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ciao, welcome :-)

in questo blog metto un po di tutto se cerchi qualcosa che non trovi chiedimelo

giovedì 30 dicembre 2010

curiosità

curioso: Belpietro parla di attentati a Fini strumentali e invece c'è l'attentato alla Lega a Gemonio

Buon 2011 a tutti noi
Fiorello

giovedì 23 dicembre 2010

Una buona e trasparente notizia

Reporter sans frontiéres ospita un sito mirror del sito WikiLeaks .
Disintermediazione e trasparenza vanno al di là di qualsivoglia ragione patologica che le generi Sì mi sembra un segno importante

martedì 21 dicembre 2010

ONU e governance della Rete

Da Punto Informatico:

"ONU: una governance per Internet

L'Organizzazione delle Nazioni Unite si prepara a formare un nuovo gruppo di lavoro dall'obiettivo alquanto problematico: creare standard intergovernativi per regolamentare Internet

Roma - Il nuovo corso di Internet sorgerà presto per volontà degli stati membri dell'ONU. Le Nazioni Unite si preparano a regolamentare la rete delle reti come mai era stato fatto fino a ora, mentre la lista dei paesi promotori del nuovo gruppo di lavoro - Brasile, Cina, India e Arabia Saudita - lascia intendere che il modello di "controllo" sia molto meno libertario e democratico di quello attuale."

Un Internet bill of Rights multilevel e multistakeholder se non ora quando?

mercoledì 15 dicembre 2010

Ma vaiiiiiiiiiiiiiiiiiii!

Today the European Parliament approved the regulation to implement the European Citizens’ Initiative (ECI): a new tool created by the Lisbon Treaty which gives 1 million citizens the right to ask for changes to European law.

Bene, abbiamo iniziato a muoverci per tempo :-)

venerdì 10 dicembre 2010

rete e libertà lunedì 13

rete e libertà



Lunedì 13 dicembre 2010, dalle 9.30 alle 13.30 presso il Teatro Franco Parenti a Milano, abbiamo organizzato un incontro per iniziare a definire il sistema minimo di assiomi atto a garantire la natura costitutiva della rete interattiva digitale. Urge disegnare insieme un indirizzo coerente ed efficace per la politica pubblica della rete e per la definizione delle libertà che la dimensione del digitale apre per i cittadini. Alla fine del 2010, anno che il Consiglio d’Europa fissò, con l’Agenda di Lisbona del 2000, come termine entro il quale divenire il continente più competitivo nella società della conoscenza, e dopo l’appuntamento italiano dell’IGF-Internet Governance Forum, il Manifesto di Ottobre promuove un confronto intorno ai nodi della rete e delle libertà. Accesso, condivisione, tracciabilità, privacy, partecipazione informata, beni comuni della conoscenza: l’interattività digitale può essere intesa come la formalizzazione di una società orwellianamente controllata, totalitaristicamente panoptica, o come una straordinaria opportunità di partecipazione del sapere, di valorizzazione sociale, cognitiva, culturale e anche di nuovi profili di interesse economico. Ma in Italia questi temi che non trovano nella rappresentazione politica giuste parole e adeguate figure: latita un progetto politico e culturale per l’innovazione, sia sotto il profilo delle policies, che delle norme legislative e delle infrastrutture. Oggi per via normativa, giudiziaria o tecnologica vengono spesso discusse la natura disintermediata dell’accesso alla conoscenza e all’informazione, la possibilità di condivisione così come la possibilità di una partecipazione informata ai processi deliberativi, la neutralità della infrastruttura digitale e l’accesso non discriminato. Invece di nuovi business model e di nuove forme della partecipazione sociale si cercano di mantenere controllo informativo, comunicazione broadcast e una scarsità che la rete non conosce. Invece di una partecipazione informata e consapevole si permettono tracciabilità e profilazioni identitarie assolute in violazione ai diritti fondamentali dell’uomo. Sembra che le potenzialità di questo ecosistema cognitivo si possano svolgere solo all’interno dei walled gardens delle piattaforme dei social network. Dopo la proposta di un Internet Bill of Rights, avviata nei processi WSIS e IGF delle Nazioni Unite, e insieme alla proposta di Rodotà/WIRED di un articolo costituzionale 21 bis integrativo, è necessario agire tempestivamente sul piano degli indirizzi di politica pubblica per un processo di regolazione che non precluda la natura evolutiva aperta della rete e con essa la qualità della società della conoscenza. Abbiamo coinvolto esperienze accademiche, delle imprese, della comunicazione e del Parlamento, che sappiamo sensibili ed in sintonia per definire uno schema aperto da sviluppare tempestivamente in rete. Parteciperanno fra gli altri: Luca Barbareschi, Umberto Croppi, Fiorella De Cindio, Giorgio de Michelis,Paolo Gentiloni, Fabio Granata, Riccardo Luna, Roberto Masiero, Marco Pancini, Roberto Polillo, Stefano Quintarelli, Sergio Scalpelli, Rosario Sica, Claudio Tancini, Vincenzo Vita. Il fine è quello di utilizzare la possibilità offerta dal Trattato Costituzionale Europeo ai cittadini europei di proporre alla Commissione Europea una proposta di Direttiva. Un milione di cittadini europei, in rapporto proporzionale alla popolazione degli stati membri, possono fare questo, anche attraverso firme online certificate. Partiamo lunedì attraverso un confronto aperto a tutti.

