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lunedì 15 febbraio 2010

Milano, via Padova

Alcune cose su quello che è accaduto a Milano in via Padova.
Mi sembra importante l'atteggiamento del Ministro Maroni e ho chiesto ai parroci della zona di
prenderlo in parola ed interloquire pubblicamente con lui. C'è un lavoro di tessitura sociale, dialogo interreligioso,
cultura della reciprocità e delle regole che rischia di essere travolto dalla speculazione pre elettorale.
In questo senso Salvini e Calderoli si sono ancora una volta distinti con le loro incitazioni con la bava alla bocca.
Ho trovato imbarazzato, e imbarazzante, Ignazio La Russa.
Mi sembra necessario evitare che le posizioni di Fini e di coloro che in Parlamento parlano di integrazione, legalità, cittadinanza,
siano ridotte a sinonimi di apologia della clandestinità.
Senza programmazione del territorio, dei servizi, delle attività commerciali, del controllo delle case che gli italiani affittano a moltitudini senza preoccuparsi
di nulla, dato che non esiste una legge che li responsabilizzi, il disastro sociale, la paura e l'alterità diventano un esito più che prevedibile.
Chi governa la città da 16 anni non può prendersela con il destino cinico e baro, con il Cardinale Tettamanzi o con la Magistratura che boicotterebbe l'azione
del Governo ( vedi La Russa). Non ci troviamo di fronte a sbarchi inaspettati: chi ha dato le autorizzazioni commerciali? Chi non ha responsabilizzato i condomini e i loro amministratori?
Chi ha lasciato alla sola sussidiarietà, senza supportarla, la gestione dei bisogni sociali? Chi non ha creato sportelli di informazione sui diritti e sui doveri che devono valere
per tutti, italiani e non? Le circoscrizioni a Milano cosa servono, al di là di dare stipendi a coloro che appartengono alle diverse cordate interne ai partiti, federalisti "de noantri" in testa?
La dissoluzione del Patto Sociale ha una intensità diffusa ben oltre l'emergenza prodotta da episodi violenti che periodicamente si succedono, da Rosarno a
via Padova, occorre supportare il Ministro Maroni e chiedere a lui di mettere fine ad ogni facile speculazione preelettorale che cerca di speculare sui frutti delle azioni
di mal governo locale. Non tutti i disgraziati del mondo possono venire qui, ma coloro che per ne necessità del mercato del lavoro e per diritto d'asilo sono in Italia devono
trovare un percorso di legalità, di cultura e responsabilità propri della democrazia liberale europea, insieme all'educazione al rispetto della dignità, propria e degli altri, abitanti/cittadini.

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