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venerdì 11 marzo 2016

Luca Berltrami Gadola ritira la disponibilità a candidarsi a sindaco di Milano



Il giorno 10 marzo 2016 17:25, Luca Beltrami Fast. <luca.beltrami@fastwebnet.it> ha scritto:
Cari amici, da stamani sono in continue conversazioni sia de visu sia telefoniche con gli amici che mi avevano spinto, oltre a voi naturalmente, a darmi disponibile per una candidatura. Ho da poco terminato questo giro e mi affretto a comunicarvi le mie decisioni.
Intendo ritirare la disponibilità alla candidatura e mi affretto a farlo prima che iniziate qualunque riunione al riguardo.
Le ragioni emerse nei contatti sono molte ve ne elenco le principali.
L’attuale confusione politica interna al Pd dopo l’abbandono della Balzani, con il corredo di rumors che riguardano persino una manovra romana vera o falsa che sia, conferma se ve ne fosse bisogno che comunque l’interlocutore Pd è assolutamente inaffidabile e si avvia al confronto elettorale con troppe probabilità di soccombere visto l’impallidire della candidatura di Sala e l’autolesionismo dilagante. 
Tutti mi hanno confermato quanto ha detto Walter ieri e cioè che se il Pd andasse al ballottaggio non chiederebbe in alcun caso l’apparentamento con una lista alla sua sinistra e dunque nella migliore delle ipotesi questa lista porterebbe in Consiglio al massimo due consiglieri.
Se questa è l’ipotesi più credibile mi si chiede ora che cosa diavolo farei in un Consiglio dove se vince il Pd avrei l’ingrato compito di fare l’opposizione interna con possibilità zero o poco più di determinare un programma, al massimo di cercare di contrastare i peggiori propositi magari con gli stessi argomenti dell’opposizione di destra.
L’ipotesi che il Pd vinca con quello che sta facendo si allontana sempre di più e dunque il ruolo sarebbe quello di andare all’opposizione insieme ai responsabili della sconfitta.
L a Giunta di sinistra che si andrebbe a formare nascerà sotto i peggiori auspici e governerà nel peggiore dei modi dovendo accontentare le varie componenti del Pd nella scelta degli assessori. (tra l’altro con la fantastica prospettiva di sedere in Consiglio con una Giunta composta probabilmente da persone con le quali avrei difficoltà ad interagire).
Le ragioni addotte da Gherardo Colombo nel declinare la sua disponibilità, l’eccesso di connotato sinistra-sinistra, mi fanno capire che lo stesso connotato varrebbe anche per me, perderei gli amici che mi sostengono. 
La candidatura di Maltese è ancora solidamente in campo e non ho intenzione di confrontarmi a quel livello anche perché temo che l’inaffidabilità del Pd sia nulla rispetto all’inaffidabilità del resto della sinistra, capace di votar gabbana a quindici giorni dalle elezioni.
Questo discorso vale ancora di più se parliamo di programmi dopo una candidatura e non prima. 
Il progetto che ci ha uniti all’avvio di questa fase politica ritengo che in questo scenario sia impraticabile.
Se andiamo avanti da soli faremo una lista che forse non prenderà nemmeno un consigliere anche perché non intendiamo apparentarci certo prima del primo turno e quindi beneficiare del premio di maggioranza.
L’abbandono di Felice Besostri, anche se certamente non ha molto significato dal punto di vista dei voti suoi personali è anch’esso un pessimo segnale.
Non intendo per tutte queste ragioni farmi triturare dai meccanismi della politica milanese (e nazionale) non avendo né esperienza né scaltrezza sufficienti.
Ultimo ma non trascurabile dettaglio, visto il mutato atteggiamento di chi mi aveva spinto a dare la disponibilità alla candidatura, verrebbero a mancare le risorse a un gruppo come il nostro che non ha nemmeno strutture sul territorio se decidesse di correre da solo.
Vi ringrazio ancora per la fiducia dimostratami nel proporre la mia candidatura.
Luca



Luca,

il quadro che descrivi è ineccepibile e rispetto la tua decisione.
Io credo che esistano lo spazio e il senso politico per mettere in campo un esempio, una memoria viva per coloro che vogliono/vorranno reagire al disastro.
Sembra un ossimoro ma è il compito della politica quando non si adatta/soccombe all'esistente ma propone il possibile.
Non faccio un dramma della nostra possibile disseminazione elettorale tra non voto, voto contro o voto utile, ma non mi rassegno a pensare che l'esperienza di Costituente per la Partecipazione in Città Metropolitana, quella dei comitati dalla via d'acqua al Giardino dei Giusti, dalla M4 al Teatro Burri, allo stesso Arcipelago Milano, siano solo delle intelligenti suggestioni e ora fuori i secondi perché giocano gli squali. Acc!

ciao

Fiorello



3 commenti:

  1. Hai regione Fiorello capisco il punto di vista di Luca ma allora è vero quanto affermo da anni che la politica la fa il peggio della società e il distacco fra eletti ed elettori si farà sempre più largo.

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  2. Hai regione Fiorello capisco il punto di vista di Luca ma allora è vero quanto affermo da anni che la politica la fa il peggio della società e il distacco fra eletti ed elettori si farà sempre più largo.

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  3. Poi, un giorno, qualcuno mi spiegherà perché Domenico Finiguerra non poteva essere un'autentica alternativa a questa disfatta salvaguardando l'esperienze di Costituente per la Partecipazione in Città Metropolitana, quella dei comitati dalla via d'acqua al Giardino dei Giusti, dalla M4 al Teatro Burri, allo stesso Arcipelago Milano... In bocca al lupo.

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