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ciao, welcome :-)

in questo blog metto un po di tutto se cerchi qualcosa che non trovi chiedimelo

venerdì 23 dicembre 2016

Auguri!

Auguri! e gioiosi auspici per una sana e robusta Costituzione 😊

giovedì 22 dicembre 2016

" MARONI EVITI SPECULAZIONI SULLA PELLE DEI DISABILI, DELLE LORO FAMIGLIE E DEI LAVORATORI"

      COMUNICATO STAMPA

                   Fiorello Cortiana-Segreteria di Coordinamento RSU Città Metropolitana

" MARONI EVITI SPECULAZIONI SULLA PELLE DEI DISABILI, DELLE LORO FAMIGLIE E DEI LAVORATORI"

" La Regione Lombardia  riprende i servizi di trasporto agli studenti disabili delle scuole secondarie che aveva delegato alle Provincie e

alla Città Metropolitana. Il commento del Presidente Maroni suona come una distrazione sprezzante "Si risolve un problema grave di tante

 famiglie lombarde che le Province non sono state in grado di soddisfare. Ci riprendiamo in carico  l’onere di garantire agli studenti disabili i

servizi di cui necessitano, a partire dal trasporto.".

E' evidente che non accompagnare una delega così delicata con le risorse economiche necessarie ha costretto i dipendenti degli

Enti Locali, che sono rimborsati dalla Regione, a equilibrismi e a salti mortali. Un servizio svolto con la consapevolezza di consentire

una effettiva inclusione ai ragazzi e alle ragazze diversamente abili, dando così un aiuto concreto alle loro famiglie.

Se Maroni si assumesse la responsabilità di dare le risorse necessarie insieme alle deleghe e smettesse di vivere la Città Metropolitana di Milano

 come un competitor, darebbe un utile contributo alla efficacia delle Autonomie Locali e ai servizi che queste danno ai cittadini lombardi.

Per le feste gli auguriamo di risolvere il suo complesso nei confronti di Milano con il rispetto che i ragazzi disabili, le loro famiglie e

i lavoratori della Funzione pubblica meritano."

sabato 17 dicembre 2016

Milano e Roma

Una, Roma, è l'opa di una cordata affarista sul/nel vuoto pentastellato; l'altra mette in luce o il paraculismo di chi si gira dall'altra parte per non vedere o di chi non si accorge in quale compagnia di giro sia finito. Politicamente come vogliamo giudicare i due casi? Pere mettono in luce una crisi del ceto politico che è il frutto della riduzione a questione di ordine pubblico dei conflitti sociali e generazionali degli anni '70, che insieme alla "meglio gioventù" hanno prodotto tanti narcisi e "un tanto al chilo".

venerdì 16 dicembre 2016

Sala, forconi ecc.

Non è passata la soluzione autoritativa oligarchica, adesso i giochi sono aperti e giocano tutti anche i servizi. Questo con la regolarità di Expo non c' entra.

Forconi utili a chi?

I Forconi, con i carabinieri a tre metri che guardavano immobili in attesa che la ripresa scenetta finisse...

martedì 13 dicembre 2016

Fondazione Feltrinelli

Fondazione Feltrinelli un bel regalo per Milano CittàMetropolitana Europea

sabato 10 dicembre 2016

Nuove risposte a nuove situazioni

Perché il confronto sia chiaro: non credo che le risposte all'attuale crisi siano da cercare all'interno delle geografie politiche del secolo scorso. Non parlo solo dell'antinomia dx/sx, ma anche del suo derivato sx/sx. Di fronte ai problemi di cui soffrono i cittadini, le questioni che riguardano la dignità e i diritti del lavoro, l'accesso alla conoscenza, il diritto alla salute, il diritto ad un'istruzione di qualità, la sostenibilità dello sviluppo, la partecipazione informata ai processi deliberativi, il diritto alla bellezza, come li vogliamo classificare? Sono di destra? Di sinistra? Di estrema destra? Di estrema sinistra? Di centro? Per me sono la matrice costitutiva di ogni proposta politica democratica.

venerdì 9 dicembre 2016

Occhi e cuore per vedere e capire la sofferenza sociale

Nel dibattito post referendum gli analisti hanno rilevato che a difendere l'azione di governo sono i garantiti e i privilegiati. Quelli che comunque se la cavano, perché abitano nelle zone più ricche  del Paese, sono proprietari della loro casa, hanno un lavoro, magari qualche soldo da parte. A me sembra soprattutto che parlino e si frequentino tra di loro pensando che il mondo finisca lì. Non riesco a spiegarmi altrimenti questa distanza dal paese reale. Vale anche per il cosiddetto "modello Milano". Io che abito oltre la circonvallazione, prendo i mezzi pubblici per andare a lavorare, frequento il bar di quartiere e le assemblee condominiali, vado al mercato e al super,  vedo e ascolto altro: pensionati invalidi che non possono pagare la badante full time e servizi che non ci sono, sempre più condomini che chiedono di rateizzare il debito perché non riescono a pagare le spese, sempre più anziani che fanno la cernita della frutta e della verdura scartata al mercato di quartiere, artigiani che fanno fatica ad anticipare l'IVA, giovani che vedono i voucher non come una gavetta ma come una costante, cittadini che ti raccontano che non possono pagare i ticket degli esami specialistici, altri che si lamentano delle condizioni di manutenzione, pulizia e sicurezza delle strade e dei quartieri. È vero che Milano è comunque uno dei motori d'Europa e una città attrattiva, io stesso vedo queste cose magari tornando da convegni a carattere internazionale o da incontri alle università, ma bisogna avere occhi e cuore per vedere e capire quanta sofferenza sociale ci sia in giro. La riformista Milano è tale solo se consente pari opportunità e pari dignità a tutti i suoi abitanti, dentro e fuori la circonvallazione della 90/91, dentro e fuori la ricchezza sociale

giovedì 8 dicembre 2016

Il populismo settario non è l'alternativa obbligata

 In Germania i riformisti radicali governano il Land più grosso, chiaramente non da soli, in Austria hanno eletto il Presidente, chiaramente non da soli. È chiaro che le crisi d'identità e  i nuovi equilibri nel Villaggio Globale danno luogo tanto agli integralismi quanto a nazionalismi, quanto a indirizzi regressivi, dalla scuola alla sanità, dall'ambiente al lavoro. La soluzione non sta nell'assecondarli, ma nel costruire, appunto, risposte riformiste vere. Lo stravolgimento della Costituzione era tutt'altro che riformista. Come hanno affermato gli Italiani.

mercoledì 7 dicembre 2016

Pisapia: velleitarismo o commedia?

