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venerdì 8 novembre 2013

Ius Soli e immigrazione, la terzomondializzazione dell'Italia?


Ho firmato l'Ordine del Giorno proposto dai consiglieri della maggioranza per sollecitare la trattazione parlamentare del riconoscimento della cittadinanza-Ius Soli per i bambini e ragazzi nati e cresciuti qui da famiglia non italiana. L'ho fatto perché ritengo necessario iniziare a trattare pubblicamente la questione dell'immigrazione, lasciata spesso al lavoro nero di muratori e badanti e alla funzione di capro espiatorio cui imputare le difficoltà italiane e sulla quale speculare elettoralmente. In quale contesto ci misuriamo con la questione dell'immigrazione? L'Italia ha affrontato lo sviluppo del mercato globale e i trattati internazionali europei senza la capacità necessaria di pianificazione e negoziazione di garanzie di impegno comune europeo. Solo l'ultima strage di migranti dall'Africa e dal Medio Oriente ha portato il Governo a sollecitare l'Europa mentre l'Italia aveva firmato il regolamento di Dublino sui confini dell’UE senza essere in grado di pattugliare e proteggere i propri confini. La perdita del 15% del settore manifatturiero in Italia, che era il più grande in Europa dopo la Germania, e la scomparsa di circa 32.000 aziende è una delle conseguenze dell’apertura incondizionata ai prodotti industriali a basso costo asiatici negli stessi settori e al quasi nullo investimento in ricerca e nelle capacità professionali e imprenditoriali dei giovani. Così non solo le aziende decentrano la produzione fuori dall'Italia, ma sono migliaia i nostri studenti, laureati, ricercatori, scienziati e tecnici, formati in Italia con investimenti pubblici, che vanno via nel Nord Europa, negli USA e in Asia. Una dissipazione cognitiva senza precedenti. La perdita dei giovani cervelli viene sostituita e non compensata da flussi migratori che pure danno il loro contributo previdenziale, sociale e imprenditoriale. Nei secoli la nostra penisola ha guardato e considerato il Mediterraneo Mare Nostrum . Proviamo a rovesciare la cartina alla luce della situazione che ho riassunto: siamo di fronte ad una terzomondializzazione dell'Italia. La colpa di questa situazione è della classe dirigente politica, finanziaria e industriale, in gran parte incapace di visione, incapace di fare i conti con il mercato, gelosa delle proprie rendite di posizione a spese del bilancio pubblico. Così il paese che ha avuto Olivetti e l'innovazione informatica, Natta e l'invenzione della plastica, Ippolito e l'energia nucleare, Mattei e l'autonomia nell'approvvigionamento energetico con protagonismo mondiale, oggi conosce la malinconica parabola dell'Alitalia e di Telecom, dopo lo smantellamento dell'IRI. Occorre una politica europea sulla cooperazione e sull'immigrazione, ma occorre un cambio nella classe dirigente altrimenti la proposta di Ius Soli non produrrà cittadinanza ma frustrazione negli immigrati e risentimento negli italiani. Anche Buccinasco può fare la sua parte, perciò più che la proposta di cittadinanza onoraria avanzata dalla maggioranza, che sembra uno sberleffo, un “vorrei ma non posso”, per i figli di immigrati nati qui, sono utili azioni concrete per favorire l'integrazione. Quindi: piani formativi e di educazione civica-potenziamento dei corsi di formazione occupazionale regionale per colf, badanti, addetti mensa ecc.-servizio di ascolto e orientamento-promozione di incontri pubblici sulla questione immigrazione-attivazione di una rete sinergica con le amministrazioni e la zona del decentramento circostanti per condividere in modo armonico le azioni di concreto sostegno.

Fiorello Cortiana

Coalizione Civica Buccinasco

Io ho votato l'ordine del giorno della maggioranza sullo Ius Soli esprimendo la mia contrarietà/estraneità alla proposta di cittadinanza onoraria.
Il Consiglio Comunale ha approvato anche il mio ordine del giorno.

Cittadini non europei privi di cittadinanza 

Proposta di sostegno all'integrazione


Premesso che

  1. La situazione di criticità che sta vivendo il nostro paese, il cui prolungarsi non vede possibilità sicure di uscita in un periodo di tempo definito genera crescenti situazioni di disagio sociale per i Cittadini di Buccinasco;
  2. questa criticità si manifesta in difficoltà se possibile maggiori per i non europei che si trovano sul nostro territorio anche da anni, soprattutto se privi di qualificazioni lavorative e in difficoltà di integrazione di diversa origine e forma;
  3. che i non Cittadini si trovano con minori possibilità di sostegno, spesso estranei al nostro tessuto sociale o privi di strumenti che consentano di usufruire delle pratiche di welfare è di supporto organizzativo da parte del pur esteso tessuto associativo buccinaschese,
  4. che Buccinasco e le sue strutture locali intendono individuare percorsi per a) alleviare questo disagio, b) fornire strumenti che aiutino l’inserimento nel tessuto della Comunità, c) che supportino nella guida alla conoscenza di usi, processi e metodi della nostra Comunità; d) che agevolino il percorso di maturazione e conoscenza per l’ottenimento della Cittadinanza;

Con questi impegni la proposta di Coalizione Civica impegna la amministrazione di Buccinasco alle seguenti azioni di concreto sostegno per i residenti, con cittadinanza non europea, aventi le caratteristiche di regolarità del permesso di soggiorno:
  1. definire, in collaborazione con le scuole statali e parificate e con il mondo delle associazioni, piani formativi di educazione civica e linguistica, dalle caratteristiche appropriate, per i diversi strati di cui si compone ciascun insieme di cui al punto uno;
  2. chiedere impegni concreti alla Provincia, prossima Città Metropolitana, e alla Regione affinché vengano adottati e attuati Piani per l'Integrazione dei cittadini stranieri immigrati;
  3. potenziare i corsi formativi gratuiti già esistenti quali "OSS-Operatore Socio Sanitario", "ASA- Ausiliari Socio Assistenziali"e metterne in campo nuovi per le occupazioni tipiche di alcune categorie quali aiuto in mense e ristoranti, ecc. I corsi devono essere pratici, leggeri, non prolungati, con l'obiettivo dell'immediato utilizzo delle cognizioni apprese, che devono comprendere anche una conoscenza parlata e scritta dell'italiano di livello base;
  4. attrezzare un servizio di ascolto e orientamento che affianchi e integri le funzioni che lo Sportello Lavoro già svolge;
  5. promuovere incontri pubblici sulla questione immigrazione;
  6. attivare una rete sinergica con le amministrazioni e la zona del decentramento circostanti per condividere in modo armonico le azioni di concreto sostegno.



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