martedì 27 gennaio 2026
Non dimenticare per non ripetere
Son morto con altri cento
Son morto ch'ero bambino
Passato per il camino
E adesso sono nel vento
E adesso sono nel vento
Ad Auschwitz c'era la neve
Il fumo saliva lento
Nel freddo giorno d'inverno
E adesso sono nel vento
Adesso sono nel vento
Ad Auschwitz tante persone
Ma un solo grande silenzio
È strano non riesco ancora
A sorridere qui nel vento
A sorridere qui nel vento
Io chiedo come può un uomo
Uccidere un suo fratello
Eppure siamo a milioni
In polvere qui nel vento
In polvere qui nel vento
Ancora tuona il cannone
Ancora non è contento
Di sangue la belva umana
E ancora ci porta il vento
E ancora ci porta il vento
Io chiedo quando sarà
Che l'uomo potrà imparare
A vivere senza ammazzare
E il vento si poserà
E il vento si poserà
Io chiedo quando sarà
Che l'uomo potrà imparare
A vivere senza ammazzare
E il vento si poserà
E il vento si poserà
E il vento si poserà
mercoledì 21 gennaio 2026
OLIMPIADI E SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE
ArcipelagoMilano
20 Gennaio 2026
OLIMPIADI E SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE
Ritardi, contabilità opaca, opere non necessarie all’evento, il festival dei profittatori
di Fiorello Cortiana
Mancano pochi giorni all’inaugurazione delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 il 6 febbraio a San Siro, il 22 febbraio termineranno con la cerimonia di chiusura all’Arena di Verona, quindi si terranno le Paralimpiadi dal 6 al 15 marzo. Tutti ci aspettiamo ottimi risultati dalla squadra italiana, il bilancio del nostro medagliere si farà alla fine.
Non è per spirito di contrapposizione ma per responsabilità civica che già oggi siamo chiamati a fare un bilancio doveroso: quello relativo alla sostenibilità ambientale dell’evento. Per coerenza sistemica occorre considerare tutte le aree interessate dalle infrastrutture olimpiche e quelle fatte nel nome dell’appuntamento sportivo internazionale. Delle 98 opere gestite da Simico, Società infrastrutture Milano Cortina 2020-2026 Spa, responsabile per la costruzione degli impianti e di molte infrastrutture, 47 riguardano gli impianti sportivi, 51 le infrastrutture di trasporto: le opere essenziali per lo svolgimento dell’appuntamento olimpico sono 31, mentre sono 67 quelle della legacy, il lascito dell’evento olimpico.
A metà dicembre 2025 16 opere sono state concluse, 51 sono in esecuzione e 3 in gara, 28 sono in progettazione. Le opere della “legacy” sono finanziate con la maggior parte dei circa 3,5 miliardi di euro per le 98 opere gestite da Simico. 1,42 miliardi di euro per il Veneto. per la Lombardia 1,39 miliardi.
Così circa 55 delle 98 opere previste e finanziate saranno concluse dopo i Giochi Olimpici. Sono tutte queste opere che richiedono una verifica e una considerazione della loro sostenibilità ambientale. Now26 è l’iniziativa della Fondazione Milano Cortina 2026 che raggruppa tutte le attività legate alla sostenibilità e alla eredità dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali 2026.
Così Now26 descrive la sua mission: “Now26 unisce tutte le iniziative legate alla sostenibilità di Milano Cortina 2026. Per il pianeta, le comunità e le generazioni future. L’impegno di Milano Cortina 2026 è quello di proteggere, coltivare e promuovere la bellezza naturale dei luoghi che ospiteranno i Giochi. Una bellezza fatta dei nostri paesaggi, della nostra storia, delle nostre città. Ma non solo. L’obiettivo è anche quello di contribuire alla trasformazione sociale, passando dalla cultura e dalle nuove generazioni. Milano Cortina 2026 intende quindi adottare un approccio alla sostenibilità e alla legacy che sia olistico, concreto e progressivo, in cui coinvolgere tutti gli stakeholder. Per questo vogliamo immaginare e agire per un futuro migliore coinvolgendo milioni di persone: dagli atleti e atlete, passando per i volontari, il pubblico e i fan.”.