Velleitarismo o masochismo? Manifesta incapacità politica o cinica esecuzione della parte assegnata pur di avere un ruolo in commedia? Non riesco a porre altro che queste domande di fronte all'insistenza di Giuliano Pisapia e del suo giro a fare da specchietto per le allodole per conto del PD del Nazareno. Compreso il SÌ al referendum. I 19 milioni di Italiani che hanno difeso gli equilibri della Costituzione mettono in discussione anche chi continua a vantare un' "investitura arancione". Ai democratici tocca costruire una forza di governo con tutto il riformismo radicale che è necessario per la dignità del lavoro, per l'economia sostenibile, per la cittadinanza attiva, per l'ambiente e per un'Europa che risponda agli interessi dei cittadini e non delle banche d'affari

domenica 4 dicembre 2016

La saggezza degli italiani

Con un'enorme partecipazione gli Italiani hanno detto un gigantesco vaffa alla deriva oligarchica che Renzi e i suoi hanno tentato. Adesso ogni democratico è chiamato allo sforzo per una proposta politica di governo. I lacché del renzismo facciano i conti con la realtà della volontà popolare invece di rifugiarsi in un disprezzo di comodo e in presagi apocalittici

sabato 3 dicembre 2016

Addio Claudio de Albertis


Mi stringo nell' abbraccio più forte a te e a tutte le amiche e gli amici della Triennale per l'addio a Claudio de Albertis. Mi restano il ricordo dello sguardo pulito, intelligente e aperto, di Claudio e gli scambi il sabato mattina da Cucchi per proporgli di fare il sindaco di Milano. Ha onorato la Triennale e la città con la  qualità suggestiva e profetica dell'appuntamento internazionale della XX1T.
Sono certo che la Triennale saprà onorarlo con la discrezione e la qualità intensa che costituiscono la vostra cifra.


venerdì 2 dicembre 2016

al Consolato Statunitense a spiegare il NO

Oggi insieme al coordinatore dei Comitati del No Pierpaolo Pecchiari sono stato al Consolato Statunitense a Milano dove ho apprezzato la loro consapevolezza che she vince il NO non ci sarà alcuna caduta nel buio per l'Italia. Ora sono appena tornato dall'ultimo confronto con il Sí a Casarile. Sono restato esterefatto dal mio interlocutore che ha continuato imperturbabile  a dire che non è vero che I cittadini non voteranno direttamente I senatori anche se io gli ho letto l'articolo della riforma che affida la scelta ai consiglieri regionali. Sic! Mi sento a posto con le mie ragioni esistenziali, confronti radiofonici e televisivi, incontri e confronti nelle Scuole e nei comuni della Lombardia. Spero che I cittadini italiani dicano NO alla sottrazione del diritto di votare, anzi pretendano di esercitarlo anche per scegliere I sindaci e I consiglieri metropolitani.

domenica 27 novembre 2016

Il 4 dicembre anche il 50% che non vota deve andare a votare

Il 4 dicembre anche il 50% che non vota deve andare a votare perché si votano le regole del Patto Civile e non i partiti...

domenica 20 novembre 2016

Riforma della Costituzione: le mie considerazioni di merito e quelle politiche

Riforma della Costituzione: le mie considerazioni di merito e quelle politiche

La riforma della Costituzione che siamo chiamati a confermare o a bocciare ha a che fare innanzitutto con le regole del Patto Civile, ma non possiamo trascurare il senso politico contingente che l'ha generata.
Di seguito trovate, quindi, le mie considerazioni di merito e quelle politiche.

 QUESTE LE MIE CONSIDERAZIONI DI MERITO SULLA RIFORMA:


IL SENATO NON VIENE ABOLITO, CIÒ CHE VIENE ABOLITO È IL DIRITTO DEI CITTADINI DI ELEGGERE I SENATORI
ART 55
"La Camera dei deputati è titolare del rapporto di fiducia con il Governo ed esercita la funzione di indirizzo politico, la funzione legislativa e quella di controllo dell'operato del Governo. Il Senato della Repubblica rappresenta le istituzioni territoriali ed esercita funzioni di raccordo tra lo Stato e gli altri enti costitutivi della Repubblica. Concorre all'esercizio della funzione legislativa nei casi e secondo le modalità stabiliti dalla Costituzione, nonché all'esercizio delle funzioni di raccordo tra lo Stato, gli altri enti costitutivi della Repubblica e l'Unione europea. Partecipa alle decisioni dirette alla formazione e all'attuazione degli atti normativi e delle politiche dell'Unione europea. Valuta le politiche pubbliche e l'attività delle pubbliche, amministrazioni e verifica l'impatto delle politiche dell'Unione europea sui territori. Concorre ad esprimere pareri sulle nomine di competenza del Governo nei casi previsti dalla legge e a verificare l'attuazione delle leggi dello Stato."

NON È VERO CHE IL NUOVO SENATO SARÀ UNA CAMERA DELLE AUTONOMIE. I SINDACI E I CONSIGLIERI REGIONALI NON RAPPRESENTERANNO LE ISTANZE DELLE AMMINISTRAZIONI LOCALI, MA QUELLE DEL PARTITO DI APPARTENENZA. 

"«Art. 67. -- I membri del Parlamento esercitano le loro funzioni senza vincolo di mandato»."


DOPO SETTANT'ANNI DALLA FINE DELLA GUERRA RIMANGONO LE REGIONI A STATUTO SPECIALE. QUESTE VOTERANNO CON METODO PROPORZIONALE I PROPRI RAPPRESENTANTI, MENTRE NON SI SA, PERCHÉ LA RIFORMA NON LO DICE, COME LI VOTERANNO LE ALTRE REGIONI.
ART 57
" Il Senato della Repubblica è composto da novantacinque senatori rappresentativi delle istituzioni territoriali e da cinque senatori che possono essere nominati dal Presidente della Repubblica. I Consigli regionali e i Consigli delle Province autonome di Trento e di Bolzano eleggono, con metodo proporzionale, i senatori tra i propri componenti e, nella misura di uno per ciascuno, tra i sindaci dei Comuni dei rispettivi territori."
" La durata del mandato dei senatori coincide con quella degli organi delle istituzioni territoriali dai quali sono stati eletti, in conformità alle scelte espresse dagli elettori per i candidati consiglieri in occasione del rinnovo dei medesimi organi, secondo le modalità stabilite dalla legge di cui al sesto comma."

IL SENATO DELLA REPUBBLICA NON AVRÀ CONTINUITÀ NELLA TRATTAZIONE DELLE SUE DELEGHE, MA CAMBIERÀ LA SUA COMPOSIZIONE A SECONDA DELLE DECADENZE LOCALI
ART. 57
"«Il Senato della Repubblica prende atto della cessazione dalla carica elettiva regionale o locale e della conseguente decadenza da senatore»"

PERCHÉ UN SENATO DELLA REPUBBLICA CHE NON SI SA COME VERRÀ ELETTO ELEGGE DUE MEMBRI DELLA CORTE COSTITUZIONALE?
ART. 135
" «La Corte costituzionale è composta da quindici giudici, dei quali un terzo nominati dal Presidente della Repubblica, un terzo dalle supreme magistrature ordinaria ed amministrative, tre dalla Camera dei deputati e due dal Senato della Repubblica»"

PERCHÈ IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DEVE AVERE UNA RAPPRESENTANZA DI SENATORI DESIGNATI CHE DURANO QUANTO IL SUO MANDATO?
ART.59
"«Il Presidente della Repubblica può nominare senatori cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario. Tali senatori durano in carica sette anni e non possono essere nuovamente nominati»."
ART. 58
"«Il regolamento stabilisce in quali casi l'elezione o la nomina alle cariche negli organi del Senato della Repubblica possono essere limitate in ragione dell'esercizio di funzioni di governo regionali o locali»."

