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lunedì 1 febbraio 2010

in difesa della Costituzione

Per la Costituzione, sit in del Popolo Viola, 30 gennaio 2009 Piazza Mercanti Milano- Fiorello Cortiana
"Thomas Paine era un uomo libero inglese con idee repubblicane che, verso la fine del XVIII° sec. fuggi a Parigi, anche lì non ebbe vita facile e uscì dal carcere solo dopo la caduta di Robespierre. Egli è considerato uno dei Padri Fondatori degli Stati Uniti d'America. Paine affermò che " Una costituzione non è l'atto di un governo, ma l'atto di un popolo che crea un governo: un governo senza costituzione è un potere senza diritto (...) una costituzione è antecedente a un governo; e il governo è solo la creatura della costituzione"
La stessa Costituzione Italiana al secondo capoverso, dopo aver affermato che "L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro." dice "La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.".
Noi oggi stiamo assistendo al rovesciamento esplicito e sostanziale di questi fondamentali principi democratici: la fonte che definisce le regole e le adatta alle sue necessità è il governo e lo fa in funzione delle esigenze del suo Capo, siano queste esigenze dettate da problemi giudiziari o aziendali. Perciò laddove non si è rivelato sufficiente depenalizzare reati come il falso in bilancio o estendere prescrizioni, si è pensato di intervenire con salvaguardie come il "Lodo Alfano". Dato che la Corte Costituzionale lo ha rigettato si pensa di modificare la Costituzione per ridurre l'autonomia della magistratura e facendo saltare l'equilibrio tra i poteri legislativo, esecutivo e giudiziario e con essi un'equilibrio fondamentale. Si opera in questa direzione nel nome della legittimità del consenso elettorale, quindi laddove le azioni conseguenti non fossero coerenti con il perincipio di legatità si ritiene il governo sovraordinante nel nome della legittimità del consenso elettorale dato dalla maggioranza dei votanti. Certamente neanche dalla maggioranza degli italiani, tutelati dalla Costituzione e titolari della sovranità popolare. Non stupisce quindi che sul piano aziedale, dopo la "Legge Gasparri", l'adozione dei decoder e il limite pubblicitario imposto a Sky, si arrivi oggi alla proposta di equiparazione, per via normativa, di Internet e delle sue piattaforme di scambio ad una televisione con i suoi direttori dei palinsesti. Questo in spregio al fatto che i navigatori della Rete siano dei prosumer cioè non solo consumatori di contenuti ma allo stesso tempo dei produttori. Questo in spregio al fatto che la Rete è disintermediata, non gerarchica: il più ampio spazio pubblico fino ad ora conosciuto.
Il fatto che l'origine della creazione delle regole fondamentali che giustificano le leggi sia diventato il governo in ossequio alle esigenze del suo capo può farci temere che le escort non saranno solo candidate nelle liste bloccate e garantite dall'apposita legge elettorale, ma che per esse verrà pensato uno specifico welfare ed una garanzia previdenziale che gli operai ed i ricercatori precari e licenziati presenti su diversi e gelidi tetti d'Italia neanche si immaginano. Se noi non ci mettiamo a proporre questo sguardo disincantato su quanto sta accadendo alla nostra Costituzione ai nostri colleghi, ai vicini, ai compagni di scuaola e di calcetto, questo processo di rovesciamento sembrerà persino logico."

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