeferenziate e modalità di presentazione e raccolta delle osservazioni attraverso un efficiente sistema per simulare e verificare gli effetti delle trasformazioni in variante proposte. Modalità che consentano la più ampia comprensione della questione da parte di tutti soggetti interessati e così come devono chiarire le prerogative di ognuno;
  3. ogni Zona Omogenea ad allestire almeno un Urban Center dedicato, che ospiti cartografie, documentazione degli atti amministrativi relativi alle aree interessate alla trasformazione. Con l’allestimento di un ambiente interattivo multimediale, utilizzando gli strumenti che la rete (Google Earth, Google Maps, ecc.) già ci mette a disposizione, per documentare le condizioni attuali degli scali e dei contesti circostanti. Oltre alla opportunità percettiva sarà possibile intervenire su una determinata realtà attraverso simulazioni con la verifica delle conseguenze in termini di occupazione, traffico, emissioni ecc.;
  4. ogni Zona Omogenea a promuovere un’attività di ascolto e accompagnamento, organizzando incontri e dibattiti, oltre a utilizzare le apposite piattaforme, mettendo a confronto interessi, aspirazioni e visioni. Una attività finalizzata a perseguire l’ottimizzazione delle scelte non solo a livello strettamente locale ma anche a scala metropolitana e regionale. 




                                        Il Capogruppo

                                        Alessandro Braga







giovedì 9 febbraio 2017

Nucleare, l'unica prevenzione possibile

Francia, esplosione alla centrale nucleare di Flamanville, Bassa Normandia il reattore è stato fermato «per precauzione». Alla prova degli sviluppi tecnologici attuali e dei disastri l'unica precauzione possibile è chiudere le centrali nucleari e passare alle rinnovabili, all'innovazione integrata, quindi con riduzione dei consumi.

mercoledì 8 febbraio 2017

Rispetto, rabbia e impegno

il 30enne suicida: «La mia generazione perduta.Mai un lavoro, vi dico addio»
Anche per lui, anche per tutti gli altri non dobbiamo mai smettere di provare a costituire e a costruire un buon esempio.

lunedì 6 febbraio 2017

Quelli che la meritocrazia...degli altri

Quelli che diventano dirigenti nelle istituzioni quando governa il proprio partito. Di solito ricoprivano ruoli nel partito da cui si sono dimessi giusto in tempo, hanno iniziato con un incarico a termine conferito con un bando ad hoc, con criteri vaghi così da lasciare ampi margini di discrezionalità e senza alcuna trasparenza sui curricula degli altri concorrenti. Nel tempo si troverà il modo di stabilizzarli. Sono quelli che parlano di meritocrazia... per gli altri.

sabato 4 febbraio 2017

Privatizzare A2A?

Per chi ritiene pericolosa la privatizzazione di A2A. Per me deve diventare una pubblic company viceversa è una prepotente e autoreferenziale impresa fuori da ogni controllo dei cittadini. Preferisco allora che ci siano chiari indirizzi pubblici energetici ( innovazione/risparmio, rinnovabili ecc.) una Autorità di Controllo autorevole, libera e effettiva) per me A2A è una società energetica come le altre interessate al mercato e al valore nominale finanziario dei suoi prodotti. Nulla a che vedere con la responsabilità sociale di impresa che avevano quando erano le municipalizzate di Milano e di Brescia.

mercoledì 18 gennaio 2017

Terremoto e neve

E mandate sto cavolo di esercito a spalare la neve nelle zone terremotate...!

mercoledì 11 gennaio 2017

Sì ai referendum per la dignità del lavoro e i diritti

La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile il referendum sull’art. 18 proposto dalla Cgil. Sì alla consultazione su voucher e appalti. Adesso è importante che si diffonda la consapevolezza che la dignità del lavoro e i diritti sono una condizione necessaria per uno sviluppo sostenibile dentro la competizione globale.
Occorre valorizzare il combinato disposto positivo e costitutivo con la Carta dei Diritti.
Ci sarà pure qualche imprenditore aperto in Conindustria e in Assolombarda?
Vista la posizione di Boeri e le speculazioni sui vaucher ai pensionati, nonché la posizione della segretaria CISL prima del pronunciamento della Corte, occorre mettere in conto che proveranno ad usare gli stereotipi più scontati sul sindacato e sulla CGIL, come elementi di freno per la ripresa. Gli stessi proposti da Renzi contro i corpi intermedi e la rappresentanza dei diritti.
Occorre una campagna di comunicazione aperta, inclusiva, dialogante.