RESTA IL BICAMERALISMO NEL PROCEDIMENTO LEGISLATIVO, COSÃŒ COME RESTANO I CONTENZIOSI, CHE VENGONO DEMANDATI ALLA CONCILIAZIONE TRA I PRESIDENTI DELLE CAMERE. 
RISULTA UN PASTICCIO: O SI ELIMINAVA IL SENATO O SI FACEVA EFFETTIVAMENTE IL SENATO DELLE AUTONOMIE LOCALI CON VINCOLO DI MANDATO O ELETTI DIRETTAMENTE DAI CITTADINI
ART.70
"Le altre leggi sono approvate dalla Camera dei deputati. Ogni disegno di legge approvato dalla Camera dei deputati è immediatamente trasmesso al Senato della Repubblica che, entro dieci giorni, su richiesta di un terzo dei suoi componenti, può disporre di esaminarlo. Nei trenta giorni successivi il Senato della Repubblica può deliberare proposte di modificazione del testo, sulle quali la Camera dei deputati si pronuncia in via definitiva. Qualora il Senato della Repubblica non disponga di procedere all'esame o sia inutilmente decorso il termine per deliberare, ovvero quando la Camera dei deputati si sia pronunciata in via definitiva, la legge può essere promulgata. L'esame del Senato della Repubblica per le leggi che danno attuazione all'articolo 117, quarto comma, è disposto nel termine di dieci giorni dalla data di trasmissione. Per i medesimi disegni di legge, la Camera dei deputati può non conformarsi alle modificazioni proposte dal Senato della Repubblica a maggioranza assoluta dei suoi componenti, solo pronunciandosi nella votazione finale a maggioranza assoluta dei propri componenti. I disegni di legge di cui all'articolo 81, quarto comma, approvati dalla Camera dei deputati, sono esaminati dal Senato della Repubblica, che può deliberare proposte di modificazione entro quindici giorni dalla data della trasmissione. I Presidenti delle Camere decidono, d'intesa tra loro, le eventuali questioni di competenza, sollevate secondo le norme dei rispettivi regolamenti. Il Senato della Repubblica può, secondo quanto previsto dal proprio regolamento, svolgere attività conoscitive, nonché formulare osservazioni su atti o documenti all'esame della Camera dei deputati»."
ART.71
"«Il Senato della Repubblica può, con deliberazione adottata a maggioranza assoluta dei suoi componenti, richiedere alla Camera dei deputati di procedere all'esame di un disegno di legge. In tal caso, la Camera dei deputati procede all'esame e si pronuncia entro il termine di sei mesi dalla data della deliberazione del Senato della Repubblica»"

SI CHIEDE IL PARERE PREVENTIVO ALLA CORTE COSTITUZIONALE PER LE LEGGI ELETTORALI, MA RESTA ANCHE QUELLO SUCCESSIVO...
ART.73
"Le leggi che disciplinano l'elezione dei membri della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica possono essere sottoposte, prima della loro promulgazione, al giudizio preventivo di legittimità costituzionale da parte della Corte costituzionale, su ricorso motivato presentato da almeno un quarto dei componenti della Camera dei deputati o da almeno un terzo dei componenti del Senato della Repubblica entro dieci giorni dall'approvazione della legge, prima dei quali la legge non può essere promulgata. La Corte costituzionale si pronuncia entro il termine di trenta giorni e, fino ad allora, resta sospeso il termine per la promulgazione della legge. In caso di dichiarazione di illegittimità costituzionale, la legge non può essere promulgata»"


LA LEGGE ELETTORALE CONCORRE A DEFINIRE IL SENSO DELLA RIFORMA COSTITUZIONALE PER QUESTO C'ENTRA
ART.64
"«I regolamenti delle Camere garantiscono i diritti delle minoranze parlamentari. Il regolamento della Camera dei deputati disciplina lo statuto delle opposizioni»".

ART. 83
Presidenza della Repubblica " «Dal quarto scrutinio è sufficiente la maggioranza dei tre quinti dell'assemblea. Dal settimo scrutinio è sufficiente la maggioranza dei tre quinti dei votanti»"
ART.94
" (Fiducia al Governo) 1. All'articolo 94 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni: a) al primo comma, le parole: «delle due Camere» sono sostituite dalle seguenti: «della Camera dei deputati»; b) al secondo comma, le parole: «Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia» sono sostituite dalle seguenti: «La fiducia è accordata o revocata»; c) al terzo comma, le parole: «alle Camere» sono sostituite dalle seguenti: «innanzi alla Camera dei deputati»; d) al quarto comma, le parole: «di una o d'entrambe le Camere» sono sostituite dalle seguenti: «della Camera dei deputati»; e) al quinto comma, dopo la parola: «Camera» sono inserite le seguenti: «dei deputati»."

SI ALZA LA SOGLIA DI ACCESSO PER LA PARTECIPAZIONE POPOLARE MENTRE VA A VOTARE IL 50% DEGLI AVENTI DIRITTO. SE SI VUOLE RISPETTARE LA VOLONTÀ POPOLARE PERCHÉ NON RENDERE VINCOLANTE LA VOLONTÀ REFERENDARIA INVECE DI AGGIRARLA? VEDI REFERENDUM PER L'ACQUA PUBBLICA. PERCHÉ ALZARE LA SOGLIA DELLE LEGGI DI INIZIATIVA POPOLARE DA 50000A 150000 QUANDO IL PARLAMENTO PUÒ COMUNQUE SIMULARE LA LORO DISCUSSIONE? COME HA FATTO PER LA RIDUZIONE DELLE INDENNITÀ SOLO QUALCHE SETTIMANA FA, CON IL PD E TUTTA LA MAGGIORANZA CHE PER AFFOSSARE LA PROPOSTA, SENZA PERÒ METTERCI LA FACCIA, L'HA RINVIATA IN COMMISSIONE
ART.71
"b) al secondo comma, la parola: «cinquantamila» è sostituita dalla seguente: «centocinquantamila» ed è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «La discussione e la deliberazione conclusiva sulle proposte di legge d'iniziativa popolare sono garantite nei tempi, nelle forme e nei limiti stabiliti dai regolamenti parlamentari»; c) è aggiunto, in fine, il seguente comma: «Al fine di favorire la partecipazione dei cittadini alla determinazione delle politiche pubbliche, la legge costituzionale stabilisce condizioni ed effetti di referendum popolari propositivi e d'indirizzo, nonché di altre forme di consultazione, anche delle formazioni sociali. Con legge approvata da entrambe le Camere sono disposte le modalità di attuazione»."

ART.75
Referendum: "La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto o, se avanzata da ottocentomila elettori, la maggioranza dei votanti alle ultime elezioni della Camera dei deputati, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi. La legge determina le modalità di attuazione del referendum».


AUMENTA IL POTERE DELL'ESECUTIVO SULLE CAMERE E SULLE REGIONI. NEL NOME DELL'EFFICACIA UN PARLAMENTO GIÀ DI NOMINATI VIENE SUBORDINATO, COME SE I CAPIGRUPPO NON POTESSERO GIÀ OGGI PER VIA REGOLAMENTARE CONTINGENTARE I TEMPI DI DISCUSSIONE DI UN PROVVEDIMENTO. NEL NOME DELL'INTERESSE NAZIONALE SI VUOLE ESERCITARE UN POTERE DI SUPREMAZIA NEI CONFRONTI DELLE REGIONI, COME SE LO SBLOCCA ITALIA E LA TRIVELLAZIONE INDISCRIMINATA GIÀ NON BASTASSERO.
ART.72
"il Governo può chiedere alla Camera dei deputati di deliberare, entro cinque giorni dalla richiesta, che un disegno di legge indicato come essenziale per l'attuazione del programma di governo sia iscritto con priorità all'ordine del giorno e sottoposto alla pronuncia in via definitiva della Camera dei deputati entro il termine di settanta giorni dalla deliberazione. In tali casi, i termini di cui all'articolo 70, terzo comma, sono ridotti della metà. Il termine può essere differito di non oltre quindici giorni, in relazione ai tempi di esame da parte della Commissione nonché alla complessità del disegno di legge. Il regolamento della Camera dei deputati stabilisce le modalità e i limiti del procedimento, anche con riferimento all'omogeneità del disegno di leggeil Governo può chiedere alla Camera dei deputati di deliberare, entro cinque giorni dalla richiesta, che un disegno di legge indicato come essenziale per l'attuazione del programma di governo sia iscritto con priorità all'ordine del giorno e sottoposto alla pronuncia in via definitiva della Camera dei deputati entro il termine di settanta giorni dalla deliberazione. In tali casi, i termini di cui all'articolo 70, terzo comma, sono ridotti della metà. Il termine può essere differito di non oltre quindici giorni, in relazione ai tempi di esame da parte della Commissione nonché alla complessità del disegno di legge. Il regolamento della Camera dei deputati stabilisce le modalità e i limiti del procedimento, anche con riferimento all'omogeneità del disegno di legge". 
ART. 117
"Su proposta del Governo, la legge dello Stato può intervenire in materie non riservate alla legislazione esclusiva quando lo richieda la tutela dell'unità giuridica o economica della Repubblica, ovvero la tutela dell'interesse nazionale."