mercoledì 1 dicembre 2010

rete e libertà

Care/i tutti,

vorrei usare l'occasione dell'incontro del 13 Dicembre al Teatro Franco Parenti per mettere a punto una proposta di Direttiva Europea per garantire un sistema minimo di assiomi affinché le potenzialità di Internet non possano essere precluse, per via normativa o tecnologica. Partecipazione informata, disintermediazione, condivisione, costituiscono alcune delle pratiche che hanno indicato le potenzialità di sviluppo della rete nella produzione di valore, sia nella qualificazione democratica dell'agire politico che nella qualità del vivere sociale e negli aspetti economici.
Noi sappiamo che questa natura di Internet non è scontata e che sono in atto reazioni non solo di natura omeostatica da parte di chi sente in discussione delle rendite di posizione ma, peggio, di chi vuole usare la rete per forme di controllo e definizione dei profili identitari, nonché per costringere la relazione disintermediata dentro processi/piattaforme relazionali pre-definiti.
La neutralità della Rete è in discussione, sia per ciò che riguarda l'accesso sia per quel che riguarda la profilazione della nostra identità, giustificata magari dalla difesa del copyright, attraverso la Deep Packet Inspection. Sono altrettanto evidenti le derive presenti nel walled garden di molti social network, piuttosto che i tentativi di diversi governi di reintrodurre forme gerarchiche di distribuzione e controllo dell'informazione nel nome dell'editoria. Questo mentre Report ci informa che Finmeccanica ha affidato la security dei dati relativi al settore dell'industria militare a società russe, israeliane e cinesi, alla faccia della sovranità nazionale e della trasparenza democratica.
Nell'ultimo decennio siamo riusciti più volte a reagire, sia a livello europeo contro i reiterati tentativi della Commissione di brevettare il software, sia sul piano locale limitando le sanzioni a seguito dell'equiparazione del peer to peer alla contraffazione che contribuendo a fermare la legge sulle intercettazioni attraverso la campagna Nobavaglio.it. Abbiamo anche avviato la proposta/processo per l'Internet Bill of Rights, ma oggi è urgente un'azione sulle regole e la regolamentazione per non pregiudicare Internet come spazio pubblico e i suoi netizen come impresa cognitiva collettiva che lo anima.
E' tempo di mettere in campo un'azione propositiva utilizzando la possibilità di iniziativa dei cittadini europei contenuta nel Trattato Costituzionale Europeo se vogliamo avere un'efficacia anche locale.
Ai primi di Dicembre, in coincidenza con il primo anniversario del Trattato, dovrebbe essere ufficializzato il regolamento che consente a un milione di cittadini europei una iniziativa propositiva.
Il testo sul quale raccogliere le sottoscrizioni dovrà essere approvato prima.
Per questo chiedo a tutti voi di segnalare gli elementi costitutivi da garantire attraverso una direttiva europea: si tratta di definire e condividere una proposta di sistema minimo di assiomi da sviluppare rapidamente in modalità wiki in dimensione aperta ed europea (almeno). Ne ho parlato ad un convegno europeo a Grenoble trovando significativi riscontri. Chi può venga a sviluppare il tema che crede insieme a noi il 13 dicembre, altrimenti mi invii la sua nota e la metterò in comune.
Intanto vi segnalo la bella e puntuale iniziativa promossa da Stefano Rodotà e da WIRED e lanciata all’IGF Italia, chiedendovi di sottoscrivere la petizione online http://internetcostituzione.it/
Articolo 21-bis della Costituzione
Tutti hanno eguale diritto di accedere alla Rete Internet, in condizione di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e che rimuovano ogni ostacolo di ordine economico e sociale.

a presto

Fiorello


manifesto di ottobre
passione del presente, per una rinascita della res publica e per un nuovo impegno politico-culturale
rete e libertà
Milano, Teatro Franco Parenti - lunedì 13 dicembre 2010, ore 9.30-13.30
con fiorello cortiana e i firmatari del Manifesto di Ottobre
partecipano fra gli altri: luca barbareschi, umberto croppi, fiorella de cindio, giorgio de michelis, paolo gentiloni, fabio granata, roberto masiero, marco pancini, roberto polillo, stefano quintarelli, sergio scalpelli, rosario sica, claudio tancini, vincenzo vita
Accesso, condivisione, tracciabilità, privacy, partecipazione informata, beni comuni della conoscenza: l’interattività digitale può essere intesa come la formalizzazione di una società orwellianamente controllata, totalitaristicamente panoptica, o come una straordinaria opportunità di partecipazione del sapere, di valorizzazione sociale, cognitiva, culturale e anche di nuovi profili di interesse economico. Ma in Italia questi temi che non trovano nella rappresentazione politica giuste parole e adeguate figure: latita un progetto politico e culturale per l’innovazione, sia sotto il profilo delle policies, che delle norme legislative e delle infrastrutture.
Urge disegnare insieme un indirizzo coerente ed efficace per la politica pubblica della rete e per la definizione delle libertà che la dimensione del digitale apre per i cittadini. Alla fine del 2010, anno che il Consiglio d’Europa fissò, con l’Agenda di Lisbona del 2000, come termine entro il quale divenire il continente più competitivo nella società della conoscenza, e dopo l’appuntamento italiano dell’IGF-Internet Governance Forum, il Manifesto di Ottobre promuove un confronto intorno ai nodi della rete e delle libertà.

la cultura e il debito pubblico

per il FUS (il Fondo Unico per lo Spettacolo) nel 2011 spenderemo 262 milioni di euro. Ebbene, nel 2009 ogni 32 ore (un giorno più otto ore del giorno successivo) abbiamo speso in interessi passivi sul debito pubblico una cifra uguale a tutto quello che metteremo a disposizione del Fondo Unico per lo Spettacolo per tutto l’anno 2011.

Gli interessi passivi del 2009 sono stati 71 miliardi e 288 milioni. Diviso 365 fa più di 195 milioni al giorno. Al giorno! E molti dei signori che negli anni 80 hanno accumulato questo debito pubblico sono ancora lì, nel governo, nel parlamento, e nei tg di tutti i giorni.