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domenica 4 febbraio 2018

Milano, Italia. Dialogo tra una cartolaia e un cittadino.

Dialogo di una cartolaia e di un cittadino.

Sabato pomeriggio, entro con la Vale in una cartoleria non lontano da casa. È aperta da meno di un anno, è piccola ma ben fornita, con una vasta scelta di prodotti di qualità e  giocattoli di alta gamma. Ovunque vi sono cartelli che informano della presenza di telecamere e vietano di fotografare la merce esposta. Incuriosito, ne chiedo la ragione alla proprietaria che, con una certa veemenza mi spiega che si difende dai clienti che fotografano e poi acquistano gli stessi prodotti su Amazon. Dice che molti entrano nel suo negozio per rubare le idee, che la scelta dei prodotti e l'allestimento rappresentano un valore aggiunto che dev'essere pagato e non sottratto abusivamente, esprime solidarietà ai venditori di scarpe che chiedono una somma di denaro per farle provare (ammetto che  questa mi era sfuggita). La signora mi racconta di essere rimasta senza lavoro a 50 anni, dopo un trascorso manageriale in una multinazionale americana, con uno stipendio di tutto rispetto. Dice che questa sua attuale attività non è remunerativa come si aspettava, soprattutto a causa dell'alta tassazione e dei tributi comunali. Con un incasso di 84000 euro va solo a pari. Le suggerisco di fare proposte commerciali alla scuola vicina, si inalbera contro la scuola e i genitori che acquistano all'ingrosso. Segue filippica contro i lavoratori dipendenti, quelli con lo stipendio sicuro, che proprio per questa sicurezza sono "ricchi" (dice proprio così) e i politici. La Vale prova a risponderle che i politici sono liberamente eletti, che rispecchiano la società civile che li esprime e che è una trappola pensare che avere un posto di lavoro rappresenti un privilegio invece che un diritto e che questa idea è funzionale all'eliminazione delle rivendicazioni contrattuali, delle negoziazioni sindacali, della dialettica tra le parti. Non è un caso che i contratti della PA siano stati rinnovati dopo scadenza pluriennale (e neanche tutti visto che quello della scuola è ancora in forse) e che lo siano stati in cambio di un piatto di lenticchie. Io le dico: "Vede, signora, la Vale è inc...ata (francesismo), lei in ansia". La signora non ascolta, i dipendenti sono i nuovi ricchi. Ci informa che questa volta darà un voto di protesta, convintamente. Ma il broadcasting, la piattaforma Rousseau, l'impreparazione, il partito proprietario con la selezione con gli algoritmi semantici.... "Occorre far saltare tutto". Le dico che pur non condividendo la sua scelta, per la prima volta non so cosa votare. Chissà  perché penso che la signora in passato abbia contribuito ad esprimere la classe dirigente che oggi vuol "far saltare". Chissà cosa pensava e raccontava quando faceva la top manager iper pagata. Oggi esprime sfacciatamente una sorta di autismo sociale, i clienti servono per gli 84000 e i loro problemi non la riguardano. 
Milano, Italia.

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