QUESTE LE MIE CONSIDERAZIONI POLITICHE 

Questa riforma della Costituzione sposta l'equilibro tra i poteri della Repubblica: Legislativo, Esecutivo, Giudiziario, a favore di quello Esecutivo e sposta l'articolazione del potere verso il decentramento e le autonomie, come previsto nella prima parte della Costituzione, a favore del centralismo statale.
 Si mettono alla berlina le Regioni, ma quelle a statuto speciale non vengono abolite, come se i partiti che governano gli enti locali venissero da Marte. Invece di mettere sotto controllo le regioni e di impedire la ricandidatura di coloro che hanno commesso illeciti, si spostano i poteri verso lo stato centrale e verso l'esecutivo.
Con la legge elettorale attualmente in campo, chi vince piglia tutto anche se è andato al ballottaggio e anche se lo ha votato una significativa minoranza degli aventi diritto.
Ciò che si evince dalla combinazione Riforme+Legge Elettorale è che alla politica, come capacità di definizione di un indirizzo e della costruzione di un consenso sociale per attuarlo, si sostituisce la combinazione tra ingegneria costituzionale ed elettorale perché quel consenso formalmente ci sia indipendentemente dalla sua sostanza popolare.
A fronte di una crisi di legittimità democratica (alle regionali in E-R solo il 37% di votanti) invece che porsi il problema di abbassare la soglia della partecipazione informata al processo deliberativo e di aumentare la possibilità di esercizio della Cittadinanza Attiva si ritiene che, a fronte della mancanza di partecipazione popolare, non c'è più bisogno di rappresentatività.
 Si vorrebbe che la decisione di politica pubblica fosse nelle mani di un ristretto circuito finanziario-mediatico, cui devono risultare funzionali le ambizioni di cordate di professionisti dedicati, sia nelle assemblee elettive che negli organi di governo o per i nominati delle partecipate a tutti i livelli. Questa è l'oligarchia.
Il netto spostamento dell'equilibrio tra i poteri a favore di quello Esecutivo, completa un processo in atto da oltre 20 anni di deriva personalistico plebiscitaria, dove il segretario di partito compone le assemblee parlamentari attraverso leggi elettorali incostituzionali come il Porcellum e l'Italicum.
 In nome della governabilità, le assemblee elettive sono state svuotate di poteri, in nome della stabilità, le maggioranze elette sono fortemente sproporzionate in relazione alla percentuale di voti presi.
 Lo Statuto dei Lavoratori è costato tante lotte e diversi morti, la combinazione del '68 studentesco e del '69 operaio aveva posto la questione del l'allargamento della partecipazione sociale alla vita pubblica, le battaglie femministe e per i diritti civili hanno prodotto cambiamenti importanti, introducendo la cultura e la pratica referendarie.
 Con le buone, ad esempio chiamare "rimborso" il finanziamento ai partiti che era stato abolito con il referendum,  come tragicamente sappiamo anche con le cattive un sistema autoreferenziale ha cercato di preservare l'inerzia dei propri equilibri e costantemente ci riprova. Ora siamo alla spudoratezza antidemocratica di non fare più votare dai cittadini gli organi elettivi, si è iniziato con il sindaco e il Consiglio della Città Metropolitana e si vuole proseguire con il Senato della Repubblica. Stanno difendendo la loro autoreferenzialità e la chiamano innovazione e cambiamento necessario, sotto dettatura e sostegno di banche come JP Morgan. No, non devono passare.

giovedì 13 ottobre 2016

Grazie Dario :-)

Addio Dario, grazie per avermi fatto pensare, studiare, divertire, partecipare alla vita pubblica. Ci sei sempre stato e continuerai ad esserci. Un sorriso e un abbraccio.

mercoledì 12 ottobre 2016

L'appello dei 68 del '68 per il Sì

A proposito dell'appello dei 68 del '68 per il Sì.
Narcisi e un tanto al chilo, così giudico quella generazione alla luce della velleità e delle parabole personali. Così trovo amara conferma.  Come si fa a contrapporre rappresentanza ed esercizio del governo? Un po' di rigore nella riflessione sui fondamentali della democrazia repubblicana non guasterebbe.

sabato 8 ottobre 2016

Confalonieri e "quelli del capitalismo protetto"

 Confalonieri usa prendere pubblicamente parola quando occorre garantire il futuro dell'azienda di famiglia nei passaggi delicati. Per giustificare il sostegno al referendum Renziano attacca "quelli del capitalismo protetto", ma con che faccia? Quale rischio di impresa ha mai corso Mediaset nel mercato italiano se quando non si sentiva più garantita da politiche di favore ha promosso un partito direttamente e ha fatto la Legge Gasparri. Ricordate? Poi di fronte alla malaparata il Patto del Nazareno ha fatto da garante e Verdini con i suoi voti da garanzia. "Capitalismo protetto"? Ma va là...

mercoledì 5 ottobre 2016

Noi cittadini prigionieri in via Lodovico il Moro

Gentile dott.ssa Bossi Fedrigotti,

nella Milano che, giustamente, EXPO ha proposto come città europea noi cittadini che abitiamo lungo il Naviglio Grande, in via Lodovico il Moro, viviamo da tempo una condizione insostenibile, che interessa anche gli abitanti dei comuni di cintura, a partire da Corsico e Buccinasco. 
L'apertura del cantiere della M4, sul Naviglio all'altezza della stazione di San Cristoforo, è stata accompagnata dalla installazione di due semafori, prima e dopo il cantiere. 
Nelle ore di punta, al mattino e nel pomeriggio, il risultato è una congestione assoluta con la coda di mezzi bloccati che arriva fino alla Chiesa di San Cristoforo, cioè alla circonvallazione 90-91.
 Ciò non comporta soltanto la quasi impossibilità di muoversi per andare a casa o uscire per la spesa e lunghe file di utenti ATM che scendono uno o più chilometri prima e a piedi tornano a casa e danni per il commercio locale, quel che è anche peggio è l'inquinamento dell'aria e l'inquinamento acustico che tutti subiamo, e i riscaldamenti delle case sono ancora spenti. Questo in una città che vanta la più alta percentuale italiana di affezioni alle vie respiratorie dei bambini. 
E' paradossale che da un lato del Naviglio chi sia una fila congestionata e inquinante di mezzi, mentre sull'altro lato, l'Alzaia, migliaia di persone di ogni età pedalano, corrono e camminano, per fare della sana attività motoria.
Ci chiediamo perché i semafori non vengono attivati soltanto per l'entrata e l'uscita dei mezzi dal cantiere M4 lasciando altrimenti fluire il traffico come sempre?
 Perché la via Lodovico il Moro non diventa a senso unico visto che le vie parallele Giambellino e Lorenteggio hanno due sedimi stradali per le opposte direzioni?  
ATM si rende conto che così, nelle ore di punta, i suoi mezzi invece di un cadenzamento più frequente restano immobilizzati non riuscendo a servire gli utenti presenti alle fermate, che sono in numero superiore rispetto alla media oraria giornaliera?
I tecnici e i funzionari ATM e comunali che hanno predisposto questa gestione del traffico sono poi venuti a vedere l'effetto conseguente?
 Non capiamo a quale logica corrisponda questo modo di agire e soprattutto non capiamo, visto che i cantieri M4 dureranno anni, perché nessuno si sia preso la briga di spiegarcelo.
E pensare che l'Italia ha appena recepito l'accordo internazionale sul clima COP21, con le azioni conseguenti per l'inquinamento atmosferico da rispettare.
 