Le parole sono soppesate e utilizzate per costruire una narrazione, tanto assertiva quanto retorica, per orientare la percezione diffusa dell’evento. La realtà è un’altra ma non è ciò che devono raccontare. Proviamo a decodificare la rappresentazione semantica che ci viene proposta. Partiamo da una constatazione: la rete civica Open Olympics 2026 ha rilevato che il 60% delle opere è stato sottoposto a una Valutazione di Impatto Ambientale, non ritenuta necessaria in relazione alle normative vigenti.
Now26 comunica “La strategia e gli obiettivi chiave”
“Protecting now
Contrastare i cambiamenti climatici e proteggere gli ecosistemi naturali. Dall’utilizzo di energia elettrica al 100% da fonti rinnovabili certificate, al piano per la riduzione e compensazione delle emissioni di gas climalteranti, al contenimento dell’occupazione di suolo fino al ripristino degli ecosistemi.” La legacy delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 è già tangibile e riguarda il consumo di suolo e l’alterazione devastante dei territori. Altreconomia insieme a PlaceMarks ha avviato “L’impronta olimpica” che, attraverso immagini satellitari, mostra il “prima” e il “dopo” di alcuni dei siti interessati dalla costruzione di impianti sportivi e infrastrutture https://altreconomia.it/impronta-olimpica-2026/
Nel Cadore, in Alto Adige, in Valtellina, a Milano. La comparazione e lo scorrimento/sovrapposizione delle fotografie dei cantieri costituiscono l’obiezione ineludibile all’auto definizione del grande evento sostenibile.
Ad esempio, nel bosco di Ronco sono stati abbattuti centinaia di larici secolari, verranno piantati migliaia di alberi, peccato che ci vorranno diversi decenni perché possano svolgere la stessa funzione ecosistemica. La data di conclusione della nuova funivia per migliorare l’accesso alla pista Stelvio di Bormio, dove si terranno le gare di sci alpino maschile e di scialpinismo, è prevista a febbraio 2027. I lavori cominceranno a marzo 2026. Tanti cantieri hanno subito modifiche dei piani iniziali per le Olimpiadi invernali: per costruire o riqualificare impianti sportivi, per le infrastrutture della mobilità come strade e ferrovie che saranno completate molto dopo l’appuntamento olimpico.
Sono interessate la Lombardia, il Veneto e il Trentino: Milano, Rho e Assago, Cortina d’Ampezzo, Bormio, Livigno, Tesero, Predazzo, Anterselva e Verona. Nessuna legacy per servizi essenziali se si vuole abitare le valli di montagna, niente per: formazione scolastica, salute pubblica, sostegno all’agricoltura di montagna, recupero degli edifici dismessi, innovazione tecnologica. Sbancamenti, taglio di ettari di boschi, aree di deposito, gallerie artificiali, viadotti, parcheggi per impianti e piste in montagna e a Milano una trasformazione urbanistica nei siti dell’ex Scalo Fs di Porta Romana e di Santa Giulia interessate da estesi interventi immobiliari fatti in nome dello sport ma che con questo hanno poco a che fare. Pensiamo alle infrastrutture viabilistiche pubbliche, per l’Arena privata, ma pensiamo ai progetti residenziali in un milione di mq di territorio…e vai di gentrificazione. L’ISPRA per il Rapporto 2025 ha evidenziato che, tra il 2015 e il 2023, oltre il 33% del territorio di Milano è stato consumato dai progetti di ‘Rigenerazione Urbana’, circa il 60% del territorio comunale.
La risposta “all’avanguardia in termini di efficienza energetica e sostenibilità per le piste olimpiche e post-olimpiche” (secondo Simico Spa) all’alterazione climatica la troviamo a Livigno: il “nuovo bacino alpino comprensivo di allaccio e impianto di innevamento per tracciati di gara A e B”, 203 mila metri cubi, sul Monte Sponda a 2.600 metri. 21,7 milioni di euro pubblici per un bacino di accumulo, una stazione di pompaggio che secondo Simico Spa “garantiranno un sistema di innevamento”. La forma e il profilo naturale del monte è alterata. Più che una cartolina esplicativa potremmo definirla una matrice progettuale che ha interessato la gran parte dei siti olimpici o interessati da opere finanziate nel capitolo Olimpiadi 2026. Pensiamo al Ponte Manzoni a Lecco, 35,6 milioni di euro (Anas) inaugurato in questi giorni da Salvini e Fontana.
