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martedì 31 marzo 2015

TTIP: le assemblee legislative devono sapere e decider

TTIP, DOMANI ODG IN CONSIGLIO REGIONALE PER CHIEDERE CHE TRATTATO SIA SOTTOPOSTO A VOTAZIONE REGIONE
STEFANO BRUNO GALLI: “UNIONE EUROPEA RISPETTI I PRINCIPI DEMOCRATICI”
MILANO, 30 MARZO 2015 – Agire presso il Governo affinché siano coinvolti nel processo di approvazione del TTIP, l’accordo commerciale di libero scambio in corso di negoziato tra l'Unione europea e gli Stati Uniti d'America, gli organi legislativi degli Stati membri dell’UE e le assemblee regionali. È quanto richiesto attraverso un ordine del giorno che sarà discusso domani nella seduta del Consiglio regionale lombardo, interamente dedicata alle tematiche europee. Primo firmatario del documento è Stefano Bruno Galli, a capo del gruppo consiliare “Maroni Presidente”: “Il TTIP – spiega - è il più imponente accordo commerciale della storia occidentale, clandestinamente negoziato tra Unione Europea e Stati Uniti d’America. Un accordo i cui risvolti incideranno direttamente sui cittadini europei, poiché investe la filiera agroalimentare, l’ambiente, il settore farmaceutico, il patrimonio culturale e l’identità digitale.
E’ del tutto evidente – prosegue – che sarebbe inaccettabile una oggettiva revoca di sovranità, come avvenuto per la Costituzione europea piuttosto che per l’adozione dell’euro. E’ pertanto necessario che si affermi il principio che, nel nome della democrazia, della rappresentanza e della partecipazione, nei processi decisionali internazionali, in particolare per l’approvazione del TTIP, siano coinvolti gli organi legislativi degli Stati membri dell’Unione Europea e le assemblee regionali, dunque i cittadini”.
“Nella profonda convinzione che debba esistere un’Europa federata politica e non solo un’Europa finanziaria, non posso che condividere con forza la richiesta contenuta nell’ordine del giorno presentato da Stefano Bruno Galli. Il documento – dichiara Fiorello Cortiana di Green Italia - pone con forza l’esigenza che le assemblee legislative europee partecipino in modo informato al processo di definizione di questo trattato che rischia di uniformare l’european way of life al modello statunitense. Qui alla prova c’è l’Europa e la Lombardia può dare il primo grande esempio”.

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