 Qualcuno in Comune e nel Municipio batte un colpo?


Fiorello Cortiana

giovedì 8 settembre 2016

La risposta 5Stelle e il mio commento

Cari Gianluca e Stefano,

prendo atto della coerenza automatica della vostra risposta, che trovo acontestuale.
Le scelte politiche si misurano con l'efficacia che esprimono, così le regole che devono rispettare coloro che le mettono in atto.
Non sarà la presunta autosufficienza e la ancor più presunta impermeabilità da partito unico a costruire effettivi cambiamenti democratici, cioè aperti e partecipati alla competizione tra differenze, anche interne.
Noi non vi abbiamo proposto di sottoscrivere la nostra lista ma di condividere la sua composizione e il suo programma.
A tempi migliori.

Fiorello Cortiana




Solo per vs. Info, posto anche qui la risposta - ovviamente in linea con quanto correttamente precisato da Stefano - che avevo dato alla medesima richiesta, svolta però tramite il sito web partecipaMI.

Caro Fiorello,

condividiamo di certo non pochi principi, e sono fermamente convinto che avremo ampie modalità di collaborare insieme per essere più forti sui singoli temi.

Come dovrebbe però esservi ormai oltremodo noto, il moVimento presenta in ogni occasione le proprie liste, rigidamente legate a quelle regole interne che ci siamo posti sin dalla nostra genesi.

Il moVimento ha già predisposto una lista per la città metropolitana, e invitato - come d'altro canto state facendo voi - tutti i singoli consiglieri dell'area, indipendentemente dalla forza politica cui appartengono - a sottoscriverla per ragioni di democraticità e reale rappresentanza - senza offrire alcunchè in cambio - in linea con quanto è stato deciso, mediante i sistemi partecipativi presso di noi in uso, a livello nazionale (per approfondimenti vedi http://www.beppegrillo.it/2014/08/il_movimento_e_1.html).

Mi auguro che entrambe le rispettive forze civiche avranno la possibilità di accedere all'istituzione metropolitana, ma ove così non dovesse essere, dal nostro canto, le nostre regole ci imporranno di accettare tale atto antidemocratico, e rimanere fuori dalla competizione sotto ogni profilo, mentre voi potreste serenamente valutare di sottoscrivere quantomeno la nostra lista, per consentirne la presentazione, certi che in tal caso tutti i temi comuni, quindi per noi condivisibili, verrebbero promossi anche in tale istituzione, con la forza propria che la dimensione che il moVimento sta assumendo a livello nazionale, e che ci pone quale unica, reale alternativa al sistema partitico per il futuro governo di questo paese.

A tua disposizione per qualsiasi cosa, Ti porgo i migliori saluti.

Avv. Gianluca Corrado

Capogruppo M5S al Consiglio Comunale di Milano
Avv. Gianluca Corrado
Gruppo Consiliare M5S Milano

 
Caro Fiorello Cortiana,

il M5S presenterà una propria lista civica a seguito della votazione sul nostro sistema operativo.

Di conseguenza ci piacerebbe che molte delle liste civiche a voi vicine valutassero positivamente la possibilità di firmare a sostegno della presentazione della nostra lista anche per spirito democratico.

Certo della vostra porgo cordiali saluti

Stefano Buffagni


Lettera aperta agli eletti Cinque Stelle per una lista aperta fuori dalla consociazione del Nazareno

Care/i eletti del Movimento Cinque Stelle nei 134 comuni della Città
Metropolitana di Milano, tra poco più di un mese ci sarà la rielezione
del Consiglio Metropolitano da parte dei consiglieri e dei sindaci. 
Il sindaco metropolitano è già stato scelto al ballottaggio dai soli
cittadini milanesi, cosicché un sindaco eletto da un milione di
cittadini ne governa tre milioni. 
La Città Metropolitana, come istituzione amministrativa che gestisce la 
rete del trasporto pubblico con una tariffa integrata non esiste, 
così non esiste una gestione unica del sistema dei rifiuti, dell'energia, 
del verde, della infrastruttura di banda larga. A tutt'oggi è un’entità lontana ed
estranea dai problemi quotidiani del pendolarismo o periodici delle
esondazioni per gli abitanti dei comuni della metropoli. 
Abbiamo denunciato l'incostituzionalità della legge 56/2014 Delrio, dove, con
l'elezione di secondo livello, non solo non votano i cittadini dei 134
comuni ma il corpo elettorale composto da sindaci e consiglieri vede
il voto pondera le per cui i consiglieri di Milano pesano più di
quelli di Cinisello, che pesano più di quelli di Abbiategrasso, che
pesano più di quelli di Gaggiano.
 Abbiamo presentato una “Proposta di legge d’iniziativa popolare per
 l’elezione diretta del sindaco e del consiglio della Città metropolitana” 
affinché questo processo costituente sia adeguato tanto alle sfide della competizione nel
villaggio glocale, quanto alla necessità di colmare il deficit di
legittimità democratica evidenziato dal numero di cittadini che non
partecipano al voto.
 Abbiamo comunque presentato una lista all'insegna
della partecipazione informata ai processi deliberativi pubblici,
fuori dalla consociazione degli affari certificata con il Patto del
Nazareno. Una lista civica, aperta e trasversale, legata ai territori
e alla Costituzione della Repubblica. I nostri due consiglieri hanno
proposto modifiche allo Statuto Metropolitano affinché i cittadini
avessero la possibilità di indicare gli indirizzi amministrativi e
alcune proposte referendarie sono state introdotte. Come sapete siamo
tra i promotori dei referendum milanesi, messi in pratica per il solo
30%, così come siamo stati parte di quel movimento popolare che ha
denunciato la Via d'Acqua di cemento e tangenti per l'Expo e il nostro
dossier sulle irregolarità di progetto, di procedure e di tracciato,
della M4 ha costituito la base per l'esposto che voi avete depositato.
Dal Piano Strategico al verde di cintura, ai trasporti, la nostra
azione consigliare è stata improntata alla convinzione che la Città
Metropolitana non sia l'estensione della periferia del comune
capoluogo bensì una rete di amministrazioni locali in sinergia
funzionale e amministrativa. Le uniche in grado di formulare e
praticare una politica metropolitana per la sostenibilità ambientale e
sociale, capace di bellezza e innovazione qualitativa.
 Per tutto ciò vi rinnoviamo, anche in questa occasione, l'invito a presentare
 con noi la lista La Città dei Comuni, oltre ogni pretesa di
autosufficienza, contando sulla vostra capacità di valutazione della
qualità politica e morale delle esperienze comunali che si sono messe
in rete a pari dignità. 
Il cambiamento di un sistema politico, che di
elezione in elezione vede l'aumento preoccupante della
delegittimazione popolare, richiede l'impegno di tutte le persone di
buona volontà, con la reciprocità di ascolto e la condivisione dei
fini e dei metodi per un'azione politica capace di efficacia. 
Noi abbiamo dimostrato che l'inclusività è possibile e che le differenze
culturali sono una ricchezza e non un ostacolo: vi proponiamo di
condividere insieme, laicamente e pragmaticamente, questo tratto di
cammino comune. 
Il tempo è scarso e la sfida è grande, perché sia
adeguata e non velleitaria occorrono le aperture e le proposte
adeguate. Insieme è possibile.