Ora un ponte a senso unico che il sindaco auspica possa essere ampliato per percorrerlo nei due sensi. Intanto una parte della sponda del lago è stata alterata. La Corte dei Conti ex ante chiede di evitare “cattedrali nel deserto”, preoccupata del futuro delle opere realizzate e da realizzare per le gare come la pista da bob e la cabinovia Apollonio-Socrapes. La Corte dei Conti, ha verificato 111 interventi, 58 per eventi sportivi con budget iniziale di 818 milioni, 53 per infrastrutture, 2,8 miliardi di euro. Gli importi previsti da 10 decreti legge e da cinque leggi dal 2019 ammontano a 2.860 milioni di euro. A proposito di sostenibilità ambientale: sulla cabinovia Apollonio-Ocree la Corte dei Conti è chiara “Restano dubbi sulla fruibilità dell’impianto a fune di Ocree, a Cortina, per il quale, a seguito di rilevati problemi di ordine geologico, si è resa necessaria una variante su cui persiste una fase di incertezza”. Infatti la realizzazione dell’impianto insiste su una frana che si muove a una velocità annua di 10 cm.
Il Governo ha costituito il Forum per la sostenibilità dell’eredità olimpica, senza oneri per lo Stato, con l’impegno a “tutelare l’eredità olimpica e paralimpica e promuovere iniziative utili a valutare l’utilizzo a lungo termine delle infrastrutture realizzate per i Giochi olimpici e paralimpici”. A proposito di ‘cattedrali nel deserto’, ma è ancora la Corte dei Conti ad affermare che ‘non risulta costituito’.
Per superare i problemi idrogeologici e paesaggistici il Consiglio dei Ministri ha nominato l’amm. delegato di Simico Fabio Saldini commissario straordinario, così da indire la gara d’appalto, 22 milioni di euro, per la realizzazione del solo impianto a fune per i ” flussi di spettatori e atleti durante le gare dei Giochi olimpici e paralimpici invernali Milano-Cortina 2026″. Il bando è scaduto e nessuna ditta aveva manifestato interesse, così Saldini ha affidato i lavori alla società Graffer, che non ha mai costruito cabine e si è rivolta al mercato internazionale per trovare i materiali. Una matrice progettuale, appunto.
Come per la pista da bob a Cortina, la Corte parte da una prima fase, che prevedeva la riqualificazione dell’impianto esistente, e poi la seconda con la demolizione e la nuova costruzione. La Corte poi esamina le previsioni dei costi di gestione. La Regione Veneto ha valutato che i costi di gestione della pista e i ricavi stimati prevedono una perdita annuale di 648.000 euro: oltre 12 milioni di euro in vent’anni di attività prevista. Pochi atleti, tante spese.
La Corte ipotizza che attori privati condividano le spese di gestione dell’impianto nel dopo Olimpiadi “forme di partenariato o contributive da parte di enti sportivi” per “evitare che, a Giochi finiti, le opere si traducano in cattedrali nel deserto come avvenuto nel passato o costosi impianti inutilizzati” o vengano alienati “a discapito del patrimonio pubblico”.
La Corte dei Conti enuncia cinque raccomandazioni per garantire “la sostenibilità di lungo periodo degli investimenti effettuati: le infrastrutture realizzate dovranno essere adeguatamente manutenute e gli impianti sportivi dovranno trovare un utilizzo che ne copra in parte i costi di gestione”
il monitoraggio, che deve avvenire in modo rigoroso, seguendo cronoprogrammi costantemente aggiornati e sotto il controllo da parte del ministero delle Infrastrutture;
il rispetto dei tempi e un coordinamento interistituzionale, senza ulteriori dilazioni;
Simico, Anas e Ferrovie siglino nuovi protocolli “chiari e tempestivi” e che siano “aggiornati e adeguati quelli esistenti”;
per le opere prevedere “la consegna parziale e provvisoria anche in assenza di completamento” e la stipula di “idonee coperture assicurative”;
la sostenibilità di tutti gli impianti dopo marzo 2026.
Insomma: “assicurare che le infrastrutture essenziali (strade, ferrovie e impianti sportivi) siano pronte per l’appuntamento di Milano-Cortina 2026, consegnando al Paese un’eredità durevole e virtuosa”. La rete Open Olympics 2026 monitora la trasparenza dei lavori e della spesa pubblica per i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano-Cortina 2026. Il terzo report analizza i dati accessibili e ciò che resta opaco, il ‘non detto’.
