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domenica 21 giugno 2015

È dirigente chi guarda e sente prima degli altri. Il contrario di Renzi sulla scuola

Il rifiuto di Renzi di stralciare la stabilizzazione dei precari dal ddl su La Buona Scuola e la decisione di porre la fiducia non sono solo un atto di arroganza, ma mettono in luce la mancanza di senso politico che un dirigente dovrebbe avere. Di fronte alle proteste che da mesi docenti e studenti esprimono, è miope non capire che la formazione costituisce l'architrave di una società e di un'economia della conoscenza e che occorre il consenso dei suoi attori per il cambiamento necessario. Pur non condividendo il ddl, potrei comprendere politicamente la scelta se fosse fatta in funzione di altri attori cui affidare il cambiamento, ma qui chi sarebbero? I dirigenti scolastici e le scuole private? Ma per piacere, non scherziamo... La mancanza di relazione con il contesto sociale e con i suoi protagonisti spiega il distacco che si riflette elettoralmente, come abbiamo appena visto, ma non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire e peggior cieco di chi non vuol vedere. Un dirigente politico è tale quando sente e vede prima degli altri, altrimenti non è.

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