Fiorello Cortiana
Comitato Promotore La Città dei Comuni



mercoledì 7 settembre 2016

Citta Metropolitana di Milano Lettera aperta agli eletti Cinque Stelle per una lista aperta fuori dalla consociazione del Nazareno

Citta Metropolitana di Milano Lettera aperta agli eletti Cinque Stelle per una lista aperta fuori dalla consociazione del Nazareno
Care/i eletti del Movimento Cinque Stelle nei 134 comuni della Città
Metropolitana di Milano, tra poco più di un mese ci sarà la rielezione
del Consiglio Metropolitano da parte dei consiglieri e dei sindaci. 
Il sindaco metropolitano è già stato scelto al ballottaggio dai soli
cittadini milanesi, cosicché un sindaco eletto da un milione di
cittadini ne governa tre milioni. 
La Città Metropolitana, come istituzione amministrativa che gestisce la 
rete del trasporto pubblico con una tariffa integrata non esiste, 
così non esiste una gestione unica del sistema dei rifiuti, dell'energia, 
del verde, della infrastruttura di banda larga. A tutt'oggi è un’entità lontana ed
estranea dai problemi quotidiani del pendolarismo o periodici delle
esondazioni per gli abitanti dei comuni della metropoli. 
Abbiamo denunciato l'incostituzionalità della legge 56/2014 Delrio, dove, con
l'elezione di secondo livello, non solo non votano i cittadini dei 134
comuni ma il corpo elettorale composto da sindaci e consiglieri vede
il voto pondera le per cui i consiglieri di Milano pesano più di
quelli di Cinisello, che pesano più di quelli di Abbiategrasso, che
pesano più di quelli di Gaggiano.
 Abbiamo presentato una “Proposta di legge d’iniziativa popolare per
 l’elezione diretta del sindaco e del consiglio della Città metropolitana” 
affinché questo processo costituente sia adeguato tanto alle sfide della competizione nel
villaggio glocale, quanto alla necessità di colmare il deficit di
legittimità democratica evidenziato dal numero di cittadini che non
partecipano al voto.
 Abbiamo comunque presentato una lista all'insegna
della partecipazione informata ai processi deliberativi pubblici,
fuori dalla consociazione degli affari certificata con il Patto del
Nazareno. Una lista civica, aperta e trasversale, legata ai territori
e alla Costituzione della Repubblica. I nostri due consiglieri hanno
proposto modifiche allo Statuto Metropolitano affinché i cittadini
avessero la possibilità di indicare gli indirizzi amministrativi e
alcune proposte referendarie sono state introdotte. Come sapete siamo
tra i promotori dei referendum milanesi, messi in pratica per il solo
30%, così come siamo stati parte di quel movimento popolare che ha
denunciato la Via d'Acqua di cemento e tangenti per l'Expo e il nostro
dossier sulle irregolarità di progetto, di procedure e di tracciato,
della M4 ha costituito la base per l'esposto che voi avete depositato.
Dal Piano Strategico al verde di cintura, ai trasporti, la nostra
azione consigliare è stata improntata alla convinzione che la Città
Metropolitana non sia l'estensione della periferia del comune
capoluogo bensì una rete di amministrazioni locali in sinergia
funzionale e amministrativa. Le uniche in grado di formulare e
praticare una politica metropolitana per la sostenibilità ambientale e
sociale, capace di bellezza e innovazione qualitativa.
 Per tutto ciò vi rinnoviamo, anche in questa occasione, l'invito a presentare
 con noi la lista La Città dei Comuni, oltre ogni pretesa di
autosufficienza, contando sulla vostra capacità di valutazione della
qualità politica e morale delle esperienze comunali che si sono messe
in rete a pari dignità. 
Il cambiamento di un sistema politico, che di
elezione in elezione vede l'aumento preoccupante della
delegittimazione popolare, richiede l'impegno di tutte le persone di
buona volontà, con la reciprocità di ascolto e la condivisione dei
fini e dei metodi per un'azione politica capace di efficacia. 
Noi abbiamo dimostrato che l'inclusività è possibile e che le differenze
culturali sono una ricchezza e non un ostacolo: vi proponiamo di
condividere insieme, laicamente e pragmaticamente, questo tratto di
cammino comune. 
Il tempo è scarso e la sfida è grande, perché sia
adeguata e non velleitaria occorrono le aperture e le proposte
adeguate. Insieme è possibile.

Fiorello Cortiana
Comitato Promotore La Città dei Comuni

mercoledì 27 luglio 2016

Città Metropolitana di Milano: come butta?




Care/i tutti,

a seguito della dichiarazione dello Stato di Agitazione il Prefetto ha convocato le rappresentanze della RSU e delle OOSS per domani alle 18,00.
Una tempestività non solo dovuta alla sensibilità sociale del Prefetto Marangoni ma piuttosto indice della gravità della situazione.
In un dialogo tra esponenti di mondi differenti e senza i traduttori, la delegazione della Città Metropolitana e i rappresentanti del Governo parlano di cose diverse.
I responsabili amministrativi e politici della Città Metropolitana hanno rifatto tutti i conti e hanno così dimostrato che la spesa corrente tra il 2015 e il 2016 è diminuita.
I rappresentanti del Governo dicono che occorrono ulteriori tagli (dove ancora?), che non ci sarà alcuna proroga dei termini per l’approvazione del Bilancio e nessun rinnovo per i 38 colleghi precari, che occorre attendere con fiducia la finanziaria del prossimo anno (!?).

Il rinvio dei termini per l’approvazione dl Bilancio è una condizione minima imprescindibile per evitare il dissesto.
Certamente il Prefetto comunicherà al Governo la gravità della situazione, a partire dai precari e dal pre dissesto con la perdita del salario accessorio per tutti i dipendenti.
Come abbiamo detto intervenendo nello scorso Consiglio Metropolitano noi riteniamo necessararia una iniziativa comune Consiglieri, Sindaco e Lavoratori in sala consiliare: un presidio per richiamare il governo a una responsabilità istituzionale nei confronti di un Ente Locale che è parte del Titolo Quinto della Costituzione.
Come lavoratori, come dipendenti pubblici e come cittadini siamo non vogliamo restare a guardare, insieme alle nostre vite lavorative sono in gioco anche quelle delle istituzioni repubblicane.

Fiorello Cortiana Laura Robustini Enrico Salomi
Segreteria di Coordinamento RSU Città Metropolitana Milano

venerdì 15 luglio 2016

The Big Man

Mauro Pagani "The Big Man" ovvero pay attention to Trump. Bel video, belle l'ambientazione, la coreografia e l'animazione, bella la chiave musicale. Grande coerenza con ciò che Mauro si proponeva "E’ una cosa che riguarda me, i miei figli, tutti noi, ho capito che avevo voglia di fare qualcosa, poi puoi scegliere se andare sul pesante, ma già ci pensa la realtà a essere pesante, oppure buttarla sul ridere e così abbiamo fatto."

mercoledì 6 luglio 2016

" LETTERA AL SINDACO SALA: VOGLIAMO INCONTRARCI PER LA CITTÀ METROPOLITANA"

   COMUNICATO STAMPA 

                                                                                       RSU CGIL CISL UIL CSA DICAP USB 

                                               " LETTERA AL SINDACO SALA: VOGLIAMO INCONTRARCI PER LA CITTÀ METROPOLITANA"

" Gentile Sindaco Beppe Sala,
 
   nel darle il nostro benvenuto  le chiediamo di incontrarci per la Città Metropolitana, i suoi lavoratori, la sua organizzazione e il suo bilancio. 

