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lunedì 10 marzo 2014

L'esperienza concreta dei macrobiotici, un esempio di efficacia discreta

ETICHETTA PIANESIANA: UN MODELLO DI TRASPARENZA

Ringrazio tutti gli organizzatori del Convegno per avermi rinnovato l’invito a portare il mio  contributo, ringrazio in modo particolare Mario Pianesi per la sintonia, la fiducia e la vicinanza che da anni sento in una piena reciprocità.
Con Mario ci siamo conosciuti in occasione della prima Iniziativa Macrobiotica Ma-Pi al Senato della Repubblica nel 2001 e da subito è nata una forte amicizia.
 e da parte mia una profonda stima per il suo lavoro.
Fui colpito dal cibo, dal gusto di quelle pietanze che sono sane e gustose allo stesso tempo come hanno avuto modo di apprezzare gli intervenuti agli appuntamenti interdisciplinari di Condividi la Conoscenza al Teatro Franco Parenti e all’Università IULM di Milano. In particolare ho apprezzato il lavoro di Mario Pianesi e della comunità di persone che ha saputo coinvolgere in un impegno collettivo nel corso di 40 anni di coerente ricerca intorno alla salute del prossimo e dell’ambiente. E’ questa  volontà di UPM di praticare e comunicare un messaggio forte e concretamente vissuto la sua e la vostra forza serena.
Mario Pianesi mi ha sempre inviato le dispense intorno al lavoro avviato, esse documentavano, con riscontri degli articoli scientifici delle riviste internazionali di agricoltura dal 1950 sino ad oggi,  le proposte per risolvere i problemi dell’umanità e altrettanti articoli scientifici (sempre dal 1950 sino ad oggi) che mostravano il puntuale  fallimento di quelle realizzazioni e come i problemi, lungi dal risolversi, si sono trasformati nel corso dei decenni in vere e proprie emergenze planetarie (dalla fame nel mondo, all’inquinamento di aria, acqua, terra, fino ai cambiamenti climatici…).
Un metodo comparativo perciò efficace per comunicare un messaggio e consentire la formazione di una consapevolezza nei lettori.
Una consapevolezza che trova una fonte coerente  nel lavoro di UPM attraverso l’Etichetta Trasparente Pianesiana: una informazione dettagliata, semplice, efficace e trasparente sulla storia di ogni prodotto, dalla coltivazione sino alla tavola del consumatore.
Questo un modo di comunicare è una risposta alla necessità di tutelare la popolazione dai rischi connessi con una insicurezza alimentare sempre più dilagante (contraffazione, contaminazione, inquinamento, etc. dei cibi e delle bevande) consentendogli una partecipazione consapevole alla filiera agroalimentare.
Ma questa etichetta è molto di più; si tratta infatti di una comunicazione “terapeutica” e allo stesso tempo didattica; inserire infatti in etichetta non solo le informazioni nutrizionali, la storia del prodotti in termini di provenienza e di trattamenti eseguiti, ma anche la corrispondenza ambientale con il luogo di produzione, i litri di acqua e le calorie consumate per la produzione e per il trasporto, etc. Tutto questo rappresenta uno stimolo al nostro cervello che ci indirizza verso una profonda riflessione e una visione unificante.
Il consumatore è indotto a pensare non solo alla qualità di quel cibo, e non è poco, ma alla sua storia, all’impatto ambientale che ha e a tutta una serie di considerazioni che lo stimolano ad una visione più comprensiva e positiva della società.
Tutto ciò ha una implicazione culturale e valoriale ad un tempo perché genera una consapevolezza legata alla convenienza e alla convinzione.
In un’epoca di cambiamento come la nostra abbiamo bisogno di una nuova visione che cambi la conoscenza specialistica, inserendola nel paradigma scientifico della complessità in una prospettiva di visione comprensiva e unificante.
L’universo è un sistema che si evolve con una sua logica e una direzione. L’azione dell’uomo quando ignora le relazioni sistemiche con le quali essa interagisce da’ luogo a quelle che chiamiamo catastrofi. Ciò accade con l’ambiente e la biosfera, con la riduzione della biodiversità, così come accade sul piano culturale e sociale con gli integralismi e i genocidi che si mettono in atto nel mondo.
 Nella hybrys antropocentrica non risiede alcuna grandezza ma piuttosto una presunzione, noi animali umani saremo effettivamente dei custodi responsabili quando capiremo come agire armonicamente all’interno dei cicli naturali.
Il cambiamento di paradigma è così il cambiamento del comportamento e dello sguardo sul vivente e sulle relazioni sociali. La profonda interazione tra l'uso dei segnali, dei messaggi e delle informazioni non solo per l'organismo umano ma anche per l'organismo sociale, per la comunità e per la società è alla base dell'incontro tra esperienze e discipline differenti.
In questo Mario è stato un precursore ed un Maestro, sin da quando agli inizi degli anni ’70 studiava le moderne scienze occidentali (che nel frattempo procedevano con una impronta sempre più divisionista e riduzionista) tutte assieme ed alla luce delle antiche teorie cinesi, traendone degli sviluppi originali che nel corso dei decenni si sono dimostrate molto più reali e realistiche delle visioni scientifiche occidentali.
In questo esempio di una tenace ricerca  risiede la grande speranza del nostro mondo affinché possano cambiare la nostra mentalità e la nostra coscienza e ci si muova verso una prospettiva di integrazione tra le diverse conoscenze per attraversare la storia della terra con un passo leggero.
Ciò consentirebbe l’impresa di creare un mondo sostenibile capace di muoversi verso la ricerca dell’integralità, nel cibo, nella medicina, nello stile di vita, nella interazione tra le persone e la natura tutta.
L'acquisizione della consapevolezza da parte di ognuno di essere parte di una rete più ampia di relazioni e di conoscenze apre una nuova era culturale e valoriale in questo momento di crisi epocale.
La speranza è che nasca una nuova coscienza che abbia come valore supremo il rispetto di ogni essere vivente e dell'ambiente, rispetto che garantisce la saggezza sistemica, la cui carenza prepara le catastrofi.
Mario questa direzione  l’ha tracciata e percorsa con forza da più di 40 anni; una volontà tenace e pazienze che ha dimostrato la sua capacità di realizzazione  agli  stessi compagni che all’epoca consideravano folle questo sforzo.
 Questa esperienza concreta e diffusa in realtà si sta rivelando lungimirante e illuminante per la costruzione di un mondo migliore e più giusto per queste e per le future generazioni. “La Terra ci è data in prestito dai nostri figli” questa è la consapevolezza di ogni ecologista.

Sen. FIORELLO CORTIANA
(Green Italia-Condividi la Conoscenza)

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