Sono tre gli elementi con opacità:
l’impatto ambientale: manca l’impronta di CO₂ per singola opera. L’unico dato complessivo noto è quello della Fondazione Milano Cortina: 1.005.000 (circa un milione) tonnellate di CO₂ equivalente per l’intero ciclo dell’evento (stime 2024);
la trasparenza economica: chi paga gli aumenti dei costi? Nel portale mancano le fonti finanziarie. I decreti originari riportavano le fonti di finanziamento; il portale non lo fa più. Si conosce il costo del Piano delle Opere, non chi copre gli incrementi;
i subappalti: ci sono i nomi, ma non i valori economici. Mancando i CIG e gli importi, non è possibile incrociare i dati con la piattaforma ANAC né valutare la concentrazione del mercato. Non possiamo capire il peso reale delle imprese.
Ci sono una pluralità di soggetti che concorrono alla macchina olimpica, in un quadro fortemente frammentato per la rendicontazione economica sul costo effettivo delle opere e sulla loro effettiva realizzazione. Insomma quale è il costo delle Olimpiadi 2026? La natura privatistica della Fondazione Milano Cortina limita fortemente l’esercizio del diritto di accesso alla sua documentazione e i contatti per una voluntary disclosure non hanno avuto esito.
Per la sicurezza il DL Sport ha stanziato 271 milioni di euro, togliendone 43 al Fondo per le vittime di mafia e usura. Per la sanità ogni Regione procede da sé, con Niguarda come ospedale di riferimento ed elisoccorso. Al Commissario per le Paralimpiadi il DL Sport assegna 328 milioni di euro. Il costo previsto era di 71,5 milioni: con un aumento del 359%. La prima relazione trimestrale, prevista entro il 5 dicembre 2025, non risulta pubblicata. Open Olympics 2026 continuerà il monitoraggio fino alla chiusura dell’ultimo cantiere prevista nel 2033. La rete sta collaborando con la società civile francese, in vista dei Giochi invernali 2030, per affermare il principio della trasparenza.
Veniamo alla neve. La neve non è un’opera, una infrastruttura, ma costituisce l’indispensabile campo di gara per le Olimpiadi Invernali. C’è l’innalzamento delle temperature per l’alterazione climatica? no problem, si va di neve artificiale. Per alimentare le centinaia di migliaia di mq degli invasi per neve artificiale l’acqua viene sottratta dal suo ciclo naturale in inverno, quando c’è minore disponibilità, impattando sul regime idrogeologico dell’ecosistema alpino. Occorre altresì considerare il consumo di energia elettrica per trasportare l’acqua e per i cannoni sparaneve. Una necessità sostenibile.
Le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 erano state presentate come un evento low-cost, un modello economico sostenibile, senza debiti per i bilanci pubblici italiani. Nella presentazione il Lifetime Budget-costo totale dell’evento era di 1,36 miliardi di euro: un terzo a carico del Comitato Olimpico Internazionale (CIO), un terzo da sponsorizzazioni, il resto dalla vendita dei biglietti, diritti televisivi e merchandising.
I ricavi dagli sponsor sono stati inferiori del 20%, da 457 milioni di euro a 350, l’organizzazione è passata da un costo di 1,5 miliardi a 1,9. Le nuove costruzioni non sono state marginali, come inizialmente detto, e hanno richiesto 3, ⅚ miliardi di euro. Ora il Ministro dello Sport Andrea Abodi ha dichiarato che i costi sono lievitati a 5,4 miliardi di euro. Le sole Lombardia e Veneto hanno dovuto dare fondo ai bilanci: entrambe con 1,5 miliardi. Il tutto in continuità con la tradizione italiana: l’esperienza recente dell’Expo di Milano del 2015 ha visto i costi lievitare da 1,3 a oltre 3 miliardi di euro.
Cercate online il Report “Nevediversa 2023” di Legambiente per una panoramica completa dei costi. Altroché cronoprogramma: ritardi negli appalti, poca trasparenza sui subappalti, cronicità delle ‘spese impreviste’: una matrice, appunto. Di olimpiadi sostenibili non si può parlare. Cancellata la VAS-Valutazione Ambientale Strategica per tutte le opere. Tutte le opere sono state commissariate e hanno seguito procedure di approvazione oltremodo semplificate. Oltre ad aver disatteso la normativa europea e italiana sulla VAS, sul rispetto delle aree protette si è impedito ai cittadini, associazioni, enti interessati un minimo processo partecipativo.