Nell'incontro nel chiostro di Palazzo Isimbardi, con tutti i lavoratori e i candidati sindaco, lei ha raccolto le nostre segnalazioni sulle questioni che impediscono all'Ente Città Metropolitana  una operatività adeguata all'area milanese dentro la competizione globale.  
 
 Una consapevolezza che abbiamo ritrovato nel suo programma.  
Ora occorre essere conseguenti affinché i programmi diventino impegni per l'amministrazione.  
 Per questo le chiediamo un incontro tempestivo. 

Ci sono alcune urgenze con scadenze immediate:
- il 31 luglio scadono i contratti per 38 colleghi precari la cui professionalità
é impiegata in funzioni fondamentali per la Città Metropolitana;
- a breve partirà l' attività di monitoraggio e valutazione dell'operato dei lavoratori della Città Metropolitana, in una situazione che vede il mancato rinnovo del Contratto Nazionale da oltre otto anni. Questione ripresa e sollecitata anche dalla Corte Costituzionale;
- senza l' approvazione del Bilancio e senza garanzie da parte del Governo vengono meno le condizioni minime fondamentali per la dignità del  lavoro e l'adeguata operatività della Città Metropolitana. 


Fiduciosi di trovare conferma di ciò che ha detto ai cittadini e ai lavoratori della Città Metropolitana, in attesa di incontrarci, le facciamo gli auguri di buon lavoro.

Fiorello Cortiana Laura Robustini Enrico Salomi
Segreteria di Coordinamento RSU Città Metropolitana

CGIL CISL UIL CSA DICAP USB

martedì 5 luglio 2016

Consiglio per i Diritti Umani dell'ONU: Risoluzione per i diritti umani su Internet, un passo avanti

La Risoluzione del Consiglio per i Diritti Umani dell'ONU “La promozione, protezione e godimento dei diritti umani su Internet”(A/HRC/32/L.20) del 27 giugno è un passo avanti nella affermazione di Internet come Bene Comune, aperto, accessibile e neutrale.
Un atto utile politicamente ma non è la risoluzione ONU sull'Internet Bill of Rights. Spero che questa risoluzione sia un utile sprone per il nostro Governo e il Parlamento per attivarsi sul piano nazionale, europeo e internazionale per l'adozione dei principi contenuti nella Carta dei Diritti in internet, approvata alla Camera e per istituire la consulta della comunità italiana multistakeholder per la governance della Rete.

domenica 3 luglio 2016

Cosa ci dicono i giovani stragisti di Dacca

L'omologazione e la standardizzazione nel Villaggio Globale generano reazioni di neo tribalismo, di nazionalismo e di integralismo. Che  sia una di queste la suggestione o la motivazione che muove molti giovani, qua e là nel mondo, la questione che le genera è la standardizzazione omologante, l'altra faccia della finanziarizzazione dell'economia e della deriva mercantile del vivente e dei beni comuni.

giovedì 30 giugno 2016

IL 1° LUGLIO ENTRA IN VIGORE L'ITALICUM UNA LEGGE ELETTORALE LIBERTICIDA LA RAI DEVE GARANTIRE LA LIBERA ESPRESSIONE DI CHI VUOLE UNA EFFETTIVA PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA"

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COMITATO”IL FIORE DELLA LOMBARDIA”NO PER LA COSTITUZIONE

COMUNICATO STAMPA

IL 1° LUGLIO ENTRA IN VIGORE L'ITALICUM  UNA LEGGE ELETTORALE LIBERTICIDA LA RAI DEVE
GARANTIRE LA LIBERA ESPRESSIONE DI CHI VUOLE UNA EFFETTIVA PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA"


"L'ITALICUM:
- RADDOPPIA LE SOGLIE DI SBARRAMENTO
- ASSEGNA UN ENORME PREMIO DI MAGGIORANZA
- NON CONSENTE DI ESPRIMERE ALCUNA PREFERENZA EFFETTIVA
- UN SOLO PARTITO AVRA' IN MANO IL GOVERNO E LA MAGGIORANZA PARLAMENTARE


L'ITALICUM INSIEME ALLE RIFORME COSTITUZIONALI PRODURREBBE ESITI GRAVISSIMI COME L'ESCLUSIONE DEL SENATO DALLE DELIBERAZIONI RIGUARDANTI MISSIONI MILITARI O LA DICHIARAZIONE DELLO STATO DI GUERRA


E' IN ATTO UNA DISTORSIONE DELL'ESPRESSIONE DELLA VOLONTA' POPOLARE GARANTITA DALLA COSTITUZIONE ALL'ARTICOLO 3 CON IL PRINCIPIO DI EGUAGLIANZA E DI PARTECIPAZIONE E ALL'ARTICOLO 48 PER CUI IL VOTO E' LIBERO E UGUALE
INSIEME ALLE RIFORME COSTITUZIONALI L'ITALICUM RIDUCE LA PARTECIPAZIONE ALLA POLITICA ALL' ESERCIZIO ESCLUSIVO DI UNA RISTRETTA OLIGARCHIA



LA RAI-SERVIZIO PUBBLICO RADIOTELEVISIVO DEVE GARANTIRE UNA PIENA INFORMAZIONE AI CITTADINI


IL COMITATO "IL FIORE DELLA LOMBARDIA" ORGANIZZA IL 1° LUGLIO ALLE ORE 16,00 UN PRESIDIO SOTTO LA SEDE RAI IN CORSO SEMPIONE PERCHE' LA RAI DIA AI CITTADINI ITALIANI PARI OPPORTUNITA' INFORMATIVE IN RELAZIONE AI REFERENDUM


IL SEN. FELICE BESOSTRI ILLUSTRERA' I RICORSI CHE INTERESSERANNO 18 CITTA' ITALIANE"


IL FIORE DELLA LOMBARDIA


Fiorello Cortiana
Maria Luisa Melli
Donato Policastro
Edoardo Gandini
Alberto Pacchioni
Pierpaolo Pecchiari