lunedì 9 gennaio 2017

sabato 7 gennaio 2017

MPS specchio della inanità della politica

Rispondo a chi ha giudicato criticamente la mia richiesta di rendere pubblici i debitori di MPS, i quali rispondano del disastro insieme agli amministratori. L'argomentazione della critica che viene rivolta al mio auspicio, si fonda sull'effetto domino che il fallimento MPS avrebbe sul sistema bancario italiano  compromettendolo. Io discuto nettamente questa argomentazione e i presupposti che essa riflette. Non solo si accetta il ricatto "o così o il disastro ", ma in modo fatalistico si accetta l'esito di scelte finanziarie e dei mancati controlli come ineluttabile e non come prodotto storico modificabile. Si accettano la deriva finanziaria della economia, quindi danaro da danaro e bolle speculative incluse. Dove il valore dei prodotti è nominale e ogni dimensione del vivente viene ridotta al piano del valore nominale e delle sue codificazioni. Ciò vale nella sfera biologica, basti pensare agli OGM che servono a produrre valore nominale con il controllo dei brevetti e non a "sfamare il mondo" (Sic!), così come nella sfera antropologica, basti pensare ai reiterati tentativi di brevettare il software. Mentre è ritenuta una evoluzione naturale il fatto che il paese manchi da decenni di un Piano Industriale e che molti dei marchi storici italiani non siano più tali, tanto nell'agroalimentare quanto nella moda.
Siamo un paese in franchising e ci stupiamo che i giovani scolarizzazti portino la propria capacità cognitiva all'estero? Soprattutto questo stato delle cose presuppone che la politica pubblica abbia un ruolo subordinato di esecutore e di facilitatore di questo processo. Quindi la politica in sé non può esprimere l'ambizione di una visione e di indirizzo autonomi, soprattutto rispondenti ad interessi generali di queste e delle future generazioni. Tutto questo diviene una pretesa, un freno. La politica è carriera, è  capacità di posizionamento tempestivo funzionale agli interessi dei centri e delle cordate finanziarie in gioco. La decodificazione e la denuncia di questo processo nel Villaggio Globale diventano paranoie complottiste e la volontà di esercitare una soggettività politica con garanzie fondamentali, anche nello Spazio Pubblico digitale, diventano velleità estremistico/marginali da disadattati al nuovo corso della storia. Così se il disegno inciampa nella volontà popolare, ciò non comporta la discussione dei presupposti bensì diventa la conferma della necessità di limitarne l'esercizio come nella proposta bocciata.
Io invece credo che innovazione, qualità, partecipazione informata ai processi deliberativi, sostenibilità e bellezza, siano una necessità per il vivere sociale della specie umana. Credo altresì che la valorizzazione della natura informazionale del vivente, attraverso modalità interattive di condivisione della conoscenza, possa costituire un passaggio significativo per tutta l' umanità. Gli esempi della pratica degli usi civici, della Cittadinanza Attiva, piuttosto che delle comunità del software libero o di Arduino, costituiscono una dimostrazione di efficacia. Proprio una società e una economia della conoscenza richiedono una relazione concreta con il vivente e necessitano di un sistema territoriale qualitativo per produrre valore duraturo. Qualità ambientale, qualità dei servizi, qualità delle infrastrutture, qualità della formazione, qualità dei diritti, qualità del vivere sociale. Sobrietà non significa pauperismo, estetica non significa consumismo standardizzato. Un etica della responsabilità in luogo di integralismi e piccole patrie. La politica non dovrebbe dare corpo, parole, cogenza, a tutto questo? Alla politica tocca il compito di riequilibrare la finanza con l' economia, l'industria con l'ambiente, il lavoro con la dignità. A chi altri, altrimenti? Fascino, quando disse "abbiamo una banca", dimostrò tutti i limiti di una ipotesi politica tutta interna al conflitto distributivo di un modello legato alla presunzione di una crescita quantitativa illimitata. Quanti dei debitori di MPS hanno probabilmente detto la stessa cosa? Diamoci una mossa, cambiamo paradigma e investiamo nella autorevolezza che competenza ed efficacia esprimono nei processi di partecipazione informata alla vita pubblica.