Nel 2022 la Commissione internazionale per la protezione delle Alpi-CIPRA Italia ha lasciato il tavolo di confronto con la Fondazione Milano-Cortina 2026, le associazioni ambientaliste nazionali hanno abbandonato il tavolo il 14 settembre 2023 .Club alpino italiano, Federazione pro natura, Italia nostra, Legambiente, Lipu, Mountain Wilderness, Touring club italiano e Wwf, hanno comunicato che “con queste modalità di coinvolgimento non sia più proficua la loro partecipazione al confronto voluto dalla Fondazione Milano Cortina 2026 alla luce di quanto sinora è avvenuto”.
L’Arco Alpino è interessato da ulteriori altri eventi olimpici invernali: Francia 2030, Italia, Slovenia e Austria che vogliono candidarsi per il 2038. La fragilità dell’arco alpino richiede di ripensare al modello/matrice ‘grandi eventi’ di sostegno speculativo e devastante allo sviluppo economico.
Daniele Scarpa, medaglia d’oro alle Olimpiadi di Atlanta, ha rinunciato a portare la fiamma olimpica come tedoforo: “Lo faccio non per protesta sterile, ma per responsabilità.
Viviamo un momento storico in cui il mondo dello sport è ancora attraversato da ferite profonde legate al doping. Ferite che non si rimarginano con il silenzio o con l’indifferenza. Portare la Fiamma senza che questi temi vengano affrontati con chiarezza e rigore rischia di svuotare quel gesto del suo significato più autentico.
Ma c’è anche una motivazione più personale, e forse ancora più dolorosa.
Non posso accettare che mia moglie, Sandra Truccolo, atleta paralimpica, donna che ha conquistato più medaglie olimpiche di me, esempio vivente di forza, resilienza e dignità sportiva, non possa essere al mio fianco in un momento che dovrebbe celebrare proprio questi valori.
Sandra non è un simbolo da esibire, è una storia da onorare. È sport vero, vissuto fino in fondo, nella fatica, nella sofferenza e nella vittoria più grande: quella sull’avversità.
E allora mi chiedo: com’è possibile trovare spazio per la scena ad effetto, per il folclore, per ciò che fa notizia, e non per una campionessa che incarna in modo autentico lo spirito olimpico? Questo, per me, è un paradosso che non riesco ad accettare.”. Una considerazione e una riflessione amare e necessarie prima di dedicarci a tifare per gli atleti italiani.
martedì 13 gennaio 2026
PFM
Sempre un piacere sentire e vedere la PFM ora in tour teatrale Doppia Traccia i loro pezzi storici e recenti, poi quelli di/con De Andrè. Potenti e trascinanti. Bella e coerente l'apertura del concerto di Fabrizio Consoli con Fausto Beccalossi – Il coraggio: canzoni e ballate tratte dalla poetica di Pasolini.
lunedì 12 gennaio 2026
mercoledì 7 gennaio 2026
Cras Montana, parliamoci chiaramente
Credo che, per molti ragazzi, l'appiattimento antropologico sul piano digitale, si attardavano a filmare le fiamme con i telefonini, si sia accompagnato ad una deresponsabilizzazione genitoriale. Non occorre essere bacchettoni per chiedersi cosa facessero ragazzi e ragazze di 13, 14, 16 anni all'1.30 di notte in discoteca.
lunedì 5 gennaio 2026
Riflettere insieme sulla strage di Cras Montana
Dopo la strage di Cras Montana non basta un minuto di silenzio nelle scuole, è necessario un confronto con le ragazze e i ragazzi e poi anche con i genitori, gli amministratori e i funzionari della filiera dei controlli e autorizzazioni. La questione riguarda la consapevolezza delle proprie azioni e l'articolazione delle responsabilità di tutti. Le scuole devono essere delle agenzie territoriali per una cultura della cittadinanza condivisa.
sabato 3 gennaio 2026
Ucraina, Venezuela...Taiwan e poi?
Dopo l'attacco unilaterale di Trump al Venezuela perché Putin dovrebbe recedere dall'aggressione all'Ucraina? Perché Xi non dovrebbe attaccare Taiwan? Se l'Europa non diventa un soggetto politico, economico, militare, compiuto sarà la prossima posta in palio. Europa adesso!
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