mercoledì 29 giugno 2016

Elezioni a Milano rischio di strabismo e di sopravvalutazione. Arcipelago Milano

LA PROPOSTA “VINCENTE” DEL PD A MILANO E VARESE

Attenzione a chi non ha trovato rappresentanza adeguata
Comprensibilmente i dirigenti milanesi e regionali del PD propongono il modello Lombardia come chiave per uscire dalla stretta grillina (e anche di De Magistris). Milano e Varese hanno costituito due banchi di prova tanto contro un credibile esponente di ciò che resta di Forza Italia, quanto del sindaco leghista nella roccaforte di Maroni. È vero, i ballottaggi con i cinque stelle hanno avuto solo esiti negativi ma, in uno dei quattro motori d’Europa, già si guarda alle regionali come a una partita aperta. Credo che ci siano, ancora una volta, un rischio di strabismo e uno di sopravvalutazione di sé.
Pensare che la non partecipazione al voto sia un segno di modernità e non di insoddisfazione per l’offerta politica in campo può poi presentare sorprese. Così vale per la presunzione di autosufficienza, con contorno di cespugli creati con mestiere. Del resto, l’unica possibile esperienza di riformismo radicale, che poteva concorrere e competere al governo di Milano fuori dalla consociazione degli affari e dal Nazareno, è stata condotta sul piano inclinato delle velleità e della piccola bottega.
La presentazione dei referendum cittadini, il ricorso alla Corte Costituzionale sul voto di secondo livello per il sindaco metropolitano e la presentazione di una legge di iniziativa popolare per l’elezione diretta degli organi della Città Metropolitana hanno costituito uno spazio politico definito dai principi della partecipazione informata dei cittadini al processo deliberativo, della sostenibilità, della bellezza e dell’inclusione, per Milano città metropolitana.
I Garanti del Comune non hanno esercitato la loro funzione esprimendo il parere sui referendum, che così sono stati fermati. La lista aperta Costituente per la Partecipazione non ha avuto una continuità dal Consiglio Metropolitano alle elezioni amministrative, nonostante l’affollamento trasversale in Sala Alessi a Palazzo Marino. Chi era all’interno della continuità con la coalizione Pisapia si è adoperato per minare ogni possibile candidato sindaco capace di raccogliere una trasversalità ampia, dai radicali alla sinistra critica.
C’è qualcosa di più che occorre registrare in questa situazione, che presenta per la cultura della partecipazione democratica i conti della fine della Prima Repubblica. Fuori dal Nazareno, fuori dalla consociazione locale, ben rappresentata dalla M4, tracciato, soluzione tecnologica, finanziaria, esautoramento del Consiglio Comunale, non si è costituita una rete, non dico una classe dirigente, con una qualità esistenziale adeguata a definire un’alternativa municipale. Chi per poter giocare un ruolo, tra il malmostoso è il rancoroso, all’interno del PD, chi negoziando strapuntini scommettendo sul candidato sindaco ritenuto vincente, chi negoziando nulla e votando con il naso turato, chi con velleità di rappresentanza civica non riconosciuta dagli elettori.
Così, invece che una rappresentanza con capacità negoziale, rispondente agli interessi generali e decisa ad assumere responsabilità di governo, coloro che volevano spazi per la Cittadinanza Attiva, partecipazione informata, bellezza, inclusione sociale e innovazione diffusa, con la concretizzazione dell’esito dei referendum, si sono ritrovati con un pugno di mosche. La presenza vigile di Basilio Rizzo e un riconoscimento ai radicali di per sé non mettono al centro del confronto, né della partecipazione, le funzioni da prospettare per gli scali ex ferroviari. È una questione cruciale ed emblematica per la natura della democrazia partecipata e per la qualità della politica pubblica. Si tratta di aree infrastrutturate e servite da rotaie che interessano in modo circolare Milano e che, insieme al Dopo Expo, determineranno la Città Metropolitana e l’area metropolitana più vasta.
Per due volte il Consiglio Comunale uscente ha bocciato la delibera che le assegnava come asset per la valorizzazione della discesa in borsa delle FS. Una questione che non ha interessato il confronto elettorale, eppure determinante per il futuro della funzione e della identità di Milano, quindi della qualità del vivere sociale per i suoi cittadini. La Lombardia, con le sue città e l’area metropolitana milanese, non ancora divenuta Città Metropolitana, potrà guidare l’Italia nel processo di costruzione dell’Europa politica se saprà definirsi come laboratorio per un Progetto di Qualità del vivere urbano e per essere protagonista nella competizione globale basata su ricerca, innovazione e qualità dei servizi, delle infrastrutture, dell’amministrazione, dell’ambiente, del paesaggio, della produzione e dell’offerta culturale, del vivere sociale.
Non si tratta di risultare più funzionali di Formigoni e di Maroni per realizzare opere come la BREBEMI o la nuova inutile tangenziale esterna nel sud ovest milanese, si tratta di essere capaci di uno sguardo nuovo e partecipato, coerente con le indicazioni della COP21 di Parigi.
A Milano e nella Città Metropolitana è diffusa un’opinione pubblica avvertita, per nulla regressiva, che quando ha potuto si è espressa con chiarezza e che, su una questione di questa portata strategica, lo farà ancora laddove una rete trasversale interessata al bene comune sarà capace di attivarsi oltre l’autoreferenzialità.

giovedì 9 giugno 2016

la Camera approva il reato di negazionismo

Nel giorno in cui la Camera approva il reato di negazionismo della Shoah e di ogni genocidio Hamas con il suo attentato ottiene la risposta per lei più utile, il blocco per 84.000 palestinesi di recarsi a Gerusalemme a pregare per il Ramadan. Non nutriamo l'integralismo.

giovedì 2 giugno 2016

Il paraculismo di Benigni

Benigni  "Io voterò sì al referendum. Si ottengono obiettivi che aspettiamo da decenni come quello di superare il bicameralismo perfetto. Ma capisco e rispetto le ragioni di coloro che scelgono il no". Lascio a lui trovare nella Divina Commedia il corrispondente di questo esempio di paraculismo.

lunedì 23 maggio 2016

Adesso l'Europa politica federale!

Una grande emozione ed una grande responsabilità. Austria: "Il verde Van der Bellen vince le presidenziali, Hoffer ammette sconfitta". Adesso un impegno decisivo per l'Europa soggetto politico federale. L'unica via contro la regressione nazionalista dentro il villaggio globale.

mercoledì 18 maggio 2016

l'algoritmo per individuare i "traditori"

Per me i 5 stelle l'algoritmo per individuare i "traditori" lo usano da tempo... alla faccia della profilazione e dell'eterodefinizione dell'identità digitale e politica.

martedì 17 maggio 2016

1000 papaveri rossi...

Dormi sepolto in un campo di grano
non è la rosa non è il tulipano
Che ti fan veglia all'ombra dei fossi,
ma sono mille papaveri rossi...
Via Vaiano Valle, strada per l'Abbazia di Chiaravalle
Parco Agricolo Sud Milano.

domenica 8 maggio 2016

Schwazer vince la 50 km . Grande Donati, si può vincere puliti.

Schwazer vince la 50 km e vola alle Olimpiadi
L'azzurro, al rientro alle gare dopo 3 anni e 9 mesi di squalifica per doping, si è imposto con il tempo di 3 ore e 39 minuti. ''Una delle mie vittorie più belle. Sono tornato da una cosa brutta, penso però che in Italia io sia uno dei pochi che ha chiesto scusa". Grande Donati, si può vincere puliti.

domenica 1 maggio 2016

La coscienza dei cacciaviti

Solo chi è stato due volte in B e con ansia ha accompagnato il recupero da 1-3 a 3-3 in casa contro il Frosinone, solo chi ha gioito dopo il rigore di Menez, nonostante il sorpasso del Sassuolo, solo noi tifosi rossoneri possiamo capire la gioia dei supporterà del Leicester :-) La coscienza dei cacciaviti.

martedì 26 aprile 2016

I ragazzi di Salò e gli altri

A chi parla e scrive delle vittime dei partigiani e degli ideali dei ragazzi di Salò ricordo che la Resistenza è stata una guerra di liberazione. Una guerra, appunto, con tutte le degenerazioni che accompagnano le guerre. Necessaria per liberare l'Italia dal fascismo. Fascismo che aveva imposto una dittatura, che aveva ucciso Matteotti a Roma e bastonato a morte Rosselli a Parigi, che aveva mandato al confino o in carcere gli oppositori, che aveva varato le leggi razziali e perseguitato migliaia di ebrei italiani, collaborando con i nazisti. Io provo pietà per tutti i caduti, ma mi preme ribadire che tra i tanti ragazzi che scelsero di combattere ci fu chi lo fece per mantenere la dittatura e chi per costruire la democrazia. A questi ultimi, ai partigiani, va la mia riconoscenza. Se oggi possiamo permetterci di esprimere punti di vista differenti è perché grazie a quella lotta di liberazione, grazie al sacrificio di tanti partigiani, molti giovanissimi, è stata fatta la nostra Costituzione, che va realizzata e non stravolta.