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martedì 9 ottobre 2012

il Che


Apprezzo il rigore ed il pudore con i quali Michele ricorda il Che e tutte le implicazioni generazionali conseguenti. Il suo prendere distacco dalla concretizzazione della rivoluzione a Cuba ha lasciato intatta la sua mitologia e quella rivoluzionaria con conseguenze pesanti per la generazione 1968/1977: la mancanza di verifica dell'efficacia di quanto si proponeva e praticava, nonché le derive terroristiche prese da molti. Nello stesso tempo quell'anelito esistenziale che vedeva la politica e la vita come realizzazione del possibile e non solo come gestione dell'esistente ha alimentato l'agire individuduale e collettivo di quella che è stata chiamata, con qualche indulgenza generazionale, "la meglio gioventù". Può sembrare contraddittorio ma mettevamo insieme Papa Giovanni, i Kennedy, Luter King, Che Guevara, Jan Palach, i Beatles, gli Stones, De Andrè, Guccini, Pavese, Calvino ecc.Una urgenza ed una trasformazione dei costumi che Armani ha raccolto e la politica ha costretto a una condizione di ordine pubblico e/o terapeutico.
Comunque Hasta Siempre Comandante ;-)



Michele Mezza
9 ottobre 1967, muore Che Guevara.ma un'icona puo' morire? ma la rivoluzione puo' diventare solo icona? e una generazione puo' salvarsi l'anima con una maglietta con l'effige del Che?Sono i quesiti che mi inseguono da decenni.Troppo forte la suggestione di quella barba.ma anche troppo cocente la delusione di quel mondo.Cosa avrebbe detto il Che, solo qualche anno dopo, vedendo i migliori giovani del mondo mentre creavano un nuovo mondo, in digitale? forse il suo passo di uscita dal palcoscenico è stato l'ultimo regalo alla mitologia di una rivoluzione con troppe icone e poco popolo

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