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martedì 19 novembre 2013

Lobby, farmaci e influenza

http://www.eurosalus.com/blog/angolo-fiorello-cortiana/lobby-farmaci-e-influenza/

Lobby, farmaci e influenza

Quali erano gli interessi in gioco tra gli esperti accademici nella pandemia H1N1, proclamata dall'OMS nel 2009-2010 e poi non rivelatasi tale?
La London School of Hygiene and Tropical Medicine ha analizzato gli articoli di giornale del Regno Unito sulla influenza A/H1N1, esaminando le fonti citate.
I risultati accademici e scientifici erano la seconda fonte dopo il Ministero della Salute.
La London School of Hygiene ha allora voluto capire se ci fossero differenze nella stima del rischio di pandemia fatta dagli accademici e quella derivante dalle stime ufficiali. Ha voluto cioè analizzare eventuali differenze statistiche tra chi suggeriva e promuoveva il vaccino e chi invece non lo riteneva necessario.
Per ciascun accademico sono stati allora verificati, in modo indipendente, i possibili conflitti di interesse.
Un accademico su due, tra quelli con legami stretti con aziende farmaceutiche, ha valutato il rischio rispetto alle previsioni ufficiali con probabilità 5,8 volte superiori a quelli realizzati da accademici senza legami. Così gli accademici con legami forti con le aziende produttrici che hanno promosso l'uso di vaccini sono stati 8,4 volte più degli altri, come evidenziato da anni già in altri campi sanitari.
Valutazioni di rischio maggiore, in combinazione con il sostegno ai prodotti (vaccini e farmaci antivirali) per contrastare la finta pandemia del 2010 o qualsiasi altra prossima e ventura, possono portare ad un aumento dell'ansia sociale, della domanda di farmaci e della spesa per le casse pubbliche.
La modalità del raggiungimento della maggioranza che in sede OMS ha decretato la pandemia suscita perplessità simili.
Occorrono più informazioni, più trasparenza, più libertà di ricerca e di cura, più consapevolezza, affinché farmaci, terapie e organismi di valutazione evolvano efficacemente per la nostra salute.
L'UE con la normativa sui farmaci prevede la procedura semplificata di registrazione per i medicinali omeopatici. L'Italia ha recepito, ma non ancora attuato questa direttiva e si lascia che, a differenza dei cittadini tedeschi e francesi, chi usa l'omeopatia lo faccia come hobby personale a sue spese, mentre i prodotti farmindustria nel prontuario del Servizio Sanitario sono pagati con le tasse di tutti.
Siamo tutti cittadini europei con gli stessi diritti, non creduloni imboniti da ciarlatani.

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